Acetantina – Temple of Null

Written by Recensioni

Vaportrap sempre e per sempre fino a quando tutto non crollerà.
[ 30.01.2020 | autoprodotto | vaporwave ]

Quando affrontiamo il genere vaporwave è inevitabile una diretta associazione col Sol Levante e mai ci verrebbe in mente il continente africano. Questo è un motivo in più per vedere stuzzicata la mia curiosità quando scopro che sotto il moniker Acetantina si nasconde un ambiguo personaggio di Khartoum, Sudan, artisticamente attualissimo e molto prolifico.

Nonostante la collocazione geografica, Temple of Null è un disco molto legato stilisticamente all’elettronica statunitente degli ultimi dieci anni, con massiccio uso di manipolazioni sintetiche e campionamenti anche se in una maniera più cruda e secca rispetto alla classica vaporwave. Notevole l’utilizzo di suoni al limite dello sgradevole, racchiusi in uno pseudo e rilassante tappeto ambient in commistione con la footwork che finisce per sfociare nella cosiddetta vaportrap.

Il risultato è questo disco, gelido in una maniera alienante, con il manierismo tipico degli stili citati che finisce per soffocarci come una montagna di nebbia fitta, nelle sue contemporanee ambiguità in grado di solleticare la voglia di calma e stimolarci reazioni violente.

Temple of Null raggiunge ottimamente il suo scopo perché costruito con cura e intelligenza, sfruttando vaportrap o footwork, chiamatelo come volete viste le minime differenze, per mettere in scena un’opera dalle caratteristiche uniche, violento e travolgente davanti eppure calmo e tranquillo dietro oppure l’esatto contrario come se la pazzia e la schizofrenia come un virus avessero infettato un classico disco vaporwave ambient.

Un disco folle eppure piacevole, d’un fascino che solo chi ha dentro di se un po’ della stessa follia può riconoscere.

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Last modified: 6 Luglio 2020

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