What’s up on Bandcamp? [giugno 2019]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dall’indie.
SPOOLED UP – STRANGE WORLD

[ USA | 08.06.2019 | indie rock ]

Copertina da cartone animato e un indie rock gioioso e solare per questo quartetto da Baltimora. Cinque tracce, undici minuti e tutta la spensieratezza chitarristica necessaria per affrontare al meglio l’afa estiva. Musica da ascoltare col ghiacciolo in mano e il cuore leggero, Landmine in particolare potrebbe accompagnarvi durante svariati pomeriggi assolati.

TOOTHLESS CAGE – MARS

[ Portogallo | 01.06.2019 | stoner, fuzz ]

Dal Portogallo a Marte e ritorno. L’energica carica di questo trio sarà la perfetta soundtrack delle vostre scorrazzate in macchina coi Ray-Ban inforcati e il braccio fuori dal finestrino (con rigorosa abbronzatura da muratore, si capisce). Stoner fuzzoso con velleità spaziale e psichedeliche, più estate di così…

MAFIUS – TELA AZUL

[ Brasile | 14.06.2019 | dream pop, shoegaze ]

L’ormai consolidatissimo e imprescindibile sodalizio tra questa rubrica ed il Sud America ci fa tornare ancora una volte in Brasile. Già solo avere Mario Bros come immagine profilo su Bandcamp è indice di epicità, se poi a questo si aggiunge un pugno di canzoni delicate e carinissime è impossibile resistere. Un dream pop slacker che tornerà utile quando si vorrà recuperare da giornate stressanti e interminabili.

CINDY DOE – LIVE WITHOUT

[ USA | 10.06.2019 | songwriting, indie ]

Copertina che rievoca i Red House Painters più ferali e tre brani – in realtà due, visto che il primo è più che altro un divertissement – che gettano nello sconforto già solo leggendo i titoli. Voce estraniante e malinconica adagiata su un tappeto sonoro che più scarno non si potrebbe, con la chitarra a dare voce ad emozioni sopite che non sembrano avere alcuna voglia di palesarsi.

STARS ON FIRE – BLUE SKIES ABOVE

[ Corea del Sud | 14.06.2019 | jangle pop, indie rock ]

“Scrappy jangle pop for people with short attention spans”: la descrizione attira subito l’attenzione, e prima di premere play sai già che il tuo cuore verrà conquistato dai dolci attacchi sonori di questi coreani. Chitarre fresche e spensierate in pienissimo stile jangle pop (i Teenage Fanclub hanno davvero fatto scuola dappertutto) con una voce timida che a tratti fa venire in mente gli Yo La Tengo più sussurrati. Roba che fa bene al cuore.

DOMESDAY OUTFIT – S/T

[ UK | 17.06.2019 | fuzz, kraut, experimental ]

Un’efferata e incandescente colata di fuzz, noise, kraut e tanta, tantra stravaganza. Un’apocalisse di suoni distorti che sembra venire fuori da un baccanale vissuto in sogno da Adam Lamb, la mente dietro tutto questo. Un debutto sfacciato e senza senso, e funziona proprio per questo. ‘O famo strano, a Brighton.

PLÁSTICA – NEGATIVO

[ Messico | 20.06.2019 | indie, lo-fi ]

“Solo, come si merita di stare sempre”: la frase con cui Plástica, al secolo Julián Villarreal, presenta il proprio progetto promette già bene per chi ama rintanarsi nel proprio, introspettivo io. Sei bozzetti nostalgici che ogni tanto si lasciano anche andare a distorsioni che ridestano dal torpore della propria anima (Sonidos de Baja Fidelidad e la title track). Un lavoro intenso che ha tanto da dire, sia a livello musicale che di contenuti. ¡Que viva México!

ATARIAME – VOICELESS

[ Russia | 21.06.2019 | ambient, avant-pop ]

Un etereo mix di ambient e avant-pop con un retrogusto decisamente dark: un lavoro che, come spiega la stessa Natalia Salmina, prende le mosse dalle sue disillusioni circa la forza della comunicazione, della parola. E non è un caso che in Voiceless – già dal titolo si capiscono tante cose – la sua voce non si palesi quasi mai. Un album incredibilmente ricco ed evocativo, che riesce a lasciare anche senza pronunciare una parola.

WOLCENSTEIN – KEEP GOING

[ Austria | 22.06.2019 | songwriting, lo-fi ]

Un songwriting sgangherato e a tratti malato per questo artista austriaco, che nella bio su Bandcamp promette di pubblicare 52 canzoni quest’anno (spoiler: siamo già a buon punto). Testi tra il deprimente e l’eccentrico, quattro tracce talmente sperimentali da sembrare dei semplici bozzetti e che però, nella loro formale precarietà, finiscono per affascinare.

Last modified: 28 Giugno 2019