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Best of 2017 || i concerti che ricorderemo

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Daniele Silvestri @ Estatica | Pescara, 08/08/2016

Written by Live Report

Sono le 21:30 quando le luci si accendono e Daniele Silvestri sale sul palco del Porto Turistico di Pescara cominciando il concerto sulle note di “Marzo 3039”, e via ad alternarsi canzoni che almeno due generazioni di noi conoscono benissimo.
Silvestri si dimostra in ottima forma e passa abilmente da brani eseguiti con la chitarra a canzoni più intime che lo vedono alla tastiera. “Strade di Francia”, “Ma che discorsi”, “Le cose in comune”, “Sempre di domenica” fino a “La guerra del sale”, con le immagini di Caparezza proiettate sul maxi-schermo sullo sfondo.
Poi c’è anche un momento molto serio. Tre brevi filmati vengono proiettati alle sue spalle: il tema del primo è il diritto di voto alle donne, poi compare Enrico Berlinguer che parla di giustizia sociale, infine un intervento tratto dal Gay Pride. A seguire “A bocca chiusa” e “L’uomo col megafono”.
Ma la serata è ancora lunga! Daniele prende una chitarra, ci dice che suonerà qualcosa a sorpresa, inizia a muovere le dita sulle corde e i migliori romantici in un momento riconoscono un pezzo degli Otto Ohm: regalando un grande sorriso agli spettatori pescaresi appare Vincenzo Leuzzi detto ‘Bove’ sale e intona insieme a Daniele le sue “Strade inquiete” e “Fumo denso”, e poi ancora “A me ricordi il mare” e “Il mondo stretto in una mano.” Poi si congeda, e Daniele continua sulle note dei suoi grandi classici come “Gino e l’alfetta”, “Salirò”, “Testardo” e l’immancabile “Occhi da orientale”.
Sono già più di due ore che si suona a Pescara, e ormai dopo il bis pensiamo tutti che sia arrivato il momento dei saluti. E invece no! Iniziano le canzoni a richiesta! “L’autostrada”, “Samantha”, poi Silvestri lancia un tappo tra il pubblico: alla persona che lo afferra tocca scegliere ancora un pezzo, la scelta cade su “La paranza”, e via tutti a ballare.
Si chiude con “Aria” e il grande classico, “Cohiba”. Il pubblico è entusiasta. I musicisti si abbracciano, grandi sorrisi ed un inchino finale verso il pubblico.
Grazie Daniele, con le tue quasi tre ore di concerto ci hai regalato una serata strepitosa.

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Chi suona stasera – Mini guida alla musica live | Agosto 2016

Written by Eventi

DANIELE SILVESTRI
08/08 @ Porto Turistico, Pescara per Estatica
18/08 @ Arena Masseria Ospitale, Lecce
19/08 @ Banchina San Domenico, Molfetta (BA)
22/08 @ Piazza Calvario, Ariano Irpino (AV) per Ariano Folkfestival
Nuove tappe per il cantautore romano coi suoi sempre coinvolgenti spettacoli dal vivo a supporto del suo ultimo lavoro in studio, Acrobati, uscito nel Febbraio di quest’anno.

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NADA
08/08 @ Piazza Roma, Cison di Valmarino (TV) per Artigianato Vivo
09/08 @ Ex Convento delle Clarisse, Caramanico Terme (PE) per Ambiente Rock
10/08 @ Montecorsaro (MC) per Mind Festival
11/08 @ La Cerreta Country House, Omignano Cilento (SA)
Accompagnata dagli …A Toys Orchestra la signora Malanima, artista consolidatasi nel tempo grazie alla sua grande credibilità artistica, rimescolerà le carte del suo ultimo L’Amore Devi Seguirlo.
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DAUGHTER
09/08 @ Piazza Castello, Sesto al Reghena (PN) per Sexto’Nplugged
La band della giovane Elena Tonra, sicuramente una delle migliori penne (e voci) che un certo tipo di Indie Pop abbia conosciuto negli ultimi anni.
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NEUROSIS
11/08 @ Area Feste di Via Serenissima, Brescia per Festa di Radio Onda d’Urto
Allora, questa band nella sua storia (ormai quasi trentennale) ci ha regalato dischi come Enemy of the Sun, Through Silver in Blood, A Sun That Never Sets, The Eye ofEvery Storm e la splendida collaborazione con Jarboe creando un sound veramente unico, per giunta in apertura suoneranno i Bachi da Pietra, serve altro?
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THE CHEMICAL BROTHERS
12/08 @ Stadio Adriatico, Pescara per Pescara Rock
E dai su, è estate, vi lasciamo anche un consiglio un po’ più danzereccio rispetto ai nostri standard, questa data unica italiana dei padrini del Big Beat, i fratellini chimici Tom Rowlands e Ed Simons. Al live elettronico del duo seguirà l’after show di Gramatik.
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AFRICA UNITE
12/08 @ Piazza Umbeto I, San Martino in Pensilis (CB)
13/08 @ La Darsena, Castiglione del Lago (PG)
14/08 @ Arena Concerti, Majano (UD) per Festival di Majano
19/08 @ Arena Mare, Bolgheri (LI) per Bolgheri Melody
26/08 @ Parco Sant’Agostino, Abbasanta (OR)
27/08 @ Piazza di Pattada (SS)
28/08 @ Campo Volo, Reggio Emilia per FestaReggio
29/08 @ Parco Le Stanze, Trescore Balneario (BG) per Bum Bum Festival
Indubbiamente l’estate è anche il periodo dell’anno più associabile al Reggae e dunque come non consigliare anche i non pochi concerti che la band di Bunna e Madaski, vera istituzione nostrana del genere, terrà in giro per lo stivalozzo? Good vibrations!
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CHELSEA WOLFE
14/08 @ Parco Pubblico Luigi Montauti, Castellina Marittima (PI) per MusicaW Festival
La dark lady di Sacramento è una delle più sensazionali e profonde esperienze che l’ultimo decennio di musica ci abbia regalato, Goth, Folk, Drone, Metal, Rock sperimentale e non da meno un fascino fuori dal comune. Unica data italiana (gratuita) per godere del suo ultimo lavoro, Abyss, dato alle stampe lo scorso anno. In apertura l’abrasivo duo Hate & Merda.
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MONO
16/08 @ Parco Pubblico Luigi Montauti, Castellina Marittima (PI) per MusicaW Festival
Nello stesso luogo, ed ancora gratuitamente, sarà possibile trovare il Post Rock della grandissima band giapponese guidata da Takaakira “Taka” Goto. Le loro composizioni sono vigorose e malinconiche ma soprattutto molto cariche di emotività. Torneranno dalle nostre parti a Novembre, dopo la pubblicazione di Requiem For Hell (produzione firmata Steve Albini) disponibile dal 14 Ottobre, e lo faranno in compagnia degli Alcest, il cui nuovo album Kodoma vedrà luce il prossimo 30 Settembre. In apertura lo Stoner degli Zippo.
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PETER HOOK AND THE LIGHT
17/08 @ Anfiteatro Romano, Lecce
18/08 @ Piazza Buozzi, Giulianova (TE) per Disorder Music Fest
Lo storico bassista dei Joy Division ci riproporrà i migliori brani della leggendaria band guidata da Ian Curtis nonché altre perle firmate New Order. Praticamente la storia del Post Punk della New Wave e del Synth Pop.
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C’MON TIGRE
24/08 @ Piazza San Benedetto, Polignano a Mare (BA) per PerSe Visioni
Due, nessuno e centomila. Jazz, Afro, Funk, Dub, ed un mar Mediterraneo, con tutta la sua calma e con tutte le sue onde, per un live assolutamente da non perdere.
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KAMASI WASHINGTON
25/08 @ Circolo Magnolia, Segrate (MI)
26/08 @ Anfiteatro Del Venda, Galzignano Terme (PD)
27/08 @ Locorotondo (BA) per Locus Festival
Il grande sassofonista, autore con The Epic di una delle migliori uscite dello scorso anno e collaboratore di svariati artisti di livello tra i quali Wayne Shorter, Herbie Hancock e Stanley Clark, sarà nel nostro paese per 3 irrinunciabili date col suo Black Jazz avanguardistico e visionario.
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JOHN CARPENTER
26/08 @ Ex Fabbrica INCET, Torino per Todays Festival
28/08 @ Auditorium Parco della Musica, Roma
Il leggendario regista horror dopo aver composto le colonne sonore per la quasi totalità dei suoi film ha negli ultimi due anni alimentato la sua passione per la musica partorendo i due Lost Themes e da pochi mesi, all’età di 69 anni, ha iniziato il suo primo tour. Sintetismo dall’animo Rock per 2 meravigliose notti di terrore. A Torino segnaliamo l’apertura affidata al sempre piacevolissimo Paolo Spaccamonti.
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THE JESUS AND MARY CHAIN
27/08 @ Spazio 211, Torino per TOdays Festival
Data unica italiana per la band scozzese dei fratelli Reid, band culto degli anni 80 riunitasi lo scorso anno per il trentennale del suo capolavoro Psychocandy ed inprocinto di pubblicare nuovo materiale inedito a quasi vent’anni dal loro ultimo disco in studio. My Bloody Valentine, Ride, Loop e tanti altri a questa band devono davvero molto.
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Daniele Silvestri, annunciate le prime date del tour estivo

Written by Eventi

Parte il tour teatrale di Daniele Silvestri

Written by Eventi

Michele Anelli – Giorni Usati

Written by Recensioni

Michele Anelli, al suo ritorno dopo la collaborazione con i Chemako, si presenta con un disco di svolta per la sua quasi trentennale carriera. Abbandonate definitivamente le sonorità Roots Rock degli esordi coi Groovers, il nostro vira infatti in modo deciso verso un Pop ispirato agli anni 60 non senza venature Rock Jazz Prog & Beat, ed un cantato che trova sempre più il suo faro in Lucio Battisti. Questa svolta è figlia dell’incontro con il tastierista Andrea Lentullo e con il contrabbassista Matteo Priori che hanno sviluppato idee che Anelli rincorreva da tempo ma che fin qui aveva solo sfiorato. Il disco, prodotto da Paolo Iafelice, già al lavoro con Fabrizio De Andrè, P.F.M., Vinicio Capossela, Daniele Silvestri e tanti altri, risulta essere molto curato ma non riesce a catturare. Le liriche di Anelli, che in passato ha prodotto rivisitazioni di canti di lavoro e resistenza, sembrano provenire direttamente da quei periodi (“Leader”) non convincendo appieno neanche nei momenti migliori. Anche il sound può talvolta risultare più datato di quanto dovrebbe; nonostante ciò non mancheranno comunque momenti piacevoli durante l’ascolto. Il disco ci parlerà dell’amore con le sue comprensioni ed incomprensioni, dell’importanza del suo tetto che ripara dalla pioggia battente che la società ci scaglia addosso, nonché della necessità di svegliarci, alzare la testa e riprenderci le nostre strade e possibilità, i nostri giorni, la nostra vita. Troveremo i momenti più apprezzabili nel brano di apertura “Lavoro Senza Emozioni” capace in qualche modo di coinvolgere con i suoi cori quasi ossessivi ed una melodia ariosa a far da contraltare, nella ballad Pop-Rock “Adele e le Rose” e nella gradevole “Alice” per quanto adatte, soprattutto durante i ritornelli, al festival della città dei fiori, in “Gospel”, brano nel quale interviene il Lift Your Voice Gospel Choir, che Anelli dedica alle persone incontrate durante il suo percorso e rilevatesi importanti per la sua crescita di uomo ed artista, e nella conclusiva title-track, leggera e jazzata, nella quale la voce oltre al cantato sarà impegnata in una parte parlata per il testo meglio riuscito dell’intero lotto. Michele Anelli, al quale non va negato il merito di cercare e frequentare da sempre strade distintive, sforna dunque il disco che da tempo sognava e inseguiva ma senza purtroppo riuscire a emozionarci. Giorni Usati alterna luci ed ombre, ma si tratta comunque di luci mai abbaglianti come di ombre con le quali è possibile convivere. È un disco che manca del giusto mordente e di conseguenza non lascia il segno ma che può, sotto certi punti di vista, essere considerato quasi come un esordio, un primo frutto di una pianta che in futuro potrà probabilmente donarne di più maturi, ricchi e succosi.

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Max Dedo, il nuovo singolo “Resta sul Divano”

Written by Senza categoria

Dedo è un personaggio musicale molto interessante: si divide tra la carriera concertistica (è stato diretto dai più insigni maestri come Riccardo Muti, Carlo Maria Giulini, Giuseppe Sinopoli), i musical (suona nei più famosi musical comeA Chorus Line, Saranno Famosi, La febbre del sabato sera, My fair lady, Sette spose per sette, Evita e Jesus Christ Superstar), i tour in Italia, Europa e Usa (collaborando ed incidendo con artisti italiani del calibro di Max Gazzè, Daniele Silvestri, Niccolò Fabi, Raf, Nicola Piovani, Mario Venuti, Tosca, Elio e le Storie Tese, Nomadi, Bandabardò, Marina Rei, C. De Andrè, Fabrizio Moro, Arisa, Bibaband e Kunsertu), programmi tv (accompagnando star del calibro di George Benson, Michael Bublè, James Taylor, Caetano Veloso, Amii Stewart, Ben Harper, Rod Stewart, Michael Bolton), campagne pubblicitarie (Denim, Vidal, Albatross e Dietorelle) e la propria carriera musicale con all’attivo 3 dischi.

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Si chiamerà Acrobati il nuovo disco di Daniele Silvestri

Written by Senza categoria

Si chiamerà Acrobati il nuovo disco di Daniele Silvestri, in uscita per Sony Music il prossimo 26 febbraio. Acrobati è un disco acrobatico anche per come è nato: da un iPhone pieno di appunti musicali, di idee, che partendo da uno studio di Lecce la scorsa estate, ha viaggiato fino a ritrovarsi al chiuso di una sala di registrazione dove si è fatto ascoltare germogliando e facendo germogliare un flusso inesauribile di musica. Jam che diventavano sessioni, armonie, melodie, break che si condensavano in canzoni. Musicisti in tondo a suonare ogni nota come se fosse sempre la prima e anche l’ultima, una serie di take fissate su hard disk che davano già il volto a un disco pieno di spunti, di idee, di libertà. Di acrobazia in acrobazia diciotto di queste canzoni si sono fatte avanti e si sono tuffate nel disco iniziando ad abitarlo, e rendendolo in poche settimane quello che è oggi: 74 minuti di musica, un piccolo mondo da esplorare e da ascoltare per quanto sa raccontarci. E quell’idea di equilibrio quasi perfetto tra reale e fantastico la si ritrova anche nella copertina “acrobatica” realizzata da Paolino De Francesco: da un ipotetico aeroplano si osserva un cielo tessuto di fili sottilissimi, in cui si muovono figure immerse nella loro straordinaria quotidianità, come a dire che quella di “camminare sul filo” è una pratica che riguarda, ogni giorno, tutti noi.

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La Band della Settimana: Mom Blaster

Written by Novità

Nascono nel 2010 e iniziano sin da subito a scrivere propri brani e proporli live abbinati ad alcune cover, affascinati dal reggae ma con il dna di rocker, miscelano il sound jamaicano con il Rock Pop europeo, generando uno stile che loro amano definire rock in levare. Nel 2012 firmano con l’etichetta indipendente Ridens Records e pubblicano nell’Aprile 2013 il loro primo singolo “From The Beginning” con il relativo videoclip che supera in poche settimane 10’000 visualizzazioni su Youtube. Il 12 Luglio 2013 esce il disco di debutto We Can Do It!. Un album di nove brani cantati in inglese contaminati dal reggae ma anche dal punk, il Rock e il Pop, una miscela esplosiva che avuto molto consenso dal pubblico e dalla critica. Subito parte il tour del disco che li vede protagonisti su diversi palchi d’Italia, aprendo anche ad artisti di un certo calibro come Mellow Mood, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Aprè la Classe, Irene Grandi, Modena City Ramblers e gli spagnoli Canteca de Macao. Nel Novembre 2013 i Mom Blaster sono la prima band emergente scelta dal servizio musicale di streaming Deezer per comparire tra le sue pagine ufficiali, grazie alla vincita di un concorso in partnership con il distributore digitale Zimbalam. Il 3 Gennaio 2014 viene pubblicato con relativo videoclip su Youtube il secondo singolo del disco: “Saturday Comes”. Nell’Aprile 2014 Marco Cotellessa entra nei Mom Blaster per sostituire alla chitarra Lucio Piccirilli. La band conclude il “We Can Do It!” Tour con due ultime date nel Gennaio 2015. Il 14 Maggio 2015 pubblicano il nuovo singolo “Ciò che è Giusto” che preannuncia il secondo disco dei Mom Blaster in uscita a Dicembre, un album che abbandona le sonorità reggae per avvicinarsi sempre più all’elettronica. Il videclip relativo al singolo ha superato in pochi giorni le 5’000 visualizzazioni, ottenendo consensi molto positivi da parte di pubblico e critica. Il 10 Dicembre 2015 esce il secondo album: Reset. Riscontra subito notevole successo da parte di pubblico e critica, dieci brani che parlano di storie d’amore, disoccupazione, migrazione e altri dilemmi che caratterizzano il vivere contemporaneo. Reset è un album che racconta storie di questa contemporaneità, dieci tracce da un sound possente e contaminato dove l’elettronica si fa predominante. La calda voce di Monica Ferrante viene supportata da un arrangiamento musicale maturo sviluppato dalla band in questi cinque anni di attività. Si parla di amore, di relazioni interpersonali, ma anche di molti dilemmi che caratterizzano il vivere contemporaneo: dall’annientamento della vita sociale a causa delle nuove tecnologie di comunicazione al problema epocale dell’immigrazione, fino al disagio della disoccupazione giovanile.

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Nuovo disco e tour teatrale per Daniele Silvestri

Written by Senza categoria

E’ con queste parole che Daniele Silvestri annuncia il suo ritorno: all’inizio del 2016 pubblicherà infatti un nuovo album di inediti a cinque anni di distanza da S.C.O.T.C.H.. Alla pubblicazione del disco farà seguito il primo tour teatrale della sua carriera che prenderà il via a marzo e che toccherà tutte le regioni italiane.

Questo il dettaglio delle date: 27 febbraio FOLIGNO (Auditorium San Domenico, data “zero”), 10 marzo GENOVA (Teatro Politeama), 11 marzo AOSTA (Teatro Splendor @ Saison Culturelle), 12 marzo SENIGALLIA (An) (Teatro la Fenice), 18 marzo ISERNIA (Auditorium Unità d’Italia), 19 marzo PESCARA (Teatro Massimo), 21 marzo BARI (Teatro Petruzzelli), 22 marzo NAPOLI (Teatro Augusteo), 23 marzo MATERA (Teatro Duni), 1 aprile PADOVA (Gran Teatro Geox), 2 aprile MILANO (Teatro Arcimboldi), 5 aprile REGGIO EMILIA (Teatro Valli), 7 aprile ROMA (Auditorium Conciliazione), 14 aprile Udine (Teatro Nuovo Giovanni da Udine), 15 aprile TRENTO (Auditorium Santa Chiara), 16 aprile CESENA (Nuovo Teatro Carisport), 18 aprile TORINO (Teatro Colosseo), 19 aprile Firenze (Teatro Verdi), 6 maggio CAGLIARI (Auditorium del Conservatorio), 7 maggio SASSARI (Teatro Comunale), 12 maggio COSENZA (Teatro Rendano) 13 maggio CATANIA (Teatro Metropolitan), 14 maggio PALERMO (Teatro Golden).

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Fabi Silvestri Gazzè – Il Padrone della Festa

Written by Recensioni

Niccolò Fabi, Daniele Silvestri e Max Gazzè insieme per un album corale, in parte scritto a sei mani e in parte fatto di apporti personali dei tre cantautori della scuola romana. Apprendo la notizia sul web ad aprile dello scorso anno, a ridosso dell’uscita del primo singolo estratto, “Life is Sweet”. Un banner pubblicitario lampeggia sulla pagina web, sono mio malgrado alla ricerca di una macchina nuova e non c’è modo di sfuggire agli algoritmi della rete, e accanto all’articolo l’ironia della sorte ha appiccicato un annuncio che recita “usato garantito”. Sono in molti a dire che l’arrivo di un lavoro corale fosse prevedibile e alcuni lo auspicavano da tempo. A metà settembre, la release ufficiale de Il Padrone della Festa. È inequivocabile sin dal primissimo ascolto che il succitato padrone qui è Fabi. Tra le dodici tracce individuo i brani di Max Gazzè con un pizzico di fatica in più di quella che avevo preventivato. Il suo sound ironico fa capolino solo in “Arsenico”, giustapposizione di fiati e liriche sottili, dopo tre brani sufficienti a sancire il ruolo di deus ex machina di Niccolò. Non si discute l’eccelsa fattura del prodotto finale. Esecuzione raffinata e cura puntuale nelle registrazioni sono garantite da un esercito scelto di musicisti, tra cui Roberto Angelini e Adriano Viterbini solo per citarne un paio, oltre che ovviamente dall’esperienza dei tre generali. Ciò nonostante resto perplessa sulle dichiarazioni del trio sulla natura ludica e spontanea dell’esperimento. Il Padrone della Festa ha piuttosto l’aspetto di un’esca da lanciare nei palasport, non di un divertente e sperimentale mescolarsi. Eppure in passato li avevamo visti collaborare fruttuosamente (indimenticabile “Vento d’Estate” di Fabi e Gazzè, raro caso di pop contagioso e al contempo raffinato) o guidarsi vicendevolmente l’uno nelle fatiche dell’altro senza contaminarne la natura. Li ritroviamo ora miscelati in un modo che finisce per appiattire le peculiarità di ognuno, quei dettagli che pur gravitando nello stesso circuito li avevano sempre piacevolmente contraddistinti. Inevitabile è perciò che questo “usato garantito” che i tre propongono oggi suoni meno potente se paragonato agli episodi del passato di ognuno dei tre. Sì, insomma, sono un po’ incazzata, perché penso che con qualche sforzo in più e qualche sold out in meno ora io avrei tre ottimi dischi da ascoltare mentre invece me ne ritrovo uno soltanto con cui devo anche in qualche modo tentare di far pace, ed anche che dopo il successo del tour in Italia e in Europa la situazione appaia ormai consolidata e dovrò probabilmente accontentarmi di metter su “Lo Spigolo Tondo” quando avrò voglia della vocazione gitana di Silvestri, di “Canzone di Anna” come condensato degli arrangiamenti orchestrali di cui Fabi è capace, e accenderò un cero a “Il Dio delle Piccole Cose” pregandolo di concedermi a breve un Max nella sua forma migliore, tutto intero.

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Molla – Prendi Fiato

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I beat che introducono “Barbie 83” hanno il gusto melanconico, il sapore dei bei tempi passati, un romanticismo goffo, adolescenziale che strappa un sorriso, e perché no una speranza. Il disco di Molla è intenso e frivolo allo stesso tempo, proprio come questa canzone che cattura l’ascoltatore con l’astuzia di chi i pezzi Pop li sa scrivere per davvero. E mettere come prima traccia un brano come questo è sintomo di malizia, che spinge l’ascoltatore a tendere l’orecchio per il resto dell’album con parecchia curiosità. Un po’ Tiromancino, un po’ Subsonica, un po’ Daniele Silvestri. Ma così personale che è inutile cercare le miriadi di sfumature e contaminazioni presenti in questo progetto. Il disco solista di questo artista pugliese parte in realtà da una collaborazione. In bilico tra il perfetto connubio di sonorità Elettro-Pop generato da Luca Giura (proprio colui che si fa chiamare Molla e già conosciuto nell’underground pugliese con gli Ameba4 e Il Sogno) e DJ Amber, che qui la dj non la fa per nulla, ma scrive dei testi che sembrano incisi direttamente sulla pelle, e a volte riescono pure a perforarla ed ad entrare dentro. Complice anche la voce di Luca, non di certo virtuoso o con una voce che si possa ricordare facilmente per la sua timbrica. Ma la sua espressività riesce a vincere e a rendere ogni momento del disco profondo e vero. Dieci brani in cui parole e musica si fondono, si toccano e vibrano insieme. “In Silenzio” è vera poesia elettronica: “sei arrivata dentro me come una foglia, che ad ogni mio respiro si muove”. Non ci sono voli pindarici, neanche troppe pretese. Molla parla terra terra, al cuscino sudato in una notte d’estate, al caffè tutte le mattine e al traffico nel rientro da un weekend lungo. Rende meravigliosa e ricca di sfumature la quotidianità. I brani non vanno oltre il rapporto di coppia? Non proprio, il disco è uno spaccato di indecisione, paure più o meno futili, ma anche di riflessione. Specchio di una realtà che va oltre la difficoltà delle relazioni interpersonali.


La struggente ballata “I Nostri Occhi” è un frullato di ricordi e rimpianti, del destino già scritto nella roccia. “Aldilà” sembra essere suonata in una calma prateria di fonte ad un cielo stellato, pare descrivere l’eterna ricerca, “prendiamo fiato” perché qui le atmosfere non sono mai frenetiche ma piano piano ci si sposta, la meta non esiste. La canzone parte con una semplice e scarna chitarra acustica per poi arricchire il tutto con un goccio di feedback, sintomo di un lavoro sopraffino su suoni ed arrangiamenti. Produzione eccelsa insomma, anche nei pezzi più difficili ed ostili come la sbilenca “Sottovoce”. La rotta è storta, quasi a rompere una monotonia, che personalmente non riesco proprio a trovare in questo album. La linearità del Pop ritorna a chiudere il cerchio con “Prendi Fiato”, facile, comoda e diretta. Non un singolone certo ma salvata dai versi di pura poesia recitati nel mezzo. “Ho lasciato quella brutta espressione del viso in uno specchio sempre più sfocato. Ho cancellato con una mano come si fa su di uno specchio bagnato il ricordo che nella testa girava. Solo prendendo fiato”. Sono arrivati tardi, ma posso dire che questo è uno dei dischi italiani più riusciti e più intensi dell’anno passato. Una vera sopresa.

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