Nick Cave & the Bad Seeds Tag Archive

‘Sin letra pequeña’ – Pillole dal Primavera Sound 2018

Written by Live Report

“Con queste e con molte altre considerazioni inutili si torna a casa dopo un’esperienza come il Primavera Sound Festival.”

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Chi suona stasera? – Guida alla musica live di maggio 2018

Written by Eventi

New Order, Angel Olsen, Father Murphy, Yo La Tengo, June of ’44… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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10 SONGS A WEEK #29.01.2018 | speciale Primavera Sound

Written by Eventi, Playlist

‘Chi suona stasera?’ – Guida alla musica live di novembre 2017

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Sun Ra Arkestra, Kraftwerk, Nick Cave & The Bad Seeds… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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Best moments del 2016 e i miei auguri per il 2017 by Maria Petracca

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Le classifiche del 2016 di Antonino Mistretta

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I Dischi del 2016 da non perdere secondo Simona Ventrella

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Nick Cave & The Bad Seeds – Skeleton Tree

Written by Recensioni

Ascolto questo nuovo lavoro di Nick Cave dal giorno della sua uscita ma dallo stesso giorno ho preso la decisione che lo avrei recensito solo dopo aver visto One More Time With Feeling, il documentario di Andrew Dominik presentato al Festival del Cinema di Venezia, che ne ha accompagnato l’uscita.
Avrei voluto scrivere una recensione che in qualche modo facesse vivere insieme film 
e disco legandoli tramite emozioni, parole, immagini; avrei voluto, ma credo per riuscirci con la dovuta cura avrei rischiato di recensire il tutto a fine anno. Vi parlerò dunque di entrambe le uscite ma lo farò separandole, partendo dall’album.

Il testo di una canzone, per me, deve essere composto di contrappunti.
Metti in una stanza un bambino e un disabile mentalmente disturbato,
e osservi quello che succede.
Poi fai entrare un clown su una bicicletta, e osservi ancora quello che succede.
Se non succede nulla d’interessante, spari al clown”

(
Nick Cave, dal film 20000 Days on Earth)

Cambiate pure i protagonisti della formula e possibilmente non fate mancare Dio, certo è che per quanto semplicistica e per quanto manchi degli innumerevoli risvolti e delle innumerevoli interpretazioni che un testo di Cave porta con sé, questa frase rappresenta piuttosto bene molte delle meravigliose ballate che il musicista australiano ci ha fin qui regalato. Skeleton Tree è un disco che per quanto in buona parte scritto (ma in alcune sue parti successivamente rivisto) prima della pesantissima tragedia vissuta da Nick Cave a causa della morte del figlio quindicenne Arthur, avvenuta precipitando da una scogliera  dell’Ovingdean Gap nei pressi di Brighton il 14 Luglio dello scorso anno, ad essa risulta inevitabilmente legato. E così il Nostro si trova a dover fare i conti con una morte che oggi (purtroppo) non è più solo allegorica, ma che lo tocca personalmente e profondamente.

Il legame, partendo dal presupposto che un testo di Cave si può sempre interpretare ma difficilmente capire fino in fondo se non si è Cave (per quanto le parole in questo disco, forse anche per una specie di suggestione collettiva, risultino a tutti più vicine) è evidente sin dal primo verso dell’iniziale e meravigliosa “Jesus Alone” (sei caduto dal cielo schiantandoti su un campo vicino al fiume Adur), canzone fantasma depositata nella gola di una sirena che mette subito in evidenza il ruolo in primo piano di uno Warren Ellis (che qui dirige anche un quartetto d’archi) sempre più nuovo deus ex machina dei Bad Seeds, band che mai aveva così tanto lavorato per sottrazione; gli arrangiamenti del disco sono palpiti lunari, crudi e scarni ma al contempo ricercati ed eterei, è musica da camera ma è anche musica d’avanguardia che trova qui il fondamentale contribuito dell’uso dell’elettronica. Il brano è una sorta di scurissima preghiera ad un qualche dio umanizzato, solo e perso, che si manifesta nei più svariati modi e che Nick chiama a sé volendo condividere con lui l’attesa della fine.
Troviamo poi l’inaspettata metrica quasi Rap nel crooning della fluttuante “Rings of Saturn” seguito dalla splendida “Girl in Amber” dedicata alla moglie Susie, si tratta di un brano quasi immobile che spezza il cuore descrivendoci quella che è oggi una realtà famigliare confusa ma sempre e comunque amorevole, con una delicatezza infinita.
Magneto” con le sue poche note di pianoforte unite agli archi e all’elettronica incredibilmente tenui, libera la pioggia che le nuvole portate dei brani precedenti tenevano in serbo pur senza scatenare un temporale, qui l’interpretazione di Cave è assolutamente disarmante, non mancano riferimenti ai suoi ricordi ed al suo passato, compreso quello da eroinomane; la canzone è tetra ma va in qualche modo a sciogliere il suo nero incontrando il sentimento più grande (nell’amore, nell’amore, nell’amore io rido, tu ridi, e ancora una volta con sentimento io amo, tu ami, io rido, tu ridi, il mio cuore è stato segato a metà e tutte le stelle sono schizzate sul soffitto). Segue “Anthrocene” con una chitarra lontana che appare e scompare, con il coro ed i feedback che sono lamenti, si sente anche una batteria ora spazzolata e lontana ora più presente a donare un tocco jazzy all’apocalittico brano, una riflessione su quanto l’uomo abbia negativamente influito sul clima del pianeta (il titolo è una rivisitazione del termine antropocene, riferito al devastante impatto dell’uomo sugli ecosistemi) effettuata in modo parallelo ai più puri e profondi sentimenti umani; in questa canzone si perdono tutte le cose che si amano ma si continua comunque a cercare l’amore mentre la madre di ognuno di noi muore ogni giorno un po’ di più anche a causa della nostra assenza d’amore nei suoi confronti, oltre che a causa di quelle intoccabili potenze molto più grandi di tutti noi (chiudi gli occhi piccolo mondo, e fatti forza).
Tocca poi alla bellezza della splendida melodia di “I Need You” con il suo prezioso tappeto di tastiere portarci più viva che mai l’immagine di Arthur, forte quanto il clima di perdita che permea il brano (niente importa più davvero quando chi ami se ne è andato), forte quanto il disperato tentativo di non perdere sé stessi. Segue poi la ballata “Distant Sky” dove Cave è affiancato dalla soprano Else Torp, il cui canto dona al brano un tocco celtico/ecclesiastico riuscendo a mostrarci per la prima volta uno spiraglio di luce che però a quanto pare Cave al momento non può vedere (ci hanno detto che i nostri dei ci sopravvivono, che i nostri sogni ci sopravvivono, ma hanno mentito). Sarà con la successiva e conclusiva “Skeleton Tree” che forse quello spiraglio di luce si renderà in qualche modo visibile per gli occhi del Nostro. Si tratta del brano Pop dell’album, il brano dove gli strumenti si fanno più vivi, dove Cave accenna qualcosa di più vicino al canto, è il brano dell’accettazione.e della consapevolezza che il presente è qui e ora (ho gridato, ho urlato per l’oceano intero ma l’eco torna indietro), è lo sguardo triste e sconfortato ma in qualche modo pacificato rivolto al domani; la canzone si conclude con Cave che ripete tre volte ora è tutto a posto, dopo 40 minuti di flusso (e presa) di coscienza.

Cercando la forza e le motivazioni per non cedere al momento più difficile della sua già travagliata esistenza, Nick Cave ci consegna oggi sé stesso così com’è, un uomo che esorcizza la sua pena nell’unico modo che può: affrontandola, con un disco sospeso, intensissimo ed imperfetto. Un disco dove Nick Cave cerca nuovi percorsi espressivi nelle liriche e nel crooning come nella musica e che ancor più che rappresentare una perdita rappresenta anima e corpo di chi è rimasto, e se chi è rimasto porta il nome di Nick Cave viene da sé che il fascino del lavoro in questione sia di una profondità incredibile. L’albero sarà sì debole, spoglio e scheletrico, ma nella drammaticità e nella sofferenza del momento si dimostra ancora capace di respirare e incantare, immergendo le sue radici ancor più profondamente dentro una terra per lui mai così preziosa e rivolgendo lo sguardo a quel cielo ed a quel Dio dal quale Nick con questo meraviglioso lavoro ha ulteriormente accorciato le distanze, regalandoci quasi l’impressione che dopo la tragica scomparsa di Arthur non sia stato l’unico dei due a muoversi verso l’altro.

Passando a One More Time With Feeling, il film che ha accompagnato l’uscita del disco, credo sia da ricordare che Nick Cave nel periodo che va da Luglio 2015 a Settembre 2016 non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche, ed ancora oggi, ad un mese dall’uscita del disco, non ha ancora nemmeno annunciato (come solitamente viene fatto) date live, il suo silenzio ed il suo dramma continuano ma allo stesso modo continua la vita dell’artista   e questo film-documentario che ha accompagnato Skeleton Tree è il modo che Nick ha scelto per comunicarcelo, e vale più delle mille interviste non fatte in questo periodo, e più delle mille che arriveranno quando il Nostro deciderà di darsi nuovamente in pubblico. La pellicola non fa che proseguire il discorso fatto per il disco, si tratta di un altro tipo di flusso di coscienza, questa volta davanti ad una telecamera, una scelta non senza dubbi come si nota soprattutto nella parte iniziale del documentario.
Il film, girato dall’amico Andrew Dominik in un intenso b/n (affiancato da qualche momento a colori) 3D e distribuito da Nexo Digital, non è una mera operazione commerciale e non sfrutta la tragedia, e non solo perché la dignità di Cave non lo permetterebbe ma perché il regista opera con estrema delicatezza, e così mentre segue l’evolversi di quei giorni di registrazione segue anche il tanto naturale quanto difficile “aprirsi” dei protagonisti portando, per la prima volta da quel giorno di metà Luglio, il dolore e le sensazioni di Nick e Susie Bick a tutti noi.

Nick Cave in questo film potrebbe essere chiunque di noi in una situazione simile (“É vivo dentro il tuo cuore” dice Dominik, “No, è dentro il cuore ma non è vivo” risponde Cave, irrobustendo ulteriormente il concetto espresso nel brano “I Need You”); un uomo fragile, intimamente spento, che spesso abbassa lo sguardo davanti alla camera sapendo bene che i suoi occhi potrebbero piangere o dire cose che la bocca preferirebbe non pronunciare, sapendo bene come la sua impenetrabilità non sia mai stata così vacillante; quel che lo contraddistingue è il suo essere un (grandissimo) artista e poeta e cercare anche durante l’elaborazione di questo lacerante lutto di continuare ad esserlo. Sentiremo Cave, in un buon paio di occasioni, regalarci parole preziose proponendoci suoi scritti o confessandosi a ruota libera e con tono vulnerabile (anche non necessariamente della perdita del figlio o della lavorazione del disco) in alcuni dei momenti più intimi e profondi della pellicola in una sorta di personalissima terapia. Terapia dove non mancheranno momenti più intimamente rabbiosi, come quando Nick si chiede il perché della commiserazione della signora che in fila in panetteria che lo abbraccia e gli dice di farsi forza o il perché non si sia più capaci di riconoscersi guardandosi allo specchio, il perché pur vedendo lo stesso volto, forse solo con qualche ruga in più, ci si ritrovi dentro a fare i conti con una persona improvvisamente cambiata, tanto da essere irriconoscibile. Il dolore provato viene paragonato da Nick Cave ad un elastico che più si tende per tentare di allontanarlo più violentemente torna a farsi vivo, e forse è solo con la propria arte che si può combattere questo dolore, e passando da lì che l’atto di sfida scelto da Nick e Susie, il provare ancora ad essere felici, può trovare il suo compimento, per quanto parziale, perché è forte la consapevolezza che neanche il tempo possa curarlo.
Susie, che Nick reputa molto più interessante di lui, ha un ruolo molto importante nel film, parla della famiglia, si apre in modo sincero e delicato, è estremamente toccante quando mostra un disegno di Arthur che ritrae il luogo dove il figlio è morto fino a confessare, dopo una serie di domande senza risposta che solo una madre potrebbe farsi, che quel luogo è stato disegnato anche da Earl, l’altro gemello.
Ma questo film, che prende il titolo da un verso di “Magneto”, è anche un documento sulla preparazione del disco e sono veramente meravigliose anche le riprese di Nick e dei Bad Seeds  durante l’incisione (già visibili in alcuni video), soprattutto quelle effettuate su binari circolari orbitanti intorno al piano di Cave. Deliziosa è la presenza di Warren Ellis, la sua vicinanza a Nick è qualcosa di sublime, Warren è lì e Nick lo sa, non parla molto il violinista dei Dirty Three ma la sua presenza è qualcosa di angelico, il suo sguardo ed il suo attaccamento all’amico sono veri e commoventi, e la cura e la scelta dei suoni del disco ne sono ulteriore testimonianza.

One More Time With Feeling è film capace di regalare un contatto forte e per molti versi inedito tra l’artista ed il suo pubblico nonché tra il Nick Cave uomo, padre e marito ed il Nick Cave artista.
Il film si chiude, ancora una volta consentimento, con la toccante registrazione casalinga della struggente “Deep Water” (scritta da Nick Cave per Marianne Faithfull) cantata dai gemelli Arthur e Earl con Nick al piano ad accompagnarli, e con un ultimo brivido che percorre così l’intera sala allo scorrere dei titoli di coda.

(Sto camminando attraverso acque profonde
è tutto quello che posso fare
sto camminando attraverso acque profonde
cercando di arrivare a voi
(…)
chi calmerà il mio dolore?
chi asciugherà le mie lacrime?
Sto camminando attraverso acque profonde
sto chiedendo alle acque profonde
di non portarmi via il mio amore
)

Tra disco e film ci vengono offerte due ore e mezza di dolore meraviglioso, due ore e mezza di pura anima di un’Artista veramente tra i più grandi di tutti i tempi, Skeleton Tree e One More Time With Feeling sono due opere che non concedono che piccole tregue da un pathos altrimenti continuo, due opere di pura intimità e verità, sussurrate ma capaci di arrivare dentro con straordinaria forza.
Il disco è senza dubbio il più bello di Nick Cave da quindici anni a questa parte, l’ennesimo ottimo lavoro di un musicista infinito. Il film, che dopo le date del 27 e 28 Settembre sarà nuovamente nelle sale ad inizio Dicembre, non può che essere consigliato a tutti, in modo particolare a chi crede che questa sia più che ogni altra cosa un’operazione commerciale; non lo è, ed avrete presto una nuova possibilità per andare a scoprirlo da voi.
In questo film ed in questo disco, quel che vedrete e ascolterete sarà un artista che si dà in modo commovente, con una meravigliosa coscienza umana, nel senso più profondo del termine, cosa che in questo mondo, sempre più di plastica e sempre più di chi è di plastica, risulta essere un valore enorme, sempre; e che lo diventa a maggior ragione se si ha la capacità di farlo dopo un simile lutto.
Mica facile, per nessuno.
Grazie davvero Nick.

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Musica e Cinema | Nick Cave – One More Time With Feeling

Written by Articoli

A Vasto Mick Harvey per l’ anteprima del New Acoustic Music Festival

Written by Anteprime, Senza categoria

Le proposte musicali dell’estate vastese proseguono subito dopo il Siren Fest con lo strepitoso live di Mick Harvey come anteprima del New Acoustic Music Festival del 28 luglio ai Giardini d’Avalos di Vasto. L’artista è uno dei musicisti cardine dell’intera epopea della musica australiana e soprattutto di Nick Cave & The Bad Seeds, per i quali è stato un polistrumentista di rara personalità ed efficacia. Il NAM festival proseguirà poi nelle date del 25 e 26 agosto.

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Rockambula propone i Festival dell’estate e intervista Costello’s per il Pending Lips Festival

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Quest’estate fatti un giro rock, invece della solita vacanza al mare; leggi Rockambula e scegli il Festival che fa al caso tuo. In quest’articolo la nostra redazione propone i migliori festival in giro per la penisola e non solo. In più un esclusiva intervista a Simone Castello della Costello’s booking agency. Buona lettura e buone vacanze!!!

La musica e la cultura stanno attraversando un periodo poco felice e, spesso sotto il gioco di continui tagli e difficoltà, faticano a crescere se non addirittura a sopravvivere. I piccoli scompaiono e i grandi annaspano. Il quadro che si delinea farebbe scoraggiare anche i più impavidi, ma per fortuna ci sono realtà  che giornalmente resistono a questa “guerra silenziosa” . L’obiettivo di queste righe è di raccontare brevemente una di queste esperienze, e in particolare una che tocca da vicino il mondo dei festival. Il tema è molto ampio e in questa sede non pretendiamo di realizzare un’analisi esaustiva del fenomeno, ma dare visibilità a un piccolo spaccato di capitani coraggiosi. Risponderà alle domande Simone Castello della Costello’s Booking e Management, un’agenzia di servizi che opera nel mondo della musica e degli eventi, da qualche anno punto di riferimento per le realtà musicali del territorio milanese, con un focus specifico rivolto alle band emergenti. La Costello’s si occupa dal 2011 della direzione artistica del Pending Lips Festival,  rassegna per band emergenti che si tiene a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Innanzitutto ringraziamo Simone e la Costello’s per la disponibilità concessaci e iniziamo con le domande.

La Costello’s è una piccola realtà che riesce a essere cuore pulsante per alcuni eventi e rassegne sul territorio di Sesto San Giovanni e di Milano; vorresti raccontarci brevemente cos’è il Pending Lips festival, la sua storie e come è nata l’esigenza di realizzare una rassegna musicale?
Pending Lips Festival è nato a fine 2011 grazie a noi di Costello’s, ad Arci La Quercia, a Il Maglio e all’Assessorato alle Politiche Giovanili di Sesto S.G. supportato dall’Informagiovani. L’esigenza da parte nostra era di dare vita a un progetto che rispondesse a esigenze concrete e contemporanee di chi suona in un gruppo emergente indipendente. L’esperienza maturata negli anni ci ha aiutato nell’analizzare in che modo potesse avvenire tutto ciò. Pending Lips è venuto alla luce dopo aver pensato nei minimi particolari (dalla composizione della giuria, alla modalità di svolgimento, ecc..) a come creare un contesto innovativo, fertile e piacevole. La formula creata si è dimostrata decisamente vincente e le prime due edizioni ci hanno regalato grandi soddisfazioni. Alcuni dei gruppi che hanno suonato al Pending Lips hanno firmato poco dopo la loro apparizione con importanti etichette e operatori di settore (ad esempio l’anno scorso i MasCara dopo aver partecipato hanno firmato un contratto discografico con Eclectic Circus/Universal, i We, the Modern Age quest’anno con Ghost Records e, sempre quest’anno, Il Rumore Della Tregua ha cominciato a collaborare con Ja.La Media Activities).

Siamo consapevoli del contesto attuale e delle difficoltà che si incontrano, che anche i grandi festival patiscono. In base alla tua esperienza, quali sono le difficoltà maggiori in cui ci si imbatte nell’organizzazione di un evento di questo genere? Milano rappresenta ancora una piazza privilegiata per numeri e possibilità rispetto al resto dello stivale?
Penso che la difficoltà più grande sia legata al fatto che oggi la musica live non ha più l’appeal che poteva avere fino a qualche anno fa. Certo poi ci sono le “banalità” legate ai costi, alla burocrazia, ecc ecc… ma per quanto mi riguarda passano in secondo piano. Nel momento in cui si riesce a coinvolgere il pubblico, il resto in qualche modo si sistema. Pending Lips si svolge interamente a Sesto S.G., che è alle porte di Milano, e ottimamente collegata. In questo senso non so quanto Milano però possa essere considerata una piazza privilegiata rispetto al resto d’Italia. Gli eventi con musica live emergente che funzionano a Milano sono quasi sempre più legati ad aspetti “modaioli” che alla musica in sé (che se è la modalità per far sì che i locali che fanno musica dal vivo continuino a fare il loro, ben venga. Ieri gli hippies, oggi gli hipster?…)

Un festival è qualcosa di prettamente fisico, reale, che si sente e si vede. Che valore ha una rassegna come il Pending Lips in un contesto come quello attuale, nel quale stiamo assistendo a una smaterializzazione dei supporti a favore di uno scenario dominato da dischi virtuali e social network?
Penso che proprio la contemporaneità, insieme alla gratuità e alla direzione artistica, sia stato il valore aggiunto che Pending Lips ha portato con sé in queste due edizioni. Si è creata una rete di collaborazioni che ha garantito al festival (e di conseguenza alle band che vi hanno partecipato) sempre maggiore visibilità e che, come detto, ha dato buonissimi frutti. Come già detto, il nostro intento era quello di creare un contesto molto fertile e il più possibile al passo con i tempi e con la situazione della musica al giorno d’oggi.

Un festival è fatto in primo luogo da musicisti. Vorresti raccontarci qualcosa sul rapporto che si instaura con le band e soprattutto come è strutturata la fase di contatto e reclutamento delle stesse?Per la prima edizione il reclutamento è avvenuto principalmente contattando in prima persona band che conoscevamo già. La seconda edizione invece, grazie anche all’apporto dei quasi 20 media-partners che abbiamo costruito, ha ricevuto più di 300 moduli d’iscrizione. I gruppi sono stati ascoltati uno per uno da 5 persone della direzione artistica di Costello’s. Non è stato facile; sono numeri davvero importanti che dimostrano quanto sia stata significativa la crescita del Pending Lips in un solo anno e quanto sia stato importante compiere sforzi per realizzare anche questa edizione. Il rapporto con i gruppi che hanno partecipato alle due edizioni è sempre stato di collaborazione e di stima reciproca. La cosa più bella che ho notato è proprio la partecipazione che si è creata durante le serate. Band che suonavano in una serata si presentavano ad assistere alla successiva. Forse, almeno tra chi suona, rimane ancora viva la curiosità, la voglia di appartenere a un movimento che possa essere stimolante e appagante, la musica insomma.

Un festival per essere un buon prodotto dovrebbe avere alcune caratteristiche imprescindibili, secondo te quali sono le cinque che una rassegna  deve assolutamente avere per essere considerata di altro livello? E soprattutto dicci un buon motivo per venire a vedere il Pending Lip festival…
Le scrivo di pancia, magari rileggendo tra qualche giorno mi verrà in mente altro:

1) Una buona idea

2) Competenza

3) Passione

4) Una buona location

5) Uno staff preparato

Penso (spero che chi c’è stato sia d’accordo) che il Pending Lips abbia tutte e 5 queste caratteristiche. Spot: “Hey amici, da oggi ci sono almeno 5 buoni motivi per venire il 4 Giugno al Carroponte ad assistere alla serata con i Diaframma con le aperture affidate ai due gruppi che hanno vinto grazie alla giuria popolare il contest: Vulvatron e JJ LaMorve. Parola di Costello’s”. Dopo questa perderemo tutto il potenziale pubblico che sarebbe venuto.

Siamo alla conclusione di questa piccolo viaggio all’interno della tua esperienza, vorresti Raccontaci il tuo “ momento migliore” durante il percorso del Pending LIps?In realtà sono state tutte serate davvero splendide… Vedere così tanta gente presente a serate con gruppi emergenti, sentire la partecipazione e la voglia di esserci, è sempre magico.Se devo trovare un momento in particolare penso che sia stato il giorno antecedente la prima serata dell’ultima edizione. Tanta emozione, tanta vicinanza e supporto, tanta voglia di ripartire. Un piccolo “miracolo” di questi tempi.

Il quadro che emerge da questa testimonianza delinea un stato dell’arte complesso, fatto di alti e bassi, che richiede passione impegno e dedizione. Fare musica e occuparsene obbliga a continui sforzi e a una costante ricerca di mezzi, di idee, di buone strategie, di conoscenze. Le band emergenti in Italia, come in altri paesi, non mancano, e le manifestazioni che si tengono in tutta Europa ne sono un esempio, ma spesso non si riesce a creare un corrispondente alone culturale e di crescita che accompagna questi eventi. L’ascoltatore dovrebbe poter essere più consapevole di quello che sta fruendo, del lavoro sotterraneo di molti e del valore che anche un piccolo festival può avere per band e artisti. I gruppi, da canto loro, devono offrire il meglio in termini di qualità, di energia, di emozione. Insomma: un implicito contratto, fatto soprattutto di reciprocità. Tra alti bassi, festival che vanno e festival che vengono, cerchiamo ora di passare in rassegna cosa succede da noi e all’estero.

 

A Perfect Day Festival
LOCATION:Villafranca di Verona (VR)
DATE:Dal 30 Agosto al 01 Settembre
LineUp: Primal Scream, Bastille, Wmerch Andise, Bloody Beetroots, Salmd, Tre Allegri ragazzi Morti, The XX, Editors
VOTO: 4

Arezzo Wave Love Festival
LOCATION:Civitella in Val di Chiana
DATE:Dal 12 al 14 Luglio
LineUp:UNHEIMLICH!, Avast, Subwayundersea, Emmecosta, Matteo Toni, Catch a Fyah, Boxerin Club, Ansomia, le Cpare a Sonagli, Swordfish Project, Blues Ash of Manaìhattan, Invers, Plof, B:Due, la Rappresentante di Lista, Etruschi From Lakota, in Medias Res, Soul Sailor & the Fuckers, Beautiful Bunker
VOTO: 3,5

Asti Musica
LOCATION:Asti
DATE:Dal 09 al 24 Luglio
LineUp:Ginevra di Marco, Area, la Fame di Camilla, Emma, Zen Circus, Goran Bregovic, Banco del Mutuo Soccorso
VOTO: 2

Bilbao BKK Live
LOCATION:Bilbao
DATE:Dal 11 al 13 Luglio
LineUp:Depeche Mode, Editors, Kings of Leon, Mark Lanegan Band, Green Day, Vampire Weekend, Fat Boy Slim
VOTO: 3,5

Carroponte
LOCATION:Sesto San Giovanni
DATE:Dal 29 Maggio al 12 Agosto
LineUp:il Teatro Degli Orrori, Diaframma, Neffa e molti altri
VOTO: 5

City sound
LOCATION:Milano
DATE:Dal 10 Giugno al 28 Luglio
LineUp:Killers, Mario Biondi, Toto, Korn, Motorhead, National, Iggy and the Stooges, Wu Tang Clan, Skunk Anansie, Atoms for Peace, Deep Purple, Santana, Blur
VOTO: 5

Collisioni Festival
LOCATION:Barolo (CN)
DATE:Dal 05 al 09 Luglio
LineUp:Jamiroquai, Gianna Nannini, Elio e le Storie Tese, Tre Allegri Ragazzi Morti, Marta sui Tubi, Fabri Fibra, Elton John
VOTO: 5

Festival di Villa Arconati
LOCATION:Bollate (MI)
DATE:Luglio
LineUp:Sinead O’Connor, Goran Bregovic, Daniele Silvestri, Francesco de Gregori, Mark Lanegan Band, Orquesta Buena Vista Social Club
VOTO: 3

Festival Strade Blu
LOCATION:Faenza
DATE:Dal 25 Aprile al 21 Giugno
LineUp:Lee Ranaldo and the Dust, Lambchop
VOTO: 3,5

FIB
LOCATION:Benicassim (Spa)
DATE:Dal 18 al 21 Luglio
LineUp:Queens of the Stone Age, Beach House, Beady Eye, Primal Scream, Artic Monkeys, Kaiser Chiefs, Miles kane, Killers, Jake Bugg, Black Rebel Motorcycle Club
VOTO: 4

Fuori Luogo Festival
LOCATION:San Damiano d’Asti
DATE:Dal 14 al 16 Giugno
LineUp:Aart Heering, Abdelkader Benali, Carlo Bordone, Kings of the Opera, James Walsh, Peter Murphy, Smoke Fairies, fabrizio Cammarata, Anna Viola, Davide de Martis, Turin Brakes and more…
VOTO: 4

Lucca Summer Festival
LOCATION:Lucca
DATE:Dal 6 al 27 Luglio
LineUp:Leonard Cohen, Nick Cave & the Bad Seeds, Killers, Mark Knopfler, Renzo Arbore, Neil Young, Litfiba, Thirty Seconds to Mars, Sigur Ros
VOTO: 3

MIAMI
LOCATION:Milano
DATE:Dal 7 al 9 Giugno
LineUp: Linea 77, Di Martino, Sadside Project, Bachi da Pietra, Gli Ebrei, Verbal, Bot, Riva Starr, Jennifer Gentle, HardCore Tamburo, Dumbo Gets Mad, New Ivory, at the Weekends, Selton, Amari, Phill Reynolds, Appino, Patty Pravo, Giardini di Miro’, Cosmo, Vanity, Wildmen e molti altri
VOTO: 4

Reading Festival
LOCATION:Reading (UK)
DATE:Dal 23 al 25 Agosto
LineUp:Green Day, System of a Down, Deftones, Bring me the orizon, Skindred, Eminem, Chase and Status, Foals, White Lies, Biffy Clyro, Nine Inch Nails, Fall Out Boy, Lumineers, Editors
VOTO: 4,5

Rock in Roma
LOCATION:Roma
DATE:Giugno/Luglio
LineUp:Green Day, Killers, Toto, Korn, Iggy and the Stooges, Max Gazzé, Rammstein, Arctic Monkeys, Bruce Springsteen, Mark Knopfler, Smashing Pumpkins, Mark Lanegan Band, Atoms for Peace, Ska-P, Deep Purple, Zucchero, Daniele Silvestri, Neil Young, Sigur Ros, Blur
VOTO: 4

Roma Incontra il Mondo
LOCATION:Roma
DATE:Giugno/Luglio
LineUp:Cocorosie, Steve Vai, Modena City Ramblers, Almamegretta con Raiz, Il Teatro Degli Orrori, Giuliano Palma, Neffa, Miss Kittin, Alborosie, Officina Zoe’, Apres la Classe, Elio e le Storie Tese, Kinks of Convenience, Sud Sound System, Intillimani, Skatalites
VOTO: 3,5

Sexto’nplugged
LOCATION:Sesto al Reghena (PN)
DATE:Luglio
LineUp:Loca Natives Villagers, Of Monsters and Men, MùM, Ane Burn, Rover
VOTO: 3,5

Sherwood
LOCATION:Padova
DATE:Dal 12 Giugno al 12 Luglio
LineUp:Marta sui Tubi, Modena City Ramblers, NOFX, Motel Connection, Ministri
VOTO: 3

SoloMacello Fest
LOCATION:Milano
DATE:26 Giugno
LineUp:Red Fang, Karma to Burn, in Zaire, Wrust, Fuzz Orchestra, Nero di Marte, Zolle, Black Moth
VOTO: 2,5

Southside Festival
LOCATION:Neuhausen ob Eck (GER)
DATE:Dal 21 al 23 Giugno
LineUp:Rammstein, Queens of the Stone Age, Arctic Monkeys, paul kalkbrenner, Sigur Ros, Portished, Smashing Pumpkins, Ska-P, National, Editors, NOFX, Hives, Kasabian, Gogol Bordello
VOTO: 4,5

Strummer Live Festival
LOCATION:Bologna
DATE:Dal 3 al 5 Luglio
LineUp:Goran Bregovic, Manu Chao, Modena City Ramblers, Alborosie, Africa Unite
VOTO: 2

Sziget
LOCATION:Budapest
DATE:Dal 5 al 12 Agosto
LineUp:Alex Clare, Azealia Banks, Blur, David Guetta, Die Arzte, Editors, Seeed, Ska-P, Skunk Anansie, Biffy Cliro, Mika, Nick Cave and The Bad Seeds, Bat For Lashes, Everything Everything, Flogging Molly, Afterhours, Bad Religion, !!!, Peter Bjorn & John, Editors e molti altri
VOTO: 4

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