Dodici Tracce: non la solita playlist #02

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Una rubrica mensile in cui le illustrazioni di Stefania incontrano gli scritti e le playlist di Claudia, dando alla luce un racconto sonoro a forma di vinile.
DODICI TRACCE #02

Kelly, whenever political stuff comes on you switch to MTV!

Così parlava la Brenda dei tempi d’oro. E io imparavo. Ne feci mantra di riferimento assoluto lungo tutti gli anni del liceo. Il momento del telegiornale a casa dopo scuola mi nauseava. Pranzavo in sei secondi e poi volavo sullo stereo, ad annichilirmi. La vita vera. Felicemente isolata da tutto quel che era reale, in una stanza di marzapane con solo i miei dischi preferiti dentro. Quanto fosse oltre quei muri non era contemplato.

Ebbene, l’adolescente autistica in me torna oggi a riproporsi. Ho le stesse sensazioni di allora. Non ascolto gli aggiornamenti. Niente notizie. Fingo che sia una perenne domenica, il giorno che odio. Ve lo ricordate Herzog? È domenica, e sono Herzog. Mi isolo e vado in immersione. Scrivo anch’io a chi ho di caro e gli racconto di me, lettere che non leggeranno mai. E non c’è da stupirsi davvero, in larga parte sono uno sfogo di gratitudine. Pensavo di volerle mandare a cagare le persone, di covarne inconsciamente l’esigenza, e invece no. L’impulso è diverso, ha una matrice ispirata e adulta. Grazie dello sgarro, della bugia, ti ringrazio per avermi voluto meno bene, è stata dura ma ho comunque ottenuto risultati, quindi molte grazie. E un grazie speciale dell’assenza, allenarmi alla solitudine ha portato con sé vantaggi impensabili.

Tutte riflessioni di spessore che mi fanno volare altissimo, dritta in vetta sul monte della saggezza e della forza interiore. Tiro le somme dell’esistenza, quel che si fa in isolamento. Non di rado capita che chiuda il discorso con un post scriptum benevolo (“Seiunammerda!”). Dopodiché, sigillo queste lettere fatte d’aria in ceralacca. Così saranno ufficialmente da parte mia. E qui e oggi, do forma alla distanza. Quel che è fuori non mi sfiora. Siamo io e le mattonelle dell’appartamento in cui vivo che mi segnano il perimetro. Qualche libro adesso. Trentamila tisane. Cinque belle casse nere e due stereo. Una candela gigante. Accendine una e ascolta Tommy, come Cameron Crowe fa dire nel suo film all’attrice, che poi vedi il futuro davanti a te. Ed io ligia eseguo la prescrizione, anche se poi il futuro non lo vedo mai bene. Il passato è lì invece straordinariamente vivido, lo vedo. E ancora suggerisce qualche trucco furbo, il bastardo. Vuoi mettere allora, segnare il tuo perimetro? Disinnestare il creato e riannichilirti sullo stereo?

01. Television personalities – Stop and smell the roses
02. Mazzy Star – Ghost Highway
03. Weezer – The world has turned and left me here
04. The Warlocks – Shake the Dope Out
05. Bob Seger – Ramblin’ Gamblin’ Man
06. Nirvana – Love Buzz
07. Cheval Sombre – Little Bit of Heaven
08. Talking Heads – The Overload
09. Wand – Melted Rope
10. The Standells – Medication
11. The Brian Jonestown Massacre – Too Crazy To Care
12. Pink Floyd – Echoes

ARTWORK (di Stefania Cupillari)
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Last modified: 23 Aprile 2020