Finalmente arrivato anche nelle sale italiane, il film diretto da Andrea Arnold racconta il riscatto umano attraverso una scanzonata dolcezza (e anche alcune canzoni che conosciamo piuttosto bene).
Puntuali come sempre, torniamo con la classifica degli album dell’anno che ci sono piaciuti di più: poco più che un gioco, che però ogni volta ci diverte tantissimo.
La band inglese riesce finalmente ad issare la propria bandiera sulla cima della metaforica montagna post-punk, laddove in pochi negli ultimi anni sono riusciti ad arrivare.
La band irlandese, giunta al temutissimo capitolo del secondo album, abbandona l’anima tetra dell’esordio e sbaraglia le aspettative con mille meravigliose sfumature.
Estremamente riduttivo definirlo post-punk: un concept album dell’era moderna che narra dolorosamente le vicende di un’Irlanda con il cuore a pezzi in 12 tracce al vetriolo.