Intervista a La Tosse Grassa

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In occasione dell’uscita del nuovo album, TG5, ho intervistato Vanni Fabbri, l’uomo che si nasconde dietro la maschera irriverente de La Tosse Grassa. Cosa si cela dietro quella rabbia fatta di bestemmie, campionamenti e grida? Il risultato vi sorprenderà.

Ciao Vanni. Iniziamo dalla fine. Come, quando e perché cesserà di esistere La Tosse Grassa?

La Tosse Grassa non cesserà mai di esistere, semmai smetterà di operare se e quando codeste spoglie mortali della sua incarnazione non dovessero essere più in grado di sostenere lo stress dell’essere un semidio.

Credi che esista un sentimento o uno stato d’animo in particolare che possa rendere un artista più prolifico e ispirato?

Senza dubbio stati d’animo negativi: tristezza, rabbia, odio, rassegnazione, schifo… se uno sta bene con tutto e tutti non ha più tutta sta esigenza di doversi esprimere, sta lì sereno a beccarsi i pompini. Il primo uomo primitivo che disegnò uno gnu in una grotta perché lo fece? Perché non stava a scopà. Nell’unica fase della sua vita in cui Tom G. Warrior (Celtic Frost) è stato felice ha composto Cold Lake.

Quando ti ho conosciuto personalmente mi sei parso uomo dalla pazienza infinita. C’è qualcosa che ti fa veramente imbestialire tanto da zittire quella persona dentro?

Rarissime, rarissime circostanze; persone e gesti particolarmente stupidi o molesti il cui obiettivo è rovinare momenti a me e a chi mi circonda. Durante le mie celebrazioni mi è capitato di dover tirar cazzotti, calci sulle palle o microfonate in testa a qualcuno che sconfinava troppo.Talvolta anche ai miei tanzkommander (i ballerini ubriachi e molesti che lo accompagnano nei live ndr).

Cosa vedi allo specchio ogni mattina,escludendo il cesso e il resto dell’arredamento?

A volte un relitto a volte un bell’uomo. Oggi un bell’uomo.

Sei innamorato? Cosa significa per te esserlo?

Significa che un’altra persona di fatto diventi un altro astro, dopo il sole e la luna; ti illumina ma fa anche sì che crei un’ombra. Ti acceca ma quando non c’è potresti non vedere un cazzo. Sempre meglio portarsi dietro torcia e occhiali da sole.

Qual è la cosa più crudele che tu abbia mai fatto e subito?

Delle cose subite tendo a non averne memoria; rimuovo dalla mia vita sia i fatti che le persone se percepisco che sono dannose. Tendo anche a sentire l’odore della merda quindi istintivamente mi allontano e schivo valanghe. Che abbia fatto io? Esclusi gesti da adolescente psicopatico credo che i miei atti più crudeli siano sempre dovuti a un uso smodato della verità, spesso sopravvalutando di proposito l’elasticità mentale di chi mi sta di fronte.

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Che droghe hai usato in passato, usi e vorresti usare un giorno?

Non sono un fan di droghe pesanti e droghe psichedeliche, già sento di avere di mio un bel potenziale di follia, non vorrei strafare. Mi è capitato di fumare salvia divinorum ma gli effetti li ho vissuti come un disturbo, qualcosa di sgradito, non è per me. Uso di tanto in tanto equalizzatori come hashish e marijuana (per i miei gusti meglio l’hashish) ma solo quando me le passano, tutto sommato preferisco il vino e il peperoncino.

Per andare avanti nella vita come nella musica sono più utili e stimolanti gli amici/sostenitori o i nemici/detrattori?

I nemici attizzano quel fuoco dentro che magari riesce a stimolare la tua creatività, oltre a farti un sacco di pubblicità gratuita. Però nella quotidianità sono gli amici quelli che ti danno il carburante, sia sul palco che sotto, con cui puoi andare a bere un bicchiere senza doverti aspettare una coltellata da un momento all’altro.

Hai mai pensato anche per un secondo al suicidio?

Ogni scelta di vita, perché sia davvero una scelta, deve valutare tutte le opzioni, quindi sì, ho considerato l’opzione suicidio. Non fa per me, amo troppo la vita, anche fosse tutta tortura cercherei di trovarne il lato piacevole. Poi mi sento un paladino del caos, e il caos è vita, non morte. La morte è ordine e l’ordine è un nemico. Suicidarsi significa passare al nemico di propria spontanea volontà. Rispetto chi sceglie quella via ma lo rispetto in quanto mio nemico. The ultimate cazzata.

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Sei mai stato arrestato? Per cosa potresti esserlo in futuro, per cosa ne varrebbe la pena?

Sono stato bravo, non mi sono mai fatto beccare. La galera non rientra tra i miei obiettivi ma d’altronde non è che m’impegni così tanto per starne fuori; procedo con la mia esistenza in maniera tutto sommato pacifica e spesso i miei comportamenti coincidono con quello che piace alla legge. Ma appunto è una coincidenza. Se ci dovesse essere una controversia sono loro quelli armati e con il “monopolio della violenza” quindi per me credo si metterebbe male. Ma sul cosa potrebbe scatenare queste controversie non mi pronuncio, non farò l’infame con me stesso!

Ultima domanda. Vuoi parlarci di Tg5, il tuo ultimo disco? Non sei obbligato. A proposito, perdonami, un mio amico vuole sapere se il prossimo si chiamerà Studio Aperto o Tg6… Chiedo perdono.

Se non dovessero cambiare i palinsesti di Italia Uno si chiamerà Studio Aperto, dopodiché il piano primario de La Tosse Grassa si potrà dire concluso e potrò passare al “piano fuffa”. Di TG5 invece che dire? Doveva essere il mio album commerciale, il mio “Seasons in the Abyss” e invece m’è venuto Metal. A me piace, e anche a te.

Last modified: 21 Febbraio 2019

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