Explosions In The Sky Tag Archive

Explosions in the Sky, due date in Italia per il 20th Anniversary Tour

Written by Eventi

Appuntamento a febbraio 2020 a Bologna e a Milano.
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Anna Ox – Back Air Falcon Dive

Written by Recensioni

Dalle ceneri dell’indie rock degli ELK ha inizio un nuova promettente stagione
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Babel Fish – Follow Me When I Leave [STREAMING + RECENSIONE]

Written by Anteprime, Recensioni

Follow Me When I Leave è il nuovo EP dei Babel Fish, in uscita venerdì prossimo 2 marzo per Tempura Dischi. Continue Reading

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‘Chi suona stasera?’ – Guida alla musica live di settembre 2017

Written by Eventi

Benjamin Clementine, Slowdive, Daughter, Massimo Volume… Tutti i live da non perdere questo mese secondo Rockambula.

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Sdang! @ Garbage Live Club, Pratola P. (AQ) | 11.03.2017

Written by Live Report

Un live report chiacchierato.

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Explosions In The Sky @ Circolo Magnolia, Segrate (MI) 31/05/2016 [PHOTO REPORT]

Written by Live Report

Il circolo Magnolia di Segrate (MI) ha ospitato martedì 31 Maggio sul suo palco esterno i texani Explosions in the Sky.
I ragazzi di Austin hanno pubblicato il 1° Aprile scorso la loro ultima fatica The Wilderness, disco che personalmente, per quanto ben suonato e per quanto al suo interno si trovino pregevoli trame, trovo un po’ piatto ma che eseguito dal vivo riesce a trovare maggiore visceralità (inevitabilmente considerando che on stage i ragazzi, come noto, non si risparmiano).

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I picchi emotivi più elevati sono comunque giunti coi brani più datati del repertorio del quintetto tra i quali “Greet Death”, “The Birth and Death of the Day”, “Your Hand in Mine” ed il travolgente finale di “The Only Moment We Were Alone”.
Insomma, anche questa volta le esplosioni, nel cielo e nel cuore, non sono mancate.

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Explosions in the Sky – The Wilderness

Written by Recensioni

Oltre quindici anni di carriera alle spalle, sette album all’attivo, quattro colonne sonore tra cinema e TV e la consacrazione nell’olimpo delle migliori band post rock di sempre. Cos’altro chiedere agli Explosions in the Sky dopo un lavoro eccellente come Take care, take care, take care, la cui apertura e rottura col passato aveva cominciato a scalfire l’unicità dei Mogwai? Ebbene, le vie del Post Rock sono infinite così come sembrano essere le frecce nella faretra di Hrasky e soci che, senza troppi fuochi d’artificio, dopo cinque anni dall’ultimo lavoro in studio sfornano The Wilderness.
Un titolo secco e preciso e una scelta non usuale per i quattro texani che apre le porte della nostra percezione su una landa selvaggia che però, a detta dello stesso Hrasky, non proviene da nessuna esperienza di vita à la Into the wild e si configura come mezzo per creare la sensazione di un viaggio dove le cose non vanno nel modo in cui ti saresti aspettato.
The Wilderness, seppur ben ancorato all’aspetto strumentale chitarristico e marchio di fabbrica della band, spesso riluttante ad un uso massiccio dell’elettronica, appare come un album innovativo. L’accoppiata “The Wilderness” – “The Ecstatics” racchiude il core sound dell’intero lavoro ed è qualcosa di sorprendente nel suo essere così lontano e allo stesso tempo così vicino alla loro tipica eleganza. Lungo le nove tracce di The Wilderness si possono apprezzare dei richiami vaporosi agli anni Settanta (“Logic Dream”) che ne dimostrano la profondità e l’accuratezza sonora. “Disintegration Anxiety”, che divide il tutto a metà, è una corsa contro il tempo in pieno stile EITS, “Colors in space” conclude la sua cavalcata trionfale in un’estasi mistica che apre alla splendida, finale e riflessiva “Landing Cliffs”.

Un sound positivo che conduce per mano tra luoghi, persone, ricordi, parole, voci e rende The Wilderness un disco satellite rispetto ad un ascoltatore ormai in continuo movimento.
Le parole di Michael James su John Congleton, storico produttore della band , ben fotografano la situazione della band e la gestazione di questo disco: “Ok John, sei stato un tipo strano per tutto questo tempo. Facciamolo ancora più strano.” E l’abbiamo fatto!.
Se il Post Rock è ancora un pasto digeribile è anche merito loro.

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Chi Suona Stasera – Mini guida alla musica live | Maggio 2016

Written by Eventi

“Chi suona stasera?”. Sarà capitato ad ogni appassionato di musica live di rivolgere ad un amico o ricevere dallo stesso questa domanda. Eh già, chi suona stasera? Cosa c’è in giro? Se avete le idee poco chiare sugli eventi da non perdere non vi preoccupate, potete dare un’occhiata alla nostra mini guida. Sappiamo bene che non è una guida esaustiva, e che tanti concerti mancano all’appello. Ma quelli che vi abbiamo segnalato, secondo noi, potrebbero davvero farvi tornare a casa con quella sensazione di appagamento, soddisfazione e armonia col cosmo che si ha dopo un bel live. Ovviamente ci troverete dei nomi consolidati del panorama musicale italiano ed internazionale, ma anche tanti nomi di artisti emergenti che vale la pena seguire e supportare. Avete ancora qualche dubbio? Provate. Non dovete fare altro che esserci. Per tutto il resto, come sempre, ci penserà la musica.

TEHO TEARDO & BLIXA BARGELD
04/05@Quirinetta, Roma
05/05@Locomotiv Club, Bologna
06/05@Lavanderia a Vapore, Collegno (TO)
08/05@Santeria Social Club, Milano
Il 15 Aprile, a 3 anni dall’ottimo Still Smiling, è uscito Nerissimo il nuovo album della coppia italo-tedesca che suonerà in Italia per 4 imperdibili date
[ascolta]

OSLO TAPES
05/05@Dal Verme, Roma
06/05@Malloni Trace, Porto Sant’Elpidio (FM)
13/05@Off, Lamezia Terme (CZ)
Progetto di Marco Campitelli autore sul finire dello scorso anno del buon Tango Kalashnikov prodotto da Amaury Cambuzat che vi suona anche (come nel disco d’esordio del 2013), tra i nuovi nomi da tenere d’occhio per il Rock alternativo italiano, quello buono.
[ascolta]

UFOMAMMUT
05/05@Bronson, Ravenna
06/05@Tetris, Trieste
07/05@Benicio Live Gigs, Giavera del Montello (TV)
14/05@Cueva Rock, Quartucciu (CA)
27/05@Cycle Club, Calenzano (FI)
28/05@Magazzino sul Po, Torino
Il trio Sludge Doom piemontese di casa Neurot porta in giro per l’Italia il l’ultimo lavoro Ecate, uscito nel Marzo dello scorso anno
[ascolta]

SOPHIA
06/05@Covo Club, Bologna
Mr. Robin Proper-Sheppard porterà la sua malinconia nel nostro paese per un’unica data durante questo mese, da non perdere
[ascolta]

MOTORPSYCHO
07/05@Il Deposito, Pordenone
09/05@Circolo Magnolia, Milano
10/05@Init, Roma
11/05@Teatro Polivalente Occupato, Bologna
Il supergruppo norvegese non ha certo bisogno di presentazioni, sempre più dolci e psichedelici, sempre e comunque essenziali, in italia per il tour del nuovo lavoro Here Be Monsters
[ascolta]

JOZEF VAN WISSEM
10/05@Sotto la Sacrestia, Milano
11/05@Vicious Club, Roma
12/05@Museo del Sottosuolo, Napoli
13/05@Chiostro delle Grazie, Vittoria (RG) per Scenica Festival
14/05@Circolo Dong, Recanati (MC)
Il liutista olandese che ha stregato Jim Jarmusch sarà in Italia per 5 concerti che assicurano una grandissima intensità
[ascolta]

POLAR FOR THE MASSES
14/05@La Cantina Mediterraneo, Frosinone
15/05@Le Mura, Roma
19/05@Serraglio, Milano
A due anni di distanza da Un Giorno di Merda, i Polar for the Masses tornano a calcare i palchi per presentare il loro nuovo album, Fuori.
[ascolta]

EGLE SOMMACAL
08/05@house concert, Fidenza (PR)
12/05@Klamm, Roma
13/05@El Chupito Bar, Perugia
14/05@Altroquando Dart Club, Zero Branco (TV)
16/05@Rifugio Falc, Pizzo Tre Signori (BG)
Il chitarrista italiano che da qualche anno lavora come solista dopo le esperienze con Massimo Volume ed Ulan Bator ha da pochi giorni pubblicato il nuovo album L’Atlante della Polvere, queste le date per poterlo gustare live
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RESUMED
14/05@Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
La band di Sulmona fa tappa a Pratola Peligna per una notte all’insegna del Death Metal
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WREKMEISTER HARMONIES
13/05@Freakout, Bologna
14/05@Asilo Occupato, L’Aquila
15/05@Godot Art Bistrot, Avellino
16/05@Location da definire, Roma
17/05@Giardini del Frontone, Perugia
18/05@Parco della Musica, Padova per Sub Cult Fest
19/05@Lo-Fi, Milano
Esplorazioni emotive di chi percepisce la vita come un lungo e graduale processo di decadimento, il Doom pastorale di J.R. Robinson sarà questo mese nel nostro paese per 7 date, il suo ultimo lavoro Night of Your Ascension è fuori da Novembre 2015
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DE RAPAGE
28/05@ Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
La band abruzzese torna sui palchi per farvi ascoltare il suo ultimo lavoro Droga e Puttane uscito lo scorso anno. Carica esplosiva assicurata.
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MICHAEL NYMAN
16/05@Auditorium Parco della Musica, Roma
19/05@Teatro Comunale, Vicenza
Il grande pianista, celebre in particolar modo per le colonne sonore realizzate per il regista Peter Greenaway oltre che per Lezioni di Piano di Jane Campion, sarà in Italia per 2 date
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JOAN AS POLICE WOMAN
20/05@Monk Club, Roma
21/05@Teatro Leopardi, San Ginesio (MC)
22/05@Teatro Giuseppe Verdi, Busseto (PR)
23/05@Spazio Alfieri, Firenze
24/05@Teatro Grande, Brescia
A due anni dalla pubblicazione di The Classic torna Joan Wasser per 5 nuove date nel nostro paese, famosa quasi più esser stata la fidanzata di Jeff Buckley che per i suoi dischi e le sue infinite collaborazioni (Lou Reed, David Sylvian, Sparklehorse, Antony and The Johnsons e tanti altri), (ri)scopritela
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MARK LANEGAN
22/05@Teatro Antoniano, Bologna
23/05@Teatro Metastasio, Prato
24/05@Fabrique, Milano
Sarà possibile ascoltare l’inconfondibile voce del songwriter statunitense per 3 date nelle quali troveremo come opening act Duke Garwood bluesman col quale Mark nel 2013 pubblicò Black Pudding dopo averlo ospitato in un paio di tracce del precedente Blues Funeral
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ELVIS COSTELLO
23/05@Teatro Colosseo, Torino
24/05@Teatro degli Arcimboldi, Milano
25/05@Gran Teatro Geox, Padova
26/05@Teatro Verdi, Firenze
28/05@Auditorium Manzoni, Bologna
29/05@Auditorium Parco della Musica, Roma
31/05@Palabanco, Brescia
Il cantautore e chitarrista britannico autore nella sua lunga storia di grandissimi dischi toccherà questo mese la nostra penisola con un buon numero di date
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EXPLOSIONS IN THE SKY
30/05@Orion Club, Roma
31/05@Circolo Magnolia, Milano
I Post-Rockers di Austin saranno a fine mese in Italia per il tour di supporto al loro ultimo disco The Wilderness uscito lo scorso 1°Aprile
[ascolta]

THE CHROMOSOMES
20/05@Irish Café, L’Aquila
21/05@Garbage Live Club, Pratola Peligna (AQ)
La storica band Punk Rock livornese, attiva dal 1993, fa tappa in Abruzzo per una notte di fuoco. Hey! Oh! Let’s Go!
[ascolta]

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Atom Made Earth – Morning Glory

Written by Recensioni

A distanza di due anni da Border of Human Sunset  tornano i marchigiani Atom Made Earth con il loro Progressive 2.0.
Ambient, Post Rock e Psichedelia si rincorrono in Morning Glory, uscito il 7 Gennaio 2016 per Red Sound Records e album che si allaccia all’episodio precedente per stile e scansione ma che segna una decisa falcata in avanti per la band.
Quando si va a ficcare il naso nell’enorme calderone del Post Rock si rischia spesso di bruciarsi, andando ad incensare lavori che, seppur qualitativamente validi, peccano enormemente di originalità e personalità. Tutto questo è l’esatto contrario di ciò che gli Atom Made Earth trasmettono ad un primo, superficiale, ascolto. Il sound è vario e balza sapientemente tra un’epoca e un’altra senza sbavature. Dalle tiratissime ed esplosive atmosfere in stile Explosions in the Sky e Mogwai di “Thin” e October Pale si passa a “Reed” al cui interno respirano chiaramente i Public Service Broadcasting. Ma è con estrema scioltezza che i ragazzi sanno tornare agli anni ’70, quelli che hanno visto nascere il genere: dagli Arti e Mestieri o Area di “Baby Blue Honey” si passa a certe suite stile Colosseum/Caravan di “Stac”. La lista di reminders potrebbe allungarsi ma ciò non toglierebbe freschezza all’album, solido del suo personalissimo trait d’union progressivo.
Andando più a fondo, però, ci si accorge che la volontà della band anconetana non è quella del mero esercizio di stile o quella di compiacere i maestri quanto piuttosto quella di creare un proprio linguaggio adatto ai complicatissimi anni ’10. Parlare ancora oggi di Progressive classico sarebbe anacronistico e gli Atom Made Earth ne sono consapevoli perciò decidono che la creazione di nuove tematiche debba ripartire proprio da un’epifania come la gloria del mattino, in qualunque accezione la si voglia interpretare.
Lo stile a cavallo tra varie decadi trova una nuova via d’uscita in un Post Rock da soundtrack che ben si adatterebbe, per restare fortemente attaccati al presente, ad una serie televisiva americana.
La strada è lunga ma il bagaglio è ben pieno. Sentiremo parlare di loro.

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Sleepmakeswaves – Love of Cartography

Written by Recensioni

Quando decollano le prime note (“Perfect Detonator”) del secondo full length targato Sleepmakeswaves, la prima preoccupazione da cui il mio istinto ha cercato di sfuggire è stato dovermi sciroppare dieci pezzi di una mistura Emo Pop dalle venature sinfoniche con un qualche vocalist dall’imbarazzante intonazione in stile Gerarg Way (My Chemical Romance) a massacrare la mia pazienza. Per fortuna, la memoria funziona ancora abbastanza bene e, con facilità, ho potuto distinguere, nelle note di Love of Cartography, lo stesso stile (una specie di Ambient Rock prettamente strumentale) melodico e dalle tendenze a una certa epicità che mi colpì, senza far danni, tre anni orsono con …And So We Destroyed Everything e ancor prima, nel 2008, con In Today Already Walks Tomorrow (non sono queste però le prime produzioni del quartetto di Sidney, le cui radici vanno invece ad affondare ancor più in là, agli inizi del 2007).

Rispetto al passato, il sound di Jonathan Khor (chitarre), Alex Wilson (basso, programming, tastiere), Tim Adderley (batteria) e Otto Wicks-Green (chitarre), diviene ancor più rapsodico, gonfiandosi di un’energia che si sfalda nell’ inoltrarsi dei minuti, disfacendosi nell’incapacità di plasmare una trepidazione sonica di sorta. Perspicace la scelta di non abbandonare la melodia, alla ricerca di una sperimentazione che li avrebbe resi ancor di più difficile ascolto e costruttivo è l’uso dell’elettronica che si fa più incalzante da “Emergent”. Eppure, Love of Cartography annoia, non incanta, non fornisce la giusta carica che solo certi album strumentali riescono a dare (penso a Lift Yr. Skinny Fists Like Antennas to Heaven! dei Godspeed You Black Emperor! o The Earth Is Not a Cold Dead Place degli Explosions in the Sky) e finisce per somigliare a un album ancora abbozzato al quale si debba aggiungere una voce, più che a un’opera compiuta. Provano a spezzare la monotonia alcuni brani più elastici come “A Little Spark” e convincono altri più vicino al rock strumentale moderno (“How We Built the Ocean”) ma nel complesso, nel già intricato e contorto mondo del fosco Post Rock, c’è ancora troppa roba con un passo decisamente oltre quello di questi nuovi Sleepmakeswaves.

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Margareth – Flowers

Written by Recensioni

Sono ormai lontane le sonorità Pop ed acustiche degli esordi di White Line e oggi i Margareth si ripresentano al pubblico dedicandosi maggiormente ad un Rock sempre più etereo ed elettronico, tra i Flaming Lips nei momenti più sperimentali, gli Archive di With Us Until You’re Dead in quelli più incazzati, e i Sigur Ros in quelli più acustici e Indie. Flowers si compone di quattro tracce, la prima, “Help You Out”, si apre con un ticchettio ritmico a mo di “lancetta di orologio” accompagnato da una batteria acustica ripetitiva, un basso-synth importante, una voce calma e accordi in stile Explosions in the Sky e gruppi affini. Lounge e percorsa dal suono di un pianoforte è “Flowers”, una di quelle canzoni che ascolteresti volentieri di notte tornando a casa su un autobus, mentre particolare e ben strutturata è “Asimov”, un canzone che si fa spazio tra momenti di pace prevalentemente acustici e sfoghi distorti e sintetici. Bisogna dare merito a questi ragazzi dell’ottima scelta di cambi di suono e ritmo in questa traccia: si passa da un inizio tipicamente Ambient-Rock che incorpora strane combinazioni di suoni, ad uno stacco con tanto di riproduzione virtuale del classico organo ed una batteria a modi Chillstep (Dubstep in versione Chill per intenderci meglio), ed un finale che ritorna ad essere incazzato. Chiude il tutto “Maze”, una canzone caratterizzata da parole, guitar-noise e strings che ti permettono di andare in un altra dimensione e fluttuare.

I Margareth sono strani ed il loro è un suono dove conta veramente e principalmente il timbro sonoro generale e le atmosfere invece che voce, ritmica e struttura. Ciò che si percepisce è la voglia di trasmettere un’idea non ben definita e soggettiva attraverso la loro musica ed i loro strumenti. Il difetto (se così si può chiamare) è quindi quello di non aver bisogno di un cantante che comunque non disturba ma nemmeno fortifica o aggiunge qualcosa al tutto, diventando dunque superfluo.

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Kandma – Demur EP BOPS

Written by Novità

Rilasciato sotto licenza Creative Commons, l’EP d’esordio di questi ragazzi di Pavia – Demur – è una notevole relase sperimentale realizzata con cura dei dettagli e con un ottimo lavoro di mixing e mastering. Il loro è un mondo al confine tra elementi di disturbo analogici e pacate ambientazioni eteree capitanate da una voce lontana e ultra riverberata. Un rock sperimentale che ti fa viaggiare e provare angoscia misto pace ad intermittenza. I Kandma decidono di aprirci le porte della percezione con “Lambda”, un pezzo che ricorda la quiete del cielo dopo una tempesta. Una scelta azzeccatissima come prima traccia, che prosegue anche con le successive “Pushing” e “Ursa”, più calme ma comunque disturbanti. Chiude l’EP “Three Hours”, cover di Nick Drave, artista che sicuramente ha influenzato notevolmente la band e che più assomiglia alle loro sonorità.

Tutto l’EP segue la vena sperimentale di Nick Drave, aggiunge l’ennesima sensazione che ti provoca ascoltare gli Explosions in The Sky e infine crea la stessa malinconia prodotta dagli Anathema. I Kandma sono una di quelle band che vai a vedere live e ti fanno viaggiare tra immagini sfuocate, a fine concerto ne esci sconvolto ma con il loro disco in mano (non mi sorprende infatti che  al loro primo live siano riusciti a vendere la bellezza di 100 copie).

 

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