What’s up on Bandcamp? [gennaio 2024]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dalla scena indipendente.
Bronson Arm – Bronson Arm

[ 12.01.2024 | Learning Curve | noise rock, post-hardcore, sludge | USA ]
Noise rock + punk + sludge + Midwest americano: cosa si potrebbe desiderare di meglio per iniziare il nuovo anno? Il debutto del duo dal Michigan contiene tutta l’efferatezza e la spigolosità che ti aspetteresti da un buon album noise, oltre a una certa dose di mal di vivere (avete visto la copertina? Ok, allora sapete di cosa sto parlando).
Particolarmente degne di nota le incursioni post-hardcore in His Ilk e la robustezza di Tedious Company, ma in generale l’ascolto vola via davvero in un amen.
Particolarmente consigliato a chi ama The Jesus Lizard, Cherubs e altre amenità di questo tipo.

Fainting Dreams – Those Left Untouched By the Light

[ 12.01.2024 | Candlepin | doomgaze, slowcore | USA ]
“Doomgaze” è una di quelle etichette oscure in cui ci si può imbattere solo su Rate Your Music e simili, eppure in questo caso risulta estremamente utile nel descrivere il sound del trio da Denver.
La tipica lentezza dello slowcore, le bordate sonore in odore di shoegaze, la delicatezza eterea del dream pop, l’incedere funereo 100% doom: il debutto della band del Colorado condensa tutto questo in sei tracce robuste e corpose, che spaziano dai True Widow a Midwife, dai Clakroom ai King Woman.
Pura essenza slowgaze.

Flesh Tape – Flesh Tape

[ 16.01.2024 | Power Goth | alt rock, indie rock, shoegaze | USA ]
Ancora Colorado, stavolta per parlarvi del debutto dei Flesh Tape, band che combina alla perfezione sonorità alternative, melodie indie rock e un amore per i chitarroni che sembra davvero non conoscere ostacoli (e io, immancabilmente, non posso che gioirne).
Provate a non commuovervi al cospetto delle debordanti distorsioni in Gargoyle o a non fomentarvi sulla spinta hardcoregaze di Life in Debt.
Mezz’ora di roba che da sempre mi fa battere il cuore, davvero non potrei chiedere niente di meglio. Grazie, ragazzi. Abbiamo forse trovato dei credibilissimi eredi degli Ovlov.

Mavis the Dog – White Plastic Chairs

[ 18.01.2024 | autoprodotto | indie pop, bedroom pop, lo-fi | USA ]
Atmosfere soffuse, sonorità lo-fi, melodie tenerissime, pellicani in copertina: il lavoro di Scott Olsen aka Mavis the Dog, musicista di Philadelphia che suona e si produce un po’ tutto da solo, è un vero toccasana per l’anima, una soffice coperta in cui rannicchiarsi dopo una delle tante, nevrotiche giornate che caratterizzano le nostre esistenze. Non a caso, l’ho ascoltato per la prima volta durante un viaggio in treno in solitaria ed è stata una compagnia ben più piacevole di quella di tante persone che conosco.
Lasciatevi cullare da queste dieci, affettuose tracce.

Saline – Rearview EP

[ 18.01.2024 | Candlepin | shoegaze, alt rock | USA ]
Ancora Stati Uniti, ancora Candlepin Records. Siete alla ricerca di distorsioni possenti e robuste con un vago retrogusto alternativo? Bene, le cinque tracce che compongono il nuovo EP dei Saline potrebbero decisamente fare al caso vostro.
Dai Nothing ai Deftones, dai cursetheknife ai Narrow Head, la band di Los Angeles dimostra di saper maneggiare alla grande le istanze più alternative e meno dreamy dello shoegaze, in un’orgia di saturazioni sonore e ritmi incalzanti a dir poco appagante.
Ah, su Satisfaction e Changing World sembra di risentire gli Hum. Vi serve altro per convincervi?

Hot Garbage – Precious Dream

[ 19.01.2024 | EXAG’ / Mothland | psychedelic rock, shoegaze, post-punk | Canada ]
Dalla psichedelia al post-punk, dallo shoegaze al garage: il quartetto di Toronto certamente non lesina sulle influenze sonore. Ed è un bene, perché questo secondo lavoro riesce a risultare solido e compatto nonostante il ventaglio sonoro da cui prende spunto sia piuttosto ampio.
Un suond a metà strada tra le schegge noise degli A Place to Bury Strangers e la corposa psichedelia dei Meatbodies, ma il consiglio è quello di lasciar perdere i paragoni e buttarsi a capofitto in questi trentacinque minuti più vivi e intensi che mai.

Radical Kitten – Uppercat

[ 26.01.2024 | Cartelle / Contraszt! / Hidden Bay | punk, post-punk, riot grrrl | Francia ]
“Rrriot post-punk” e “queer punk” sono due delle definizioni che i Radical Kitten stessi si danno su Bandcamp, e in effetti non credo ci sia modo migliore per definire musica e contenuti del trio di Tolosa.
Al di là delle etichette (che più o meno sempre lasciano il tempo che trovano), la band transalpina riesce a suonare urgente e diretta senza però tralasciare un certo gusto per la melodia e i ritornelli accattivanti (ascoltare la deliziosa title track per credere), cosa che rende l’ascolto godibile e divertente.
La musica perfetta su cui scatenarsi durante un party in casa – ma voi conoscete gente che ascolta punk nelle feste a casa? Presentatemela, grazie.

ULTRA LOVER – ABSOLUTE FUTURE EP

[ 26.01.2024 | The Ghost Is Clear / Drum Circle Death Cult | noise rock, garage | Svezia ]
Sono in quattro, vengono da Stoccolma e fanno un gran casino: lo svalvolato garage noise degli ULTRA LOVER (rigorosamente in maiuscolo, il che rende tutto ancor più robusto) si prefissa il preciso compito di non fare prigionieri, e bisogna dire che l’impresa è centrata in pieno.
Queste cinque nuove tracce sono state pubblicate insieme al primo EP prodotto dalla band, uscito nel 2023, il che rappresenta una scusa perfetta per tracannarsi in un sorso solo tutto il repertorio della band svedese (esatto, proprio come quell’ultimo cocktail che sai già sarà devastante ma a cui non riusciresti mai a rinunciare).

Joy Viver – Joy Viver

[ 31.01.2024 | autoprodotto | indie rock, slacker rock | USA ]
I Joy Viver sono una neonata band di Washington, D.C. che, a vederla così dolce e sorridente nella foto su Bandcamp, mi è venuta voglia di abbracciarla tutta.
Poi ho messo su il disco e già il pacato indie rock a tinte slacker dell’opener Worth Trying (bel titolo, tra l’altro) mi ha fatto capire definitivamente che ero finito nel posto giusto. Otto tracce placide ma non melense, una serenità sonora che, per chi come me tende a nutrirsi di pane (neanche tanto) e post-hardcore (molto), è una divagazione decisamente preziosa.
Un album che ti fa venire voglia di rallentare, il che talvolta è un gran bene.

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Last modified: 22 Febbraio 2024