L’esperienza a Sanremo: intervista a Folcast

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Dopo il palco dell’Ariston il cantautore romano si prepara al tour autunnale.

(di Alessandro Pirrone)

Con Scopriti, Folcast è stato uno dei finalisti del Festival di Sanremo 2021 nella categoria “Nuove Proposte”. È un cantautore romano classe ’92 molto legato alla sua città. A proposito del brano racconta: “Scopriti è il racconto di una condizione comune e a volte disarmante. Il disagio di chi si è perso nell’immobilità delle stanze vuote interiori e si trova a fare i conti con una solitudine imposta e in parte voluta. Nonostante questo, la volontà è quella di rialzarsi, di uscire e di trovare dentro se stessi la motivazione, con rabbia e consapevolezza”.

Su Spotify il brano ha esordito alla 30ª posizione nella TOP 50 ITALIA e alla 3ª nella VIRAL 50 ITALIA. Oggi, terminata l’esperienza sanremese, si appresta a raccoglierne i frutti preparandosi ad un tour che lo vedrà protagonista nei principali club italiani a partire dal prossimo autunno. Ecco cosa ci ha raccontato.

Che esperienza è stata? Cosa non ti aspettavi?

È stata un’esperienza che mi ha sconvolto positivamente, è stato qualcosa di grandioso. Dietro ci sono persone che lavorano intensamente e fanno sì che il tutto possa accadere così facilmente ai nostri occhi, tutta la messa in scena con l’orchestra e molte altre cose. Una cosa che mi ha impressionato fortemente è stata l’orchestra. Era la prima volta per me ed è stata una figata. Nel totale un’esperienza incredibile che mi porterò a vita.

Secondo te qual è il motivo per cui questo brano è arrivato fino a Sanremo? Qual è la sua forza?

È leale e fedele con quello che volevo esprimere. È semplice empatizzare con esso; questo è un gran punto di forza per chi fa musica. Io non faccio musica per me stesso e basta, lo faccio anche per condividerla. Mi incuriosisce vedere come cambia nelle orecchie e negli occhi di chi ascolta. Sintetizzando: è musica. Si sente proprio che al centro di tutto c’è un interesse affinché esca fuori la musica e la musicalità.

Prima di arrivare all’Ariston sei passato da AmaSanremo, risultandone uno dei sei vincitori. Raccontaci il tuo percorso ad AmaSanremo e quando si è accesa in te l’idea di intraprendere questo percorso.

L’idea di andare a Sanremo è nata nel momento in cui ho cominciato a lavorare a marzo, con Tommaso Colliva, a dei brani. Ci siamo chiesti: “perché non ci proviamo?”. Sanremo è un’occasione. Oltre ad essere una bellissima esperienza mi sto rendendo conto adesso delle altre cose buone che porta, poiché resta una vetrina importante. L’interesse ad andare è stato sempre presente in me, ma l’idea non l’avevo mai formalizzata, ci pensavo e basta. Con Tommaso abbiamo trovato una direzione musicale molto figa, a prescindere da Sanremo. Ci abbiamo provato con Scopriti ed è andata molto bene.

Se potessi scegliere con chi collaboreresti dei big in gara? Puoi sceglierne soltanto uno.

Se devo sceglierne uno dico Ghemon, farei un duetto con lui molto volentieri. Ho avuto il piacere di conoscerlo e si è rivelato una persona molto generosa. Per quanto riguarda le collaborazioni tengo al fatto che queste ultime non nascano a tavolino o per far numeri. Devono essere frutto di un interesse personale, per scrivere qualcosa insieme.

Quindi una sorta di rispetto artistico?

Sì, un lavoro proprio per sperimentare, per far qualcosa insieme, poi non è detto che vada bene ma l’importante è che non si organizzi tutto a tavolino; deve essere qualcosa nato da una stima e da un rispetto artistico.

È presente la mano di Tommaso Colliva, come abbiamo già anticipato, nella composizione del brano. Tommaso ha vinto un Grammy per il suo lavoro con i Muse ed è produttore di numerosi artisti, tra cui Diodato e Ghemon. Per lo sviluppo della tua carriera quant’è utile averlo vicino?

Tommaso sa far volare alto i brani. Non intendo dire che il brano diventa accattivante oppure fatto per ogni occasione. Un produttore come Tommaso fa un gran lavoro con l’artista che consiste nel riuscire ad accrescere il suo potenziale espressivo e il messaggio che egli vuole portare con i suoi brani, sia musicalmente che a livello di struttura, principalmente a livello musicale. È un fenomeno a far questo.

Parliamo un po’ della tua città, Roma, protagonista anche del tuo videoclip che ha vinto il Premio Siae Roma Videoclip Sezione Nuove Proposte Festival di Sanremo di 2021. Un panorama musicale in continua evoluzione, quali artisti ti affascinano di più?

Della scena romana ce ne sono tantissimi che mi piacciono e che stimo, su tutti Daniele Silvestri, poi Max Gazzè. Mi piace molto anche Fulminacci, mi ha folgorato con il primo disco che ha fatto, La Vita Veramente.

L’11 novembre partirà il tuo tour nei principali club italiani. Anche se manca ancora molto tempo e pandemia permettendo, ha già cominciato a pensare ad una sua messa in scena? Come te lo immagini?

Molto dinamico, poi sono in fissa per il groove, mi immagino le cose basic. Una cosa che con le persone giuste, ovvero la mia band, si crea con poco. La band composta da Riccardo Adamo alla batteria, Stefano Rossi al basso e Andrea Fusacchia al piano e al sax, darà sicuramente tanto groove e intensità. Spero di emoziarmi e di far emozionare, non vedo l’ora di allestirlo e tirarlo su, anche perchè con la band sono fermo da un po’. Stiamo pensando ad una scaletta e piano piano definiremo tutto meglio.

Invece, cosa ti aspetta adesso?

Usciranno dei singoli sicuramente, più di uno. In autunno ci sarà un EP o un disco prima del tour.
A presto ragazzi, grazie mille!

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Last modified: 2 Aprile 2021