Yo La Tengo – Fade

Written by Recensioni

Dopo anni passati ad ascoltare il rumore degli amplificatori e portarne – poi dopo – i segni indelebili in ogni dove, le nuvolette indie pop dei statunitensi Yo La Tengo sono un beneficio quasi “biologico” che arriva a lenire stress e logorii “della vita moderna” e che va a rivoluzionare pressappoco quel bisogno di intimità e solitudine che ogni tanto fa bene e rigenera il plesso solare.
Fade” è il nuovo della band del New Jersey, ed è difficile includerlo tra quei lavori che sanno troppo di terra e di cavalcate quotidiane in calcomania con giornate avulse e frenetiche, piuttosto uno di quei dischi che pare calare dall’alto, che cade appunto “dalle nuvole” per coccolarci, viziarci e farci prendere tutto il tempo per pensare, sentire, in somma riappropriarci della nostra “deliziosa parentesi oziosissima” nell’emisfero di sogni e affini; dieci “piani di delicatezza” che si ascoltano come un balsamo tenerissimo, dieci brani che escono come da uno scrigno custodito chissà dove e che si apre, accorto, come una medicina di bellezza per le nostre – di tutti – necessità di bellezza.
Tutto è sussurrato e confidato, un pop altolocato che gira armoniosamente al pari di una pastorale, di una semplicità esecutiva che innalza e fa sognare ad occhi spalancati e che non può fare assolutamente a meno di dilatarsi e viaggiare ai bordi smussati dell’immaginazione; con quell’afflato evanescente, quasi incipriato d’aria fine, che sa di Galaxie 500 e tattiche ispirate alla Sebadoh, gli Yo La Tengo si possono permettere tutto, andare controvento “Is that enough”, “Paddle forward”, lasciarsi sprofondare in un ancient bucolico di gemme e resine profumate di AppalachiI’ll be round”, o perdersi tra le sensazioni ovattate di GarfunkelCornelia and Jane”, “The point of it”, ma è con la stupenda architettura di “Ohm”, un ciocco schitarrato di fumo andato in circolo (che tra l’atro avvia il disco alla sua funzione di giro) che il cuore ai aggiorna e la mente emigra in un altro sistema  più su del nostro.
Maneggiare con cura, indie-pop fragilissimo e innocente.

Last modified: 8 Febbraio 2013

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