The Flaming Lips Tag Archive

La playlist del lunedì #22.07.2019 Franco Battiato, Ride, The Flaming Lips…

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… Jethro Tull, Calexico + Iron & Wine, The Niro e tanti altri.
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‘Chi suona stasera?’ – Guida alla musica live di novembre 2018

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Iceage, Beach House, Mamuthones, Any Other, The Flaming Lips… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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Chi suona stasera – Mini guida alla musica live | Gennaio 2017

Written by Eventi

“Chi suona stasera?”. Sarà capitato ad ogni appassionato di musica live di rivolgere ad un amico o ricevere dallo stesso questa domanda. Eh già, chi suona stasera? Cosa c’è in giro? Se avete le idee poco chiare sugli eventi da non perdere non vi preoccupate, potete dare un’occhiata alla nostra mini guida. Sappiamo bene che non è una guida esaustiva, e che tanti concerti mancano all’appello. Ma quelli che vi abbiamo segnalato, secondo noi, potrebbero davvero farvi tornare a casa con quella sensazione di appagamento, soddisfazione e armonia col cosmo che si ha dopo un bel live. Ovviamente ci troverete dei nomi consolidati del panorama musicale italiano ed internazionale, ma anche tanti nomi di artisti emergenti che vale la pena seguire e supportare. Avete ancora qualche dubbio? Provate. Non dovete fare altro che esserci. Per tutto il resto, come sempre, ci penserà la musica.

DEAD CAT IN A BAG
03/01@ ‘Na Cosetta, Roma
04/01@ Scumm, Pescara
05/01@ Mr. Rolly’s, Vitulazio (CE)
06/01@ Freedom Book and Music Bar, Bellizzi (SA)
07/01@ Bar Chupito, Perugia
Gipsy-Folk, Blues e canzone d’autore, su queste coordinate, e su tonalità il più delle volte piuttosto scure, si muove la band torinese con la sua grande intensità e la sua cospicua strumentazione. I loro spettacoli sono molto teatrali ed appassionati, calore che spesso accompagna anche a momenti divertenti. Se amate Tom Waits, Leonard Cohen e le carrozze gitane esserci è d’obbligo.
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ALA.NI
06/01@ Biko, Milano
You & I è il disco d’esordio di quest’artista paragonata a Billie Holiday, un lavoro Jazz, Soul-Blues triste, poetico e disteso. La sua musica è stata resa disponibile su particolari formati come cilindri di cera e carillon in miniatura; la cantante londinese si esibisce con un microfono del 1930 ed imbraccia una Gibson del 1966. Un piacevolissimo viaggio a ritroso nel tempo.
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REV REV REV
07/01@ Glue, Firenze
Il quartetto di Modena ha pubblicato lo scorso 19 Febbraio il suo secondo album, Des Fleurs Magiques Bourdonnaient uscito per Kinotone Records. La band propone sonorità Shoegaze psichedeliche e rumoristiche, al classico muro di suono che il genere richiede si affianca una notevole consapevolezza dei propri mezzi. Anche la stampa estera si è accorta di loro e la band ha da poco concluso un tour tra Francia, Belgio e Inghilterra.
Uno dei più promettenti nomi nuovi della musica italiana.
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C+C=MAXIGROSS e MILES COOPER SEATON
06/01@ Laboratorio I’M, Alabno Terme (PD)
07/01@ Bronson, Ravenna
14/01@ Mu, Parma
21/01@ Serraglio, Milano
26/01@ Locomotiv Club, Bologna
27/01@ Sound Music Club, Frattamaggiore (NA)
28/01@ Tender, Firenze
Ultime date per il Fluttarn tour del collettivo psichedelico veneto che si chiuderà a Verona il prossimo 11 Febbraio. Durante questi appuntamenti la band sarà accompagnata dal polistrumentista californiano leader degli Akron/Family, avremo dunque sul palco un sestetto che ci offrirà le sonorità che negli ultimi anni hanno fatto diventare la band veneta un piccolo oggetto di culto. Una formazione in continua crescita e con ormai una grande esperienza live.
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STRAIGHT OPPOSITION
07/01@ Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
14/01@ Brancaleone, Roma per Questa é Roma
La band Hardcore proveniente da Pescara, attiva da oltre un decennio, nel corso della sua esistenza ha cambiato numerosi componenti maturando un sound che ha via via guadagnato molto nelle parti ritmiche senza perdere nulla in esplosività e rabbia. Ci aspettiamo live incendiari, a Pratola con Rake-Off e Remains in a View, a Roma con una miriade di altre formazioni tra le quali Abrasive Wheels e Nabat.
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THE SADDEST LANDSCAPE
11/01@ Ligera Club, Milano
Emozionale band Post Hardcore statunitense che festeggerà i 15 anni di attività con un tour che li vedrà passare anche dall’Italia per una data. Per celebrare questo anniversario la formazione ha dato alle stampe Declaring War On Nostalgia, un triplo album di 34 tracce, provenienti da vari split, demo ed Ep incisi in questi anni, che comprende anche un buon numero di inediti.
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AMYCANBE
13/01@ Circolo Dong, Recanati
14/01@ Movimento, Caserta
15/01@ Rumorerosa, Eboli
Tre le date per godere del raffinato Alt. & Dream Pop di stampo bristoliano, che non disdegna passaggi più Folk, della band romagnola. Giunti con Wolf, nell’Aprile del 2015, alla loro terza fatica sulla lunga distanza sono ormai una delle certezze della musica nostrana ed aggiungiamoci pure che la voce di Francesca Amati è sempre un gran bel sentire. Non mancate.
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FILIPPO GAMBETTA and EMILYN STAM
13/01@ Rusjan, Gorizia
14/01@ Cressi – Anche i Grandi Crescono, Cercivento (UD)
20/01@ La Claque, Genova
21/01@ Circolo Arci Via D’Acqua, Pavia
28/01@ Folk Club, Torino
Filippo è sublime compositore d’organetto, figlio del grandissimo chitarrista Beppe Gambetta, mentre Emilyn, canadese, è ottima pianista, violinista e fisarmonicista. I due, conosciutisi durante la registrazione del disco A Million Stars del compositore canadese Oliver Schroer, propongono piacevolissime ballate Folk tradizionali ed originali e presentano Otto Baffi, quarto disco in studio di Filippo.
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KUF
14/01@ Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
Giovanissima band ravennate che ha pubblicato nel 2015 il suo esordio Via Trieste ed è attualmente a lavoro per la registrazione del nuovo album. La promettente formazione vincitrice dei contest Around the Rock e X-Ray Live Festival propone un Rock piuttosto carico e tirato.
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VIJAY IVER & WADADA LEO SMITH
15/01@ Teatro Manzoni, Milano per Aperitivo in Concerto (inizio live ore 11)
Il trombettista Wadada Leo Smith è tra i musicisti più influenti in ambito Free e Avant Jazz, Vijay Iver è pianista e violinista d’estrazione classica, da qualche anno tra i nomi più importanti del Jazz contemporaneo. I due hanno pubblicato per ECM nel Marzo scorso A Cosmic Rhythm With Each Stroke, disco la cui suite principale, dedicata all’artista indiana Nasreen Mohamedi, è stata commissionata dal Metropolitan Museum di New York. Live da non perdere.
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MADS EMIL NIELSEN
18/01@Standards, Milano
Il compositore elettronico sperimentale danese, fondatore della casa discografica Arbitrary, sarà questo mese in Italia per una data. Sono brevi campioni orchestrali e percussivi, loop e variazioni di frequenza a caratterizzare il lavoro di questo ottimo artista che dividerà il palco con Sebastiano Carghini. Irrinunciabile.
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MARLENE KUNTZ
19/01@ Crazy Bull, Genova
20/01@ New Age Club, Roncade (TV)
21/01@ Bronson, Ravenna
26/01@ Hiroshima Mon Amour, Torino
27/01@ Druso, Bergamo
28/01@ Arci Tom, Mantova
Parte questo mese, ed andrà avanti fino a Marzo, il tour per celebrare il ventennale dello storico secondo album della band piemontese Il Vile (da poco ristampato in vinile con una tiratura limitata di 700 copie ed accompagnato dal dvd Petali di Candore, documentario del 1997 per l’occasione arricchito di contenuti extra). Probabilmente il loro lavoro più duro, scuro, distorto e viscerale, un importantissimo pezzo della storia del Rock, veramente alternativo, del nostro paese.
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TOMAGA
18/01@ Superbudda, Torino
19/01@ Galleria Frittelli – Tempo Reale, Firenze
20/01@ Mumble Rumble, Salerno
21/01@ Teatro Royal, Bari
22/01@ Efesto House, Bologna
Progetto di Tom Ralleen e Valentina Magaletti (già insieme negli Oscillation) che propone una musica ricchissima di ricerca ed improvvisazione muovendosi tra Minimalism, Industrial, Free Jazz, Psych, e Noise. Il duo ha pubblicato lo scorso Settembre The Shape of the Dance per l’etichetta Bisontin Hands in the Dark. Affascinanti e assolutamente imperdibili.
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CHROME
20/01@ Freakout Club, Bologna
21/01@ Spazio Aereo, Venezia
Dopo la collezione di old tapes che Helios Creed aveva registrato in compagnia del compianto Damon Edge ai tempi del mitico Half Machine Lip Moves, pubblicata nel 2013, ed il ritorno in studio con nuovi collaboratori l’anno successivo, la band si appresta a dare alle stampe Techromancy, nuovo album che dovrebbe vedere la luce nei primi mesi del 2017. Le sperimentazioni tra Post Punk, Wave, Space Rock e Industrial ne fecero dei grandissimi innovatori; a questi due appuntamenti con uno dei nomi più importanti del sottobosco americano è vietato mancare.
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THE VIBRATORS
21/01@ Spazio Polivalente, Caramagna Piemonte (CN)
22/01@ Freakout Club, Bologna
Due date per la storica formazione Punk-Rock britannica durante questo primo mese dell’anno. Autori di un paio di album molto importanti, tra i quali l’esordio Pure Mania considerato fondamentale per il genere, sono ancora oggi, con quarant’anni di attività alle spalle, una delle più incendiarie live band nel loro ambito. Non solo per nostalgici.
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CARLA DAL FORNO
25/01@ Black Market, Roma
26/01@ Standards, Milano
27/01@ Visionario, Udine per Dissonanze
28/01@ Covo Club, Bologna
Quattro date per la cantautrice australiana di base a Berlino a supporto del suo You Know What it’s Like pubblicato da Blackest Ever Black (Tropic of Cancer, Vatican Shadow, Lustmord, Prurient, Raime e tanti altri). Il Pop-Wave elettronico, minimale e dalle atmosfere decadenti unito alla voce, algida e gotica, della Dal Forno porta a soluzioni scure, astrali. Un esordio particolare e per certi versi cinematografico, piuttosto interessante anche nei brani esclusivamente strumentali. Ci aspettiamo un live affascinante.
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CUMMI FLU
26/01@ Mr. Rolly’s, Vitulazio (CE)
27/01@ Loop, Osimo (AN)
28/01@ Clan Destino, Faenza (RA)
Il duo formato dall’eclettico Oliver Doerell e da Lady Ived, ballerina e cantante indiana, porterà la sua elettronica downbeat ed i suoi collage sonori etnici, acidi e psichedelici (eseguiti con strumenti costruiti in casa) nel nostro paese per 3 date che si preannunciano veramente molto particolari e stuzzicanti. Non lasciateveli sfuggire.
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VEIL OF LIGHT
27/01@ Grotta Rossa (Spazio Pubblico Autogestito), Rimini
28/01@ Blah Blah, Torino
Mr. M ha pubblicato lo scorso Settembre Ursprung, secondo full length di questo progetto. Il musicista svizzero propone oscure sonorità di matrice Synthwave che non fanno mancare stilettate Industrial, Post-Punk e Shoegaze ad aumentarne ulteriormente il peso e la tensione. Un live tenebroso e suggestivo al quale suggeriamo di non mancare.
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MUGLI
28/01@ Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
Progetto di Marco Africani che ha autoprodotto il suo Tutte Cose, disco accompagnato da una serie di video piuttosto particolari. Il suo The Mugli Animal Show è suddiviso in tre parti: la prima descrive il meccanismo e la struttura del linguaggio, nella seconda si entra in un nuovo livello di coscienza, nell’ultima a questa nuova consapevolezza vengono esposti gli ostacoli. Musicista e paroliere ironico e originale.
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THE FLAMING LIPS
30/01@ Alcatraz, Milano
La storica band Alt. & Psych Rock americana capitanata dal carismatico e smisurato Wayne Coyne darà alle stampe il prossimo 13 Gennaio Oczy Mlody, disco dal quale sicuramente durante questo concerto non mancheranno estratti che si andranno ad affiancare a parte dei tanti e formidabili titoli della formazione. Dal vivo questi ragazzacci sono un carnevale, uno spettacolo nello spettacolo. Non mancate, e magari per raggiungere i loro livelli di follia fatevi un goccio di Brainville Rye Whiskey.
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The Flaming Lips – 7 Skies H3

Written by Recensioni

7 Skies H3 è un distillato in dieci step, per circa cinquanta minuti complessivi di musica, di quello che fu uno degli esperimenti spiazzanti a cui i Flaming Lips ci hanno ormai abituati, quella traccia della durata di ben 24 ore inclusa nell’EP 24 Hour Song Skull, rilasciato la notte di Halloween del 2011 in edizione più che limitata. Solo 13 copie, per 5.000 dollari l’una, su un supporto fisico ancor più delirante del contenuto: flash drive contenute in teschi umani (veri) placcati in argento. Sebbene la nuova release renda l’esperienza certamente più fruibile, l’album risulta avere ancora un’impronta fortemente unitaria ed è difficile comprenderne efficacia e spessore estrapolandone le singole tracce. La struttura è quella inaugurata con The Terror (2013), concepito come un unico lungo trip di psichedeliche cacofonie stranianti che si dissolvono in nebulose sintetiche, con una spina dorsale che sorregge la composizione: un main theme che apre, si srotola nel percorso e chiude l’opera. La forma delle produzioni artistiche dei Flaming Lips degli anni 10 assume sempre di più una connotazione classica, in risultati che si configurano come vere e proprie sinfonie contemporanee, costruite su tema e variazioni, lontane anni luce dalla forma-canzone che,nonostante le peripezie compositive degli scorsi decenni, fino ad ora non avevano mai completamente perso. Ricordate i Flaming Lips come una band ironica, scenografica, cool? In quest’album non troverete nulla di tutto ciò. La title track apre l’album in una immersione di malinconica psichedelia, per poi diventare nenia ossessiva in loop in “Meepy Morp”. A parte pochi sporadici episodi di schizofrenia, l’apparato strumentale è appena accennato, stemperato dai sintetizzatori e ibridato da rumore di ogni sorta, in un risultato sempre inatteso e spiazzante. Anche la voce di Wayne Coyne interviene di rado, in sussurri, improvvisa, oppure in forma di grido, disumana. Non c’è spazio per mezzi termini.

I Flaming Lips hanno attraversato tre decenni di musica senza restare impigliati a lungo nei trend, inanellando le scelte azzeccate quanto i buchi nell’acqua, in una condizione rara di totale libertà compositiva. Nonostante il poliedrico percorso artistico di questaformazione che della sperimentazione ha fatto il proprio credo, un filo conduttore è rintracciabile, e lo è proprio nel nonsense, in ogni sua declinazione, quel riuscire a pizzicare ogni volta le corde dell’inaspettato e dello straniante, e sempre con l’intento di non limitarsi all’udito, creando un’esperienza di ascolto plurisensoriale. L’impasto sonoro celestiale nel reprise di “Meepy Morp” si fa a un tratto demoniaco in laceranti urla effettate e percussioni insistenti (“Riot in My Brain!!”). Ogni variazione si nutre della precedente e produce un seguito spontaneo, in una colonna sonora senza soluzione di continuità che veicola immagini, sapori e sfumature. Splendida la ripresa del tema principale, “7 Skies H3 (Main Theme)”, sciolto in archi e in lievi accenni di chitarra, concludendone lo sviluppo subito dopo, nella tracciache chiude il disco, con arrangiamento identico a quello in apertura.L’ultimo tratto della strada che mi porta a casa dopo un’alienante giornata lavorativa è un sofisticato marchingegno fatto di semafori, passaggi a livello e numerose altre incognite, accuratamente progettato dal destino per farmi perdere almeno un ulteriore quarto d’ora in auto quando sono a soli cinquecento metri dal divano. Ieri pomeriggio, nel fluire degli otto minuti di quest’ultima traccia, ho appositamente atteso che le sbarre si abbassassero, che il treno passasse, che un cane indolente attraversasse la strada e che il rosso scattasse di nuovo. Il tutto pur di non concludere prima del suo termine naturale il lisergico viaggio che è l’ascolto di 7 Skies H3. Quattro note che morbosamente si rincorrono incapaci di rassegnarsi, quel “Can’t Let It Go” cantato e ancor più efficace in un crescendo interminabile di echi artificiali dal sapore floydiano. Quest’album è davvero un gran bel modo di perdersi, per strada verso casa ed anche in molti altri modi.

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Margareth – Flowers

Written by Recensioni

Sono ormai lontane le sonorità Pop ed acustiche degli esordi di White Line e oggi i Margareth si ripresentano al pubblico dedicandosi maggiormente ad un Rock sempre più etereo ed elettronico, tra i Flaming Lips nei momenti più sperimentali, gli Archive di With Us Until You’re Dead in quelli più incazzati, e i Sigur Ros in quelli più acustici e Indie. Flowers si compone di quattro tracce, la prima, “Help You Out”, si apre con un ticchettio ritmico a mo di “lancetta di orologio” accompagnato da una batteria acustica ripetitiva, un basso-synth importante, una voce calma e accordi in stile Explosions in the Sky e gruppi affini. Lounge e percorsa dal suono di un pianoforte è “Flowers”, una di quelle canzoni che ascolteresti volentieri di notte tornando a casa su un autobus, mentre particolare e ben strutturata è “Asimov”, un canzone che si fa spazio tra momenti di pace prevalentemente acustici e sfoghi distorti e sintetici. Bisogna dare merito a questi ragazzi dell’ottima scelta di cambi di suono e ritmo in questa traccia: si passa da un inizio tipicamente Ambient-Rock che incorpora strane combinazioni di suoni, ad uno stacco con tanto di riproduzione virtuale del classico organo ed una batteria a modi Chillstep (Dubstep in versione Chill per intenderci meglio), ed un finale che ritorna ad essere incazzato. Chiude il tutto “Maze”, una canzone caratterizzata da parole, guitar-noise e strings che ti permettono di andare in un altra dimensione e fluttuare.

I Margareth sono strani ed il loro è un suono dove conta veramente e principalmente il timbro sonoro generale e le atmosfere invece che voce, ritmica e struttura. Ciò che si percepisce è la voglia di trasmettere un’idea non ben definita e soggettiva attraverso la loro musica ed i loro strumenti. Il difetto (se così si può chiamare) è quindi quello di non aver bisogno di un cantante che comunque non disturba ma nemmeno fortifica o aggiunge qualcosa al tutto, diventando dunque superfluo.

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Elf – Happy Seppia EP BOPS

Written by Novità

Cose strane succedono nel mondo di Elf, personaggio/band che ha deciso di creare un alone di mistero intorno alla propria identità. Ma Elf non esiste da solo, infatti dopo varie ricerche alla fine ho scoperto che altro non è che il progetto musicale partorito dalla mente di Samuele Palazzolo in collaborazione con Michele Colosio (drums and synth) Massimo Panella (bass) Sergio Alberti (synth, guitar, drums). Ecco dunque che questi individui hanno sfornato l’EP Happy Seppia, un lavoro che ti trasporta in un universo parallelo dove stati d’animo e suoni vengono mischiati per creare nell’ascoltatore un viaggio astrale completamente personale. Infatti se ascolti brani come “Computerspie” o “Loopstation Nation” (tra l’altro un titolo fighissimo!)provi delle sensazioni che non sai nemmeno definire a te stesso. Gli Elf osservano la vita e ci rimangono incastrati in quello che vedono, e così creano una musica in bilico tra psichedelia e sperimentazione: elettronici come i The Flaming Lips e alternativi quanto i Window Twins. L’EP è scaricabile gratuitamente, ed è un ottimo ascolto per chi ha voglia di un sottofondo musicale ricercato con cui lasciarsi guidare dall’immaginazione.

Nonostante questo sia un genere a me molto affine e trovi l’ultima traccia “Gentian” favolosa, devo riconoscere però che alla lunga questo lavoro risulta un po’ eccessivo e stancante. Paradossalmente monotono quanto sperimentale, ma andrei comunque a vedere un loro concerto ad occhi chiusi.

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