New Order Tag Archive

Working Men’s Club @ Circolo Magnolia, Milano | 13.09.2022

Written by Live Report

Il resoconto dell’attesissimo primo concerto in Italia della band inglese.
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Suez – The Bones of the Earth

Written by Recensioni

La new wave in un mondo falso, crudele e contraddittorio.
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Dodici Tracce: non la solita playlist #06

Written by Playlist

Una rubrica in cui le illustrazioni di Stefania incontrano gli scritti e le playlist di Claudia, dando alla luce un racconto sonoro a forma di vinile.
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The Smashing Pumpkins – Cyr

Written by Recensioni

Come se bastasse abbuffarsi di synth per suonare moderni.
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40 anni di Factory Records, due cofanetti con tracce di Joy Division, New Order e tanti altri

Written by Novità

Warner Music li pubblicherà in occasione del 40esimo anniversario della leggendaria etichetta.
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Stelle & Dischi – l’oroscopo di Aprile 2019

Written by Articoli

Rockambula ti guida tra i presagi astrali e le nuove uscite discografiche.
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La playlist del lunedì #10.12.2018 | New Order, Jessica Pratt…

Written by Playlist

…Deerhunter, Holly Herndon, La Municipàl, Rev Rev Rev e tanti altri

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Chi suona stasera? – Guida alla musica live di maggio 2018

Written by Eventi

New Order, Angel Olsen, Father Murphy, Yo La Tengo, June of ’44… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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An Evening with Giorgio Moroder @ Big Bang! OGR Officine Grandi Riparazioni, Torino | 30.09.2017

Written by Live Report

È stato bello tornare a varcare l’ingresso delle OGR di Torino, ed è stato ancor più bello scoprire che questa lunga riqualificazione (ben 3 anni di lavori) non ne ha alterato il grande fascino.

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Peter Hook & The Light @ Quirinetta, Roma | 07.03.2017

Written by Live Report

Non nascondo il pregiudizio che mi accompagnava riguardo questo nuovo progetto di Peter Hook. Mi figuravo il solito vecchietto nostalgico dei tempi andati che rimetteva in piedi il baraccone per tirare a campare. Invece Hook è un reale ex addicted. Ex Joy Division, ex New Order e sul palco con lui i membri ex Monaco e il figlio avuto dalla ex moglie.

(foto di Beatrice Ciuca)

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VIAGGI MUSICALI | Intervista alle NANAI

Written by Interviste

Kaouenn – Kaouenn

Written by Recensioni

Scegliere un gufo come immagine simbolo per l’omonima opera di Kaouenn è opzione che, se da un lato permette di utilizzare tutta una serie di simbologie per spiegare la propria musica, dall’altro rischia di trasformarsi in una banalizzazione della stessa, visto l’eccessivo e talvolta superficiale uso che si fa di questa effigie. Il gufo, in un passato remoto associato al male, la morte, la sventura e l’oscurità è anche il simbolo della saggezza, a seconda di quali tradizioni si vadano a scandagliare e dunque, in una visione d’insieme, ha la forza di evocare una duplicità di allegorie, positive e negative, di rappresentare la complementarità dei contrari, che, nel caso specifico di questo disco, vogliono essere realismo e misticismo, auto distruzione e speranza. Come riesce Kaouenn a rendere, con la sua musica, tutto questo? A dirla tutta, semplicemente non ci riesce, perché il timore che questa simbologia fosse il pretesto per dare profondità a qualcosa che non riesce ad acquistarne con mezzi propri diventa una concreta realtà una volta passati all’ascolto. L’Electronic di Kaouenn è massimalista e protesa ad un Synth Pop senza troppe pretese, con sparute apparizioni di rimbombi Blues, tanta New Wave, Future Pop ed Electro Industrial come certi Covenant (“Black Owl”) e pochissime incursioni nelle asperità sperimentali del Trip Hop o nelle teutoniche atmosfere seventies. C’è qualche buona idea, soprattutto quando la voce cupa è accompagnata da ritmiche poderose e suoni grevi ma è la stessa voce uno dei primi problemi di quest’opera. Non convince e con lei non convincono le scelte di suoni e melodie, che per un genere di Elettronica che vuole mettersi addosso l’abito elegante della Pop star, la cosa diventa un problema enorme. Gli echi acuti ed elettrici dei Kratfwerk, le armonie vocali in stile Depeche Mode, l’offuscamento wave dei New Order, la severità Pop dei Pet Shop Boys, le stranezze rumoristiche e tribali stile The Knife (“Dog vs Fox”), diventano non tanto un dichiarato punto di partenza, una moltitudini di radici dalle quali innalzarsi per creare altro ma piuttosto uno scomodo metro di paragone che pesa come un macigno sulle spalle di un bambino. Non è certo tutto da buttare, diversi sono i passaggi in cui Kaouenn mostra di avere la possibilità di andare oltre quello che ha messo oggi sul piatto e la speranza è che sia capace di superare questa fase fin troppo confusa, magari lasciandosi alle spalle onanismi simbolistici e puntando dritto su una più coraggiosa e concreta scelta di suoni e melodie.

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