Vinicio Capossela Tag Archive

Davide Viviani – L’oreficeria

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Recensioni #05.2017 – Phoenix / Piccoli Animali Senza Espressione / Penguin Cafe / Andrea Laszlo De Simone …

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VIAGGI MUSICALI | Intervista ai Maledetta Dopamina

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Vinicio Capossela – Canzoni Della Cupa

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Canzoni Della Cupa è il decimo album in studio di Vinicio Capossela. Diviso in due parti per 28 brani e una durata di più di due ore, Canzoni Della Cupa è un atto d’amore e di testimonianza verso un tempo passato che ormai è fuori dal tempo, mitizzato nell’immagine brusca e insieme rasserenante di una società contadina, ruvida e sincera, in cui si vive e si canta della vita, e quindi dell’amore, carnale soprattutto, ma sempre giocoso, vinoso, anche quando è serio; della morte e delle creature della notte, degli spaventi nelle ombre dei fuochi e dei monti sotto la luna; dei campi, dei poveri, del sudore, del lavoro; dei primi treni, dei viaggiatori, delle verità scolpite nella pietra dei proverbi e della saggezza popolare.
Ineccepibile nella produzione e nella resa, il disco continua la parabola del mito, della rivisitazione della tradizione (o tradizioni) che Capossela sta portando avanti da Marinai, Profeti e Balene (con in mezzo Rebetiko Gymnastas) ma che è stata da sempre una sottotraccia di tutta la sua produzione, interessata fin dai primi dischi alla rielaborazione del popolare/tradizionale (ritmi sudamericani, armonie mediorientali, atmosfere mediterranee).

Questo disco è l’ideale proseguimento di quella parabola e insieme il suo compimento totalizzante e definitivo: il ritorno nella terra degli avi, l’archeologia sentimentale nei racconti e nelle leggende, nelle storie e nelle musiche che erano la colonna sonora di un affascinante tempo che fu, che qui vira seppia, come le foto, e diventa quasi un’età dell’oro, un mondo che, nei suoi dolori, suonava forse più diretto e vero, più libero, certo più povero e più stanco ma senza perdere la fame d’amore, di festa, di paura anche, quella un po’ superstiziosa che eccita e riunisce il gruppo intorno alle luci e ai canti dopo l’angoscia, il cuore affaticato e una spaventosa, fantastica storia da raccontare.
Non sorprende quindi scoprire che Canzoni Della Cupa fosse in cantiere da più di dieci anni: è una sempreverde voglia di mito a spingere Capossela verso la rielaborazione e la testimonianza per riportare al suo oggi delle tradizioni che, sotto la polvere e oltre l’ombra della memoria, appaiono estremamente vive, anche (e soprattutto) grazie alle sue doti di interprete e riscrittore eccelso, maestro del racconto, sciamano della voce e della parola.

La nota dolente, per i fan del cantautore, potrebbe però nascondersi qui attorno: scavando si trovano tesori, ma ci si ingobbisce; gli occhi si fanno miopi a guardare tanta terra smossa. Canzoni Della Cupa è un progetto ambizioso, pensato ed eseguito senza passi falsi o sbavature (non ci saremmo aspettati di meno); è un racconto mitico e preciso, immaginifico e appassionato, da godersi senza remore, scoprendo in ogni brano una storia affascinante, divertente, incredibilmente vicina. È perciò con una certa amara sorpresa che alla fine, quando rialzi gli occhi stanchi dalla terra e dai suoi tesori, ti accorgi di quanto sia ormai sfocato e nebbioso l’orizzonte: lontano più di quanto, forse, dovrebbe.

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Chi suona stasera – Mini guida alla musica live | Giugno 2016

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“Chi suona stasera?”. Sarà capitato ad ogni appassionato di musica live di rivolgere ad un amico o ricevere dallo stesso questa domanda. Eh già, chi suona stasera? Cosa c’è in giro? Se avete le idee poco chiare sugli eventi da non perdere non vi preoccupate, potete dare un’occhiata alla nostra mini guida. Sappiamo bene che non è una guida esaustiva, e che tanti concerti mancano all’appello. Ma quelli che vi abbiamo segnalato, secondo noi, potrebbero davvero farvi tornare a casa con quella sensazione di appagamento, soddisfazione e armonia col cosmo che si ha dopo un bel live. Ovviamente ci troverete dei nomi consolidati del panorama musicale italiano ed internazionale, ma anche tanti nomi di artisti emergenti che vale la pena seguire e supportare. Avete ancora qualche dubbio? Provate. Non dovete fare altro che esserci. Per tutto il resto, come sempre, ci penserà la musica.

APPALOOSA
01/06@Piattaforma del Parco, Montecarotto (AN) con Paperoga e Temple of Deimons per Micron Festival
21/06@Officina Giovani, Prato
23/06@Tempio Voltiano, Como per Wow Music Festival (l’evento avrà durata di 3 giorni, dal 23 al 25 Giugno ed il programma day by day è attualmente in fase di definizione)
La Math band di Livorno, autrice del buon BaB a fine Febbraio, prosegue il suo tour che durante questo mese li porterà a suonare anche in Svizzera, Austria e Germania.

PEINE PERDUE
03/06@C.S.A. Grotta Rossa, Rimini
04/06@Circolo Dong, Recanati (MC)
06/06@Forte Fanfulla, Roma
Il duo Cold Wave formato da Stephane Argillet e Coco Gallo porterà questo mese in Italia le sue nebulose architetture per il tour di presentazione del nuovo Nuit Blanche, uscito lo scorso 15 Maggio.

NIAGARA
04/06@Golena San Massimo, Padova (per Summer Student Festival – Je t’aime)
06/06@Parco del Cavaticcio, Bologna (per Indie Pride – Indipendenti contro l’omofobia) con LIM e Giungla
12/06@Palazzo dei Congressi, Roma (per Spring Attitude Waves) con TOKiMONISTA,
Jolly Mare, Dardust e LIM
Le trame acquatiche del duo torinese, freschi della pubblicazione di Hyperocean nostro disco del mese di Maggio, saranno presenti durante questo mese in svariati festival e sempre in ottima compagnia.

FIRE! ORCHESTRA
05/06@Area Sismica, Forlì
09/06@Teatro delle Alpi, Porto Sant’Elpidio (FM)
10/06@Cortile del Broletto, Novara (per Novara Jazz Festival)
Il Jazz più Free, il Rock più Avant, il trio dei Fire! guidato dalla mente e dal sax di Mats Gustaffson nella sua versione arrichita (si arriva fino a 28 elementi totali) da artisti provenienti prevalentemente dalla scena Impro Noise scandinava. No, questo ensamble non lo dovete proprio perdere.

DURAN DURAN
05/06@Teatro Greco, Taormina (ME)
07/06@Ippodromo delle Capannelle, Roma (per Rock in Roma)
08/06@Arena, Verona
10/06@Ippodromo del Visarno, Firenze
12/06@Summer Arena, Assago (MI)
Nuovamente in Italia con 5 date del loro Paper Gods Tour, se ancora ci fosse chi vuole sposare Simon Le Bon, ma anche per nostalgici e soprattutto per gli amanti del genere.

PROTOMARTYR
07/06@Spazio 211, Torino
08/06@Circolo Magnolia, Milano
Da Detroit il Punk Noise della band di Joe Casey, un piccolo culto nel suo genere, per 2 imperdibili date a supporto di The Agent Intellect, loro ultimo disco, uscito nel Luglio dello scorso anno

DEFTONES
07/06@Live Club, Trezzo sull’Adda (MI)
Sicuramente da segnare in agenda l’appuntamento con la band originaria di Sacramento che sarà in Italia per un’unica data per promuovere Gore, loro ultimo lavoro uscito recentemente.

SUUNS
08/06@Monk Club, Roma
09/06 Hana-Bi, Marina di Ravenna (per Beaches Brew) con Go Dugong, Ninos du Brasil e altri
La band canadese sarà nel nostro paese con le sue sonorità sperimentali che portano con sé buone dosi di Rock, Kraut, Psichedelia e Post-Punk, il loro ultimo Hold/Still è stato prodotto dal Re Mida John Congleton (Joanna Newsom, St. Vincent, Anna Calvi, Chelsea Wolfe)

TUXEDOMOON
08/06@Cinema Nuovo, Vergato (BO) (per Infrasuoni Festival)
10/06@Black Hole, Milano
Storica band della New Wave più intelligente e sperimentale, ancora oggi capace di sfornare dischi di gran livello, in Italia per portarci dal vivo lo storico Half-Mute affiancato ad altri successi, oltre che, immaginiamo, a proiezioni che nonostante la recente scomparsa del loro visual artist Bruce Geduldig saranno comunque sicuramente di gran livello. Assolutamente imperdibili.

KING DUDE & :OF THE WAND AND THE MOON:
11/06@Parco attrezzato di Via Bonazza 55, località Tagliata, Guastalla (RE) con tra gli altri Girls Names, Mai Mai Mai, Any Other, Fuzz Orchestra, The Wave Pictures, Geoff Farina per Handmade Festival
12/06@Lo-Fi, Milano
Date da stamparsi sulla testa per tutti gli amanti del Neo Folk perché sul palco ci saranno 2 dei più grandi protagonisti di quello che è attualmente questo genere.

OREN AMBARCHI
21/06@Bunker, Torino (per Varvara Festival, Preview #2) con Common Eider King Eider e Gabriel Salamon
Il grande polistrumentista sperimentale australiano porterà la sua musica d’avanguardia nel nostro paese per una data, al momento unica.

VINICIO CAPOSSELA
28/06@Auditorium Parco della Musica, Roma
29/06@Market Sound, Milano
Capossela inizerà questo mese il tour di supporto del suo ultimo lavoro Canzoni della Cupa, un doppio album, Vinicio presenterà d’estate all’aperto delle arene e dei parchi il primo dei due dischi, Polvere, ed in autunno al chiuso nei teatri il secondo, Ombra.

BAN-OFF
04/06
@Garbage Live Club, Pratola Peligna
Giovanissima band teramana, i Ban-Off miscelano sonorità Proto Punk con la violenza dell’Hardcore e le melodie del Post Punk e della New Wave . Saranno i protagonisti assoluti dell’ultima serata al coperto della stagione al Garbage Live Club

COCONUTS KILLER BAND
09/06@Le Macerie, Molfetta (BA)
10/06@Bar Fellini, Erchie (BR)
11/06@Garbage Live Club, Pratola Peligna
22/06@Caffé degli Artisti, Cesenatico (FC)
25/06@Volerock Festival, Massa Carrara
COCONUTS KILLER BAND è un gruppo strappato alla strada e buttato senza fronzoli sul palco con l’unica arma a loro disposizione: Rock’n’Roll grezzo e d’impatto con influenze che vanno dal Garage/Punk allo Psycho-Blues

IL CASO RENALE
01/06@Festa Europea della Musica 2016, San Nicola Baronia (AV)
09/06@GouzArt, Venafro (IS)
24/06@Gran Caffè Cori, Cellino Attanasio(TE)
25/06@Garbage Live Club, Pratola Peligna(AQ)
Band nata nella cittadina molisana di Venafro (Is) nei primi mesi del 2014. La loro musica è un mix spensierato di Pop-Rock acustico, Folk Rock, Dub e la canzone d’autore italiana

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Oddu – Genealogia delle Montagne

Written by Recensioni

Li si conosceva già, e non solo nell’underground piemontese, quando erano i Baroque. Sonorità Pop anni ’80, tastiere tastiere tastiere, smalto scuro sulle dita e declamato teatrale. Molto del progetto Baroque è rimasto negli Oddu, per quanto la formazione sia cambiata e siano cambiate anche le influenze, le matrici, l’età anagrafica (che comunque non è un dato trascurabile) e l’intenzione.

“Quattro Inverni” ha un’intro fresca, che dall’Indie americano scende nel cantautorato nostrano alla Tozzi, mentre “Nella Prossima Vita” strizza l’occhio al Folk Pop dei Mumford and Sons. E in due sole tracce gli Oddu sono riusciti a farci capire la babilonia di ispirazioni che sottostanno alla fase compositiva. “Atlanti Perduti” è figlia dell’esigenza di raccontare e raccontarsi, con quelle liriche impegnate e il cantato che piega il virtuosismo alla narrazione semplice e lineare; “Mostro Cammina” sa di pioggia e Francia, per dirla con Paolo Conte. Personalmente, poi, mi ha ricordato tantissimo La Rue Ketanou (se non li conoscete sarebbe più che opportuno rimediare). Con “I Buchi sul Sedere” sbucano le ceneri dei Baroque, gli anni ’80, una certa nostalgia Glam. “Un Cuore Buono” apre in maniera molto intima e introversa, con la delicatezza del piano che tratteggia un’atmosfera un po’ cupa, che si trasforma, di nuovo, in Popular, in Folk.
E gli Oddu sembrano, fin qui, averci fatto vedere tutto quello che sanno, pure forse in maniera un po’ troppo articolata e complessa. Eppure non abbiamo ancora sentito tutto: “Battisti” è una sorta di scherzo elettronico citazionistico, da Battiato (più che da Battisti) a “Jump” di Van Halen, dai Bluvertigo dei tempi d’oro a contrappunti Jazz.
L’unico leitmotiv che sembra davvero omogeineizzare la produzione degli Oddu è la nostalgia per un passato musicale glorioso, come sembra confermare anche “Non Fate Mai la Carità”: a tutti gli effetti un semplice brano cantautorale, dove però (e forse, per i tempi che corrono, stranamente), non si guarda a Capossela o Mannarino, ma più indietro, a Rino Gaetano e De Gregori, senza neppure pensare di scomodare l’inflazionato De Andrè. E’ una scrittura complessa quella degli Oddu, elitaria, macchiata dalla saudade aristocratica per i bei tempi che furono, più che animata dall’entusiasmo borghese.
“Savona 12 dicembre 2011” completa il quadro dell’eclettismo della band. Troviamo tutto: la formazione accademica, lo studio del pianoforte, il litigio con le maglie larghe del Pop-Rock. La chiusura di “Genealogia delle Montagne” è aulica e imponente sul piano fonico, un tributo al Progressive Rock, per tornare al principio.

Non è un disco semplice. Affatto. Manca qualcosa che guidi l’ascoltatore in un percorso, manca un’unità di intenti e narrazione, ma, lasciatemelo dire, è forse uno dei più interessanti lavori indipendenti che mi sia capitato di ascoltare. Un grande potenziale che spero gli Oddu sappiano incanalare nella giusta direzione comunicativa e sviluppare.

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Home Festival, nuovi nomi si aggiugono alla line-up: Eagles Of Death Metal, Vinicio Capossela, Ministri e Modestep

Written by Eventi

Nuova raffica di nomi nel quarto annuncio di un evento dal respiro sempre più internazionale. Gli Eagles of Death Metal hanno annunciato la loro tournée italiana, che passerà per Treviso all’Home Festival sabato 3 settembre.

Giovedì 1 settembre arrivano i Ministri , che dall’inizio dell’anno con il loro Cultura Generale Tour 2016, hanno collezionano un sold out dopo l’altro. Lo stesso giorno sul palco ci saranno gli Inude, duo elettronico nato nel 2014 in provincia di Lecce, noto per un sound ritmato dall’uso di tappeti sonori con lunghi riverberi e loop di batterie elettroniche miste a percussioni, gli archi con le voci a rafforzare le melodie.
Venerdì 2 a far ballare il popolo dell’Home Festival ci saranno i Modestep: il gruppo ora è impegnato in un tour europeo con gli Enter Shikari, che saranno anche loro presenti. I Modestep arrivano da Londra con un dj set esclusivo e il loro sound Dubstep, Rock elettronico e Drum’n’Bass.
Sabato 3 settembre in console ci saranno invece Ackeejuice Rockers, dalla collaborazione con Kanye West al loro ultimo album Future Dancehall, uscito proprio in questi giorni e già passato tra le mani importanti come quelle di Diplo e il suo show “Diplo & Friends” su BBC Radio 1Xtra. Lo stesso giorno suoneranno anche Indian Wells.
Domenica 4 settembre sarà la volta dello straordinario Vinicio Capossela, con il suo ultimo album Canzoni della Cupa, in uscita il prossimo 6 maggio e anticipato dal singolo “Il Pumminale”: è un doppio album che si divide tra un mondo fatto di tradizioni e l’onirico, una vera eccellenza della world music. Sempre domenica, sul palco C+C=Maxigross, ma anche i “padroni di casa” Down to Ground e il giovane e promettente Damien Mcfly. Si segnala anche Coez, artista pop dall’enorme seguito.

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L’ingresso giornaliero costa 18 euro + 2,7 euro diritti prevendita.
Abbonamento a 60 euro + diritti prevendita per i quattro giorni.
Biglietti a disposizione sui circuiti di Ticket One e Mail Ticket.

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Alessandro Sipolo – Eresie [STREAMING]

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Il secondo lavoro del cantautore bresciano è stato prodotto da Giorgio Cordini (già chitarrista di Fabrizio De André) con la complicità di Taketo Gohara (Vinicio Capossela, Mauro Pagani, Negramaro, Brunori SAS, Edda) che ha curato le registrazioni e il mix alle Officine Meccaniche di Milano ed è un moderno disco di cantautorato folk-rock, che attraversa in obliquo le varie latitudini della musica popolare dandone una propria versione elegante ed energica, poetica e assolutamente ribelle.

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Michele Anelli – Giorni Usati

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Michele Anelli, al suo ritorno dopo la collaborazione con i Chemako, si presenta con un disco di svolta per la sua quasi trentennale carriera. Abbandonate definitivamente le sonorità Roots Rock degli esordi coi Groovers, il nostro vira infatti in modo deciso verso un Pop ispirato agli anni 60 non senza venature Rock Jazz Prog & Beat, ed un cantato che trova sempre più il suo faro in Lucio Battisti. Questa svolta è figlia dell’incontro con il tastierista Andrea Lentullo e con il contrabbassista Matteo Priori che hanno sviluppato idee che Anelli rincorreva da tempo ma che fin qui aveva solo sfiorato. Il disco, prodotto da Paolo Iafelice, già al lavoro con Fabrizio De Andrè, P.F.M., Vinicio Capossela, Daniele Silvestri e tanti altri, risulta essere molto curato ma non riesce a catturare. Le liriche di Anelli, che in passato ha prodotto rivisitazioni di canti di lavoro e resistenza, sembrano provenire direttamente da quei periodi (“Leader”) non convincendo appieno neanche nei momenti migliori. Anche il sound può talvolta risultare più datato di quanto dovrebbe; nonostante ciò non mancheranno comunque momenti piacevoli durante l’ascolto. Il disco ci parlerà dell’amore con le sue comprensioni ed incomprensioni, dell’importanza del suo tetto che ripara dalla pioggia battente che la società ci scaglia addosso, nonché della necessità di svegliarci, alzare la testa e riprenderci le nostre strade e possibilità, i nostri giorni, la nostra vita. Troveremo i momenti più apprezzabili nel brano di apertura “Lavoro Senza Emozioni” capace in qualche modo di coinvolgere con i suoi cori quasi ossessivi ed una melodia ariosa a far da contraltare, nella ballad Pop-Rock “Adele e le Rose” e nella gradevole “Alice” per quanto adatte, soprattutto durante i ritornelli, al festival della città dei fiori, in “Gospel”, brano nel quale interviene il Lift Your Voice Gospel Choir, che Anelli dedica alle persone incontrate durante il suo percorso e rilevatesi importanti per la sua crescita di uomo ed artista, e nella conclusiva title-track, leggera e jazzata, nella quale la voce oltre al cantato sarà impegnata in una parte parlata per il testo meglio riuscito dell’intero lotto. Michele Anelli, al quale non va negato il merito di cercare e frequentare da sempre strade distintive, sforna dunque il disco che da tempo sognava e inseguiva ma senza purtroppo riuscire a emozionarci. Giorni Usati alterna luci ed ombre, ma si tratta comunque di luci mai abbaglianti come di ombre con le quali è possibile convivere. È un disco che manca del giusto mordente e di conseguenza non lascia il segno ma che può, sotto certi punti di vista, essere considerato quasi come un esordio, un primo frutto di una pianta che in futuro potrà probabilmente donarne di più maturi, ricchi e succosi.

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Parte da Parigi il tour europeo per i 25 anni in musica di Vinicio Capossela

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Parte il 5 ottobre dal teatro ottocentesco Les Bouffes du Nord di Parigi il tour europeo che celebra i 25 anni in musica di Vinicio Capossela. Ad accompagnare di volta in volta l’artista nei teatri e club del vecchio continente, ospiti speciali incontrati lungo il cammino.
Vinicio Capossela festeggia il vincolo con l’arte altisonante per natura, la musica. Venticinque anni di carriera, un quarto di secolo bello e buono. Un arco di tempo teso e vibrante, a scoccare parole; 14 dischi, centinaia di canzoni, migliaia di concerti e poi romanzi, documentari, racconti, infiniti progetti e un disco in uscita. Un lungo percorso, umano e artistico, evocato in un breve tour europeo per tappe salienti: Parigi, Berna, Bruxelles, Girona, Madrid, Berlino, Londra. Un abbraccio di date nel vecchio continente dei ricordi, in straordinari club e teatri dove la memoria cova ancora. Di seguito, le date del tour:

5 Ottobre – Parigi (FR) @ Les Bouffes du Nord – Festival D’Ile de France
(ospiti speciali: Mario Brunello e Pascal Comelade)

16 Ottobre – Berna (CH) @ Bee-Flat
(ospite: La Banda della Posta)

18 Ottobre – Bruxelles (BE) @ Ancienne Belgique
(ospite: La Banda della Posta)

25 Ottobre – Girona (ES) @ Auditori de Girona – Temporada Alta Festival
(ospite: Cabo San Roque)

27 Ottobre – Madrid (ES) @ Teatro Calderon
(ospite: Victor Herrero)

10 Novembre – Londra (UK) @ Clapham Grand
(ospite: Marc Ribot)

11 Novembre – Berlino (DE) @ Astra Kulturhaus

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La Bestia Carenne – Catacatassc’

Written by Recensioni

Che Django Reinhardt si sia reincarnato in Campania fondendosi con le sonorità locali? Questo il primo pensiero che salta alla mente quando inizio ad ascoltare “Catacatassc’”, primo brano del disco d’esordio de La Bestia Carenne. Intendiamoci bene però: qui l’influenza del famoso ed indimenticato chitarrista belga si sente già dalle prime battute ma di Jazz c’è giusto qualcosa, solo un timido accenno; c’è tanto invece di rumorismo tipico della No wave newyorkese e persino di musica tradizionale mediterranea (in particolare greca). Folk quindi? Probabilmente sarebbe piuttosto limitante ascrivere queste tredici canzoni in un solo genere, per cui forse è meglio procedere continuando l’analisi brano per brano senza scadere in inutili “etichette”. In fondo di idee il gruppo è pieno, come si evince in “Il Sapore”, che a tratti ricorda anche Vinicio Capossela, e in “Billy il Mezzo Marinaio”, un dolce e malinconico Swing che ci riporta indietro fino agli anni cinquanta. L’inizio di “Le Cose che Desideri” addirittura rimembra lo stile Frippiano, ma conclude collegandosi con una traccia di appena ventuno secondi dal titolo eblematico “#1” in cui un piccolo vociare fa da sottofondo a un cantato in lingua inglese; giusto il tempo di introdurre “La Vacanza di un Ferroviere” dedicata a una categoria di lavoratori di cui spesso ci si dimentica di parlare nelle canzoni. Il viaggio sonoro prosegue con “Transkei” e “Una Macchina Trasversale”, in cui Giuseppe Di Taranto (voce e chitarra acustica) Antonello Orlando (chitarra elettrica), Paolo Montella (voce, basso e tastiera) e Giuseppe Pisano (percussioni) raggiungono l’apice del mio personale indice di gradimento. E così si giunge al secondo spartiacque, “#2” , che però forse avrei evitato, in quanto non aggiunge né toglie nulla al valore artistico del disco. “Jeanne” è un piccolo concentrato di perfetta arte sonora, genuina e spontanea, tanto quanto lo scorrere molto enfatizzato ed accentuato delle dita sulle corde della chitarra in “Toccare”. “Uno Studente e Vysotskij” e la malinconica “Cadillac” chiudono questo disco che è praticamente privo di difetti . I quattro ragazzi campani hanno già un curriculum fatto di oltre ottanta concerti di cui molti in apertura per artisti quali Brunori Sas, Francesco Di Bella, Folkabbestia, Giovanni Block, Nick Mulvey, Nino Bruno e le 8 Tracce, Modena City Ramblers e 24 Grana ma sono sicuro di una cosa: verrà il tempo (presto… molto presto!) in cui saranno loro i veri headliner della serata! Bob Dylan e Neil Young sono stati avvisati.

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“Vladimiro (È Sotto Shock!)”, il nuovo video di Sergio Zafarana

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Il videoclip del singolo “Vladimiro (È sotto shock!)” tratto dall’EP Zafarà, primo progetto solista del siciliano Sergio Zafarana, co-prodotto dall’etichetta indipendente Muddy Waters Musica e registrato ed arrangiato da Aldo Giordano presso il Rec-Studio. Sergio Zafarana è siciliano e scrive musica da che ne ha memoria. È chitarrista e lead vocalist in diversi progetti. Zafarà è il suo esordio da solista. Ha collaborato, tra gli altri, con Cesare Basile e Daniele Coluzzi (Io non sono Bogte). Tra molte esperienze artistiche, di alcune va particolarmente fiero: il premio “Città di Milano” nella rassegna Rock Targato Italia, con Deaprimavera; il premio della critica al festival Risonando De André, con i Trifase; l’EP Storie all’Ombra dei Grattacieli, il brano “A Sara non Piace Viaggiare”, registrato presso il Metropolis studio di Lucio Fabbri. Il suo stile è fortemente influenzato da bevitori dalla voce roca (Tom Waits, Vinicio Capossela), da poeti estinti (Fabrizio De André, Giorgio Gaber), da milanesi capelloni (Afterhours, Paolo Benvegnù), da incalliti sperimentatori (Radiohead).

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