Naomi Punk – The Feeling

Written by Recensioni

The Feeling è un insolito miscuglio di cose anche assai diverse tra loro.
C’è del grunge, e come potrebbe essere altrimenti? I Naomi Punk vengono da Seattle, e non nascondono il loro tributo alle grandi band degli anni ’90 della scena dello Stato di Washington, soprattutto per quanto riguarda l’atteggiamento, musicale e non, “primitivo” (come amano ripetere ai visitatori del loro sito ufficiale: “DO YOU APPRECIATE PRIMITIVE INTERNET?”). Lo si sente anche nell’oscurità che permea il lavoro, che non ha niente di dark, ma piuttosto un’anima caotica, imprevedibile, in qualche modo lo-fi.
C’è poi del punk, indiscutibilmente, nel loro modo di porsi, nella loro filosofia do it yourself, nell’approccio visivo (che loro ammettono essere importante): tutto in bianco e nero perché è più facile da fotocopiare. C’è del punk anche nella loro musica, libera da ogni pregiudizio, che si fa inseguire, semplice e diretta. Però non c’è rabbia, non c’è rivoluzione, c’è più che altro un ghigno ironico a sostenere i loro suoni, sporchi e distanti, la loro voce, incastrata nella distanza, indefinita, cantilenante.

Ci sono poi mille altre cose (sludgy feelings, la caratteristica chitarra tremolante e scordata che mi ricorda tanto gli Yawning Man, alcuni approcci “semplicistici” à la White Stripes, qualche ascolto adolescenziale metal e, come dicono loro, “some psychedelic weird shit”).
Un album particolare, non ricercato ma curioso, che potrebbe scaldare parecchio le orecchie degli appassionati di un certo tipo di musica incasinata, senza fronzoli, crepuscolare, ironica, sporca, che qui da noi va fortissimo nella “Brianza velenosa”. Provare per credere.

Last modified: 11 Marzo 2013

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