Sestomarelli – Acciaierie e Ferriere Lombarde Folk

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Mai sazi di musica dal sangue caldo, mai stanchi di andare a tempo con le lotte della vita e mai fiacchi di volontà alla ribellione dai comandi. Sono quelli del “combact folk ibrido” e sono quelli che in questo momento lo interpretano meglio di chiunque altro. Da cover band a band inedita a tutti gli effetti, il combo dei lombardi Sestomarelli è la personificazione dell’impegno “contro” immutato, e Acciaierie e Ferriere Lombarde Folk è l’ufficialità della loro “fede”, il primo disco per portare alla massa un nuovo terremoto di suoni, complicità e ritmi indiavolati.

Un lavoro dalla duplice anima che giunge ad animare di nuova linfa i già rodati live act del “non ci stò”, dieci tracce che appena messe in moto non smettono di far ballare, sognare, viaggiare con orecchie, cuore e cervello, canzoni nuove che parlano di oggi e ieri, moderno e  antico, storie di pace e guerra, d’amore, attualità, sogni e collane sgranate, rosari da imprecare e venti d’Irlanda che soffiano sulle idee dei cambiamento e sugli odori acri di acciaierie e ciminiere, ghise e mani sporche di lavoro che vorrebbero accarezzare un futuro e che per il momento si accontentano di sognarle; con i Pogues sugli altari delle rimembranze, i Sestomarelli agitano divinamente la circolazione ematica con le loro storie mediate e metaforiche, compongono un quadro d’insieme che rappresenta un deciso passo in avanti nel definire il patrimonio di canzoni (quello che gli anglosassoni definirebbero songbook) della formazione e nel consolidare – già da adesso –  il loro percorso da protagonisti nella moderna canzone Folk meticcia.

Ballate, prese rapide di ingegno Jiga’n’Roll “Lasciami Sanguinare”, “Gli Stones (come dicono)” caracollii, polveri d’un Bennato d’antan “Che la Festa Cominci”, “Briciole”, suggestive cantautorali  ora acustiche ora elettriche “Lo Strano Caso Del Signor Rossi” e una travolgente maturità di orizzonti sonori con pogo sfrenato come bagaglio a mano, sono le costanti febbricitanti che questi Gogol Bordello con la tuta firmano con tutto il meticcio possibile che si possa trovare ora in circolazione; tutte coordinate artistiche che questo combo armato di simpatia, turbini e cavalcate senza sella sottolinea come una botta di vita se non addirittura come benzina per corpi e cervelli intorpiditi da cretinerie seriali.

Cercate canzoni sdolcinate, disimpegno o effimeri suoni alla moda?  Fate jogging più in la grazie!

Last modified: 16 Luglio 2013

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