What’s up on Bandcamp? [agosto 2022]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dalla scena indipendente.
MORGANA – CONTEMPORANEITÀ

[01.08.2022 | post-punk, cold wave | Italia | Low Ambition]
Il disco più 80s del 2022? Non lo sappiamo, ma sicuramente è tra i papabili. Non pensate però ad un prodotto datato e scontato, perché la miscela sonora del gruppo fiorentino è accattivante e variegata: un curioso mix tra post-punk, cold wave, new wave con un cantato ora in italiano, ora in francese.
Un disco danzereccio ma anche vagamente oscuro, con brani come Arianne e Dialogue che sembrano perfetti da ballare quando arrivi a fine serata e l’alcol è ormai troppo.

ART MOORE – S/T

[05.08.2022 | indie rock | USA | Anti-]
Il debutto della band californiana è melodico e sognante, quieto e suadente. La traccia d’apertura Muscle Memory, col suo andamento quasi annoiato e le sue atmosfere vagamente oniriche, è certamente tra le più riuscite del lotto.
Qualche perdonabile peccato di eccessiva omogeneità nel disco è compensato da melodie e suoni che fungono da tranquillanti naturali, un vero toccasana per l’anima.

KAL MARKS – MY NAME IS HELL

[05.08.2022 | indie rock, post-hardcore | USA | Exploding in Sound]
Il nuovo disco dei Kal Marks è proprio come lo vorresti: tirato, muscolare, spigoloso.
Non fatevi però ingannare, perché nel sound della band di Boston c’è tanto spazio anche per melodie accattivanti: è il caso ad esempio di brani come Shit Town, Everybody Hertz e Ovation, con quest’ultima in particolare che è magistrale nella sua dicotomia tra una sezione ritmica davvero martellante e un ritornello immediato e quasi antemico.
Rumore e melodia insieme funzionano sempre, noi modestamente l’abbiamo sempre detto.

SUN IS POISON – DARK CLOUD UNHAND ME

[12.08.2022 | indie rock, noise pop | USA | autoprodotto]
Progetto lo-fi dedito all’indie rock distorto e al bedroom pop più intimo: potevamo non segnalarlo?
Disco DIY del mese, “indie” sia a livello di suoni che come registrazione. Una manciata di canzoni abbastanza brevi (solo in un caso si va oltre superati i 4 minuti) e maledettamente orecchiabili, noise pop da domenica pomeriggio apatica passata in panciolle sul divano a pensare a come avresti potuto impiegare meglio il weekend (perché sì, certi pensieri li facciamo tuttə).

CLAMM – CARE

[19.08.2022 | garage, punk | Australia | Meat Machine]
Vecchia conoscenza di questa rubrica, i CLAMM sono uno dei tanti gruppi che rendono la scena punk/garage australiana tra le più floride e ricche al mondo. La grande novità rispetto al disco d’esordio dello scorso anno è l’arrivo della bassista Maisie Everett, ma la voglia di fare casino e di suonare sporco è rimasta assolutamente intatta: le chitarre roboanti di Done It Myself sono un’incredibile botta di adrenalina, così come la doppietta iniziale SchemeBit Much.
Un album da ascoltare tutto d’un fiato e che vi farà sudare e pogare, cosa chiedere di meglio.

RUBY GOON – BRAND NEW POWER

[19.08.2022 | jazz, funk, psych | Russia | Phantasy Sound]
Classe ed eleganza: sono le due parole che vengono subito in mente ascoltando il debutto del numeroso gruppo russo (parliamo di ben sette elementi).
Un disco colorato e cangiante, un ricchissimo mix di suoni e influenze tra le più disparate: dal jazz al funk, dalla psichedelia all’elettronica, il tutto filtrato attraverso un gusto smaccatamente pop che dona all’album una dimensione ancor più accessibile. Fatevi trasportare dai suoni suadenti di Spicy Space Pasta oppure dall’atmosfera rilassata di Cold Wind, sarà un’esperienza imperdibile.

STILL / FORM – FROM THE ROT IS A GIFT

[19.08.2022 | post-hardcore, noise | USA | Hex]
La band di Portland esordisce come meglio non poteva: distorto e viscerale, diretto e rumoroso, il suo è un debutto che non cala mai di intensità, che arriva sempre dritto al punto e lo fa nella maniera più detonante possibile.
Sezione ritmica possente come un macigno, chitarre sferzanti, suoni spigolosi come nella migliore tradizione noise/post-hardcore (Unsane, Unwound, Drive Like Jehu) eppure non eccessivamente derivativi, tutt’altro. Un disco che colpisce per coesione e compattezza, un suono martellante che procede spedito incurante dei nostri timpani, Datecene ancora, grazie.

OURHOMEISTHESKY – REFLECTIONS

[20.08.2022 | post-rock, blackgaze | Australia | Vaporgaze]
Come dico sempre, la cosa più bella di questa rubrica è che nel farla riesco a scoprire più o meno casualmente musica nuova dagli angoli più impensabili del pianeta. Un progetto post-rock dalla Tasmania, ad esempio, è un qualcosa in cui non mi ero mai imbattuto prima, ma per fortuna le vie di Bandcamp sono infinite.
Quattro tracce dal minutaggio corposo in pieno stile post-rock (appunto), infrante qua e là da distorsioni tipicamente shoegaze e da un cantato che talvolta strizza l’occhio al black metal. Da segnalare anche aperture melodiche degne di nota, vedi la bellissima e sognante intro di Reflection II.
Un disco da ascoltare nel buio della propria camera, provare per credere.

LONE MESA – DEMOS

[27.08.2022 | slowcore, space, experimental | UK | autoprodotto]
“Music for space”: mai descrizione fu più esatta per un disco. Una manciata di brani in salsa lo-fi e ammantati da un’attitudine slacker e introspettiva, l’ascolto perfetto se mai doveste ritrovarvi da solə nello spazio.
Lone Mesa (al secolo Ryan Francis) suona come fosse un figlio naturale dei Duster, il che è già di per sé una cosa che fa battere il cuore. Quello nella sua stratosfera sonora è un viaggio solitario e disincantato, una piccola perla che timidamente ti avvolge e ti culla nel suo essere genuinamente dimessa.

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Last modified: 28 Settembre 2022

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