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BIG|BRAVE – nature morte

Written by Daniel Molinari• 24 Febbraio 2023• Recensioni

Un santuario noise che si muove lentamente in una danza feroce sprigionando un universo heavy contemplativo e catastrofico.
[ 24.02.2023 | Thrill Jockey | post-metal, noise ]

Ci sono degli squarci di oscurità che trafiggono le corde vocali di Robin Wattie, colei che potete sentire dilaniarsi all’interno degli strati scorticanti che il suono dei BIG|BRAVE propone. E c’è pure una certa ritualità solenne e decadente, che vi lascia ammaliati e imprigionati nelle dense trame che la band di Montreal ricama con un minimalismo spirituale, tra drone e post-whatever.

Le architetture partorite per nature morte (da leggersi in francese) prendono le sembianze di suite paragonabili a dei sacri templi che si raggiungono solo attraversando foreste impervie, graffiandosi tra gli arbusti morenti e rimanendo intrappolati in una coltre di nebbia, prima di ritrovarsi al cospetto di 6 composizioni scolpite in macigni monolitici. Un impatto imponente e dissonante, dove il perdersi tra gli echi e i riverberi accecanti, se si volesse entrare nella liturgia orchestrata dal terzetto canadese, sarebbero la prima soglia da valicare. E in questo i BIG|BRAVE si annunciano con carvers, farriers and knaves e non nascondono in alcun modo le loro intenzioni: lancinanti, allarmanti e apocalittici.

***

Un lavoro che già dal suo stesso nome e dall’artwork lavora in opposizione con Vital, uscito nel 2021, e fa seguito al full length collaborativo dello stesso anno, Leaving None But Small Birds, concepito insieme al duo Chip King & Lee Buford aka The Body. Non deve sorprendere che dagli esperimenti folk d’avanguardia si sia arrivati a questo capitolo discografico, incidendo proprio per la stessa Thrill Jockey – sancendo un distaccamento dalla Southern Lord di Greg Anderson. E prodotto dopo poco più di una settimana di registrazioni in presa live, sempre da Seth Manchester.

Ma nonostante ci sia stato questo split dall’etichetta made in Sunn O))), il chitarrista Mathieu Ball ci tiene a rassicurare: “distorsion is the key”. Le colossali distorsioni che ci piombano addosso creano picchi emotivi elevatissimi, vedi l’ossessività furiosa di the fable of subjugation – una lava incandescente scandita perlopiù dai rimbombi sepolcrali di Tasy Hudson che martellano duramente sulle cantilene spettrali della Wattie. Un oceano che con i suoi frastuoni si abbatte violento in tutta la sua pesantezza, profonda e cupa, aprendo delle voragini che si soffocano lentamente, come in a parable of the trusting.

***

Una forza sciamanica, in un viaggio costellato da veri e propri racconti allegorici, suggellati in un’aria di rarefatta eleganza, allo spegnersi di un crepuscolo sofferto: Robin Wattie con la sua voce è una Sacerdotessa che sa dipingere tutte le sfumature dell’affresco di nature morte con una dose di poliedricità non indifferente. E nei paesaggi onirici in cui la sua voce si inserisce troviamo la fragilità che ricorda certi frammenti della Chelsea Wolfe lo-fi di Apokalypsis, mentre ci culliamo nella vulnerabilità alla Emma Ruth Rundle o alla Jarboe, preparandoci ad incontrare un isterismo fuori controllo che riaffiora dai feedback noise e sludge rumorosi dei BIG|BRAVE. Uno stato di trance catartica che ci porta alla memoria la Caro Tanghe di Rheia degli Oathbreaker di qualche anno fa.

***

È la tensione ancestrale e primordiale che crea delle onde d’urto metalliche esasperanti, come nell’epica the one who bornes a heart load. Ma è una tensione folle che sa sciogliersi anche nella malinconia più dolce della strumentale my hope renders me a fool e nella soffusa chiusura del disco affidata a the ten of swords. Ed è sempre nella tensione che risiede una ripetitività labirintica alla Swans che fa da leit motiv nella carriera dei BIG|BRAVE, ma che in nature morte trova un equilibrio intimo, tra quiete apparente e muri di suono caotici. Un andirivieni ciclico, una marea che travolge e dilata.

È questa la fotografia che la band canadese vuole consegnarci in questo primo scorcio di 2023: una solenne natura morta dove tutti noi siamo invitati ad unirci nella sua cerimonia.

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Last modified: 11 Marzo 2023

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