Michele Di Toro Tag Archive

Paolo Tocco, ad ottobre il nuovo singolo

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Si intitolerà “Aveva Vent’anni” e sarà il primo singolo del nuovo disco del cantautore abruzzese Paolo Tocco. “Aveva Vent’anni” è la storia di un omicidio passionale ben ragionato, è un video ironico a cavallo tra satira e libertà, una ballata leggera di musica italiana che coinvolge con un ritornello che si incide a fuoco nella memoria. A distanza di 5 anni dal suo debutto ottimamente accolto dalla critica con il disco Anime Sotto il Cappello e dopo oltre 10 anni di intensa attività discografica come produttore e promoter, torna in scena in prima persona il cantautore abruzzese Paolo Tocco con un nuovo disco in uscita a Gennaio 2015 dal titolo Il Mio Modo di Ballare. Ad anticipare le danze un singolo decisamente accattivante a cui si accompagnerà un divertentissimo videoclip in rotazione radiofonica e sui canali web a partire da Venerdì 3 ottobre. Paolo Tocco e Giulio Berghella ormai nomi di riferimento per la scena discografica abruzzese e non solo, a capo della Protosound Polyproject, dal 2005 hanno sviluppato e dato vita a numerosi progetti che hanno spesso trovato riscontri importanti in ambito nazionale. Degni di nota il Premio TENCO 2012 con Zibba come miglior disco dell’anno a pari merito con gli Afterhours, il Premio MEI 2013 come azienda di maggior spicco in Italia per la diffusione radiofonica ed infine, sempre con il cantautore ligure, un Premio Della Critica e Della Sala Stampa/Tv al Festival di Sanremo 2014. Ma anche tanto Abruzzo, curando le produzioni di Michele Di Toro, Piero Delle Monache, Simone Agostini, Domenico Imperato, Maurizio Di Fulvio, The Gift e tantissimi altri…e ancora la cantautrice brasiliana Tati Valle, il rockabilly dei The Rock’n’Roll Kamikazes e degli storici Rekkiabilly, i baresi U’Papun con la preziosa featuring di Caparezza, il crossover dei Rocky Horror e in ultimo i progetti emergenti di Dola J. Chaplin e degli eclettici UMMO. tanto per citarne alcuni. Con Il Mio Modo di Ballare non scende in campo solo l’anima di un cantautore, ma l’intera squadra della Protosound guidata dalla produzione artistica e tecnica di Domenico Pulsinelli, che coglie l’occasione per confezionare un disco che sia espressione massima di tutta la crescita avuta in questi anni. Un lavoro che promette di emozionare ma anche di mostrare il frutto di un prezioso artigianato sonoro che oggi, con la crisi ormai imperante in ogni ambito sociale e culturale, raramente si ha modo di sviluppare.

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Michele Di Toro

Written by Interviste

Oggi a Milano nella storica sede della Rai di Corso Sempione per una nuova puntata di Piazza Verdi su Radio 3.
Tra gli ospiti anche il pianista Abruzzese Michele Di Toro che presenta il suo nuovo disco “Echolocation”…disco che sta riscuotendo importanti riscontri di critica e di pubblico.
Incontriamo il maestro Di Toro nei corridoi della Rai e gli rubiamo delle domande di rito, ispirate alla sua musica, al suo talento, al suo essere pianista.
Da poco ospite nella prestigiosa trasmissione PIAZZA VERDI di Radio RAI 3. Un passaggio importante per celebrare al meglio questo nuovo disco…
Infatti è stata una bellissima occasione per portare avanti nel migliore dei modi l’avventura di Echolocation. In radio si respira un bel sapore, molto intimo e si riesce ad avere un’ottima concentrazione.
Dove e quando nascono le tue composizioni?
L e mie composizioni nascono nei momenti più inaspettati. Sicuramente c’è una elaborazione a tratti inconscia del cervello che assimila emozioni, eventi, figure, sapori. Tutto ciò, partorisce in me un irrefrenabile desiderio di tradurre “il mio vissuto” in musica.
ECHOLOCATION: l’origine del suono. Michele Di Toro l’ha trovato questo punto sorgente?
Non sono sicuro di esserci riuscito pienamente, comunque ci provo… Non è facile su un pianoforte – che è uno strumento meccanico per alcuni aspetti – trovare l’origine del suono.
Mi affascina tuttavia continuare su questa strada!
Un maestro pianista decisamente versatile. Nei tuoi live si spazia dai classici alle sperimentazioni, dal jazz alla musica leggera, dal blues alle grandi opere orchestrali. In quale di questi mondi ti vedi più a tuo agio?
Mi sento a mio agio quando riesco ad essere sincero e autentico con me stesso e quindi con la mia musica. Non è importante il genere trattato.
Tasti bianchi e tasti neri. Il pianoforte può essere metfora di questa vita? 
In un certo senso si. Anche la vita, il nostro quotidiano, è fatto di chiari-scuri, proprio come i tasti di un pianoforte.
E per concludere. Un grande artista che ti ha dato molto e un grande artista che vorrai incontrare musicalmente…
Ogni artista con cui suoni ti da sempre qualcosa di nuovo e importante. Ci si conosce sul palco e nelle prove. Sicuramente negli anni di studio a Milano, Franco Cerri insieme ad Enrico Intra sono stati due Maestri che mi hanno insegnato molto sotto il punto di vista umano e artistico.
Scegliere un’artista con cui vorrei confrontarmi sarebbe un’ingiustizia verso altri che stimo ugualmente.
L’importante è fare progetti con musicisti che si riescono a sintonizzarsi perfettamente con la propria sensibilità.

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Michele Di Toro – Echolocation

Written by Recensioni

Recensire un disco strumentale e suonato interamente al piano potrebbe risultare a volte difficile.
Tuttavia qui la musica è talmente dolce e delicata che evoca il lento sorgere dell’alba, la leggera brezza mattutina che accarezza il volto, ma può far anche pensare al rumore delle foglie in un bosco.
Sembra già di intravedere l’erba ed i fiori che si adagiano e risorgono al leggero vento primaverile…
Una primavera imminente e una luce immensa che ci ricordano il lento ritmo che è talvolta interrotto da lunghe accelerazioni evocanti l’impassiva entrata di ricordi passati che caricano un animo sensibile (ma non per forza fragile) in attesa di un futuro di gioia e di felicità.

Quello di Di Toro è un talento naturale, che gli ha già fruttato molte soddisfazioni, come le esibizioni al prestigioso Blue Note di Milano e alla Settimana Mozartiana di Chieti e persino collaborazioni insolite quali quella con l’artista Maria Elena Carulli.
Nel disco non mancano tuttavia le sperimentazioni sonore, molto differenti da quelle effettuate negli anni ottanta da Steven Brown dei Tuxedomoon, ma altrettanto emozionanti, nonostante anche la diversità dei generi proposti dagli artisti.
Come scritto nel foglietto accluso al compact disc questo lavoro “è una somma di istinto e preparazione”, composto da tredici tracce totalmente arrangiate in sala prove e improvvisate al momento della registrazione avvenuta presso gli studi della Protosound il 4 aprile 2011 sotto l’orecchio sempre attento e tendente alla perfezione dell’ingegnere del suono Domenico Pulsinelli.
“Echolocation” è interamente prodotto da Paolo Tocco e Giulio Berghella (fondatori della Protosound Polyproject e della Volume! Records).
E’ ora che l’Abruzzo musicale emerga anche a livello nazionale, e perché no, anche mondiale, e questo disco può essere l’esatto punto di partenza verso mete inimmaginabili in passato.

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