Sorry, Heels – The Accuracy of Silence

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Ci sono voluti dei finlandesi per dare una svolta alla carriera degli italianissimi Sorry, Heels. Sarà a causa di un genere piuttosto internazionale come il Gothic Rock, spesso non compreso appieno nella nostra terra. Se la fiducia al giorno d’oggi sia un azzardo o meno lo scopriremo ascoltando The Accuracy of Silence, loro primo album ufficiale dopo due EP autoprodotti, passati in sordina. Le atmosfere decadenti di “Light’s End” e “Carving a Smile”, gemelle di Joy Division e Bauhaus, non sono ben sorrette dalla voce piatta di Simona. Scoprirò più avanti che non sono episodi isolati: c’è un piattume di fondo in quasi tutto il disco. Pochi momenti rompono il confine dell’approssimazione. Sono racchiusi nel bel ritornello di “Last Day on Earth” e nella linea melodica di “Fragments”, un brano che sta alla New Wave come i Germs stanno alla Musica Classica. Anche la cover di “N.I.B.” dei Black Sabbath interpretata in chiave Gothic resta un esperimento evanescente che grida vendetta. In The Accuracy of Silence è un sound crudo e spietato a spadroneggiare, soffocando la vena artistica dei quattro ragazzi laziali, lasciando il senso di un lavoro svolto a metà. Mi aspettavo un Van Gogh e mi sono trovato tra le mani un dipinto di Teomondo Scrofalo. Delusione.

Last modified: 21 Ottobre 2015

One Response

  1. Fabiano ha detto:

    Sig. Panebianco,
    fermo restando che i gusti personali non sono opinabili, anche se una recensione dovrebbe esserne quanto più scevra possibile, trovo che la Sua, qui sopra, pecchi clamorosamente di superficialità.
    Perchè, vede, qualcuno più noto e apprezzato sia di me che di lei, una volta disse che la superficialità è il peggiore dei peccati; e posso garantirle che è assolutamente vero.
    Mi permetto quindi di estrarre e commentare alcuni punti salienti.

    – “[…] due EP autoprodotti, passati in sordina”.
    Passati così in sordina da essere stati oggetto di recensioni e passaggi radiofonici in tutta Europa, negli USA, in Argentina, Messico, Cile e Giappone e da essere anche distribuiti nei suddetti paesi.
    – “Le atmosfere decadenti di “Light’s End” e “Carving a Smile”, gemelle di Joy Division e Bauhaus”. Posso farle una domanda? Lei conosce altri gruppi post-punk/new wave che non siano i due menzionati? Perchè sa, nonostante suoni come un complimento, inizio a credere che io e Lei abbiamo ascoltato versioni diverse dei dischi di queste due bands.
    – “la cover di “N.I.B.” dei Black Sabbath interpretata in chiave Gothic”.
    Mi perdoni, se Le rivolgo ancora una domanda: ma Lei ha una, pur vaga, idea di cosa sia il “Gothic”? E, se si, cosa ci sarebbe di “Gothic” in questa cover?

    Un’ultima nota: frasi come “Mi aspettavo un Van Gogh e mi sono trovato tra le mani un dipinto di Teomondo Scrofalo” non fanno onore a chi le scrive, ne’ a chi le legge.

    Saluti,
    Fabiano

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