Mark Lanegan Tag Archive

Recensioni #22.2018 – Rinunci a Satana? / Alessio Bondì / Medicine Boy

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Recensioni #01.2017 – Brian Eno / Jumping the Shark / Tiger! Shit! Tiger! Tiger! / Il Diluvio / Duke Garwood

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #10.02.2017

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VIAGGI MUSICALI | Intervista agli Harmonic Pillow

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Chi Suona Stasera – Mini guida alla musica live | Maggio 2016

Written by Eventi

“Chi suona stasera?”. Sarà capitato ad ogni appassionato di musica live di rivolgere ad un amico o ricevere dallo stesso questa domanda. Eh già, chi suona stasera? Cosa c’è in giro? Se avete le idee poco chiare sugli eventi da non perdere non vi preoccupate, potete dare un’occhiata alla nostra mini guida. Sappiamo bene che non è una guida esaustiva, e che tanti concerti mancano all’appello. Ma quelli che vi abbiamo segnalato, secondo noi, potrebbero davvero farvi tornare a casa con quella sensazione di appagamento, soddisfazione e armonia col cosmo che si ha dopo un bel live. Ovviamente ci troverete dei nomi consolidati del panorama musicale italiano ed internazionale, ma anche tanti nomi di artisti emergenti che vale la pena seguire e supportare. Avete ancora qualche dubbio? Provate. Non dovete fare altro che esserci. Per tutto il resto, come sempre, ci penserà la musica.

TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD
04/05@Quirinetta, Roma
05/05@Locomotiv Club, Bologna
06/05@Lavanderia a Vapore, Collegno (TO)
08/05@Santeria Social Club, Milano
Il 15 Aprile, a 3 anni dall’ottimo Still Smiling, è uscito Nerissimo il nuovo album della coppia italo-tedesca che suonerà in Italia per 4 imperdibili date
[ascolta]

OSLO TAPES
05/05@Dal Verme, Roma
06/05@Malloni Trace, Porto Sant’Elpidio (FM)
13/05@Off, Lamezia Terme (CZ)
Progetto di Marco Campitelli autore sul finire dello scorso anno del buon Tango Kalashnikov prodotto da Amaury Cambuzat che vi suona anche (come nel disco d’esordio del 2013), tra i nuovi nomi da tenere d’occhio per il Rock alternativo italiano, quello buono.
[ascolta]

UFOMAMMUT
05/05@Bronson, Ravenna
06/05@Tetris, Trieste
07/05@Benicio Live Gigs, Giavera del Montello (TV)
14/05@Cueva Rock, Quartucciu (CA)
27/05@Cycle Club, Calenzano (FI)
28/05@Magazzino sul Po, Torino
Il trio Sludge Doom piemontese di casa Neurot porta in giro per l’Italia il l’ultimo lavoro Ecate, uscito nel Marzo dello scorso anno
[ascolta]

SOPHIA
06/05@Covo Club, Bologna
Mr. Robin Proper-Sheppard porterà la sua malinconia nel nostro paese per un’unica data durante questo mese, da non perdere
[ascolta]

MOTORPSYCHO
07/05@Il Deposito, Pordenone
09/05@Circolo Magnolia, Milano
10/05@Init, Roma
11/05@Teatro Polivalente Occupato, Bologna
Il supergruppo norvegese non ha certo bisogno di presentazioni, sempre più dolci e psichedelici, sempre e comunque essenziali, in italia per il tour del nuovo lavoro Here Be Monsters
[ascolta]

JOZEF VAN WISSEM
10/05@Sotto la Sacrestia, Milano
11/05@Vicious Club, Roma
12/05@Museo del Sottosuolo, Napoli
13/05@Chiostro delle Grazie, Vittoria (RG) per Scenica Festival
14/05@Circolo Dong, Recanati (MC)
Il liutista olandese che ha stregato Jim Jarmusch sarà in Italia per 5 concerti che assicurano una grandissima intensità
[ascolta]

POLAR FOR THE MASSES
14/05@La Cantina Mediterraneo, Frosinone
15/05@Le Mura, Roma
19/05@Serraglio, Milano
A due anni di distanza da Un Giorno di Merda, i Polar for the Masses tornano a calcare i palchi per presentare il loro nuovo album, Fuori.
[ascolta]

EGLE SOMMACAL
08/05@house concert, Fidenza (PR)
12/05@Klamm, Roma
13/05@El Chupito Bar, Perugia
14/05@Altroquando Dart Club, Zero Branco (TV)
16/05@Rifugio Falc, Pizzo Tre Signori (BG)
Il chitarrista italiano che da qualche anno lavora come solista dopo le esperienze con Massimo Volume ed Ulan Bator ha da pochi giorni pubblicato il nuovo album L’Atlante della Polvere, queste le date per poterlo gustare live
[ascolta]

RESUMED
14/05@Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
La band di Sulmona fa tappa a Pratola Peligna per una notte all’insegna del Death Metal
[ascolta]

WREKMEISTER HARMONIES
13/05@Freakout, Bologna
14/05@Asilo Occupato, L’Aquila
15/05@Godot Art Bistrot, Avellino
16/05@Location da definire, Roma
17/05@Giardini del Frontone, Perugia
18/05@Parco della Musica, Padova per Sub Cult Fest
19/05@Lo-Fi, Milano
Esplorazioni emotive di chi percepisce la vita come un lungo e graduale processo di decadimento, il Doom pastorale di J.R. Robinson sarà questo mese nel nostro paese per 7 date, il suo ultimo lavoro Night of Your Ascension è fuori da Novembre 2015
[ascolta]

DE RAPAGE
28/05@ Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
La band abruzzese torna sui palchi per farvi ascoltare il suo ultimo lavoro Droga e Puttane uscito lo scorso anno. Carica esplosiva assicurata.
[ascolta]

MICHAEL NYMAN
16/05@Auditorium Parco della Musica, Roma
19/05@Teatro Comunale, Vicenza
Il grande pianista, celebre in particolar modo per le colonne sonore realizzate per il regista Peter Greenaway oltre che per Lezioni di Piano di Jane Campion, sarà in Italia per 2 date
[ascolta]

JOAN AS POLICE WOMAN
20/05@Monk Club, Roma
21/05@Teatro Leopardi, San Ginesio (MC)
22/05@Teatro Giuseppe Verdi, Busseto (PR)
23/05@Spazio Alfieri, Firenze
24/05@Teatro Grande, Brescia
A due anni dalla pubblicazione di The Classic torna Joan Wasser per 5 nuove date nel nostro paese, famosa quasi più esser stata la fidanzata di Jeff Buckley che per i suoi dischi e le sue infinite collaborazioni (Lou Reed, David Sylvian, Sparklehorse, Antony and The Johnsons e tanti altri), (ri)scopritela
[ascolta]

MARK LANEGAN
22/05@Teatro Antoniano, Bologna
23/05@Teatro Metastasio, Prato
24/05@Fabrique, Milano
Sarà possibile ascoltare l’inconfondibile voce del songwriter statunitense per 3 date nelle quali troveremo come opening act Duke Garwood bluesman col quale Mark nel 2013 pubblicò Black Pudding dopo averlo ospitato in un paio di tracce del precedente Blues Funeral
[ascolta]

ELVIS COSTELLO
23/05@Teatro Colosseo, Torino
24/05@Teatro degli Arcimboldi, Milano
25/05@Gran Teatro Geox, Padova
26/05@Teatro Verdi, Firenze
28/05@Auditorium Manzoni, Bologna
29/05@Auditorium Parco della Musica, Roma
31/05@Palabanco, Brescia
Il cantautore e chitarrista britannico autore nella sua lunga storia di grandissimi dischi toccherà questo mese la nostra penisola con un buon numero di date
[ascolta]

EXPLOSIONS IN THE SKY
30/05@Orion Club, Roma
31/05@Circolo Magnolia, Milano
I Post-Rockers di Austin saranno a fine mese in Italia per il tour di supporto al loro ultimo disco The Wilderness uscito lo scorso 1°Aprile
[ascolta]

THE CHROMOSOMES
20/05@Irish Café, L’Aquila
21/05@Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
La storica band Punk Rock livornese, attiva dal 1993, fa tappa in Abruzzo per una notte di fuoco. Hey! Oh! Let’s Go!
[ascolta]

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MUSICA E CINEMA: Che Film Ascoltiamo Stasera?

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Moonerkey

Written by Interviste

Con un anno di ritardo (parlando solamente del titolo) raccontiamo il futuro. Il concetto del continuo in un disco di bel Pop Rock italiano, l’esordio cantautorale che si fa conoscere con lo pseudonimo di Moonerkey. Equilibri sottili e quel senso liquido del tempo che passa… ed è necessario fermarsi in una fotografia. In rete il video del singolo di lancio dal titolo “La Pelle”. L’intervista per Rockambula:

Moonerkey. Iniziamo proprio da questo nome. Da dove prende origine?
Il nome letteralmente significa “la chiave di colui che vaga distrattamente, che guarda per aria”, insomma di una persona che si perde nei suoi pensieri, quale può essere una persona che compone musica. Per chiave si intende la chiave di lettura del mondo, lo sguardo sulle cose, la loro interpretazione.

Pop Rock, per dirla in breve, ma già dal primo ascolto c’è molto altro. Quanto e cosa hai rapito dall’Italia e cosa invece dal resto del mondo?
Dall’Italia ho tratto la rabbia, le delusioni, le speranze, le gioie della vita di tutti i giorni ed i ricordi. Dal resto del mondo la curiosità per i diversi approcci alla vita e certamente alla musica. In termini di riferimenti musicali per fare solo qualche nome, posso dire che in Italia sono un grande estimatore degli Afterhours ed in particolare della scrittura di Manuel Agnelli; inoltre mi sento certamente influenzato dalle suggestioni dei CSI. Fuori dell’Italia i Pearl Jam hanno un ruolo importante, così come la poesia urbana di Mark Lanegan o quella di Hugo Race.

Il primo singolo e video “La Pelle”. L’immaginario di una ballerina, il cambiare pelle, il rumore di fondo che sta cambiando. Come si legano assieme questi elementi?
La ballerina all’inizio ha gli occhi rigati di pianto e si spoglia dei vestiti di scena, abbandona la sua pelle, per conquistare una dimensione più propria, per appartenersi; alla fine del ballo infatti ha il volto pulito, sereno. E’ l’immagine di una rinascita, della straordinaria sensazione di avere ancora una volta energia e voglia di inseguire ciò che si vuole davvero. Ciò che tutti noi possiamo provare quando avvertiamo che nel profondo qualcosa si muove (il rumore di sottofondo che cambia) e decidiamo di non ignorarlo.

Mi ha colpito il brano “Il Tempo della Volgarità” dove mi è parso di scorgere una certa Italia anni ’60/‘70, almeno nella costruzione melodica. Sbaglio?
Sinceramente non l’ho scritto pensando a quelle atmosfere, almeno coscientemente. Ad ogni modo, la melodia fu scritta di getto, in una condizione di emozioni debordanti, dato che proprio in quei giorni si consumava la fine di una storia d’amore di cui parla il testo.

Bellissima l’ultima traccia “Chissà se Vedi Adesso”. Un brano minimalista, intimo e dolcissimo. Altra dimensione, altro spirito e altro cambio di scena. Ma dovendo scegliere, quale habitat sonoro ti rispecchia veramente?
Tutti quelli contenuti in 2014 mi rispecchiano perché, così come sono “vestite”, le canzoni riflettono le sfaccettature dei miei stati d’animo e dei miei gusti mutevoli per forme espressive ora più morbide ed intimiste, ora più dirette e più aggressive.

Il concetto del “Continuo”. Dalla copertina al filo conduttore di tutto il progetto. Mi piace. Viaggio come andare o come arrivare? Moonerkey verso dove sta andando?
In questo caso il viaggio è continuare ad andare, cioè proseguire verso una direzione avendo ben presente da dove si viene. Io sto andando anagraficamente verso la maturità ed artisticamente verso una nuova adolescenza.

2014. Un bel modo per iniziare il 2015. Quando sarà l’alba del 2016? Che continuo per questa musica ci sarà secondo te?
Credo di avere materiale, idee e valide collaborazioni per poter mettere in cantiere già il secondo disco, se non anche il terzo. Nei live ad esempio suoneremo anche brani inediti che faranno parte dei lavori futuri. Questo per dire che sento di avere molto da comunicare e condividere nei prossimi anni. Allo stesso tempo mi auguro che questa città riesca ad offrire alla musica originale spazi, non necessariamente materiali, qualificati.

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Lydia Lunch & Cypress Groove – A Fistful of Desert Blues

Written by Recensioni

With too much patience and too much pain

I’m going to the mountain with the fire spirit

To make amends for all of me

And the fire will stop

The Gun Club- Fire Spirit (Fire Of Love, Ruby Records, 1981)

Attraversare più di tre decenni di carriera, vissuti pericolosamente e sempre da borderline, adottando come modus vivendi un’insaziabile sete di malsanità e depravazioni di ogni genere. Raschiare il fondo del proprio inconscio, fino quasi all’autodistruzione e poterlo raccontare è fortuna di pochi. A vederla adesso Lydia Lunch, ultracinquantenne, voce ruvida, viso anfibio e consumato, sembra non aver perso quella nevrastenia creativa, che le permette di evolversi continuamente nelle forme sonore più disparate. Quest’anno si presenta nelle vesti di blues woman mortifera, accompagnata dal chitarrista Cypress Groove, alias Tony Chmelik. L’incontro tra i due avviene durante il funerale di Jeffrey Lee Pierce ugola dei grandissimi Gun Club, passato quasi inosservato in vita, morto di emorragia cerebrale nel marzo del 1996 a soli trentasei anni dopo un’esistenza segnata da alcol, droga e malattia. Cypress Groove di nazionalità britannica, collaborò con Pierce quando viveva a Londra, a cavallo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta. Per pura casualità nella sua mansarda Chmelik ritrova alcuni nastri con bozze di canzoni registrate da Pierce prima di morire e decide di contattare alcuni dei suoi più cari amici (Nick Cave, Mick Harvey, Debbie Harry, Mark Lanegan, David E. Edwards ed appunto la Lunch) per formare un’iper band: The Jeffrey Lee Pierce Project e sviluppare quei frammenti sonori.

In quell’occasione la Lunch e Chmelik, registrarono insieme l’ottimo brano Country Noir “St Mark Place”, riproposto nella loro ultima fatica A Fistful Of Desert Blues. Le undici tracce proposte da questo sodalizio funereo, navigano sulle coordinate di un Desert Blues, torbido e sanguinante, sorretto perfettamente dalla voce della Vestale Nera, dalla chitarra dolente di Chmelik e dallo spirito di Ramblin ‘ Pierce. Il paesaggio che ne viene fuori rimanda alle epopee western più crepuscolari di Sam Peckinpah, colme d’inquietudine e peccato; il viaggio attraverso questo deserto dell’anima costa fatica e si rischia di morire di sete o assaliti da un branco di sciacalli puzzolenti e affamati.

Fa da apripista l’ipnotica “Sandpit” dal sapore iberico, “ Devil Winds” incanta con il suo Folk sulfureo e deviato. In “I’ ll Be Damned “ la litania orchestrata dai due tocca vertici di pathos altissimi, “Jericho “ e “Tuscaloosa” sono i brani migliori, ritmati e movimentati dove soprattutto nella chitarra l’influenza di Pierce fa sentire tutto il suo peso. Insomma per i fan più accaniti della Lunch e gli estimatori dei Gun Club, è un album imperdibile. Carico di un misticismo sciamanico e desolante, il disco ci trasporta attraverso un flusso di coscienza rivelatore, dove si cela nascosta la verità più grande; l’amore.

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Pistoia Blues: ecco gli headliner

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Ecco il cast completo degli headliner della 35esima edizione: il festival aprirà con un’anteprima speciale dedicata ai Negramaro il 10 luglio in Piazza Duomo mentre in contemporanea al Teatro Manzoni si terrà il concerto di Mark Lanegan, l’11 luglio è atteso Robert Plant, il 12 la Bandabardò, il 13 i Morcheeba, il 14 Jack Johnson, il 15 i Lumineers, il 16 Suzanne Vega mentre il 17 luglio si chiude con gli Arctic Monkeys.

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“Voglio Una Pelle Splendida” feat. Samuel Romano anticipa l’edizione speciale di HAI PAURA DEL BUIO?

Written by Senza categoria

Esce l’11 marzo, per Universal Music, l’edizione speciale di Hai Paura del Buio?, album storico egli AFTERHOURS, pubblicato nel 1997, e definito dalla critica musicale come miglior disco della musica indipendente italiana degli ultimi vent’anni. Il brano “Voglio Una Pelle Splendida” interpretato insieme a Samuel Romano anticipa il disco nelle radio a partire dal 28 Febbraio. Il progetto vede coinvolti diversi artisti di spicco della musica italiana ed internazionale che hanno collaborato con gli Afterhours: Hai paura del buio? feat. Damo Suzuki; 1.9.9.6. feat. Edoardo Bennato; Male di miele feat. The Afghan Whigs; Rapace feat. Negramaro; Elymania feat. Luminal; Pelle feat. Mark Lanegan; Dea feat. Il Teatro degli Orrori; Senza finestra feat. Joan as Policewoman; Simbiosi feat. Der Maurer + Le Luci della Centrale Elettrica; Voglio una pelle splendida feat. Samuel Romano; Terrorswing feat. John Parish; Lasciami leccare l’adrenalina feat. Eugenio Finardi; Punto G feat. Bachi da Pietra; Veleno feat. Nic Cester; Come vorrei feat. Piers Faccini; Questo pazzo pazzo mondo di tasse feat. Fuzz Orchestra + Vincenzo Vasi; Musicista contabile feat. Marta sui Tubi; Sui giovani d’oggi ci scatarro su feat. Ministri; Mi trovo nuovo feat Rachele Bastreghi; Televisione (2014) feat. Cristina Donà + The Friendly Ghost of Robert Wyatt; special track: Male di miele feat. Piero Pelù.

Il brano in questione prima dello scempio.

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Mark Lanegan – Imitations

Written by Recensioni

Luogo di ascolto: in macchina nel tentativo disperato di incassare un assegno prima del fine settimana.

Umore: come di uno che sta per fare un fine settimana dispendioso.

Mark Lanegan è affetto da un morbo serio e debilitante, nel suo caso è stato colpito da poco e la malattia è solo ai primi stadi: l’ex vocalist degli Screaming Trees è malato della sindrome di Morgan. Già, quella malattia che nei periodi di magra creativa spinge l’ex leader di una band ben riuscita ad uscire con dei dischi di meravigliose canzoni di altri, o come fa figo chiamarle, cover. Certo nel caso di Morgan la malattia che giustamente porta il suo nome è ai massimi livelli, il suo personaggio televisivo oramai è diventato ipertrofico rispetto alla caratura di artista di cui oramai non si ricorda nemmeno un pezzo degno di nota ma molte acconciature di gran bizzarria. Torniamo a Lanegan, Imitations (il titolo è chiaramente esplicativo degli intenti con cui lo si è registrato, evidentemente) è un disco di cover a cui non si può voler male ma nemmeno dire un mondo di bene. L’occhio tra le dodici canzoni che compongono la tracklist mi è caduto subito sull’ultima, “Autumn Leaves” quindi l’ascolto ha seguito una strada piuttosto sghimbescia (per quelli che leggono Signorini, significa storta): era troppa la curiosità di sapere come sir Lanegan avesse affrontato il pezzo più interpretato del sistema solare, sconquassato da sbrodolamenti jazzistici per 40 anni, infangato con versioni in inglese tradotte a membro di segugio (per i lettori di Signorini: a cazzo di cane), deturpato con pronunce francesi improponibili da parte per lo più di inglesi che non sanno altre lingue e dicono agli italiani che non sanno cantare in inglese. Direi che con “Autumn Leaves”, date le premesse, Mark se l’è cavata abbastanza bene; nulla di più però di un buon pezzo riarrangiato in maniera da calcare finalmente il battere di ogni accordo come mi ero disabituato a sentire dopo decenni di spostamenti ritmici swing, con un bell’arrangiamento di archi e batteria in modalità spazzole.

Mark Lanegan penso sia l’unico al mondo, al pari di Johnny Cash, a potersi permettere di cantare a tonalità subumane, avere la presenza scenica della stele di Rosetta (per i lettori di Signorini, il gossip qui non c’entra, Rosetta non è mai entrata nella casa del grande fratello) e al tempo stesso rapirti dal vivo come se non ti trovassi più a casa tua o in un palazzetto dello sport. Quando ascolti la voce di Mark Lanegan la sabbia che al mare trovi nelle pieghe dei pantaloni diventa terra rossa del deserto del Mohave e il cellulare in tasca diventa una pistola nella fondina. Quando ascolti tutte quelle chitarre arpeggiate dal suono così antico e al tempo stesso così caldo pensi di aver sbagliato a nascere nel vecchio continente e ti bombardi il cervello di suggestioni cinematografiche. Imitations poi non è cantato male, anzi; Lanegan dimostra di essere anche un ottimo emissore di note medio alte, arricchendo la sua tavolozza vocale di sfumature che sinceramente non credevo ci fossero. “Brompton Oratory” è un pezzone, davvero azzeccata l’interpretazione e la cornice, “Mack the Knife” è troppo simpatica in veste Country con le acustiche a fare il contrappunto alla melodia della voce, “Elegie Funebre” invece sembra cantata invece che in francese in coreano tanto è brutta la pronuncia . Il disco non è malaccio, ma è sempre un disco di cover e per di più senza nemmeno rischiare tanto, lo vedrei bene come colonna sonora di Nashville, la nuova serie Sky sul Country, ma nulla di più. Da un popò di artista così è lecito e doveroso aspettarsi un disco solo quando ha materiale per farlo, mica deve pagare le bollette come Morgan.

Almeno spero.

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Diaframma 06/12/2013

Written by Live Report

Sempre pieno di grinta Federico Fiumani con i suoi Diaframma è tornato il 6 Dicembre a calcare un palco in terre abruzzesi, più precisamente quello del Tipografia di Pescara. Ad aprire la serata sono stati gli Edith Aufn, gruppo influenzato da Sigur Ròs, Kyuss, Nick Cave, Radiohead, Mark Lanegan (e chi più ne ha più ne metta) che ha già un discreto curriculum di esperienze alle spalle ma che non ancora riesce a sfondare nell’Olimpo del Rock italiano. La loro esibizione passa comunque veloce perché tutti erano lì per vedere il grande gruppo fiorentino che gira in lungo e in largo l’Italia da trentacinque anni attraversando stili che vanno dal Dark al Post New Wave, dal Punk al Rock.

fiumani 1

Tuttavia l’anima cantautorale di Fiumani si fa spesso viva in maniera onirica ed acida, con la sua timbrica inconfondibile, aiutato da una sezione ritmica (Luca Cantasano e Lorenzo Moretto rispettivamente al basso e alla batteria) e da una seconda chitarra, Edoardo Daidone, che non gli ruba mai lo spazio da leader assoluto e che anzi riesce a ritagliarsi anch’essa un ruolo di rilievo. La formazione a quattro è ormai una solida realtà, brevettata già in precedenti concerti, ma per il sottoscritto è stata la prima occasione per ammirarla live. Il locale è pieno di fan che lo seguono da sempre, che ripetono a squarciagola le liriche delle canzoni, che però rimangono fermi ed impassibili quasi in adorazione del proprio idolo musicale. Quando vai a un concerto dei Diaframma sei già sicuro di ciò che trovi, ma l’occasione di ascoltare le canzoni del nuovo album Preso nel Vortice  alternate alle grandi hit quali “L’Odore delle Rose” e “Blu Petrolio” che rispettivamente aprono e chiudono il concerto è davvero ghiotta. Trova spazio anche una graditissima sorpresa, “Venus” dei Television di Tom Verlaine, Fred Smith, Billy Ficca e Richard LLoyd, da sempre uno dei gruppi più apprezzati e stimati da Fiumani. Rimane quindi da chiedersi se ci sarà mai qualcuno in grado di raccogliere l’eredità musicale che la band fiorentina sta lasciando nel corso degli anni…

fiumani2

Tuttavia i Diaframma sono ancora lì a deliziarci con i loro capolavori sonori e di fermarsi non ci pensano proprio! Anzi…

Di recente hanno persino pubblicato una versione in vinile con allegato cd del loro grande classico Siberia che nel lontano 1984 aprì le porte ad un’intera generazione di musicisti che da anni cercavano invano di imporre l’Indie Rock al grande pubblico. L’edizione è stata stampata in sole 999 copie e perciò negli anni diventerà sicuramente un prezioso oggetto da collezionismo da non farsi quindi sfuggire! A fine concerto da segnalare che Federico Fiumani si è prestato volentieri anche a firmare autografi (solo al sottoscritto almeno una ventina!) e a fare foto e a scambiare due chiacchiere con tutti coloro che lo hanno atteso. Grande conclusione di una serata perfetta passata in compagnia del nostro direttore Riccardo, della sua fidanzata, di due loro amici e del mio fido compagno di avventure (e disavventure) concertistiche Carlo. Ma questi sono solo fatti miei, per cui ora prendete il cd di Preso nel Vortice e lasciatevi deliziare dalle sue note!

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