Maria Arnal i Marcel Bagés – Clamor

Written by Recensioni

Il pop come arte che incontra la tradizione catalana.
[ 05.03.2021 | Fina Estampa | art pop, avant folk, electroacoustic ]

Arriva dalla Spagna, precisamente da Barcellona, terra che si sta dimostrando sempre più interessante in ambito rock e pop sperimentale, uno dei lavori più variegati, intriganti e complessi di questa prima parte di 2021. La firma è del duo Maria Arnal che ci delizierà con la sua voce incantevole e Marcel Bagés cui è affidata la costruzione dei tessuti sonori fatti di chitarre elettriche spaziali ed elettronica eterea.

Difficile descrivere la complessità di un lavoro tanto eclettico come difficile è dare indicazione sugli stili utilizzati come punto di riferimento per realizzare un’opera tanto poetica. Come detto, importante è la presenza delle chitarre che qui serpeggiano in maniera appassionata e quasi impercettibile, mettendosi totalmente al servizio della Arnal la quale, sfruttando la sua voce e la lingua spagnola e catalana, rilegge la folk music del territorio iberico cercando una strada alternativa alla melodia.

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L’utilizzo dei glitch, di piccoli rumori e picchi, proprio dell’intelligent dance music, aumenta la portata psichedelica dell’opera mentre i passaggi strumentali post rock forniranno il pathos e l’atmosfera necessari ad aumentare ulteriormente il coinvolgimento emotivo. Nell’insieme siamo di fronte all’art pop che si mischia alla folktronica, il tutto, finalmente, confezionato con un fare speranzoso, senza inutile pesantezza e senza quella necessità di sottolineare la difficoltà di un momento storico che sembra ripercuotersi in maniera fin troppo evidente delle nuove uscite art pop mondiali.

Non un disco facile da recepire, non certo un lavoro mainstream e commerciale ma non per questo Clamor deve escludersi da quelle uscite capaci di risollevarci dalle nostre pene. La cupezza, seppur presente, è solo un insieme di attimi che si alternano alla gioia e questa alternanza, sia lirica sia musicale, nel complesso crea un sound unico e piacevolmente ammirevole.

Lo stesso utilizzo della voce, oltre che mostrare le qualità di Maria Arnal, sembra non voler rendere le cose più complicate di quanto siano, senza nessuna esasperazione cacofonica, estremizzazione o eccesso palese. Allo stesso modo, l’utilizzo moderno dell’elettronica che Marcel Bagés dimostra di padroneggiare, non si fa mai preponderante sul resto, talvolta limitandosi a creare l’ambiente perfetto per far danzare la melodia e dimostrando come una delle più interessanti vie della musica attuale sia proprio il nuovo che incontra il classico, cosa che regala al mondo non anglofono una infinità di possibilità per farsi strada.

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Del resto, già all’esordio i due avevamo fatto lo stesso esperimento con il flamenco e tanti, anche più noti, sono gli artisti che si stanno cimentando con le contaminazioni mediterranee (vedi Rosalía). Una nuova strada per il pop che si riprende un ruolo artistico devastato dalla sua commercializzazione e riduzione a puro e semplice prodotto commerciale buono a tutte le latitudini, a tutto il pubblico, anche il più lobotomizzato dal piattume imperante.

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Last modified: 16 Marzo 2021