What’s up on Bandcamp? [novembre 2022]

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I consigli di Rockambula dalla piattaforma più amata dalla scena indipendente.
DOGEYED – HOT FOR THE MOON EP

[ 01.11.2022 | indie rock, indie pop | UK | Specialist Subject ]
Nuovo EP per il trio di Bristol, il primo dal precedente Throw the Bones del 2018 (ma nel frattempo erano comunque usciti un paio di singoli piuttosto interessanti).
Quattro brani brevi e relativamente semplici che però dimostrano ampiamente quanto la band guidata dalla cantante e chitarrista Harriet Elder sia in grado di scrivere canzoni che funzionano, per giunta impreziosite da melodie sempre accattivanti.
Spargo e Y U Lyin’ (che rispettivamente aprono e chiudono l’EP) sono ottimi esempi di quanto si diceva in precedenza, due armoniosi brani in pieno stile indie pop che infondono una godibile spensieratezza.
Non c’è però solo melodia pop, perché il finale di True è un inno all’indie rock chitarristico di fine ‘90/primi ‘00 che ancora oggi tanto fa battere il cuore.
Il consiglio musicale spensierato del mese è servito.

ERASERS – DISTANCE EP

[ 04.11.2022 | ambient pop, elettronica | Australia | Moon Glyph ]
Quello del duo composto da Rebecca Orchard e Rupert Thomas è un sound elegante e avvolgente, delicato e onirico. Pregne di fascinazioni ambient ed elettroniche, le sei tracce che compongono il nuovo EP del progetto australiano è un inno alla raffinatezza sonora del minimalismo.
I territori ambient e liquidi di cui sopra sono facilmente rintracciabili nella suadente Stillness Came, mentre ascoltando la conclusiva e sperimentale Evening Signs sembra di ritrovarsi addirittura dalle parti del field recording.
Degno di nota anche l’incedere tantrico e misterioso di Patiently, per un lavoro che nella sua mezz’ora di durata riesce a condensare alla perfezione le varie forme sonore del duo di Perth (oltre che ad ammaliare chi ascolta, il che non è affatto poco).

GOLD DUST – THE LATE GREAT GOLD DUST

[ 04.11.2022 | folk, psych | USA | Centripetal Force ]
Il progetto solista di Stephen Pierce arriva al suo secondo capitolo, per un lavoro in cui il sound dell’artista del Massachusetts è più ricco e variegato che mai.
Si prenda ad esempio Go Gently, il brano che apre il disco: un inizio caratterizzato da un riff sorprendentemente massiccio e quasi doom (vengono addirittura in mente gli Swans) che sfocia poi in una delicata e acustica ballata folk.
La suadenza malinconica è un tratto distintivo dell’opera di Gold Dust e viene sapientemente messa in risalto in un brano come Mountain Laurel, contraddistinto da melodie sognanti e maledettamente orecchiabili e da incursioni psichedeliche in salsa Galaxie 500.
Dal folk alla psichedelia, dall’americana al fuzz: un mix riuscitissimo tra le più svariate sonorità, per un disco ammaliante e convincente.

INDIGNU – ADEUS

[ 04.11.2022 | post-rock, slowcore | Portogallo | Dunk! ]
Il quartetto di Barcelos torna a quattro anni di distanza dall’ultimo lavoro e lo fa con un disco che ne esalta appieno sonorità ed intenti artistici.
Tra momenti riflessivi e notevoli squarci rumorosi, le cinque tracce che compongono l’album (quasi tutte abbastanza corpose, come la buona tradizione post-rock insegna) si incastrano alla perfezione l’una con l’altra, arrivando di fatto a fondersi in un’unica, lunga suite di 40 minuti abbondanti.
La breve e delicata Qualquer entranha, sublimata dal piano, è la tregua perfetta dopo la sbornia chitarristica della precedente e massiccia Devolução da essência do ser.
Urge decifrar no céu è un continuo saliscendi di emozioni: si parte con la calma apparente di un soave violino per poi ritrovarsi schiaffeggiati da una sezione ritmica mai così potente ed incisiva, salvo poi tornare ad adagiarsi su un morbido tappeto di chitarre acustiche e vocalizzi eterei.
Post-rock + malinconia lusitana, come poteva non venirne fuori un disco splendido?

WIPES – MAKING FRIENDS

[ 04.11.2022 | noise, post-hardcore, sludge | USA | Hex ]
Il trio della Pennsylvania debutta per la sempre preziosa Hex Records e lo fa con un disco davvero compatto e viscerale. Già l’opener Discarded è un biglietto da visita di quelli buoni sul serio: sezione ritmica penetrante e arcigna, voce un po’ sguaiata, chitarre taglienti, amore a primo ascolto.
Se si vuole avere un’idea di quanto possa risultare massiccio il sound degli Wipes, Parasite è probabilmente il brano più indicato: una massa sonora densa e ruvida in cui noise e sludge si fondono e si ricompongono in continuazione. 
Gli echi grunge di cui il lavoro è imbevuto si palesano chiaramente nella melodica Frogger, caratterizzata da un ritornello ben riconoscibile e un’intro acustica che fa davvero molto 90s.
Se Sick Party è il brano più diretto e hardcore del lotto, Summer è forse l’episodio che meglio riassume le coordinate sonore della band, sempre in bilico tra rumore e melodia.
Si dice “buona la prima” in Pennsylvania?

HEATHER TROST – DESERT FLOWERS

[ 12.11.2022 | dream pop, neo-psych | USA | Ba Da Bing ]
Il quarto album della musicista di Albuquerque emana fragranze floreali già dall’accoppiata titolo più copertina ed è un perfetto esempio di connubio tra intenti cantautorali e sonorità sognanti.
La delicata ed eterea Blue Fish evoca immagini di camminate a piedi nudi sull’erba bagnata di un giardino giapponese, mentre The Devil Never Sleeps, nonostante un titolo vagamente sinistro, è un profumatissimo gioiellino shoegaze all’acqua di rose.
Per chi invece vuol prendersi bene, il consiglio è di tuffarsi nelle atmosfere coinvolgenti e allegre di The Debutant, quattro minuti e mezzo di puro immaginario Stereolab.
Chiare, fresche e dolci acque, a maggior ragione nel mese più buio dell’anno.

BLACKLISTERS – LEISURE CENTRE EP

[ 18.11.2022 | noise, post-hardcore | UK | Exploding in Sound ]
Il terremotante quartetto di Leeds torna con un nuovissimo EP e con tutta la potenza sonora che lo contraddistingue da sempre, fin dal debutto di ormai dieci anni fa.
La title track di apertura mette subito perfettamente in risalto le dissonanze e le distorsioni che hanno reso il gruppo inglese un nome di culto nella scena noise e sperimentale britannica, con in particolare una sezione ritmica più potente e granitica che mai.
Non meno degne di nota le ripetitive e ossessive linee di basso di Why Deny It?, senza dubbio la traccia più svalvolata e sperimentale tra le quattro, in cui un sorprendente e distorto sax si intreccia alle sguaiate linee vocali del cantante Billy Mason Wood.
Dodici minuti e mezzo di pura dissonanza, come potremmo farne a meno?

STUFFED FOXES – SONGS/MOTION RETURN

[ 18.11.2022 | post-rock, experimental | Francia | Reverse Tapes/Yotanka ]
L’interessante sestetto transalpino fa il bis: due album nello stesso anno è roba degna di nota oggigiorno, a maggior ragione se la qualità media dei brani è elevata (spoiler: è questo il caso).
La copertina è già di suo un tuffo nel caleidoscopio musicale della band, una vera e propria cartolina che fa venire alla mente le ambientazioni marsigliesi di Jean-Claude Izzo (a dire il vero non si sa se la località ritratta sia effettivamente Marsiglia, ma la suggestione è sempre più importante della realtà).
Definire il sound del gruppo di Tours è impresa non facile: potremmo descriverlo come un post-rock dalle tinte psichedeliche e sperimentali, ma è uno di quei casi in cui è molto meglio ascoltare con le proprie orecchie piuttosto che perdersi in mille etichette.
Hovel è un perfetto esempio di quanto detto poc’anzi, col suo inizio sornione e la successiva esplosione chitarristica, mentre la successiva San Diego si avventura addirittura in territori noise/post-hardcore (miele per le nostre orecchie).
La migliore combo musica-copertina del mese.

HUMOUR – PURE MISERY EP

[ 25.11.2022 | post-punk, noise | UK | So Young ]
L’atteso EP di debutto della band di Glasgow conferma tutte le aspettative della vigilia: sei brani pieni di verve e groove, tutta l’energia possibile per un gruppo che sta muovendo i primi passi nell’affollata scena musicale britannica ma che ha tutte le carte in regola per ritagliarsi il proprio posto al sole.
Le antemiche Yeah, Mud! e Alive and Well sono probabilmente gli episodi più affini alle tipiche sonorità post-punk di questi anni, anche se le chitarre taglienti che spesso e volentieri si prendono il proscenio sono la dimostrazione più plastica di quanto il gruppo scozzese ami le dissonanze rumorose in salsa noise e post-hardcore.
Se poi volete proprio la versione più efferata degli Humour, buttatevi su Dogs: goduria e fomento garantiti.

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Last modified: 14 Gennaio 2023

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