Tra le righe di Sanremo: i dieci brani che (forse) non ricordate più

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Ok, ieri sera ci siamo tolti il pensiero: la prima è andata. Tra Carlo Conti e Gabriel Garko che fanno a gara di docce solari manca ancora qualche giorno per poter dire con certezza se anche quest’anno ne usciremo indenni, ma intanto Sanremo sembra essere iniziato senza provocare calamità naturali.
Non vorremmo essere precipitosi, ma bisogna ammettere mestamente che in quanto a qualità la serata inaugurale non promette affatto bene. Cercando però di non farci prendere dallo sconforto davanti a un presente desolante, noi che siamo degli irrimediabili nostalgici abbiamo pensato bene di andare a cercare un po’ di buono nel passato degli archivi RAI.
Dopo un accurato ripassone delle edizioni che vanno dal 1980 ad oggi, quel che appare certo è che molti dei brani che sono passati quasi inosservati sul palco dell’Ariston avrebbero meritato un pizzico di attenzione (e di fortuna) in più. Nella maggior parte dei casi, com’è intuibile, non si tratta degli episodi migliori della carriera degli artisti in questione, perchè le logiche della nota rassegna nazional popolare inducono da sempre gli outsider che vogliono misurarsi nella competizione ad addolcire i tratti peculiari del proprio stile.
Qui ve ne proponiamo dieci, in rigoroso ordine cronologico, certi che troverete questi spunti un tantino più interessanti degli sketch vintage con cui Aldo, Giovanni e Giacomo ci hanno deliziato ieri sera.

garbo


Le Orme – Marinai
(1982)
Al principio della fase Elettro Pop, la storica band si lasciò convincere dalla nuova etichetta a partecipare al festivalone, con un brano accuratamente mitigato: la leggenda vuole che la prima versione fosse intitolata “Marghera”, un’esplicita protesta contro il degrado ambientale in cui versava la laguna di Venezia. Non è l’unico retroscena: pare infatti che dopo la vittoria annunciata di Riccardo Fogli (che effettivamente vinse l’edizione del 1982 con “Storie di tutti i giorni”) Tony Pagliuca si sia rifiutato di esibirsi. Di fatto, nella serata conclusiva della kermesse Pagliuca non salì sul palco, sostituito da Roberto Colombo.

Garbo – Radioclima (1984)
Era il 1984 quando un giovanissimo Pippo Baudo annunciava l’incursione della New Wave sul palco dell’Ariston, e probabilmente la menzionava senza troppa cognizione di causa in merito a un genere che l’Italia melodica ignorava. Sanremo non avrebbe potuto accogliere la proposta di Garbo se non con diffidenza: il suo cantautorato spigoloso si classifica 18esimo ma si porta a casa il Premio della Critica “Saverio Rotondi”.

Nada – Bolero (1987)
Ultima classificata dell’edizione 1987, Nada si presenta con un brano minimale dai contorni Electro Dark, di certo più in linea con le tendenze internazionali dell’epoca che coi canoni sanremesi. Alla sconfitta immeritata seguono addirittura alcuni anni di silenzio. Oggi si fa fatica a trovare tracce del misconosciutissimo pezzo persino nel calderone di Youtube.

Andrea Mirò – Non é segreto (1988)
Appena ventenne e all’inizio della sua carriera solista prima del sodalizio con Enrico Ruggeri, Andrea Mirò è già al secondo Sanremo. Il brano è raffinatissimo Pop sinfonico di stampo Matia Bazar ma senza risultare altrettanto barocco, che però non entra neppure in classifica.

Angela Baraldi – A piedi nudi (1993)
Dal circuito underground bolognese alla Città dei Fiori, la performance della Baraldi sa di Rock schietto e si aggiudica il Premio della Critica “Mia Martini”. Viene fuori che il brano era già stato presentato all’interno di un programma radiofonico della stessa RAI alcuni mesi prima, ma nonostante abbia infranto la regola aurea sanremese che ammette solo inediti il brano non viene escluso dalla competizione.

Piccola Orchestra Avion Travel – Dormi e sogna (1998)
In brano con cui l’eclettica formazione campana si presenta nel 1998 gli vale il premio della critica e della giuria di qualità per migliore musica e miglior arrangiamento. La giuria è presieduta dal compositore inglese Michael Nyman, che esprime il suo apprezzamento anche sulle colonne del Financial Times. La raffinata proposta degli Avion Travel inaspettatamente sembra solleticare l’interesse popolare, tanto che nel 2000 giungeranno sulla cima del podio con “Sentimento”, ma da allora ad oggi non hanno più preso parte alla kermesse, dedicandosi a progetti più consoni alla complessità del proprio approccio alla musica.

Moltheni – Nutriente (2000)
Dopo quasi un ventennio di militanza a intermittenza nel panorama indipendente (ma un solo album pubblicato un anno prima sotto il nome di Moltheni), Umberto Maria Giardini partecipa a Sanremo nella sezione giovani. Il cantato ha già i tratti che contraddistingueranno lo stile del cantautore marchigiano ma gli arrangiamenti sono decisamente più innocui. Dal penultimo posto in classifica nascerà uno dei suoi lavori più interessanti, “Fiducia nel nulla migliore”.

Quintorigo – Bentivoglio Angelina (2001)
Premio della giuria di qualità come miglior arrangiamento per i Quintorigo, alla seconda apparizione al festival dopo essersi fatti notare nel 1999 tra le nuove proposte. Questo risultato ha dell’incredibile poichè il brano, un mix sinistro di sonorità Jazz e cantato sghembo che lambisce lo Screamo, suona come un’eresia al cospetto della religione melodica nostrana di cui Sanremo è il santo protettore.

Ivan Segreto – Con un gesto (2006)
Due anni dopo un disco di esordio gradevolissimo, il cantautore siciliano stempera la passione per il Jazz e lo Swing in un brano sfacciatamente Pop senza però snaturarsi, e questo gli basta per elevarsi tra i concorrenti di una edizione tra le più imbarazzanti.

Riccardo Sinigallia – Prima di andare via (2014)
Sinigallia si presenta con uno dei brani migliori del 2014 ma fa subito tombola guadagnandosi una clamorosa esclusione dalla gara. La motivazione della commissione è che il brano era già stato eseguito dal vivo in più di un’occasione, per cui da squalificare in quanto non inedito. Nonostante ciò, i più acuti trovano il tempo di bollarlo come “troppo Tiromancino”.

Non abbiate paura, non è con questo excursus che ci esimeremo dal fornirvi come di consueto un resoconto dettagliato e caustico di Sanremo 2016.
Terremo duro fino alla fine solo per voi.

Last modified: 20 Febbraio 2019

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