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Sherwood Festival confermato anche per il 2014

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Riceviamo e pubblichiamo:

Confermata per il 2014 la storica rassegna indipendente padovana che si tiene, ormai da decenni, nel parcheggio Nord dello Stadio Euganeo di Padova. Oltre un mese di musica – con i tantissimi concerti del main e del second stage – e un fitto calendario di appuntamenti culturali e di “festival nel festival” che, dall’11 Giugno al 19 Luglio (dieci giorni in più rispetto ai trenta delle scorse edizioni), trasformeranno un parcheggio in uno spazio sociale vivo e pulsante.
Un festival sociale e culturale, un appuntamento a larga e sentita partecipazione, un luogo di incontro e di libertà, attraversato ogni sera da migliaia di persone. Il fulcro di questa edizione sarà Sherwood, un progetto che, negli ultimi anni, è stato al centro di un profondo cambiamento: dalla radio FM ad un portale multimediale indipendente che si occupa di musica e cultura e, proprio in questi mesi, ha iniziato anche un lavoro di ricerca sulle produzioni video. I Mondiali di calcio che si svolgono in Brasile dal 12 giugno al 13 luglio 2014 verranno proiettati su schermi giganti ad alta definizione e saranno anche al centro di un ciclo di trasmissioni video, interviste ed eventi: un altro modo di pensare, praticare e raccontare lo sport.
Comunichiamo oggi le prime date confermate: il 27 Giugno torna a Sherwood un amico di vecchia data e una solida certezza: Caparezza che presenterà il nuovo disco d’inediti Museica in uscita il 22 Aprile per Universal Music.
Il 16 Luglio, Radar Festival Day one, con gli Slowdive – vero fenomeno di culto negli anni ’90 e tra i maggiori esponenti della scena shoegaze insieme a My Bloody Valentine e Jesus and Mary Chain – si esibiranno per la prima volta in Italia per il loro REUNION TOUR dove riproporranno i brani estratti dai dischi ed Ep pubblicati durante gli anni ’90 e confermano di aver iniziato a lavorare su un nuovo album di inediti.
Il 6 luglio, direttamente dalla Grande Mela, passa da Sherwood il tour estivo dei NEW YORK SKA JAZZ ENSEMBLE, pionieri dello ska jazz che, fin dal lontano 1994, hanno letteralmente conquistato il mondo con le loro incredibili performance e il loro stile unico e inimitabile.

SHERWOOD FESTIVAL 2014 / :: prime date confermate ::
www.sherwood.it
11 Giugno – 19 Luglio c/o Parcheggio Nord Stadio Euganeo – Padova
27/06 | Caparezza – presentazione nuovo album
06/07 | New York Ska Jazz Ensemble
16/07 | Radar Festival Day One con SLOWDIVE live – prima data italiana reunion tour

Prevendite per i live di Caparezza e Slowdive disponibili su: www.sherwood.it

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Midnight Faces – Fornication

Written by Recensioni

Le due facce di mezzanotte che stanno dietro a questo progetto arrivato direttamente dalla capitale dello stato capitalista per eccellenza sono Philip Stancil e Matthew Warn. Warn inizia ben presto a fare musica con un amico d’infanzia, Jonny Pierce, poi voce dei The Drums (con lui Jacob Graham, Adam Kessler e Connor Hanwick), band Indie Pop in orbita dal 2009, con all’attivo due full lenght, l’omonimo esordio e “Portamento” del 2010, oltre a numerosi singoli, Ep e partecipazioni a compilation. Dopo un primo album pubblicato con l’amico Pierce, Warn fonda insieme a Josh Tillman (dall’anno scorso ex batterista dei Fleet Foxes, oggi più noto come Father John Misty), i Saxon Shore, formazione Post Rock di buonissimo livello.

I Midnight Faces nascono dall’incontro di Warn con Philip Stancil, anche lui cresciuto con la musica intorno, giacché la sua è proprio una famiglia di musicisti. Warn aveva già realizzato le parti strumentali e invitò quello che ne è il compagno artistico ad aggiungere le sezioni vocali. Prese cosi vita questo Fornication.

Dieci tracce, dieci canzoni melodicamente Pop ma dai mille retrogusti. Si passa da alcuni momenti più oscuri, quasi Darkwave, specie nella sezione ritmica e negli echi delle chitarre (“Fornication”, “Kingdome Come” “Turn Back”), ad altri nei quali la vocalità e l’approccio cantautorale di Stancil prendono il sopravvento (“Identity”, “Heartless”). Tanti sono i passaggi nei quali l’Alt Rock (“Crowed Halls”) si addolcisce per seguire strade più popolari e di più facile ascolto (“Give In Give Out”, “Now I’m Done”), grazie anche a un’attenta e puntuale ricerca melodica e moltissime sono le congiunture nelle quali tutta la vita di Warn e quindi le sue conoscenze personali, più o meno dirette (abbiamo detto The Drums, Fleet Foxes, Saxon Shore), sono riportate in musica. I brani più riusciti sono quelli nei quali il Dream Pop particolarmente sintetico si sposa con l’elettronica creando suggestive ambientazioni filmiche, a tratti danzereccie quasi eighties (“Feel This Way”, “Give In Give Out”, “Kingdome Come”) in uno stile perfetto che richiama il grande Anthony Gonzales (M83) ma anche, volendo ampliare il proprio spettro di vedute, i Depeche Mode (“Holding On”), cosi come gli Slowdive, ovviamente con ritmi più dinamici.

Un disco che miscela quindi atmosfera e melodia, con cura ed eleganza, puntando forte sulla voce ma senza tralasciare l’aspetto strumentale, elettronico soprattutto. Sceglie melodie orecchiabili e non calca troppo la mano su artifizi di alcun tipo finendo però per sprofondare nell’altro versante della questione. Eccessiva semplicità che si trasforma in povertà d’appeal e melodie che, per quanto gradevoli, finiscono per essere di facile oblio, perché troppo simili le une alle altre. Dieci episodi che si presentano, in linea di massima, tutti ugualmente apprezzabili e facilmente godibili, senza però riuscire a suscitare un interesse che vada oltre la semplice amabilità sonora. Per chiudere, se avete difficoltà a trovare mezze misure, questo è il disco perfetto per affibbiare la vostra sufficienza, niente di più, niente di meno, almeno per questa volta.

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Lilies On Mars – Dot to Dot

Written by Recensioni

Terzo disco per il duo delle Lilies on Mars, e di nuovo un appuntamento imperdibile per chi ama galleggiare sue  giù nei percorsi non obbligati dell’assenza di gravità, magari con meno corrente elettrica del passato, ma con un nutrito sollievo minimalista che da la spinta accogliente e visionaria di un parabolico onirico, vuoto di pesi e carico di sensazioni impalpabili e gassose.

Dot to Dot contiene tredici brani che denotano una crescita corposa delle strutture sonore alle quali Marina Cristofalo e Lisia Masia danno una cura spasmodica, levigano, arrotondano e si abbandonano ad uno spleen delizioso, ben ricco di nuove pulsioni e perfettamente in linea con un ascolto rilassato e “marziano” come si conviene, lussuosi soundscape che innalzano i presupposti fascinosi di lontani Slowdive con quel senso tridimensionale Barrettiano ed una partecipazione di livello, quella di Franco Battiato voce in “Oceanic Landscape”, un piccolo gioiello tra i tanti.

Droni e vibration, danze incorporee, istigazioni leggiadre a  volare nell’ambient thing o tuffarsi nei flussi magmatici della tenerezza, tutte cose che vengono immediate pensare nel momento in cui ci si trova immersi in questa scaletta fino al collo, tredici formule “chimiche” che elaborano altrettanti ed efficaci lisergie profumate di vetiver  intriso di acidità, accordi e suoni che entrano in circolo mentre propagano sensazioni lontane nel tempo; il migliore spettacolo che questo nuovo disco diffonde lo si prende ascoltando le arcadie sofisticate della tripletta “Dream of Bees”, “Entre-Temps”, “Interval 1-2”, nella giostrina solitaria che brilla opaca in “Impossible Child” oppure nel lasciarsi intorpidire dalle movenze sinuose e aliene che “For The First 3 Years” e “Martians” adagiano dentro una ionosfera tutta personale.

Prima o poi arriva sempre un momento micidiale per staccare un po’ dal consueto marasma uditivo, e questo momento prezioso è finalmente arrivato.

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