Tim Hecker Tag Archive

Primavera Sound 2019, un’edizione fuori da ogni filter bubble

Written by Live Report

Come un festival può diventare un’ode alla diversità e alla convivenza.
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‘Chi Suona Stasera?’- Guida alla musica live [giugno 2019]

Written by Eventi

The Cure, Tool, These New Puritans… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.
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Le classifiche del 2016 di Antonino Mistretta

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L’immenso Club to Club 2016

Written by Live Report

Il mio Club to Club inizia qualche mese fa, quando, durante una serata al Garbage Live Club di Pratola Peligna dedicata alla Warp Records, un mio amico dj e futuro compagno di avventura a Torino, viene da me con entusiasmo fanciullesco e mi dice: “Oh, a novembre si parte”. “E dove si va?”, faccio io. “Al Club to Club; ci sono gli Swans“. “E chi altro?” dico. Lacrime agli occhi ed eccitazione alle stelle. “Autechre e Amnesia Scanner bastano?”. Basteranno.

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Chi suona stasera – Mini guida alla musica live | Novembre 2016

Written by Eventi

“Chi suona stasera?”. Sarà capitato ad ogni appassionato di musica live di rivolgere ad un amico o ricevere dallo stesso questa domanda. Eh già, chi suona stasera? Cosa c’è in giro? Se avete le idee poco chiare sugli eventi da non perdere non vi preoccupate, potete dare un’occhiata alla nostra mini guida. Sappiamo bene che non è una guida esaustiva, e che tanti concerti mancano all’appello. Ma quelli che vi abbiamo segnalato, secondo noi, potrebbero davvero farvi tornare a casa con quella sensazione di appagamento, soddisfazione e armonia col cosmo che si ha dopo un bel live. Ovviamente ci troverete dei nomi consolidati del panorama musicale italiano ed internazionale, ma anche tanti nomi di artisti emergenti che vale la pena seguire e supportare. Avete ancora qualche dubbio? Provate. Non dovete fare altro che esserci. Per tutto il resto, come sempre, ci penserà la musica.

THE ALBUM LEAF
1/11@ Latteria Molloy, Brescia
2/11@
Bronson, Ravenna
In tour per promuovere Between Waves, pubblicato a fine agosto, il compositore e mulistrumentista Jimmy LaValle arriverà questo mese in Italia per due date dalle suggestive atmosfere con la sua elettronica ambientale. Autore di dischi meravigliosi come In a Safe Place (2004), vanta un passato come chitarrista nei Tristeza e numerose collaborazioni, su tutte da citare quella con Mark Kozelek nel bellissimo Perils From the Sea. Assolutamente da non perdere.
[
ascolta]

ALCESTMONOSYNDROME
2/11@
Circolo Magnolia, Segrate (MI)
4/11@
Locomotiv Club, Bologna
5/11@ Roma, data prevista, prima della chiusura del locale, all’
Init, al momento non abbiamo notizie riguardanti la nuova sede ma il live sicuramente si terrà
6/11
Spazio 211, Torino
Entrambi freschi di nuova pubblicazione i co-headliner di questi imperdibili concerti. l blackgazers francesi guidati da
Neige (Stéphane Paut) hanno pubblicato a fine Settembre il buon Kodama; i giapponesi di Takaakira “Taka” Goto hanno dato alle stampe nello stesso periodo Requiem from Hell, lavoro prodotto da Steve Albini che risulta più profondo e viscerale del doppio disco uscito due anni fa. Non meno attenzione meritano i delicati e meravigliosi paesaggi interiori disegnati dal progetto solista di Mathieu Vandekerckhove (Amenra) e dal suo nuovo Forever and a Day che scommettiamo vi estasieranno.
[
ascolta Alcest]  [asclta Mono]  [ascolta Syndrome]

TIM HECKER
3/11@ Lingotto Fiere, Torino, per Club To Club
Fra i più influenti artisti della scena atmosferica degli ultimi anni il canadese sarà questo mese in Italia per un’unica data nella quale presenterà il suo ultimo lavoro,
Love Streams, nuovo capitolo di una costante ricerca in questo caso maggiormente improntata su melodia, suoni organici e vocal loop. Da segnalare sempre in questa data del celebre festival torinese, ma in altra sede (Conservatorio Giuseppe Verdi), la presenza di un altro asso della musica contemporanea: Arto Linsday, carriera iniziata nei Lounge Lizards, collaboratore di molti tra i quali John Zorn, produttore di artisti come Laurie Anderson, e tanto, tantissimo altro, senza ovviamente dimenticare i suoi meravigliosi lavori di tropicalismo sperimentale.
[ascolta]

SWANS
4/11@
Lingotto Fiere, Torino, per Club To Club
5/11@
Auditorium Manzoni, Bologna
6/11@
Orion Live Club, Ciampino (Roma)
La storica band capitanata da
Michael Gira sarà questo mese in Italia per 3 date a supporto di The Glowing Man, disco pubblicato lo scorso Giugno. Motivo in più per non mancare a questi appuntamenti è che si tratta dell’ultimo tour con l’attuale granitica formazione, che conta, oltre a Gira, le presenze di Norman Westberg, Kristof Hahn, Phil Puleo, Christopher Pravdica e Thor Harris. Gli Swans continueranno in seguito ad esistere ma stando alle parole del suo fondatore i nomi dei collaboratori cambieranno nella loro totalità. A Lingotto da segnalare tra i tanti anche la presenza di Autechre, Nick Murphy (Chet Faker), Amnesia Scanner ed Andy Stott, oltre a quella di Anna Von Hausswolff che ha accompagnato ed accompagnerà i cigni per buona parte di questo loro tour.
[ascolta]

ZEIT
4/11@ Bronson, Ravenna
5/11@ Drunk or Sober, Torino
12/11@ Arci Dallò, Castiglione (MN)
13/11@ Punky Reggae, San Zenone (TV)
Band Hardcore (tra le migliori del genere) nata nel 2014 in provincia di Venezia che dopo l’ottimo
The World is Nothing dello scorso anno ha appena dato alla luce un nuovo Ep, Monument, uscito lo scorso 29 Ottobre e prodotto da varie etichette tra le quali: Assurd Records, Dischi Bervisti, Icore Produzioni, Tanato Records e Toten Schwan Records. I quattro ragazzi questo mese saranno impegnati in un tour europeo che li porterà anche in Svizzera, Austria, Germania e Slovacchia. Nella data di Ravenna troveremo sul palco vari gruppi tra i quali Hate & Merda e Bologna Violenta (Manzan collabora col quartetto nella traccia conclusiva del loro nuovo Ep).
[ascolta]

ONE GLASS EYE
4/11@ Provo Cult Club, San Giovanni Rotondo (FG)
5/11@ Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
6/11@ Casa della Cultura, San Salvo (CH), per anteprima Vinum et Cultura
9/11@ Sosteria, Piacenza
10/11@ El Paso, Cremona
13/11@ Upcycle, Milano
26/11@ Malvagio Incorporeted, Bologna
Progetto solista di Francesco Galavotti, giovane talento Folk impegnato anche con la band Emocore Cabrera. Elasmotherium è il suo lavoro uscito lo scorso mese per V4V e Out Stack, un disco intimo ma aperto, un lavoro perfetto da ascoltare guardando fuori dalla finestra mentre scende la pioggia come quando un raggio di sole riesce a farsi spazio tra le nuvole. Autore piacevolissimo, scopritelo.
[ascolta]

ORNAMENTS
5/11@
Chiesa di San Tiburzio, Borgo Palmia (PR), per Barezzi Off
9/11@
Circolo Paniere, Crema (CR)
26/11@ La Tenda, Modena
Avremo questo mese occasione di godere della ricerca Spiritual Drone/Post Rock-Metal di
una delle migliori band strumentali nostrane, ispirata dal sound pesante e sinistro di band come
Neurosis, Breach ed Isis. Dopo l’ottimo Pneumologic del 2013 la band si appresta il 18 Novembre a dare alle stampe il nuovo Drama che uscirà per Inri e Tannen Records, che come in Cymatic, Ep che lo ha preceduto, vedrà la partecipazione della meravigliosa Lili Refrain in un paio di brani. L’imminente uscita del lavoro potrebbe far crescere nei giorni a venire il numero di date per poter godere in sede live di questa ottima band.
[ascolta]

JUNUN
5/11@
Lingotto Fiere, Torino per Club to Club
10/11@
Teatro dell’Arte, Milano, per JAZZMI
11/11@
Auditorium Parco della Musica, Roma, per Roma Jazz Festival
Progetto del compositore israeliano
Shye Ben Tzur che coinvolge buona parte dei componenti dell’orchestra tradizionale indiana Rajasthan Express e Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead. Le melodie di Ben Tzur, il cantato in lingua hindi, ebraica e urdu e le belle trame chitarristiche e texture elettroniche di Greenwood danno vita ad un riuscito incontro di culture. A Torino nella stessa sera tra i tanti DJ Shadow e Daphni (meglio conosciuto come Caribou).
[ascolta]

KING CRIMSON
5-6/11@
Teatro degli Arcimboldi, Milano
8-9/11@
Teatro Verdi, Firenze
11-12/11@
Auditorium Conciliazione, Roma
14-15/11@
Teatro Colosseo, Torino
Autori di autentiche pietre miliari come
In the Court of the Crimson King e Red i maestri del Prog proporranno questo mese nel nostro paese ben otto date. La formazione attuale, oltre all’immenso Robert Fripp (fondatore della band), conta una serie di musicisti esperti e talentuosi: Tony Levin al basso, Mel Collins al sassofono, Jakko Jakszyk alla chitarra e le tre batterie di Gavin Harrison, Jeremy Stacey e Pat Mastelotto. Insomma, non servono molte parole, esserci è d’obbligo.
[ascolta]

REMAINS IN A VIEW
11/11@
Da Monstas, Porto di Potenza Picena (MC)
19/11@
Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
Band Metalcore nata a Sulmona nel 2007 che dopo aver registrato il primo full length nel 2013 ha quest’anno pubblicato con una nuova line-up
No Man’s Land, potente e intenso Ep autoprodotto. Nella data di Pratola da segnalare anche la presenza dei Bleed Someone Dry che si muovono su simili coordinate e che presenteranno la loro ultima fatica, Post Mortem | Veritas, full length dato alle stampe nel Settembre 2015.
[ascolta]

RONIN con FRANCESCA AMATI
11/11@
Circolo Paniere, Crema (CR)
12/11@
Isola Club, Chiaravalle (AN)
16/11@
Bronson, Ravenna
18/11@
Spazio 211, Torino
19/11@
Lo-Fi, Milano
Progetto di Bruno Dorella, forse dei tanti quello più eclettico e cinematografico, nato in epoca Wolfango, nel 1999. La band sarà supportata in queste date da Francesca Amati (Amycanbe, Comaneci) che dopo aver più volte prestato la sua splendida voce alla band (I See Them, uscito lo scorso Maggio, racchiude tutte le loro collaborazioni) si troverà con loro sul palco. La Amati è stata tra l’altro coinvolta dallo stesso Dorella e da Nicola Manzan nell’ensamble Byzantium Experimental Orchestra.
[ascolta]

LA TOSSE GRASSA
11/11@
Terminal, Macerata
25/11@
Green Door, Recanati (MC)
26/11@
Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
Irriverente progetto del marchigiano
Vanni Fabbri che ha da poco pubblicato il suo sesto album. Ogni lavoro è uscito a partire dal 2011 a cadenza annuale precisissima, sempre il 13 Agosto, questo nuovo album dopo TG1, TG2, TG3, TG4 e TG5 non poteva che intitolarsi Studio Aperto. Il nostro propone un Extremely Independent Pop (?) elettrico-industriale che “saccheggiando” a destra e a manca crea soluzioni assolutamente originali. Divertente e devastante autenticità disturbante.
[ascolta]

THISQUIETARMY
19/11@
Raum, Bologna
20/11@
Museo Hermann Nitsch, Napoli
21/11@
Brigadisco’s Cave, Itri (LT)
23/11@
Maze, Pescara
24/11@
Awai, Venezia
26/11@ TBA, Bolzano, per
Analogica Festival
27/11@ TBA, Milano, per
FilmMaker Festival
Drone/Ambient/Shoegaze/Noise/Doom/Dark tutto questo e altro ancora miscela
Eric Quach con la sua chitarra in grado di creare una gamma di paesaggi sonori infinita. Oltre 30 titoli in 11 anni di attività, collaborazioni con artisti come l’altrettanto prolifico Aidan Baker e Syndrome partecipazione a svariati progetti tra i quali Hypnodrone Ensamble e Destroyalldreamers. Questo tour è un progetto live expanded cinema nel quale il Nostro collabora con Philippe Leonard (suoi i meravigliosi contributi visuali che accompagnano i live dei grandissimi Godspeed You! Black Emperor). Un cinema e un suono alchemici che fanno del lavoro sulla materia e sul dispositivo stesso (pellicola 16mm, proiettore, elettricità, chitarra, pedali) il focus di un percorso che esplora le possibilità nascoste nell’immagine e la sua essenza seriale. Da non perdere.
[ascolta]

GOAT
20/11@
Area Sismica, Forlì
21/11@
Gheddu Studio, San Pietro del Gallo (CN)
22/11@
El Paso Occupato, Torino
Non vi parliamo del famoso gruppo svedese ma di una formazione che porta lo stesso nome ma proviene da Osaka, Giappone. La band si forma nel 2013 ed in quell’anno pubblica il suo primo lavoro,
New Games, è invece dello scorso anno la loro seconda uscita intitolata Rhythm & Sound. Koshiro Hino (chitarra), Akihiko Ando (sax), Tetsushi Nishikawa (batteria) e Atsumi Tagami (basso), sono i 4 ragazzi che  compongono questa formazione proponendo un suono Noise-Trance urbano, tribale e sperimentale con molte intuizioni ad altissimo tasso di godimento. Provateli!.
[ascolta]

JAGA JAZZIST
22/11@ Santeria Social Club, Milano
23/11@ Monk Club, Roma
24/11@ Teatro Superga, Nichelino (TO)
25/11@ Artificerie Almagià, Ravenna per
Transmissions Festival
26/11@ Latteria Molloy, Brescia
27/11@ Teatro La Claque, Genova
Dopo molto tempo torna in Italia il supercombo norvegese di casa
Ninja Tune per presentare Starfire, album nato dal trasferimento del principale compositore del gruppo (Lars Horntveth) a Los Angeles. Le mille luci ed i grandi spazi della città americana hanno ispirato Lars per le composizioni del sopracitato lavoro, poi registrato negli studi di Oslo della band. La loro sperimentale miscela di Jazz, Electro, Fusion e Prog dal vivo stupisce ancor di più. Segnaliamo per la data di Ravenna anche la presenza di Sarah Neufeld. Esserci.
[ascolta]

PREOCCUPATIONS
23/11@
Circolo Magnolia, Segrate (MI)
24/11@
Quirinetta, Roma
25/11@
Locomotiv Club, Bologna
Gli ex
Viet Cong, freschi della pubblicazione dell’omonimo album arriveranno questo mese in Italia con il loro inquieto e graffiante Labyrinthine Post-Punk infiltrato di Industrial/Noise e umori Dark-Wave con un sempre maggiore apporto sintetico.
Sebbene meno originale e teso del precedente lavoro a nome
Viet Cong questo nuovo esordio del quartetto di Calgary conferma comunque le grandissime potenzialità di questa band che dal vivo sicuramente saprà farci vibrare.
[ascolta]

NICOLAS JAAR
24/11@
Alcatraz, Milano
25/11@
Teatro della Concordia, Venaria Reale (TO)
Fresco di pubblicazione di un altro grande lavoro (
Sirens) il prodigio dell’elettronica arriverà questo mese in Italia per 2 date da non perdere. Il fanciullo di New York con origini cilene, che è anche la metà dei Darkside e che ha curato la colonna sonora di Dheepan-Una Nuova vita, film vincitore della Palma d’Oro a Cannes 2015, a differenza di parecchi colleghi del settore Electro/IDM/Folktronica e via dicendo ci mette anche le parole, parole che contano, su musiche di buonissimo livello e lo fa con grazia e naturalezza invidiabili.
[ascolta]

BOL & SNAH
24/11@
Druso, Ranica (BG)
25/11@
Beat Cafè, San Salvo (CH)
26/11@
Off Club, Napoli
Progetto norvegese che vede il fondatore e chitarrista dei
Motorpsycho, Hans Magnus “Snah” Ryan, collaborare col trio (talvolta quartet) Prog Rock/Nu-Jazz dei Bol (di cui fa parte il tastierista Ståle Storløkken che aveva affiancato i Motorpsycho durante la stesura dei brani dell’album The Death Defying Unicorn). Tre le date italiane del mese per presentare le sonorità tra Pop, Prog e Jazz alternate a più decise aperture Rock di So? Now! loro ultimo disco nato dall’amore per la poesia a tema uomo-natura di Rolf Jacobsen dove alla voce troviamo Tone Åse, moglie di Storløkken.
[ascolta]

HEATHER LEIGH
27/11@
Museo d’Arte della città di Ravenna, Ravenna per Transmissions Festival
Data unica per l’eterea e sperimentale cantautrice texana da tempo di stanza in Scozia e per la sua
pedal steel guitar. Il suo ottimo e nudo lavoro solista di stampo Avant Folk I Abused Animal è stato rilasciato dalla Ideologic Organ di Stephen O’Malley. Motivo in più per non mancare il meraviglioso appuntamento è la presenza del poliedrico sperimentatore Nicola Ratti.
[ascolta]

SULK
25/11@
Covo Club, Bologna
26/11@
Mame, Padova
27/11@
Samo, Torino
28/11@
Serraglio, Milano
29/11@
Sudwerk Club, Bolzano
Britpop londinese con forti sapori Psych e Shoegaze. Chiaramente ispirati da gruppi come
The Stone Roses e Ride, solo per citarne alcuni, i 5 ragazzi presenteranno le loro imperdibili sonorità anni 90 aggiornate ai giorni nostri ed il loro secondo lavoro No Illusions, uscito lo scorso Aprile, per ben 5 date italiane durante questo mese. Jon Sutcliffe, Tomas Kubowicz, Andrew Needle, Jakub Starzyński e Lewis Jones ci sanno fare ed hanno gusto, non perdeteveli.
[ascolta]

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Club To Club a Torino dal 2 al 6 novembre

Written by Eventi

Dopo il successo della scorsa edizione con l’esibizione di Thom Yorke, il festival torna a Torino dal 2 al 6 novembre. Come sempre parte costitutiva della Contemporary Art Week torinese, Club To Club si svolgerà coinvolgendo anche la vicina Reggia di Venaria. Quasi 50 artisti provenienti da 15 paesi del mondo si daranno appuntamento nel capoluogo piemontese: 17 gli act in esclusiva italiana e ben 12 per la prima volta in assoluto nel nostro paese.

AVANT-PROGRAMME
mercoledì 2 novembre
Reggia di Venaria
w/ Unsound Festival
CHINO AMOBI (US) Italian Debut Exclusive show
ELYSIA CRAMPTON (BO/US) Italian Debut Exclusive show
PIOTR KUREK (PL)

giovedì 3 novembre
Lingotto Fiere – Sala Gialla [Resident Advisor Stage]
ARCA (VE) dj & JESSE KANDA (UK) visuals Italian Debut Exclusive show
TIM HECKER (CA)
FOREST SWORDS (UK) Italian Exclusive show

Conservatorio Giuseppe Verdi
ARTO LINDSAY (US)

c2c

venerdì 4 novembre
Lingotto Fiere – Padiglione 1
AUTECHRE (UK) Italian Exclusive show
LAURENT GARNIER (FR)
MURA MASA (UK) Italian Exclusive show
SWANS (US)
ANDY STOTT (UK)
POWELL (UK) live
ANNA VON HAUSSWOLFF (SE)

Lingotto Fiere – Sala Gialla [RBMA Stage]
AMNESIA SCANNER (AS) Italian Debut Exclusive show
EVIAN CHRIST (UK) Italian Exclusive show
FATIMA YAMAHA (NL) Italian Debut Exclusive show
GAIKA (UK) Italian Debut Exclusive show
GQOM OH!: NAN KOLÈ (IT) / DJ LAG (ZA) Italian Debut Showcase
KORELESS (UK) Italian Exclusive show
ONE CIRCLE (IT)
TOXE (SE) Italian Debut Exclusive show

sabato 5 novembre
Lingotto Fiere – Padiglione 1
DJ SHADOW (US) Endtroducing….. 20th Anniversary / Italian Exclusive show
JON HOPKINS (UK) dj
JUNUN feat. SHYE BEN TZUR, JONNY GREENWOOD & THE RAJASTHAN
EXPRESS (INT) Italian debut
MOTOR CITY DRUM ENSEMBLE (DE)
CLAMS CASINO (US) Italian Debut Exclusive show
GHALI (IT)

Lingotto Fiere – Sala Gialla [RBMA Stage]
DAPHNI (CA) Italian Exclusive show
JANUS: M.E.S.H. (US) / TOTAL FREEDOM (US) / KABLAM (SE) Italian Debut Showcase
JESSY LANZA (CA)
JOLLY MARE (IT)
JUNIOR BOYS (CA)
LAFAWNDAH (FR) Italian Debut Exclusive show

domenica 6 novembre
San Salvario – location varie (main stage Piazza Madama Cristina)
DANCE SALVARIO
Warp To Warp
San Salvario Emporium

da giovedì 3 a sabato 5 novembre
Hotel Ac Marriott Lingotto ABSOLUT SYMPOSIUM
POPULOUS (IT)

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Tim Hecker – Love Streams

Written by Recensioni

Scultore del suono, autore negli ultimi 15 anni di una serie di grandi dischi, Tim Hecker torna con questo Love Streams che segna il passaggio in casa 4AD, una delle novità riservateci dall’artista canadese. L’altra, come ormai tutti sapranno, è l’uso, per la prima volta, dell’elemento vocale (immerso in strutture molto più sintetiche di quelle fin qui costruite dal Nostro). La grande ammirazione di Tim Hecker per Josquin Desprez, compositore del 15° secolo famoso per le sue messe ed i suoi cori polifonici, ha portato il canadese a convertire (con la collaborazione di Kara-Lis Coverdale) parte di queste composizioni adattandole alla propria estetica, questi adattamenti sono poi stati consegnati ad un certo Johann Johannsson (vincitore lo scorso anno di un Golden Globe come miglior colonna sonora per La Teoria del Tutto) che ha prima guidato e poi manipolato l’Icelandic Choir Enesemble nelle parti cantate che incontreremo durante l’ascolto.
È dunque un Tim Hecker che continua a rinnovarsi, muovendosi nel tempo e nello spazio, con un disco che darà il suo meglio proprio nei passaggi contenenti gli interventi del coro islandese. In “Music in the Air” le voci, sempre manipolate magistralmente ed ottimamente incorporate nelle strutture che le accompagnano, si muovono misteriosamente ed in modo religioso fluttuando sopra un morbido tappeto sintetico qua e la scosso da qualche piccolo sobbalzo rumoristico. In “Violet Monumental I”, più scura e inquietante, i loops vocali si fanno più convulsi ed alieni creando una certa suspense, anche qui il tappeto sonoro risulta morbido muovendosi poco e sinistramente, a tratti palpita percussivamente o rumoreggia nell’amalgama con le voci. Nell’intensa e glaciale “Castrati Stack” il coro si fa più sacrale tra belle aperture Drone, intermittenze e synth che finiscono con l’assorbire tutto per portarci all’avvolgente “Voice Crack” dove angelico vola su chitarre Glitch, synth e clavicembalo che vanno a costruire una contrastante soluzione ambientale. Nella conclusiva “Black Phase” le voci del coro islandese pur risultando ancora arrangiate in modo etereo danno un esito diverso, una sensazione più forte di disperazione come di severità riuscendo così ad offrire non solo anima ma anche ulteriore corpo al lavoro distorto e minaccioso dei feedback chitarristici, dell’organo e dei synth.
Alle strutture impregnate di religiosità con risultati talvolta veramente suggestivi e capaci di mettere l’ascoltatore in contatto con le proprie profondità degli episodi in cui è presente il coro fanno da contraltare movimenti per macchine e strumenti che non sempre realizzano a pieno il loro potenziale o che risultano fin troppo frammentati e lopatinizzati (“Bijie Dream” e “Live Leak Instrumental”).

Il disco è sì coinvolgente, magistralmente sfocato (come la copertina ben descrive), celestiale, malinconico, come tutti i lavori del Nostro possiede una propria emotività ma risulta nel complesso meno incisivo di quanto ci si possa attendere da Hecker. È come se questa tavolozza sonora più ricca e aperta e capace di donare questo spazio così esteso per muovere l’esplorazione finisca per essere fin troppo ampia andando talvolta a nuocere sul flusso dell’opera. In ogni caso questa amorevole e malinconica riflessione sulla condizione umana ha dei grandi picchi d’intensità e narcotica, allucinata, umana e ultraterrena ci mostra un Tim Hecker che rinnovandosi senza snaturarsi (con buona pace di chi vedeva nel passaggio in 4AD la vendita dell’anima al diavolo) si tuffa definitivamente nell’infinito facendoci sin d’ora aspettare con grande curiosità il suo prossimo passo.

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Tim Hecker – Virgins

Written by Recensioni

Nonostante tutti i pregiudizi e le tare uditive che mi contraddistinguono, in questi due anni con Rockambula ho scoperto e apprezzato orizzonti a me prima oscuri. Ho sempre dosato gli ascolti, ricercando minuziosamente la passione e la primordiale voglia di musica, a volte ben nascosta, ma comunque illuminata dietro ogni nota. Ho cercato di guardare oltre, ma giustamente il gusto si insinua prepotentemente nel giudizio. E così a questo giro mi sbilancio senza mezze misure davanti ad un artista blasonato a livello internazionale come il produttore canadese Tim Hecker. Il suo nuovo lavoro Virgins è nebbia. Nulla che si riesca a toccare con mano. Come quando si prova ad assaggiare un buon vino durante una fortissima congestione nasale, si percepisce la qualità ma non si distingue il sapore. Un grigiore di suoni ben incastrati, condotti all’unione da una sopraffina tecnica, da matematici arrangiamenti.

La descrizione del vuoto inizia con i loop di “Prism”. Ci troviamo in un deserto di alluminio e cemento. Spazi immensi ma che ci stanno stretti, gridiamo e nessuno ci sente. L’eco metallico della nostra voce non basta a rasserenarci e nemmeno a spaventarci. Il piano di “Virginal I” è robotico, martellante per sei minuti e mezzo di strazio che terminano con un suono gracchiante e sgradevole. Sale la voglia di sparare alle casse dello stereo. Per fortuna arriva un po’ di luce con “Radiance”, un’alba sintetica avanza lenta all’orizzonte.  La luminosità viene però sotterrata da “Live Room”, un ottimo gioco di tecnica dove il sangue viene totalmente estirpato dalle vene. Di umano in questo suono non c’è proprio niente.

La musica del produttore di Montreal non è nient’altro che energia potenziale. Energia mai sprigionata: una bocca che si spalanca senza gridare, un suono morto. Il tuffo infinito continua in “Virginal II” sempre sintetica e ossessiva come la prima parte del brano. L’unico episodio che ci regala melodia è “Black Refraction”, il piano finalmente esprime un canto soffice e triste come un sogno perduto. Proprio un bagliore, un battito cardiaco in mezzo al nulla, che porta ad immaginare come sarebbe stato diverso questo disco con un briciolo di colore in più. Il resto di “Virgins” è di nuovo aria fritta, con qualche sporadico colpo di scena o spunto di dinamica, senza uscire mai dai binari di uno stile totalmente apatico, privo di spina dorsale e di mordente. La fusione di suoni così visivi non scaturisce nessuna emozione, non smuove nessuno dei miei sensi. Attenzione però, appelliamoci pure all’ignoranza. A dire tutto ciò rimane uno che fino a ieri credeva che il drone fosse solamente il mostro di Alien.

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