Le classifiche del 2016 di Antonino Mistretta

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Quest’annata intensa e crudele, dal suo inizio alla sua conclusione, volge ormai al termine e giunge così l’ora della mia prima classifica di fino anno. Per quanto scontato dirlo ricordo che non è possibile aver ascoltato tutto e che di conseguenza saranno moltissimi i dischi più che validi non presenti in queste personali liste (una top 10 dedicata agli artisti italiani ed una top 30 per gli artisti stranieri). Spero che questa lettura possa incuriosirvi e magari farvi conoscere qualcosa di nuovo, e ringrazio Rockambula e tutti voi, al prossimo anno!

TOP 10 ITALIA

10. BIRTHH – BORN IN THE WOODS
(WWNBB | Alt Pop, Electro Dream Pop)
Esordio del nuovo progetto della giovanissima Alice Bisi che mostra una grande maturità ed una personalità ricca e capace di arrivare a chi ascolta in modo semplice e profondo. Elegantissimo Pop che non dimentica le radici Folk del precedente progetto.

09. KRANO – REQUIESCAT IN PLAVEM
(Maple Death | Alt Folk, Country Blues, Lo-Fi)
Progetto di Marco Spigarol che ho conosciuto, senza mai averlo ascoltato prima, all’OffSetFest. Il cantato in veneto ha muscialità anglosassone e l’essenzialità degli arrangiamenti esalta i sapori dei brani semplici e malinconici ma al contempo ruvidi e storti. Ben più che piacevole.

08. NICCOLò FABI – UNA SOMMA DI PICCOLE COSE
(Universal Music Italia | Songwriting, Folk, Pop)
Niccolò, ispirato come non mai, ci propone il suo disco più intenso e personale confermandosi come una delle realtà più sincere e profonde della musica italiana. Un album prezioso, limpido e disarmante.

07. MORGENGRUSS – MORGENGRUSS
(Taxi Driver Records | Alt Folk, Drone, Psychedelic)
Esordio solista, intenso e minimale, di Marco Paddeu che riesce in un solo album ad infilare due dei brani più belli dati quest’anno alla luce dalla musica italiana “altra” (“Vena” e “Hope”). Meravigliose trame di psichedelia oscura, ottimi innesti di fiati. Gran bel disco.

06. LARSEN – OF GROG VIM
(Important Records | Post Rock)
Colonna sonora dedicata a Grog Vim, personaggio di fantasia sceso sulla Terra per compiere esperimenti riuscendo a lasciare un’eredità, non senza aver provocato qualche incidente, prima di tornare sulla Luna. Disco strumentale solido ed elegante. (qui un piccolo report e qualche foto dalla data al festival ISAO)

05. TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD – NERISSIMO
(Specula Records | Experimental, Chamber Music)
Teardo e Bargeld solidificano il loro legame confermando quanto di buono già fatto sentire con Still Smiling e se possibile andando oltre. Un album teatrale di gran qualità tra brani eccentrici, struggenti, ironici e cinematici. (qui due parole e qualche foto descrivono il loro live di Collegno).

04. BARACHETTI / RUGGERI – WHITE OUT
(Ribéss Records, Dreamingorilla Records | Experimental, Avant Songwriting)
Lavoro d’esordio non facile col quale il duo descrive l’alienazione dell’uomo occidentale dei nostri tempi in un riuscitissimo matrimonio tra parole (pensieri) e suoni (pulsioni corporee) capaci, durante questo viaggio sensoriale, di lavorare in perfetta simbiosi.

03. SILENT CARNIVAL – DROWNING AT LOW TIDE
(Vicevrsa Rrcords | Experimental, Alt Folk, Drone)
Il ritorno di Marco Giambrone (Marlowe) a due anni dall’omonimo debutto conferma la bontà di questo progetto. Strutture notturne, eteree, ricercate, per un album dalla grande qualità impreziosito dai tanti ospiti, tra i quali Carla Bozulich e Matteo Uggeri.

02. ALFIO ANTICO – ANTICO
(Origine Records, Believe Digital | Minimalism, Popular Music, Avantgarde)
Registrato durante un’immersione nella natura siciliana nella casa-agriturismo di Totò Lo Vecchio a Gangi. Gli animali sono parte attiva di questo lavoro dove, oltre a loro e ad Alfio (tamburo e voce), troviamo anche arrangiamenti minimali di chitarre e synth a costruire brani atonali, mantrici, rurali, avanguardistici. Da ascoltare e riascoltare.

01. VALERIO TRICOLI – CLONIC EARTH
(PAN | Elettroacustica, Dark-Ambient)
Nastri torturati, field recordings, inserti vocali trattati, spettrali, a formare textures, ovviamente da incubo, di grandissimo livello. Il sound-designer siciliano torna con un lavoro tanto ossessivo quanto suggestivo e affascinante, un oscuro viaggio dentro e fuori di sé che è vera opera d’arte.


TOP 30 STRANIERI

30. ANOHNI – HOPELESSNESS
(Secretly Canadian, Rough Trade, Hostess | Inghilterra | Electro Pop, Art Pop)
L’esordio di Antony Hegarty con nuovo moniker e nuova identità sessuale è un disco di denuncia che vuole arrivare a tutti trattando temi forti con parole semplici, un rischio se mancasse di sincerità. Ma la sincerità non manca e le parole, per quanto immediate e collettive, risuonano dolorosamente intime. (qui il live report della sua unica data italiana)

29. ALUK TODOLO – VOIX
(The Ajna Offensive | Francia | Black Metal, Krautrock, Occult Rock)
Turbolenta e sperimentale miscela di corrosiva psichedelia krauta e Black Metal/Noise per il Power Trio parigino. Una suite divisa in sei atti che alterna ad una calma oscura svariati crescendo che portano a secche mazzate.

28. RUSSIAN CIRCLES – GUIDANCE
(Sargent House | Stati Uniti | Post Metal, Post Rock)
Il trio festeggia i 10 anni di attività con una sesta prova in studio che rappresenta il raggiungimento della piena maturità espressiva. Mai così atmosferici, mai così intensi nei loro muscolari crescendo. Nulla di nuovo, ma tutto fatto dannatamente bene.

27. RADIOHEAD – A MOON SHAPED POOL
(XL | Inghilterra | Alt Rock, Art Rock, Chamber Pop)
Il disco più orchestrale della band di Oxford, seppur non ai livelli dei loro album migliori, e sicuramente ben più che una rivisitazione di brani già sentiti ed ha la capacità, nel suo distanziarsi in modo più o meno equilibrato dai precedenti lavori, di sintetizzarne la carriera e porsi quasi da ipotetico nucleo. Credo sia l’album che proporrei ad un marziano che volesse approcciarsi al loro mondo (qui, nel report del Primavera Sound, si parla di loro).

26. THREE TRAPPED TIGERS – SILENT EARTHLING
(Superball | Inghilterra | Electronic, Math Rock)
Secondo full length per il trio londinese. La ricetta è confermata per quanto questo nuovo lavoro veda l’elettronica aumentare il suo peso (e la sua già alta qualità) all’interno dei brani muovendosi con efficacia tra i ritmi dettati da batteria e chitarra. Il trio realizza i soliti incastri perfetti e certe spigolosità Math comunque non mancano portandoci anche questa volta ad un risultato finale avvincente.

25. CAR SEAT HEADREST – TEENS OF DENIAL
(Matador | Stati Uniti | Indie Rock, Lo Fi, Pop Punk)
Il disco che ha fatto conoscere al grande pubblico Will Toledo ed a Will una vera sala di registrazione, una vera band ed una vera produzione, è un tuffo nel rock indipendente anni 90 con la libertà del più scazzato figlio dei fiori del 68. Insomma, una copia di tanti altri ed in ritardo su tutto si potrebbe pensare. Assolutamente no, naturale, peculiare e freschissimo.

24. ÅRABROT – THE GOSPEL
(Fysisk Format | Norvegia | Noise Rock, Post Punk)
Il gruppo scandinavo ha quest’anno inciso il suo lavoro più accessibile (comunque non una passeggiata): il disco gospel di Kjetil Nernes, concepito dopo l’intervento subito per esportare un cancro maligno, dimostrando grande consapevolezza dei propri mezzi. Ospiti di livello e produzione firmata Steve Albini ha coronare un lavoro maturo, epico e brutale. Vivo.

23. MINOR VICTORIES – MINOR VICTORIES
(Fat Possum Records | Inghilterra, Scozia | Shoegaze, Alt Pop, Post Rock)
Arrivano da tre band (Slowdive, Mogwai, Editors) che sono un punto di riferimento nei rispettivi generi proposti, sono in 4 e formano uno di quei gruppi che ci piace tanto chiamare superband ma spesso non hanno nulla né di super né, soprattutto, di band. Ma stavolta non va così. L’eponimo esordio oltre che un lavoro veramente di buon livello ci regala una band vera ed equilibrata, ed è questa la cosa che più conta (qui il live report della data milanese).

22. TIM HECKER – LOVE STREAMS
(4AD | Canada | Experimental, Drone, Ambient)
Splendidi cori rinascimentali ed un’elettronica fumosa si accostano ai più classici elementi Ambient-Drone dell’artista canadese che traccia così una nuova strada della sua continua ricerca. Forse, abituati esageratamente bene, questo lavoro può risultare meno convincente di altri ma l’artista canadese seduce e aliena sempre e comunque.

21. KEATON HENSON – KINDLY NOW
(Play It Again Sam | Inghilterra | Songwriting, Art Folk, Indie Pop)
Artista conosciuto tramite un’amica che ne postò un video sul suo blog 4 anni fa, ne rimasi folgorato ed iniziai a seguirlo con passione. Ma è la sua di passione che conta, fatta di musiche (che in quest’occasione si fanno più ricche e orchestrali) e parole bellissime. Una passione disarmante.

20. TINDERSTICKS – THE WAITING ROOM
(City Slang | Inghilterra | Noir Songwriting, Chamber Pop, Jazz Soul)
Ennesimo grande lavoro della band di Stuart Staples che, ancora una volta, si conferma come uno dei migliori esempi del connubio tra eleganza e visceralità proponendoci una nuova collezione di brani profondi e preziosi che ben rappresentano l’esperienza e la sensibilità maturate nel tempo dalla band. Dolorosi, profondi, romantici.

19. PJ HARVEY – THE HOPE SIX DEMOLITION PROJECT
(Island | Inghilterra | Songwriting, Alt Rock, Gospel, Blues)
Album nato da appunti di viaggio compiuti tra i tormentati territori di Kosovo e Afghanistan ed attraverso le periferie di Washington, città che col suo progetto Hope Six ha demolito e successivamente ricostruito edifici senza però farvi rientrare le famiglie più indigenti. Il disco, eclettico, corale ed ottimamente arrangiato, ci mostra una Polly Jean sempre più matura. (Al Primavera c’era anche lei)

18. MATT ELLIOTT – THE CALM BEFORE
(Ici d’Ailleurs | Inghilterra | Folk, Songwriting)
Una voce ed una chitarra capaci di creare profonde atmosfere ormai divenute un vero e proprio marchio di fabbrica. Il prezioso musicista di Bristol, col suo pessimismo riflessivo e rassicurante e la sua intensità, si dimostra anche in questo suo settimo full length artista profondo e necessario. (qui un freschissimo live report della data torinese)

17. THE DIVINE COMEDY – FOREVERLAND
(Divine Comedy Records | Irlanda | Chamber Pop)
Neil Hannon ci regala l’ennesimo album di livello della sua carriera, i suoi arrangiamenti orchestrali sono deliziosi, qualunque sia il loro umore, ed il dandy è assai meteoropatico. Il suo Pop aristocratico porta lontano nel tempo riuscendo a far sorridere ed emozionare, le sue canzoni danno l’effetto che le caramelle più buone e gommose hanno sui bambini.

16. ELUVIUM – FALSE READINGS ON
(Temporary Residence Limited | Stati Uniti | Ambient, Drone, Sacred Music)
Matthew Cooper torna con una nuova fatica dove il canto svolge un ruolo fondamentale muovendosi su fumosi tappeti orchestrali nei quali troviamo apparizioni di pianoforte, archi e fiati ad accompagnare chitarre e synth che affondano in un mare di distorsioni. Disco dall’espressività potentissima.

15. NORTH SEA RADIO ORCHESTRA – DRONNE
(Household Mark, Domino | Inghilterra | Chamber Folk Pop, Neoclassical)
Splendide ballate dal sapore antico si alternano a fascinose e ricercate trame cameristiche e raffinate aperture Pop. La lievità intensa e sinuosa delle melodie, mai meno che interessanti, regala profumi di luoghi incantati. Un album delicato e curatissimo.

14. STROBES – BROKESPEAK
(Blood and Biscuits | Inghilterra | Electronic, Math Rock, Fusion)
Esordio per la band formata dal chitarrista Matt Calvert (Three Trapped Tigers), dal batterista Joshua Blackmore (Troyka) e dal tastierista e produttore Dan Nicholls (Squarepusher, Matthew Herbert). Il disco, angolare, viaggia su coordinate Electro/Math Rock ricche però di contaminazioni, in modo particolare Jazz e Prog, che danno vita ad un disco originale che convince e coinvolge.

13. ROLY PORTER – THIRD LAW
(Tri Angle | Inghilterra | Dark Ambient, Drone, Experimental)
La metà dei Vex’d pubblica il suo miglior lavoro solista. La sua ricerca sonora è figlia della passione per le pellicole di fantascienza e le 8 tracce dell’album, nella maggior parte dei casi, risultano sospese tra il noto e l’ignoto. Attraente lavoro tra Haxan Cloak e Ben Frsot.

12. SYNDROME – FOREVER AND A DAY
(Consouling Sounds | Belgio | Ambient,  Drone, Post Rock)
Un personalissimo viaggio meditativo ed introspettivo. Una suite divisa in tre movimenti nella quale Mathieu Vandekerckhove, stratificando e spogliando suoni con grazia, dialoga (in realtà si tratta più di un soliloquio) con suo padre. Toccante ed evocativa emotività.

11. VIRTA – HURMOS
(Svart Records | Finlandia | Post Jazz, Post Rock, Free Jazz)
Il trio in questo sophomore incrementa l’uso dell’elettronica rispetto all’esordio per quanto a farla da padrona siano ancora chitarre, trombe e percussioni. Un album formidabile che spazia con con grande passione e pari efficacia tra rarefatte atmosfere cinematografiche e passaggi più duri e nervosi. Graditissimo e spettacolare ritorno.

10. CAVERN OF ANTI-MATTER – VOID BEATS/INVOCATION TREX
(Duophonic | Inghilterra | Kraut Rock, Electronic, Psychedelic)
La formazione dei due ex Stereolab, Tim Gane e Joe Dilworth, sforna un ottimo disco, piuttosto audace e dalle mille influenze. Un lavoro dal sapore retro-futurista che offre oltre 70 minuti di scorrevolissimo piacere.

09. BENT KNEE – SAY SO
(Cuneiform Records | Stati Uniti | Art Rock, Art Pop, Prog Rock)
Il collettivo di Boston giunge al suo terzo album e ci propone un disco ricco di idee, elaborato e dal gran dinamismo. Un giro sulle montagne russe ed una babele di linguaggi guidato dalla voce, limpida e potente, di Courtney Swain, un talento, lei come i suoi 4 compagni e gli svariati ospiti presenti. Uno dei migliori dischi dell’anno, se cercate fantasia nella musica, eccovi serviti.

08. LEONARD COHEN – YOU WANT IT DARKER
(Columbia | Canada | Songwriting)
Il testamento del grande Leonard, prodotto dal figlio Adam, è indubbiamente uno dei maggiori lavori della carriera del musicista e del poeta statunitense. Alla solita incredibile ed avvolgente voce si affiancano melodie delicatissime ed il coro della più antica sinagoga del Canada nella meravigliosa title-track. Intimo e struggente, fino all’ultimo.

07. AGNES OBEL – CITIZEN OF GLASS
(Pias Recordings | Danimarca | Songwriting, Neoclassical, Minimal Pop)
Evocativo ed oscuro album per la cantante e pianista danese. Il lavoro, minimale e rarefatto, offre meravigliose soluzioni vocali e musicali capaci di coinvolgere emotivamente; ottimo il lavoro degli archi come quello, leggero, dell’elettronica. Seducente trasparenza notturna.

06. KIRAN LEONARD – GRAPEFRUIT
(Moshi Moshi | Inghilterra | Art Pop, Experimental Rock)
Il giovane polistrumentista di Manchester propone un disco estremamente elaborato e ricchissimo di umori, non solo nella sua totalità ma anche all’interno delle singole canzoni. Felicemente lunatico, incredibilmente preparato. Un talento spettacolare.

05. EKIN FIL – BEING NEAR
(Helen Scarsdale Agency | Turchia | Shoegaze, Dream Pop, Drone)
Arrangiamenti semplici ed elegantissimi che si fanno spettrali, elettronica e chitarre sature di riverbero accostate a vaporose melodie vocali. Un album che nella sua dolorosa ma pacificata malinconia riesce a toccare corde profonde con invidiabile tatto. Ispirato e seducente.

04. NICK CAVE & THE BAD SEEDS – SKELETON TREE
(Kobalt, Bad Seeds Ltd. | Australia | Songwriting, Minimalism)
Un disco di un’intensità fuori dal comune che gli arrangiamenti, minimali e spettrali, di una band che mai aveva così tanto lavorato per sottrazione, rendono ancora più commovente. Un nuovo sofferto ed elegante capitolo che arricchisce una discografia incredibile. Questo album è un cuore che batte, affascinante e colmo di dolore.

03. DAVID BOWIE – BLACKSTAR
(ISO Records, RCA | Inghilterra | Art Rock, Avant Jazz)
L’uomo caduto sulla terra ci ha regalato il suo ennesimo grande disco. Un lavoro scuro, intenso ed enigmatico partorito alla soglia dei 70, talmente ricco di soluzioni e di voglia di mettersi in gioco che verrebbe quasi da chiedersi come abbia fatto se non lo sapessimo alieno. Un alieno che lascia un patrimonio senza tempo a tenerlo in vita, per sempre ed ancora in continuo divenire.

02. MAJA OSOJNIK – LET THEM GROW
(Rock is Hell | Slovenia | Experimental, Electronic)
Tocchi Jazz, ossessioni Industrial, sperimentalismi elettronici e vortici Noise affiancati ad ottime doti vocali e grande libertà espressiva nell’ottimo lavoro della cantante e musicista slovena trapiantata a Vienna. Un disco personalissimo, selvaggio e tagliente, che penetra i timpani dei nostri deserti interiori.

01. PAUL JEBANASAM – CONTINUUM
(Subtext | Sri Lanka | Ambient, Experimental)
Oscuro e profondo album che esplosa lo smembramento della vita e dell’energia presenti nell’universo senza escludere il ruolo della scienza e dell’umanità nel suo insieme. Un’esperienza decadente e totalizzante che ben descrive nel suo complesso quest’elettronica che negli ultimi anni, e forse mai come quest’anno, si è fatta ricerca spirituale.

Last modified: 20 Febbraio 2019

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