New York Tag Archive

B Boys – Dada

Written by Recensioni

The National – Sleep Well Beast

Written by Recensioni

10 SONGS A WEEK | speciale Primavera Sound 2017 #02.12.2016

Written by Eventi, Playlist

Mercoledì mattina, dopo 12 ore di countdown sul sito ufficiale del festival catalano, è stata svelata la line-up dell’edizione 2017 del Primavera Sound. Dedicare la playlist settimanale agli artisti che si esibiranno sui palchi del Forum del Mar è d’obbligo!
Rileggetevi com’è andata l’anno scorso e affrettatevi con le prevendite.

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #25.11.2016

Written by Playlist

TEss + Trio Improvviso | Musica & Natura @ San Pietro Ad Oratorium, Capestrano (AQ) 11.09.2016

Written by Live Report

Questa è una di quelle storie che celebrano il potere benefico dell’imprevisto.

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #30.09.2016

Written by Playlist

Honeybird & The Monas, il video di “Sono Donna”

Written by Novità

Judith Owen in Italia per due imperdibili concerti

Written by Senza categoria

La cantautrice e pianista gallese, già applaudita negli showcase tenuti a Milano e Roma la scorsa primavera in occasione dell’uscita del suo decimo album Ebb & Flow (distribuzione Self), torna in Italia accompagnata dai leggendari Leland Sklar al basso e Russell Kunkel alla batteria, musicisti che hanno dato il loro contributo a pietre miliari della storia del rock insieme a James Taylor, Carole King, Joni Mitchell, Jackson Browne e molti altri. Di base in America e in Inghilterra, dove vive con il marito – il poliedrico attore, conduttore radiofonico e musicista Harry Shearer – Judith è una vera ambasciatrice della cultura British al di là della Manica, e come tale si esibirà nell’ambito delle manifestazioni organizzate dal Padiglione del Regno Unito a Expo Milano 2015. L’appuntamento è fissato per la sera del 23 ottobre, alle 20 al Padiglione UK di Expo, Rho Fiera Milano. Il 24 ottobre, sempre in trio con Lee Sklar e Russ Kunkel, Judith si presenterà al pubblico della prestigiosa Sala del Rosso di Firenze, locale d’avanguardia dotato di caratteristiche acustiche eccezionali, sede d’elezione per il jazz e la classica e meta ideale per la musica d’autore di Judith Owen. Attualmente Judith sta riscuotendo un notevole successo personale come supporto di Bryan Ferry nella seconda parte del suo tour del Regno Unito e il mese prossimo sarà impegnata nei concerti con la cantautrice americana Nell Bryden; in dicembre, insieme a Harry Shearer, porterà lo spettacolo Christmas Without Tears a New York, Chicago, Los Angeles e New Orleans, mentre darà i tocchi finali al suo nuovo album previsto nel 2016.

23 ottobre @ Expo Milano
UK Pavilion, ore 20

24 ottobre @ Firenze
La Sala del Rosso, Via Badia a Ripoli 5, ore 21

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“Cinema Pt. 1”, il quarto singolo dei DUST

Written by Senza categoria

L’esigenza di lasciare un segno tangibile di se’ raccontata nel testo, si sviluppa nella rappresentazione di uno spazio metropolitano che ha il valore di proiezione di un mondo interiore verso l’esterno. Le immagini dialogano con l’esecuzione con l’esecuzione del brano da parte della band, dando corpo ad un luogo della mente, dove il districarsi tra le strade caotiche di New York fa da contraltare alla tensione verso l’infinito fotografata dal mare di Coney Island.

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Nuovo disco per L’Officina della Camomilla.

Written by Senza categoria

L’Officina della Camomilla il 4 novembre pubblicherà per Garrincha Dischi (già etichetta de Lo Stato Sociale e L’Orso) il secondo album ufficiale: Senontipiacefalostesso Due (seguito del volume Senontipiacefalostesso Uno, uscito a febbraio 2013). Il quintetto milanese, capitanato da Francesco De Leo, sforna un disco in controtendenza, lungo e variegato, formato da 15 mini-racconti onirici e Punk insieme che sanno cantare del nostro tempo come nessun altro riesce a fare. Attraverso personaggi-simbolo e animali-totem, infatti, L’Officina della Camomilla ci racconta la solitudine metropolitana, il bisogno di fuga e la disillusione amorosa tipici del nostro tempo, miscelando allucinazioni a scorci di normalità e sfornando versi destinati a lasciare il segno. Senontipiacefalostesso Due è un album intenso, nato dalla totale libertà creativa e visionaria della band, solo apparentemente nonsense. Fortemente attaccato alla realtà metropolitana milanese, ancora una volta sfondo di più di una traccia (con i riferimenti ai Navigli, a piazza Duomo e agli immancabili “palazzi scheletri”), ma che musicalmente trova le sue coordinate tra Londra e New York, tra Chiavari – città natale di Francesco – e le infinite vie della complicata psiche dei cinque. Un disco scritto a occhi chiusi, un disco che sfugge alle canoniche definizioni di genere, un disco importante.

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Una Lux, guarda il video di “Simon”

Written by Senza categoria

Il gruppo Newyorkese UNA LUX è esteticamente molto piu ambizioso del tipico gruppo Indie Rock, visto che non ha paura di citare pittori Barocchi, registi avantgarde, Pink Floyd e Portishead. Il chitarrista del gruppo, Matteo Liberatore, che ha diretto il video, dice che “il video e’ pieno di omaggi. Abbiamo cercato di far riferimento all’uso delle luci di Storaro, gli studi sui corpi e le forme di Caravaggio, il mondo enigmatico di Lynch, e poi abbiamo montato il tutto come fosse un film della Nouvelle Vague”. Il risultato finale e’ un surreale studio sulla luce e sui corpi che si sposa perfettamente con un pezzo dove suoni sintetizzati si fondono con la voce sensuale di Kelso Norris.

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Tiger! Shit! Tiger! Tiger! – Forever Young

Written by Recensioni

Picchia duro Forever Young dei Tiger! Shit! Tiger! Tiger!. Picchia talmente duro che la testa si spacca in due. La sensazione è quella del sudicio locale sudato nell’underground di New York, sembra quasi di bere birra con Thurston More fantasticando sulle dimensioni del pene di Kim Gordon, una presa diretta con l’illusione concreta del live, un Indie Rock made in USA. Non potrebbe essere altrimenti, a pensarlo registrato diversamente mi viene quasi un conato irrefrenabile e capisco che questo è il modo perfetto per spezzare la classica monotonia. Insomma, non è la solita cosetta Indie italiana modaiola e fighetta dallo spessore limitato, qui la musica esce fuori dal supporto materializzandosi improvvisamente. Che poi il concetto di fighetto possa assumere altre dimensioni sta all’ascoltatore deciderlo, in questo caso direi senza pelazzi increspati sulla lingua che Forever Young è roba Figa con la F maiuscola.

Dal primo pezzo che titola l’album vengono subito via tutti i dubbiosi preconcetti, Forever Young parte violento e incessantemente martellante (con “Forever Young”), chitarre storte che prendono largo anticipo sulla mia visione delle cose e poi stiracchio le gambe al suolo. Come essere calpestati da un escavatore e provare piacere. “Golden Age” mischia entusiasmo e tristezza, come alitare sulla propria immagine allo specchio. “Twins” t’ingoia per poi risputarti, echi di batteria incontrollabili. Per qualche assurdo motivo sento avanzare una tachicardia inspiegabile, ci sarebbe da lasciarsi scoppiare il cuore nella cassa toracica. Bellezza del sound sporco in “Whirlwind Weekend”. Poi il susseguirsi del percorso di Forever Young mantiene sempre una logica precisa, la gradazione continua a salire e l’enfasi del disco non lascia speranza a chi cercava di disfarsene senza rimanerne coinvolto. Le tempeste nella mente vengono pian piano spazzate via dalla più esplosiva “Rage”, volentieri accolta dal mio corpo come l’ultimo Negroni delle quattro del mattino, insostituibile.

I Tiger! Shit! Tiger! Tiger! scommettono molto su questo lavoro mettendo sul piatto un sapore difficile per intenditori dal palato fine, non esiste mai quella volgare banalità che a tutti farebbe comodo ascoltare per non ritrovarsi a fare i conti con della roba in grado di estrapolare sensazioni nascoste con le quali vigliaccamente non vogliamo avere a che fare. Forever Young rimane sul gradino alto della musica scritta in questi ultimi periodi, un disco concettualmente mirato e suonato con una verve prepotentemente fuori dal comune, erano anni che non sentivo un suono che allo stesso tempo esprimesse rabbia e felicità con una naturalezza impressionante. I Tiger! Shit! Tiger! Tiger! trovano il giusto equilibrio in questo disco arrivando finalmente ad assumere una propria identità artistica, adesso sarei in grado di riconoscerli fin dalla prima nota, loro hanno saputo crearsi una fisionomia ben precisa che nessuno ormai riuscirà a staccargli dalla pelle. Forever Young è roba grande da godersi senza troppe precauzioni. E poi adoro i riverberi.

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