Non solo Fontaines D.C.: 7 irlandesi da tenere d’occhio

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Il successo della band di Dublino catalizza l’attenzione sugli artisti connazionali.

L’enorme successo dei Fontaines D.C. – il cui terzo album Skinty Fia uscirà questo venerdì – ha aperto le porte ad un importante ritorno della scena irlandese, già estremamente attiva dall’esplosione dei Girl Band (oggi Gilla Band) di qualche anno fa. Un delizioso sostrato di artisti che in un modo o nell’altro stanno riuscendo a ritagliare il loro spazio e a raccogliere meritate attenzioni.

Abbiamo quindi scelto sette interessanti nuove realtà da osservare e scoprire presto. Tutti loro, insieme ad altri connazionali, si sono esibiti recentemente al celebre SXSW Festival nella vetrina dedicata alla musica dall’Irlanda.

Buon Ascolto. Slàinte!

JUST MUSTARD

Sono già abbastanza conosciuti per aver aperto le date dei Fontaines nel loro ultimo tour europeo, compresa quella italiana a Milano. I Just Mustard vengono da Dundalk e stanno per pubblicare il loro secondo album Heart Under in uscita il 27 Maggio per Partisan Records. Già dal primo Wednesday, uscito per l’etichetta locale Pizza Pizza Records, la band ha messo in mostra un suono rumoroso, distorto, abbastanza shoegaze, su cui si articola la voce tagliente della cantante Katie Ball. I Just Mustard vantano anche un altro opening act d’eccezione, quando nel 2019 aprirono il concerto dei Cure al castello di Malahide, scelti direttamente da Robert Smith.

MELTS

Quintetto dublinese con album d’esordio prodotto da Daniel Fox (Gilla Band aka Girl Band). Scudisciate soniche, folate travolgenti e krautrock ipnotico. Così il frontman Eoin Kenny ha parlato del singolo Maelstrom, title track del disco in uscita il 13 maggio via Mother Sky: “Maelstrom parla di una tempesta che un giorno spazza una città o un mondo e provoca un cambiamento irreversibile. La canzone è scritta anche dal punto di vista di qualcuno preso dalle correnti, oltre la loro stessa creazione e comprensione, e delle frustrazioni provate da chi si sente impotente contro gli effetti dello sconvolgimento.” Un viaggione.

NEWDAD

Ci spostiamo sulla costa occidentale e troviamo iI quartetto di Galway e il loro dream pop malinconico, seducente, morbidissimo. i NewDad non hanno ancora pubblicato album ma troviamo due validissimi EP, Waves del 2021 e Banshee del 2022. Hanno un apprezzamento d’eccezione, quello di Steve Lamacq, che ha introdotto la loro musica nelle rotazioni di BBC Radio: proprio ospiti in radio da Lammo i NewDad hanno registrato una live session alla fine del 2020. Per loro il calendario di questa estate è segnato da festival importanti, su tutti All Points East e End of the Road. Ne sentiremo parlare.

THE CLOCKWORKS

Rimaniamo a Galway e parliamo di una band che ha ricevuto quella che è forse l’investitura più importante di tutte. Alan McGee, fondatore della storica Creation Records e uomo che scoprì band come gli Oasis, li ha prima visti all’opera in un live proprio nella città del Connacht e poi messi sotto contratto con la sua nuova creatura, la It’s Creation Baby. È da poco uscito il loro omonimo EP con quattro canzoni tutte strabordanti di punk rock, chitarre graffianti ed esuberanza. Next Big Thing?

PILLOW QUEENS

Fino a qualche giorno fa a Chancery Street, Smithfield, Dublin 7, campeggiava un mural con i volti di – da sinistra verso destra – Sarah Corcoran, Rachel Lyons, Pamela Connolly e Cathy McGuinness. Annunciava l’uscita di Leave the Light On, secondo album di questa queer band tanto in voga nell’Isola di Smeraldo e recentemente apprezzata anche oltreoceano; la label è la Royal Mountain Records. Quello a firma Pillow Queens è un indie rock pieno di empatia e introspezione con testi roboanti che facilmente si prestano al canto ma che evidenziano una delicatezza non comune e una fine sensibilità. Ascoltate Hearts & Minds, relativa al tema delle insicurezze personali e artistiche.

SPRINTS

Ancora chitarre. Ancora Dublino. Gli Sprints sono un’onda tutta garage-noise-punk che ha presto fatto capolino su BBC Radio 6 e piace parecchio agli amanti del genere. La lead singer Karla Chubb sprizza energia da tutti i pori e incarna perfettamente lo spirito della band con il suo carisma. In attesa del loro primo lavoro completo ci godiamo il pregevole EP A Modern Job, uscito il mese scorso via Nice Swan Recordings. Segnaliamo inoltre una chicca presente su Youtube: la loro cover arrabbiata del tormentone delle Wet Leg, Chaise Longue.

SINEAD O’BRIEN

Lei è cresciuta a Limerick e dopo l’EP Drowning in Blessings del 2020 si appresta a pubblicare a giugno il suo primo album, Time Bend and Break The Bower, che esce via Chess Club prodotto da Dan Carey – un nome, una garanzia. Sinead O’Brien è una poeta punk che fa dello spoken word e di testi intrisi di realismo, articolati e curati in ogni dettaglio i suoi tratti distintivi. L’accostamento al leggendario John Cooper Clarke, il più celebre tra i poeti punk, è quasi scontato e viene ancor più naturale leggendo che i due hanno già condiviso il palco. Lo stile della O’Brien rimane comunque parecchio singolare ed è un fulgido esempio di come un’artista possa valorizzare la forza e il suono delle parole.

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Last modified: 27 Aprile 2022

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