Londra Tag Archive

ITALIANS CHOOSE IT BETTER | i migliori live al Primavera Sound 2018 secondo gli artisti italiani

Written by Eventi, Interviste

In vista dell’uscita della famigerata timetable, ho chiesto ad alcuni musicisti – ai miei preferiti, obviously – di darmi qualche dritta sugli act da non perdere quest’anno, suggerimenti da parte di addetti ai lavori che potessero aiutarmi anche a scoprire qualcuno tra i nomi meno noti in cartellone.

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Cap’n Jazz, vent’anni di “Analphabetapolothology”

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #29.09.2017

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #21.07.2017

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #11.11.2016

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VIAGGI MUSICALI | Intervista a Khompa

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #14.10.2016

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #01.07.2016

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #06.05.2016

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Niagara – Hyperocean

Written by Recensioni

“Musica dell’altro mondo”, come si suol dire, perifrasi entusiastica di cui spesso si abusa, a voler condensare in poche parole la sensazione tonificante di star ascoltando qualcosa di inedito. Giunti al terzo album in studio i Niagara ci mettono in condizione di poter usare l’espressione senza risultare poi così esagerati.
Non che nelle puntate precedenti Davide Tomat e Gabriele Ottino abbiano mancato di sorprenderci piacevolmente, ma c’è uno scarto sostanzioso tra le intuizioni del passato e l’ambizione con cui Hyperocean è nato, come luogo ancor prima che come disco, perchè questo terzo atto ha davvero la pretesa di essere musica dell’altro mondo, colonna sonora di un pianeta immaginario e immaginifico: brano dopo brano, le sue undici tracce modellano le fattezze di un universo che non contempla terre emerse, in cui apprendere l’arte dell’ascolto in apnea è condizione necessaria per la sopravvivenza.
L’attrazione dei Niagara per lo stato liquido, che pure era tangibile nei suoni immersi nel fluido elettrico di Don’t Take it Personally, si spinge fino a diventare principio ispiratore di una dimensione parallela governata da logiche compositive ancora da scoprire, in cui l’acqua è elemento imprescindibile, che lasciato a reagire con le strutture melodiche le disgrega e ne disperde il senso.

Il duo cementa il sodalizio con la londinese Monotreme Records e conferma la necessità di guardare oltre i confini della Penisola nel caso in cui ci si voglia sforzare a collocarli entro correnti e tendenze: le arguzie compositive di producer come Arca e Lapalux, le perturbazioni ovattate di Oneohtrix Point Never, l’ossessività degli Animal Collective. Nelle liriche sommerse dei Niagara trova spazio un nuovo modo di fare cantautorato, che rifugge i costrutti collaudati eppure mantiene la vocazione Pop, scegliendo la musicalità della lingua inglese che si confà al suo ruolo, perchè il cantato ha lo stesso peso degli altri layer sonori.
L’analogico è ridotto all’osso, percussioni e acqua, catturata da idrofoni in ogni condizione e stato, dagli abissi marini al ghiaccio in una bacinella. Il resto è lavoro in digitale di sovrapposizione strato per strato di anomalie e pulsioni emotive. Sui gorgheggi metallici dell’opener “Mizu” si incastra una voce femminile robotica, sopraffatta poi dal crescendo dei synth.  Materia sonora di ogni tipo confluisce nei brani e ne esce snaturata: orchestre di archi acidi che suonano come vetri rotti in “Escher’s Surfers”, molecole di nebbia elettrica che sibilano in “Fogdrops”, abrasioni regolari a cadenzare linee vocali e riverberi Psych plastificati di “Blackpool”. Nell’accumulo di elementi sonori, sono piccoli escamotage quelli che innescano la detonazione, come ad esempio un lieve sfasamento, quello tra i sample che si rincorrono nella title track, o quello tra i singhiozzi sintetici e i loop vocali di “Solar Valley”.
L’impasto è artefatto ma suona vivo e pulsante, dall’inizio al finale incompiuto di “Alfa 11”, una nenia disturbante che degenera dilatandosi in sferzate apocalittiche per oltre dieci minuti, fino a placarsi in una calma che ha tutta l’aria di essere solo apparente.

Al termine del viaggio le linee guida del sound dell’altro mondo sono ben delineate, e il disco che ne porta il nome suona organico, più oscuro e inquieto del suo predecessore. Quelli esotici e tecnologici di Don’t Take it Personally sono stati luoghi affascinanti, ma pur sempre parte del nostro pianeta e confinati in quel limbo che è il presente, mentre Hyperocean ha le ispirazioni giuste e l’audacia sufficiente per inventarsi un possibile futuro post-elettronico.

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I Modena City Ramblers e i 99 Posse insieme per un tour europeo

Written by Senza categoria

Da una parte il reggae, l’Hip Hop e il dub dei 99 Posse, e dall’altra il Punk e il Folk dei Modena City Ramblers. Curiosi di vederli sullo stesso palco? Non perdetevi il mini tour europeo che li vedrà suonare insieme a Parigi, Londra, Bruxelles e Amsterdam. Un doppio live con uno speciale set che vedrà alternarsi sulle assi dei migliori club europei i Modena City Ramblers e i 99 Posse. Un concerto inedito che coinvolgerà il pubblico e che vedrà interagire le due band che si troveranno a duettare su alcuni brani, mischiando così, per una manciata di canzoni, i propri repertori. Modena City Ramblers e 99 Posse: due gruppi che provengono dallo stesso periodo storico ma molto diversi tra loro, per pubblico e contesto. Due realtà che fanno parte della stessa storia di rinnovamento musicale italiano della canzone politica, due identità diverse che hanno un punto di contatto nell’urgenza espressiva e nel voler parlare di quello che ci circonda. Due band che hanno fatto la storia della musica di lotta e che hanno come comune denominatore la parola RESISTENZA.

Resistenza Globale Tour
02-11-2015 PARIGI (F) – La Bellevilloise
03-11-2015 LONDRA (UK) – Heaven
04-11-2015 BRUXELLES (B) – Vk
05-11-2015 AMSTERDAM (NL) – Sugar Factory

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