L’evoluzione storico/tecnica del Record Producer. Seconda Parte.

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II. LE ORIGINI: FRED GAISBERG E GLI A&R DIRECTORS

Fino ai primi anni 50 il ruolo del record producer era sostenuto dai cosiddetti A&R (artist and repertoire) Directors, la maggior parte dei quali veniva direttamente stipendiata delle etichette discografiche; le loro mansioni si concretizzavano in diversi punti fondamentali: a) scoperta di nuovi talenti, b) selezione del materiale più idoneo per l’artista prodotto, c) organizzazione delle recording session (attraverso la prenotazione degli studi ed il pagamento di tecnici, musicisti ed arrangiatori) e d) supervisione delle stesse. “In other words, doing almost exactly what producers do today”. La parabola evolutiva del record producer inizia con Frederick William Gaisberg (Washington D. C. 1873 – Londra 1951), il primo A&R Director che la storia ricordi. Gaisberg, abbracciando in un primo momento la direzione artistica della Columbia Phonograph Company e successivamente del colosso EMI, supervisionò la costruzione dei pioneristici recording studios americani ed europei, realizzando un vastissimo catalogo di produzioni operistiche ed orchestrali. Il suo esordio nel mondo del music business risale all’estate del lontano 1889, anno della primissima collaborazione professionale con la Columbia Phonograph Company. L’azienda statunitense aveva stabilito di espandere la propria sfera di influenza nel panorama nazionale dell’industria musicale, incoraggiando l’uso del fonografo anche per l’intrattenimento domestico. Tuttavia, per realizzare l’ambizioso progetto, la Compagnia necessitava di una figura in grado di suonare il pianoforte con sufficiente potenza e chiarezza da permettere la corretta fissazione dei suoni su supporto.  Quella figura era Fred Gaisberg. “The Recordings were made on small, hollow cylinders of wax, each mounted on a revolving drum. Above each cylinder was a needle, attached to the small end of the horn into which the sounds were to be directed. To make the recording, the cylinder drum was rotated by a hand cranck as the needle was lowered onto the wax. The needle itself was then moved gradually in a lateral way while the cylinder rotated, so that a close spiral of grooves containing the patterns of the sound responses was engraved round the outside of the wax cylinder. In this way its entire surface would be covered in about two minutes, and the recording would end”.

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Piuttosto carente in campo tecnico/ingegneristico, Gaisberg fu inviato come tirocinante presso uno stabilimento della North American Phonograph Company situato a Bridgeport, Connecticut, dove venne sapientemente istruito nell’arte di assemblare e padroneggiare le macchine fonografiche dal celebre progettista scozzese Thomas Hood Macdonald, un professionista “as brilliant as anyone in the business”. Nel corso del suo apprendistato Fred ebbe modo di assistere ad alcuni esperimenti di rotazione mediante motore meccanico, accorgimento che, a differenza dell’azione manuale, rendeva possibile ottenere un pitch costante durante il processo di incisione e riproduzione sonora. Terminato il tirocinio a Bridgeport, Gaisberg proseguì i suoi studi con Charles Sumner Tainter, uno dei più insigni luminari in ambito fonografico nonché fondatore, insieme ai fratelli Bell, del Volta Laboratory nella città di Washington. All’epoca Tainter stava sperimentando una nuova ed innovativa tipologia di cilindro, la cui maggiore sensibilità permetteva una migliore incisione delle sibilanti ed il cutting di più registrazioni da una singola performance: “The cylinders took the form of a roll of paper eight inches long and about one and a half inches in diameter, coated with ozokerite, on which a sapphire point would cut the sound. In his studio he [Charles Sumner Tainter] had installed a battery of twenty recordings heads that worked as a unit. From each head hung a trumpet directed towards the piano behind which stood the singer. One performance produced twenty records, but from the singer plenty of volume was required… To earn my $10 a week I had to find the artists, load up each of the twenty units with the paper cylinders, set the recording horns, and play the accompaniments”. In seguito all’esperienza lavorativa con Tainter, Fred decise di rientrare nei ranghi della Columbia Phonograph Company; il direttore della Compagnia, Calvin Child, lo reclutò come pianista e talent scout presso i recording studios recentemente ultimati nella storica sede di Pennsylvania Avenue (Washington D. C.). Nell’anno 1894, invece, si colloca il fondamentale incontro con Emile Berliner, il celebre inventore del grammofono. In un laboratorio di modeste dimensioni situato sulla New York Avenue, Berliner si accingeva ad effettuare alcuni esperimenti di registrazione sonora mediante incisione di un disco piatto (flat disc), recante sulla superficie una serie di solchi a spirale, incisi, con medesima profondità ovunque, mediante il movimento laterale di un ago: “Berliner proudly exlained to us just how his method was superior to the phonograph. He said that in his process the recording stylus was vibrated laterally on a flat surface, thus always encountering an even resistence, and this accounted for the more natural tone”.

L’illustre scienziato tedesco necessitava urgentemente di una figura in grado di reclutare nel minor tempo possibile una serie di musicisti adatti alla realizzazione di alcune registrazioni dimostrative; fu così che la vita professionale di Gaisberg si trasferì al 1410 di Pennsylvania Avenue, sede del laboratorio di Emile ed indirizzo ufficiale della neonata Berliner Gramophone Company: “In our small laboratory on Pennsylvania Avenue, Berliner did the recording, I scouted for the artists, played the accompaniments and washed up the acid tanks. Berliner’s nephew, Joe Sanders, made the matrices and pressed the samples”. Nonostante la struttura godesse di un’onorata rispettabilità all’interno della comunità scientifica, sul fronte economico le sorti della giovane Compagnia si accingevano a precipitare vorticosamente. Nell’inverno 1894/95 il fallimento finanziario della Berliner Gramophone Company si rivelò così consistente che Gaisberg, al principiare della primavera, optò per il trasferimento a Philadelphia, dove tuttavia scovò un’importante opportunità per ampliare, numericamente e qualitativamente parlando, il ristretto repertorio grammofonico aziendale: infatti, nel corso di una visita occasionale nella città di Atlantic City, Fred scoprì l’entusiasmante tenore italiano Ferruccio Giannini (1868 – 1948), che accettò di incidere, grazie alla tempestiva mediazione dello stesso Gaisberg, La donna é Mobile e Questa o Quella (dal Rigoletto di Verdi). Le registrazioni riscossero un successo tale da attirare immediatamente l’attenzione degli investitori, disposti a finanziare la fallimentare Compagnia con una somma di circa 25000 dollari, sapientemente impiegata nella costruzione di un ulteriore recording studio nella città di Philadelphia; Berliner abbandonò New York per assumere la carica di recording expert, mentre Fred avrebbe selezionato gli artisti ed i vari repertori musicali, il tutto in assoluta autonomia. “The records were single – sided, five inches and seven inches in diameter, with a playing time of one and a half to two minutes. A fee of two to three dollars per song was paid to singers; sales royalties to artist and music publishers were undreamed of. We pirated right and left without remorse”. Quando la Berliner Gramophone Company decise di espandersi anche nel vecchio continente, Fred venne inviato a Londra con il titolo di recording expert. Nella capitale britannica supervisionò la costruzione del primo recording studio europeo, situato nel seminterraneo di un vecchio hotel al 31 di Maiden Lane: “The smoking – room of the old Coburn Hotel was our improvised studio. There stood the recording machine on a high stand; from this projected a long, thin trumpet into which the artist sang. Close by, on a high movable platform, was an upright piano”.

to be continued…

Last modified: 20 Febbraio 2019

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