Attese Vol.1 e i suoi mille volti – Intervista a Lucia Manca

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A pochi giorni dall’uscita del suo nuovo EP, la cantautrice salentina ci racconta di sé e del suo prossimo tour.

(di Eleonora Bruno)

Delicatezza, malinconia ed eleganza: musa di un passato mai vissuto ma che le appartiene. Questa è Lucia Manca, cantautrice salentina che ha pubblicato da poco il suo nuovo EP, Attese Vol.1

La cosa che ho amato da subito di Lucia è il suo modo di fare musica: il suo è un cantautorato rilassato e sincero, un po’ malinconico, con una narrazione sicuramente in controtendenza rispetto al pop contemporaneo. In questo EP ci parla dell’attesa, un’attesa che come in Respiro può essere semplicemente vivere e sentire il proprio respiro in attesa di quello successivo, o in Come un’onda può essere lo scorrere del tempo che, come un’onda, corre avanti mentre la memoria lo tira indietro. Delicato, puro, originale: così descriverei questo EP. Un disco che in questo periodo difficile può aiutare a rilassarci e ad affrontare i problemi con un po’ meno di fatica.

Quello che mi stupisce particolarmente del suo lavoro è la perfetta simbiosi tra voce e arrangiamenti. Sarà grazie al suo timbro, particolarmente curato, o grazie alla collaborazione con artisti come Matilde Davoli e Gigi Chord, produttori del disco: quel che è certo è che sono sicuramente riusciti a creare coerenza e unicità in tutti i brani di questo EP. A ciò si aggiunge una scrittura coinvolgente e comprensibile a tutti, portata avanti da delicate riflessioni e dalla ipnotica e ammaliante poetica di Lucia.

Noi di Futura 1993 abbiamo deciso di fare una chiacchierata con lei per conoscerla meglio e farci raccontare qualcosa di più su di lei, il suo tour e sul suo nuovo EP.

Ciao Lucia! Il tuo nuovo EP si chiama Attese Vol.1, ed è basato proprio sull’idea dell’attesa: perché hai scelto questo tema?

Durante la scrittura delle nuove canzoni mi sono resa conto che ricorreva spesso il tema dell’attesa, mi incuriosiva il fatto che durante questa condizione nella quale ci ritroviamo tutti, riusciamo a scovare alcuni aspetti che magari abbiamo trascurato su di noi e sulle circostanze intorno a noi.

C’è una canzone di questo EP che senti più tua? Perché? 

Non c’è un pezzo in particolare, forse L’ultima sigaretta perché è la prima canzone che ho scritto e che ha dato il via poi a tutto il resto. 

Nei tuoi testi parli anche di sentimenti, cosa che oggigiorno fanno tanti tuoi colleghi: quale credi sia l’elemento personale e unico della tua musica? Qual è o quale vorresti fosse la tua cifra stilistica?

Forse la malinconia, mi rendo conto che spesso alla fine vado a parare sempre lì, purtroppo.

Per questo EP hai collaborato con diversi artisti, tra cui Matilde Davoli e Gigi Chord, produttori dellalbum: cosa conservi di queste collaborazioni?

È un piacere lavorare con loro perché, oltre ad essere molto bravi, sono prima di tutto degli amici, quindi tutto avviene in maniera molto naturale. Ho molta fiducia in loro perché siamo riusciti a dare la giusta direzione alle canzoni sin da subito.

Ascoltando le tue canzoni, in particolare di questo disco, avverto atmosfere differenti dai pezzi che vanno ultimamente, mi trasmettono un mood rilassante che adoro. Come nascono queste sonorità nella tua musica?

Mi piace pensare che nessuno faccia delle scelte artistiche basandosi esclusivamente sulle mode. Sicuramente gli ascolti che abbiamo influiscono sulla composizione e la produzione, è come se finisse tutto in una scatola dalla quale attingere quando si è ispirati. 

Raccontaci ora un po’ di te. So che hai iniziato a far musica molto presto: quando hai capito che poteva occupare una posizione predominante nella tua vita?

Sì, ho iniziato da piccola, la musica ha sempre fatto parte della mia vita, merito anche del mio papà che mi spronava facendomi ascoltare le grandi voci della canzone italiana, ed io in qualche modo cercavo di imitarle. Ho iniziato un po’ per gioco, poi mi sono ritrovata a cantare nelle orchestre e a 18 anni circa ho iniziato a scrivere le mie prime canzoni. Da un momento all’altro ho avuto il desiderio di mettermi a nudo in un certo senso, di avere delle mie canzoni e mettere su carta i miei pensieri, ed è stato bello rendersi conto di come alcune melodie che mi venivano in testa riuscivano a suggerirmi tante immagini, e da lì il susseguirsi di parole.

Lecce, la tua città, ha in qualche modo influenzato il tuo percorso artistico?

Non direttamente, nel senso che non ci sono elementi che la chiamano in causa. È una città dove si sta molto bene e sicuramente questo influisce positivamente nelle persone che si approcciano alla musica, come nell’arte in generale.

Infine, so anche che ti stai preparando al nuovo tour, che sarà posticipato per via della situazione in cui ci troviamo: cosa dobbiamo aspettarci?

Per ora ovviamente è tutto in standby e alcune date sono state spostate in autunno, speriamo di tornare man mano alla normalità e di poter ritrovare il contatto con le persone. A presto!

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Last modified: 9 Aprile 2020