What’s up on Bandcamp? [giugno 2024]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dalla scena indipendente.
Christian Music – European Tribunal

[ 05.06.2024 | autoprodotto | noise rock, experimental rock, post-punk | UK ]
Fino a poco fa conoscevo Stoke On Trent solo per via dell’esistenza dello Stoke City, reminiscenze di quando ancora mi fregava qualcosa del calcio (poi col tempo ho smesso del tutto e non lo rimpiango).
Detto questo, i Christian Music – che si sono scelti un nome un po’ bizzarro, in bocca al lupo per l’indicizzazione sul web – vengono proprio da lì ed esordiscono con un lavoro selvaggio e roboante, che sa di locali putridi e birra sudaticcia (sembra di no, ma nel contesto sono cose assolutamente positive e lodevoli).
Se Maringa-Tragic Death Cult esalta la vena più garage della band, le conclusive Sell to Rent e VRS sono quelle che meglio ne intercettano gli intenti distorti, svalvolati e disagiati, tutta roba che immancabilmente mi fa esaltare come non mai (e spero valga lo stesso anche per chi legge, altrimenti a cosa serve questa rubrica?).

vincent’s last summer – GET RICH QUICK!

[ 07.06.2024 | afeelin Records | post-punk, alt rock | UK ]
Ancora un debutto: in questo caso tocca al primo EP dei vincent’s last summer, strambo duo inglese che esplora la vena più orecchiabile – e forse anche maggiormente accattivante, almeno per chi predilige ascolti più morbidi e diretti – del filone musicale ed estetico nettamente più in voga in questi anni, altresì conosciuto come post-punk.
Decisamente degni di nota i ritmi danzerecci di movie stars e le sonorità incalzanti dell’opener motorway, ma a spiccare è senza dubbio la conclusiva don’t you think that you’ve been had, condita da chitarroni robusti, strofe a dir poco esplosive e un dissacrante disagio tutto britannico. Uno di quei pezzi che funzionano maledettamente bene e da cui partire per mettere in piedi una carriera potenzialmente molto interessante.

小王XIAOWANG – KACHAKACHA

[ 12.06.2024 | Damnably | punk, hardcore, indie rock | Cina ]
Era da tanto che non scrivevo di band cinesi e tornare a farlo mi rende davvero felice. Compagne di etichetta delle ormai imprescindibili Otoboke Beaver, le XiAOWANG sono un quartetto di Pechino che nella bio su Bandcamp hanno scelto la laconica frase “never look back” e la cosa mi sembra quantomai appropriata.
Un po’ punk e un po’ hardcore, con una spruzzata di garage, una spolverata di puro indie rock: il sound delle quattro pechinesi è al tempo stesso sbarazzino e graffiante.
Tra le veementi SonicBaby e Stasii trovano spazio anche le inaspettate aperture melodiche di Sleep e le incursioni post-punk di Cesuo, per un album che non annoia in nessun caso.

Marcel Wave – Something Looming

[ 14.06.2024 | Upset The Rhythm | art pop, post-punk | UK ]
Eccentrico quintetto londinese, i Marcel Wave esplorano il versante più estroso e meno convenzionale – almeno in riferimento all’ondata che in questi anni si è abbattuta sulla scena musicale internazionale – del post-punk.
Paradossalmente molto più assimilabile agli Stereolab che – faccio un nome a caso – agli Wire, la band inglese presenta un sound ricco di colori e sfumature oltre che dal riconoscibile retrogusto pop.
Un debutto che fa della costante godibilità la sua arma vincente, e brani come Peg e la title track ne sono gli esempi più lampanti.
Magari ho volato troppo con la fantasia, ma definirli come una sorta di Vanishing Twin che però si sono dati al post-punk potrebbe essere una descrizione migliore di tante altre (mie) parole.

Swiftumz – Simply The Best

[ 14.06.2024 | Empty Cellar | noise pop, indie pop, jangle pop | USA ]
Swiftumz è il tenerissimo progetto di Christopher McVicker, musicista di San Francisco dedito ad un guitar pop ricco di melodie orecchiabili e ariose, oltre che colmo di riferimenti musicali tra i più disparati.
Su For Bucher e la titletrack che apre il disco sembra di risentire gli echi eterei dei primi The Jesus and Mary Chain, mentre Never Impress è una piccola perla slacker pop da pomeriggio assolato.
Impossibile poi non citare anche il chitarrismo zuccheroso di Unconditional, gioiellino a metà tra jangle e dream pop e impreziosito da un assolo che fa tanto J Mascis.
Il dischetto perfetto da ascoltare mentre si mangia un gelato.

smush – if you were here i’d be home now

[ 15.06.2024 | Candlepin | shoegaze, indie rock | Canada ]
Siete alla ricerca di un po’ di shoegaze al tempo stesso roboante ed emozionante? Allora l’esordio della musicista di Vancouver sarà con ogni probabilità il vostro disco del mese (e figuriamoci se sarebbe potuto non uscire per quegli idoli totali della Candlepin Records).
Muri di suono invalicabili impreziositi da momenti più intimi e riflessivi, il tutto accompagnato da melodie ovattate e delicate: ok, lo shoegaze in fondo è soprattutto questo, ma smush lo fa con un’urgenza e una personalità davvero invidiabile per un genere che – per quanto ami follemente – tende ogni tanto a ripetersi eccessivamente.
Provate a restare in piedi sui chitarroni di fivefivefive o impassibili di fronte ai saliscendi emozionali di if we didn’t cry: spoiler, non ce la farete.

Autobahns – FIRST LP!

[ 20.06.2024 | Legless | garage rock, egg punk | Germania ]
Sono tre i paesi che ruotano intorno al debutto (non l’avreste mai detto che un disco che si chiama FIRST LP! fosse un debutto, vero?) di Autobahns, progetto di Giuliano Iannarella, che ha registrato i pezzi in questione tra Svizzera (a Lugano) e Germania (Lipsia).
E, come se non bastasse, ci mettiamo dentro anche l’Australia, dal momento che l’album è uscito per l’etichetta garage per eccellenza, quella Legless Records di cui non mi stancherò mai di tessere le lodi.
Dodici pezzi per appena ventisette minuti scarsi di durata, un album da mandare giù tutto di un sorso.
Volete un brano per innamorarvene al volo? Mette su Loss of the Rights, poi mi direte.

Other Half – Other Half’s Dark Ageism

[ 20.06.2024 | Big Scary Monsters | post-hardcore, noise rock | UK ]
Di solito tendo a non ripetermi, ma quando si tratta di band che mi fanno davvero battere il cuore l’eccezione è sempre concessa. Avevo già scritto degli Other Half in occasione dell’uscita del loro album di debutto, datato dicembre 2022, e la curiosità circa il nuovo lavoro era davvero alta.
La band di Norwich non ha perso nulla dell’urgenza e della dissonanza che ne caratterizzavano l’esordio, aggiungendo anche un certo tocco di compiutezza a una manciata di brani che, nella loro anima distorta, riescono comunque a risultare orecchiabili.
Se Feeling For Yourself riporta alla mente Slint e Unwound, il singolo Pastoral Existence è forse il brano migliore per intercettare le capacità dissonanti e al tempo stesso melodiche del trio.
“Play it like you mean it”, già.

The Mad Walls – Have You Heard The News?

[ 21.06.2024 | Big Potato | psychedelic rock, psychedelic folk | USA ]
Sedici brani che si adagiano su di un tappeto sonoro morbido e rassicurante: quella del progetto di stanza a Los Angeles è una psichedelia DIY a momenti quasi timida e sussurrata, ma perfettamente in grado di tratteggiare scenici immaginifici.
Tra fascinazioni orientaleggianti e soluzioni che ammiccano al folk, il disco può essere inteso come una lunga suite di mezz’ora abbandonante, perfetta come colonna sonora di una domenica pomeriggio estiva afosa e apparentemente interminabile.
Nella vita esistono ben poche certezze, e la psichedelia californiana è decisamente una di queste.

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Last modified: 17 Luglio 2024