L’immaginario di Weyes Blood in 5 oggetti

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And In The Darkness, Hearts Aglow è stato pubblicato venerdì scorso su etichetta Sub Pop.

A pochi giorni dall’uscita del suo quinto disco, follow-up del meraviglioso Titanic Rising, abbiamo scelto di parlarvi dell’album e delle mille personalità di Natalie Mering alias Weyes Blood tramite cinque oggetti che ne identificano alla perfezione il mood.

1. Un meme satanico

Prima di essere la Weyes Blood angelica dalla voce melliflua che tutti conosciamo, Natalie Mering ha avuto un passato in una band noise/grindcore chiamata Satanized. Qui potete trovare reperti fotografici di metà anni 2000 in cui canta ricoperta di sangue finto (spero). Esperienza non del tutto archiviata, visto che in “Children of the Empire”, secondo pezzo del disco, si parla ancora di sangue e fiamme eterne. Tutto bellissimo.

2. Una medicina new age: le gocce di ocotillo

A vent’anni, Natalie Mering ha lavorato per un erborista tra New Mexico e Kentucky, procacciando rare erbe medicinali tra cui yerba mansa, Caenothus americanus e ocotillo, un fiore californiano definito “un decongestionante adatto a riequilibrare l’eccessivo fuoco psichico e le reazioni emozionali eccessive”. Da ordinare a palate dopo il primo ascolto di And In The Darkness, Hearts Aglow.

3. Un libro: Flannery O’Connor, “Wise Blood”

Amato pure da PJ Harvey, il romanzo che dà il nome al progetto di Natalie Mering non poteva che essere un’opera dark e perturbante. É la storia di Hazel Motes, ventiduenne nipote di un predicatore che torna della Seconda Guerra Mondiale in crisi mistica e fonda una “Chiesa Senza Cristo”. Cresciuta in una famiglia di cristiani pentecostali poi parzialmente rinnegata, al Guardian Weyes Blood ha dichiarato che oggi è la musica il suo credo. E infatti l’ascolto di And In The Darkness, Hearts Aglow è un’esperienza spirituale.

4. Un film: “Chi ha paura di Virginia Woolf?” di Mike Nichols (1966)

Lettrice, erborista e pure cinefila, Natalie Mering ha da poco curato un Freaky Movie Weekend al Roxy Hotel di Tribeca. Da “Un lupo mannaro americano a Londra” a “Rebecca”, Mering ha scelto sei dei suoi film preferiti, realizzati tra gli anni ’40 e ’80, l’ultimo dei quali l’inquietante capolavoro di Mike Nichols che è valso l’Oscar a Elizabeth Taylor. Critica sociale e atmosfere grottesche a metà tra horror e commedia: non è difficile capire perchè abbia scelto queste pellicole visto che nel video di It’s Not Just Me, It’s Everybody la Mering balla insieme ad un cellulare assassino.

5. Un disco: Joni Mitchell – Hejira

Quale poteva essere l’album preferito di Weyes Blood, soprannonimata la Joni Mitchell dei millenial, se non Hejira? “Un disco così avanti che anche dieci anni dopo non c’era nulla che suonasse allo stesso modo”, l’ha definito la Mering. Impossibile non cogliere la somiglianza di timbro e vibes ascoltando Coyote o Amelia e poi un pezzo come God Turn Me Into a Flower. Ultraterrene entrambe.

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Last modified: 29 Novembre 2022

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