Le Superclassifiche di Rockambula: Top Ten anni Novanta

Written by Articoli

Se l’età media dei membri della redazione di Rockambula si attesta sui trent’anni, ovvio è che la classifica dei migliori album internazionali del decennio 1990/1999 non poteva che essere la più sentita e quella cui siamo inevitabilmente più legati. Com’è sempre accaduto, nel nostro bel paese non tutto il fermento musicale che caratterizzava il resto del mondo era percepito con tempismo e, se il pubblico più commerciale si esaltava con le note di Vasco Rossi che, nel frattempo, faceva il pieno a San Siro, se c’era chi piangeva la scomparsa di Freddie Mercury, elevato a icona Pop Rock per eccellenza e oggi tornato tanto di moda, chi riempiva le discoteche a ritmo di Dance (Aqua, Corona, Eiffel 65) e se le ragazzine si stracciavano i capelli dietro alle più improponibile Boy Band (Take That, Backstreet Boys, Spice Girls), gli alternativi (a cosa poi, a dirla tutta), quelli che seguivano assiduamente i programmi controcorrente delle più note emittenti televisive che allora erano capaci di parlare di musica e non di puttanate, quelli che spulciavano nei negozi di dischi ancora in voga (nuova linfa fu data dall’avvento del compact disc) si appassionavano alla scena Grunge (Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden) di Seattle o al Nu Metal (Korn, Limp Bizkit, Slipknot) o al Rap (Tupac Shakur, The Notorious B.I.G., Eminem) e al rinascente panorama Punk (Rancid, Green Day).

Necessariamente dalla nostra classifica emerge il lato più Rock della redazione e, quindi, a fare da padrone sarà proprio il Grunge, presente con ben quattro album, anche se, in Top Three compariranno solo i capostipiti del genere, quei Nirvana che già trionfarono nella nostra classifica degli 80. Il resto è soprattutto un tripudio di Alternative Rock, con la piacevole eccezione data dal capolavoro di Jeff Buckley, mentre piena soddisfazione ci è offerta dal primo posto assegnato a Thurston Moore e soci.

Fuori Top Ten ma comunque considerati dai redattori e quindi degni di menzione, i precursori del Post Rock (Slint – Spiderland) e i maestri dello Slowcore (Red House Painters – Down Colorful Hill), il capolavoro Screamedelica dei Primal Scream (che un po’ riassume gli anni 90, tra Dance e Rock) ma anche i Jesus Lizard (che compensano l’assenza dei Fugazi), i Kyuss, i Neutral Milk Hotel, Beck, gli U2 e ovviamente, i più grandi shoegazer di sempre, i My Bloody Valentine di Loveless e poi tutti gli altri che per mancanza di spazio non possiamo elencarvi. Unici italiani menzionati sono i Timoria, con Viaggio Senza Vento e gli Afterhours con Hai Paura del Buio?

Chi manca?

10° Soundgarden – Superunknow

9° Pearl Jam – Ten

8° Red Hot Chili Peppers – Blood Sugar Sex Magik

7° The Smashing Pumpkins – Mellon Collie and the Infinite Sadness

6° P.J. Harvey – Rid of Me

5° Rage Against the Machine – Rage Against the Machine

4° Radiohead – Ok Computer

3° Nirvana – Nevermind

2° Jeff Buckley – Grace

Sonic Youth – Dirty

Last modified: 20 Febbraio 2019

8 Responses

  1. Papageno ha detto:

    Dieci bei dischetti adolescenziali, ma quelli che hanno lasciato veramente il segno nella storia della musica sono stati obiettivamente altri. La mia top ten:

    BARK PSYCHOSIS Hex
    BUILT TO SPILL Perfect From Now On
    NICK CAVE AND THE BAD SEEDS The Good Son
    KYUSS Blues For The Red Sun
    MORPHINE Good
    MY BLOODY VALENTINE Loveless
    NINE INCH NAILS The Downward Spiral
    PORTISHEAD Dummy
    RED HOUSE PAINTERS Down Colorful Hill
    SLINT Spiderland

    Ma tanti altri gruppi o artisti meriterebbero di essere citati: Aphex Twin, The Black Heart Procession, Codeine, Cop Shoot Cop, Eels, Fugazi, The Jesus Lizard, Mercury Rev, Neutral Milk Hotel, Shellac, Slowdive, Elliott Smith, Tortoise, Unsane, Yo La Tengo etc.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Web Hosting