TOP 3 ITALIA dei singoli redattori di Rockambula

- Data: 21/12/2015

by Redazione

Iosonouncane

Dopo le classifiche del nostro caporedattore Silvio “Don” Pizzica e la Top 10 generale della redazione di Rockambula è arrivato il momento delle singole Top 3 italiane dei nostri redattori. Nonostante la presenza massiccia di nome quali Iosonouncane e Colapesce, anche questa volta vincono il pluralismo e le novità con album che spaziano tra i generi più diversi e nomi noti che si alternano a emergenti dalle grandi promesse. Speriamo che le nostre liste possano aiutarvi a scoprire qualcosa che vi cambierà la vita in meglio, come solo la musica può fare.

Silvio “Don” Pizzica

Deison & Mingle – Weak Life (Experimental Electronic)

L’album della definitiva consacrazione per il duo è una miscela introspettiva di suoni disturbati, disturbanti, distorti e lievemente melodici al tempo stesso. È tutto lo spettro delle inquietudini umane e al tempo stesso il fragore sordo dell’universo che racchiude l’uomo. Una scelta di ritmi e suoni perfetta per creare un’atmosfera irreale e un sound se non unico, di certo inusuale per la nostra penisola.

We Are Waves – Promises (Post Punk, Dark Wave)

Come si può rievocare il passato Wave e Post Punk di una oscura Inghilterra senza suonare anacronistici e, al tempo stesso confezionando ottime canzoni? La risposta è tutta nel secondo disco dei torinesi che aggiungono di più. Un sound potente, variegato e complesso pur inserito in un contesto tutto sommato semplice. Brani che spingono a mille nelle casse dello stereo e che, dal vivo, vi faranno lo stesso effetto di una Delorean.

Oslo Tapes – Tango Kalashnikov (Art Rock, Avant Rock)

Da one man band a trio, con una serie innumerevole di collaborazioni per confezionare il suo nuovo disco, Marco Campitelli amplia ulteriormente il territorio di indagine sonora e realizza la sua opera più matura e imponente, sempre utilizzando un linguaggio ignoto alle masse ma riconoscibilissimo da chi ha amato tanto l’Alternative Italiano anni 90, quanto gli sperimentatori del genere francesi e tedeschi di qualche anno prima.

Lorenzo Cetrangolo

Iosonouncane – DIE (Experimental Electronic, Noise)

Il disco che ha mostrato in che direzione può evolversi il cantautorato italiano: assoluta libertà musicale e profondità senza tempo del testo. Una mutazione pioneristica.

Teo Manzo – Le Piromani (Songwriter)

Canzoni dense e spesse, in una rielaborazione precisa e fantasiosa della tradizione. Concept così non li fa più nessuno: spaventano, e spaventa l’idea stessa del cantautorato all’italiana, formula che si dice vecchia e ripiegata su sé stessa. Le Piromani ci dimostra, invece, che basta saperlo fare bene.

Dargen D’Amico – D’Io (Rap)

Facile prenderlo sottogamba, ma dire “cantautorap” inizia a essere qualcosa di più serio di uno stupido gioco di parole. La tripletta “Io, Quello che Credo”, “Essere non è da me” e “Modigliani” sbanca tutto. D’Amico viaggia dentro e fuori di sé e si presenta nudo e sognante, coraggioso nei flussi di coscienza e nelle musiche, senza la vergogna di sembrare pop ma con lo sguardo di chi veramente vorrebbe capire e amare senza riserve il mondo.

Maria Pia Diodati

Sycamore Age – Perfect Laughter (Psych, Etno Folk, Art Rock)

A voler elencare gli ingredienti del sound dei Sycamore Age ne verrebbe fuori un delirante cenacolo a cui partecipano Arcade Fire, Beatles, Mercury Rev, Banco del Mutuo Soccorso, Caravan, T-Rex e innumerevoli altri, il tutto senza alcuna volontà da parte del lisergico collettivo di prodursi in citazioni sfacciate e manierismi. Screziato e affascinante e al contempo schietto e struggente, Perfect Laughter è tra gli spunti più audaci e fecondi che il 2015 lascia in dote al panorama italico.

Melampus – Hexagon Garden (Dark Wave, Alt Rock, Sadcore)

Il prolifico duo bolognese aggiusta il tiro e vive ormai di stratificazioni ispirate e composte con cura, una palette a tinte fosche che assume sempre di più la forma compiuta di un sound riconoscibile, declinato con eleganza in nove tracce tenute insieme da un timbro vocale suggestivo e sapientemente effettato.

Viva Lion – Mi Casa es tu Casa (Gospel, Country, Folk Rock)

“Born Pop, Raised Punk, Matured Rock, Ended Folk”: è così che Daniele Cardinale descrive il suo percorso, mentre si evolve in un duo ed evoca la brezza dai finestrini aperti di un’auto in corsa sui leggendari rettilinei della Route 66. Il primo album compiuto del progetto Viva Lion è intramontabile materia sonora a stelle e strisce confezionata con approccio interessante e attuale.

Giovanni Panebianco

Lags – Pilot (Post Hardcore)

L’esordio dei romani è una mazzata tra capo e collo, dove ogni canzone è una variabile impazzita. Il paragone quasi inevitabile con gli At The Drive-In (“War Was Over”) o con i Boysetsfire (“The Stream”) è cosa scomoda e giusta. Abbiamo in casa gli eredi di un certo modo di far musica scomparso da anni e non lo sapevamo. Finora.

Ministri – Cultura Generale (Alternative Rock)

La quinta fatica dei Ministri è un ritorno alle origini, con poche sorprese e molte certezze. Il disco scorre liscio, mettendo da parte l’acume sterile che permeava alcune composizioni del precedente Per Un Passato Migliore. Da ascoltare senza pregiudizi.

Auden – Some Reckonings (Post Hardcore, Punk Rock)

Senza particolari acrobazie Some Reckonings è l’essenza della musica suonata con passione ed onestà. È un piccolo tesoro che vive delle sue melodie costruite con il cuore e con il cervello. Gli Auden non sono la replica di nessun’altra band al di fuori degli Auden stessi.

Vincenzo Scillia

Africa Unite – Il Punto di Partenza (Reggae)

Un album Reggae davvero riflessivo. Un lavoro che ancora una volta, a distanza di anni, mostra la vena artistica degli Africa Unite. Sicuramente uno dei dischi più belli del 2015 in Italia, composto, chiaramente, da uno dei gruppi migliori sulla nostra penisola.

H.A.R.E.M. – Enjoy the Show (Hard Rock)

Hard Rock made in Italy. Freddy Delirio è un altra mente geniale e questo disco è una prova. Melodico, grintoso e aggressivo, sicuramente sarà oggetto d’invidia di band più famose o gettonate. Enjoy The Show deve per forza trovare un posto nella discografia degli amanti del genere.

Maneaters – Ugly Dirty Evil (Fox Core)

Una band tutta al femminile che mostra tutta la grinta, l’audacia e la voglia di fare musica. In questo loro secondo disco c’è di tutto e di più: dalle melodie ai riff aggressivi e mi permetto di dire “tonanti”. Insomma, parliamo di quattro fantastiche fanciulle che sanno cosa è l’originalità.

Maria Petracca

Iosonouncane – Die (Experimental Electronic, Noise)

L’ultimo lavoro di Jacopo Incani arriva direttamente dalle viscere della terra, con radici che affondano nel passato (della tradizione sarda e del Cantautorato italiano), ma ha lo sguardo rivolto verso il futuro (sempre più dominato dall’Elettronica).

Paolo Spaccamonti – Rumors (Post Rock)

Ci sono dischi che mettono a tacere i rumori e le parole superflue ai quali siamo involontariamente esposti ogni giorno. Rumors è uno di quelli, capace di scavare così a fondo, da mettere a nudo anche quelle parti di noi stessi che non vorremmo mai vedere esposte, e che in genere hanno a che fare col dolore e la disperazione.

Stearica – Fertile (Post Rock)

Sono nata in primavera, e da essa ho ereditato l’eterno rito di lacerazioni del corpo e dell’anima che permettono al nuovo di rinascere. È coraggiosa e rivoluzionaria la Primavera, perché ci vogliono coraggio e determinazione per scavarsi a fondo e rovesciare la notte, per poter ardere ancora. Coraggioso e rivoluzionario è anche Fertile, che nasce per raccontare la Primavera Araba e la protesta degli Indignados, ma finisce per raccontare, a botta di drumming energici, bassi e chitarre distorte, le piccole e grandi rivoluzioni che ci accompagnano nel corso dell’esistenza.

Riccardo Merolli (direttore)

Dimartino – Un Paese ci Vuole (Songwriter)

Prendi il cuore e gettalo oltre l’amore. Sensazioni vive in continuo movimento, un’altra conferma del cantautore siciliano. Un disco per tutti, un disco per sognare, un disco decisamente da raccontare. Una storia del mare che tutti vorrebbero vivere, con la sabbia che si sporca di sangue.

Colapesce – Egomostro (Songwriter)

Egomostro rappresenta la maturità artistica di Colapesce, un disco certamente poco diretto ma capace di entrarti dentro pian pianino per restarci prepotentemente. Ad un certo punto della vita senti il bisogno impellente di approfondire le cose, di capirne il senso, non per sembrare presuntuoso, soltanto per viverle a pieno.

Futbolín – Ep (Screamo, Post Core)

Ragazzi incazzati che si divertono con tastiere giocattolo e suonano Screamo Post Core impunemente confezionato, roba da prime seghe con l’attitudine di sentirsi grandi. C’è una nuova band che arriva da Verona, loro sono i Futbolín. Se vi sentite in vena di romanticismo, di targhe Tenco e dolcezze varie lasciate perdere.

Simona Ventrella

Iosonouncane – Die (Experimental Electronic, Noise)

Die è un concept album, un flusso ritmico ininterrotto di pensieri e musica, che racconta una storia a due voci, un dialogo sullo sfondo del mare in burrasca. Ruvido come la terra sarda, denso di suoni ed emozioni, psichedelico e visionario, si lascia amare o odiare al tempo stesso. Un progetto sperimentale dalle molteplici anime, un connubio ipnotico tra Songwriting, sintetizzatori e campionature , percussione etiche e fiati orchestrali. Un disco d’avanguardia nello spirito e nella sostanza.

Any Other – Silently, Quitely, Going Away (Indie Rock)

Giovani e ispirati, trainati dalla personalità e dalla voce ferma e pulita di Adele Nigro, gli Any Other confezionano un album d’esordio di notevole qualità. Dieci tracce semplici che sprigionano forza e carattere. Tante chitarre e un umore generale in bilico tra irruenza e malinconia, per un piacevole tuffo negli anni 90 d’oltremanica.

Colapesce – Egomostro (Songwriter)

Lorenzo Urciullo dimostra con quest’album una grande crescita, aggiungendo alla sua capacità narrativa ed espressiva complessità melodica e ricchezza di suoni. Tanti spunti: dalle atmosfere e ritmi anni 80, al cantautorato italiano degli anni 70. Pezzi ricercati, stratificati, lucidi racconti aderenti alla modernità, che conquistano ed emozionano col passare degli ascolti.

 

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