Calibro 35 Tag Archive

Dalla Campania a Montreal – Intervista al produttore Roberto Forlano

Written by Interviste

In occasione dell’uscita della compilation dedicata all’album capolavoro del 1999 The Fragile dei Nine Inch Nails, da lui prodotta, abbiamo incontrato il produttore, promoter e dj campano per parlare di scena emergente, estera, mercato discografico, litigate con Colapesce e tanto altro.
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Calibro 35 + Germanò @ Pin Up, Mosciano S.Angelo (TE) | 02.02.2018

Written by Live Report

I Calibro 35 festeggiano i primi dieci anni di attività artistica con la pubblicazione del sesto album di inediti, chiamato per l’occasione Decade, e il conseguente tour che venerdì 2 febbraio ha fatto tappa al Pin Up di Mosciano Sant’Angelo, che ha già ospitato la band milanese nel 2013 nella tournée di presentazione di Traditori di tutti.

(foto di Antonello Campanelli)

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #13.01.2017

Written by Playlist

Calibro 35: il video del nuovo singolo “S.P.A.C.E.”

Written by Senza categoria

I Calibro 35 pubblicano un nuovo singolo che esce in digitale e nello smagliante 45 giri in vinile trasparente arancione (come sempre curato da Record Kicks): si tratta di “S.P.A.C.E.”, seconda traccia dell’ultimo album di Calibro 35 uscito a novembre 2015. Firmato da Massimo Martellotta, il brano ci catapulta al centro di un serrato inseguimento tra i pianeti del sistema solare, ricco dell’inconfondibile groove creato a colpi di synth e flauto, tromba e trombone.

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UltraviXen, svelata la copertina e il teaser del disco

Written by Senza categoria

Il power trio catanese ha esordito discograficamente nel 2009 con Avorio Erotic Movie, definito dalla critica una delle migliori uscite dell’anno. Nel 2014 vede la luce Il Riskio, il cui tour ha portato la band siciliana a esibirsi in 50 concerti in 8 mesi, condividendo il palco con band come Verdena, Subsonica, Marlene Kuntz, Calibro 35, Bud Spencer Blues Explosion.
I 9 brani del disco sono stati reinterpretati da altrettanti influenti musicisti e producer.

Ecco la tracklist e gli interpreti:
1. TESTA DI MORTE – Bologna Violenta
2. ACROBATICI EQUILIBRI – John Lui
3. AGUZZINA – Nutype feat Geo Johnson
4. LE COSE Più BELLE – Matilde Davoli
5. VELLUTO NERO (DESTRUCTURED PUSSY) – Xabier Iriondo
6. FINO ALL’ULTIMO RESPIRO – Andy Trema
7. LOVE IS NO PAIN – Gianluca Bartolo
8. SPARAMI SULLA SPIAGGIA (OFF MUZIEK) – Giulio Ragno Favero
9. TERRA ELETTRIFICATA – Pola

ultra

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Il Video della Settimana: Vintage Violence – Metereopatia

Written by Senza categoria

Artisticamente sbocciati nell’ormai remoto 2001, i lecchesi Vintage Violence hanno da poco pubblicato il loro nuovo album, Senza Paura delle Rovine composto di tredici tracce inedite e con la partecipazione di Enrico Gabrielli (Afterhours, Calibro 35), Karim Qqru (Zen Circus, La Notte dei Lunghi Coltelli) e con testi interamente in italiano. “Metereopatia” (Videoclip a 360° realizzato con 6 GoPro©) è l’ultimo videoclip estratto e vede la regia del duo Marco Mazzoni, Riccardo Rossi. Potete guardarlo di seguito ed in homepage per tutta la settimana.

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Ad ottobre nuovo singolo e tour per Calibro 35.

Written by Senza categoria

Ad un anno dall’uscita dell’ultimo album di Calibro 35, Traditori di Tutti, la band si appresta a pubblicare un nuovo singolo, che uscirà in vinile 45 giri limited edition e in digital download per Record Kicks il prossimo 6 ottobre, e a ripartire in tour con date in Italia e nel resto d’Europa. Il pezzo prescelto per il nuovo 7″ è “The Butcher’s Bride”. Il brano, firmato da Calibro e presente sull’ultimo album della band, potrebbe essere uscito da Vedo Nudo, film di Dino Risi del 1969 con Nino Manfredi e Sylva Coscina, ma anche questa volta l’atmosfera anni’60 viene attualizzata dal suono dei nostri. Il b-side del vinile conterrà un tema mai suonato da Calibro: il super classico del groove made in UK “Get Carter” di Roy Budd, tratto dal film del 1971 con protagonista Michael Caine.

OTTOBRE
03 ottobre: Losanna (Svizzera) @ Holy Groove Festival
12 ottobre: Carbonia (CI) @ Mediterraneo Film Festival
16 ottobre: Lubiana (Slovenia) @ Gala Hala / Metelkova
22 ottobre: Lussemburgo (Lussembrugo) @ Kultfabrik
23 ottobre: Berlino (Germania) @ Privat Klub
25 ottobre: Basilea (Svizzera) @ Kaschemme
30 ottobre: Parigi (Francia) @ Alimentation Generale
31 ottobre: Londra (Gran Bretagna) @ 229 Club

NOVEMBRE
02 novembre: Anversa (Belgio) @ Trix
06 novembre: Roma @ venue tba
07 novembre: Taneto di Gattatico (RE) @ Fuori Orario
08 novembre: Firenze @ Flog
20 novembre: Vigonovo (PD) @ Studio2
21 novembre: Pozzuoli (NA) @DeJaVu
22 novembre: Bologna @ TPO
27 novembre: Torino @ Hiroshima
28 novembre: Siena @ Indagine sul cinema del brivido – Teatro Rinnovati
29 novembre: Ravenna @ Bronson
30 novembre: Milano @ Alcatraz
Info live e aggiornamenti date: Antenna Music Factory

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Radio1 cambia musica con Calibro 35 (in free download per una settimana)

Written by Senza categoria

Dall’arpa al Funk Rock, Radio1 cambia musica e da giovedì 10 luglio rivoluziona tutto il sound della rete: sigle di Gr1, Meteo, Onda verde, stacchi, jingle sono stati realizzati in esclusiva dai Calibro 35, una delle più virtuose band italiane. “Il classico suono dell’arpa – anticipa il direttore Flavio Mucciante – lascia il posto alla perfetta fusione di Jazz, Rock e Funk con un gusto del vintage Rai, rivisitato in chiave contemporanea”. Prosegue il percorso di Calibro 35, intenti a fare musica a 360 gradi: coi propri album e concerti, con colonne sonore originali per il cinema, musiche di sonorizzazione e realizzazione di jingle e sigle. Un approccio organico, che appartiene ad una specifica tradizione musicale italiana, di cui Calibro sono diventati naturali eredi. “E un onore che Radio Rai abbia scelto noi per rinnovare questo aspetto della propria identità, scegliendo una band come la nostra che da qualche tempo porta avanti la grande scuola della musica per sonorizzazione all’italiana” hanno dichiarato Calibro 35 “a questo si aggiunge la soddisfazione che, pur essendo una band strumentale e quindi poco radiofonica nel senso stretto del termine, ci ritroveremo ad essere tra le più trasmesse dall’ammiraglia di Radio Rai”.

ASCOLTA e SCARICA (in free download per una settimana) “Musiche per sonorizzazioni e programmi di Radio1” dal Bandcamp di Calibro 35

Le date del tour:
10 luglio: Nomi (TN) @ Nomi on the Rock
11 luglio: Genova @ Villa Bombrini
12 luglio: Jaen (Spagna) @ Imaginafunk Festival
18 luglio: Massarella (FI) @ Reality Bites
22 luglio: Roma @ Villa Ada
23 luglio: Padova @ Radar Festival
25 luglio: San Benedetto del Tronto (AP)25 @ Maremoto Festival
26 luglio: Treviso @ Suoni di Marca
27 luglio: Varese @ Giardini Estensi
02 agosto: Locorotondo (BA) – “Indagine sul cinema del brivido” @ LocusFestival
03 agosto: Messina @ Mirtorock

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Il concerto dello Zero Maggio: “Premio Maggio” (BA) 30/04/2014

Written by Live Report

No! Stavolta al Primo Maggio (di Roma) non ci vado! Questa non è la line up che mi aspettavo e, con tutto il rispetto per i nomi proposti, proprio non mi va di star tutto il giorno fuori casa. Inventerò una birra con amici e le ore passeranno comunque. Piuttosto, vediamo un po’ Google cosa propone per questo ponte. Due telefonate, pieno in auto e la birra serena da San Lorenzo (Roma) trasloca a pochi chilometri più a est: direzione Puglia! “Va’, partiamo il giorno prima e facciamo tappa a Bari, che almeno domattina siamo belli che riposati” m’han detto. L’evento pugliese quest’anno dura quarantotto ore, spaziando da Bari a Taranto. Ed è la sera del giorno 30 aprile quando si tagliano i nastri e la festa ha inizio. Titolo: Premio Maggio. Location: Arena della Pace (Bari). Line up: ho il piacere di presentarvela a seguire. L’arena è meravigliosa! Centinaia di teste sono sintonizzate con i suoni proposti dall’evento CGIL pre-maggio. Ma noialtri siamo stati colti di sorpresa e siamo inevitabilmente arrivati in ritardo, perdendo l’esibizione di The Piers e dei Fabryka. Tuttavia, la notte è ancora giovane e non disperiamo, perché sul palco c’è la Paola Maugeri, che, con una semplice parola, cattura la nostra attenzione: Zeus!. Il nome non mi è nuovo, ma non credo di aver mai avuto modo di approfondire l’argomento. Mettiamoci a sedere, sentiamo cos’hanno da raccontare questi due ragazzotti metallari, cattivi e con la barba. Poi l’adrenalina. Da Imola con furore, a colpi di un sound che sa di metallo, i nostri Zeus! si fanno spazio e conquistano la platea. Un migliaio di menti ipnotizzate dalla loro opera cercano la concentrazione a ritmo di headbanging. Io non me la godo, preso come sono a raccattare informazioni sull’internet. Poi chiedo ai sostenitori della band. Poi ascolto le interviste (pessime) da backstage. Pensa te che roba: Luca Cavina (basso dei Calibro 35) e Paolo Mongardi (attualmente impegnato con Il Genio)! Evviva le menti pensanti. Meritevoli della promozione, si aggiudicano un posto nella mia agenda: appena rientro approfondisco.

Tutto scorre piuttosto velocemente, gli Zeus! raccattano gli strumenti e fanno spazio ad una delle due band che mi avevano reso irremovibile dall’idea di partecipare alla serata: direttamente da Correggio, i Gazebo Penguins. I giovani amanti della musica Post Hardcore intavolano come antipasto la prima traccia del loro secondo disco (Legna) “Il Tram delle 6”. Riescono facilmente a catturare l’attenzione del pubblico, sfruttando un’esibizione degna di nota (che, se consideriamo la complessità del genere, non è affatto poco). Io mi armo di carta e penna ed osservo dall’alto il pogo che intanto sta prendendo piede al cospetto del palco. Il capitolo Gazebo Penguins scorre incredibilmente rapido (al punto che mi vien da pensare che stiano tagliando i tratti strumentali; e questo mi dona una gran bella vena nera), attraversando nel dettaglio il terzo disco con “Difetto”, “Mio Nonno”, “È Finito il Caffè” e via di seguito sino a giungere ad una chiusura memorabile: “Senza di Te”. Senza soffermarmi troppo sul dettaglio, mi accorgo di esser soddisfatto dell’esibizione nel suo complesso: la scaletta è stata interessante e i tre ragazzi correggesi hanno dimostrato di saper suonare. Punto a favore, palla al centro: tocca agli Zibba & Almalibre. Stimoli naturali, facciamo presto che me li perdo! Coda chilometrica per avere accesso all’unico servizio dell’arena. Voglio un cazzo di Sebach! Complimenti per l’organizzazione. Zibba rimbombava un po’ fra le pareti del bagno (non me ne voglia!). Natura 1 – Uomo 0. Inveisco. Cari organizzatori, la bandierina vi salva! Non ho tempo per scazzare, tocca ai Marlene Kuntz. Il buon vecchio Godano non si smentisce mai. Presuntuoso, sale sul palco e saluta la folla con gesti plateali ed inchini datati: lui è il Duce. Mi aspetto un discorso al popolo, ma la chitarra di Riccardo Tesio mi salva, mi distrae e mi ricorda che sul palco c’è un pezzo di storia di gran lunga lontano da quello sovvenutomi alla mente. Erano i tempi che seguivo i tour dei giovani Marlene, ecco cosa provavo! Mi tocca riprendere il passo però, loro vanno avanti ed io sono lento e faccio fatica a stargli dietro. Tocca spolverare i vecchi dischi ed acquistare quelli nuovi. Quassù ci sono musicisti con l’iniziale maiuscola che suonano tracce che non riesco a cantare. Mi sento piccolo così. Poi la rivisitazione di “Uno” in chiave molto più Marlene (e meno cantilenata) e la chiusura con “Ape Regina” perfettamente interpretata mi donano speranza: non sono io ad essere arrugginito, è la scaletta ad essere più moderna di me. Attraverso “Io e Me” (2010) arriva la conferma che (a giusta causa) le proposte sono per lo più recenti. Ma non sarà di certo questo a farmi voltare le spalle, anzi. Sai che c’è di nuovo? Bravi Marlene! Dimostrate puntualmente talento, riuscendo a farmi apprezzare pezzi che da disco mi suonavano come addii alla vostra arte. Anche voi avete segnato un punto e tornate a casa con l’ennesima vittoria. Migliore in campo Cristiano Godano, che, a gran sorpresa, si avvicina ad un palmo dal pubblico e lascia che decine di mani accarezzino il Duce che sta li sorridente e non scazza.

L’arena si svuota. Il bello è passato.  Dubioza Kolektiv, perdonateli perché non sanno quello che fanno. Sette (dico sette) ragazzotti bosniaci indossano l’uniforme gialla e nera e salgono sul palco. Scatenati come potevano essere solo i Sex Pistols, riescono a riportare il delirio in tavola nel giro di un quarto di track. Lo servono attraverso un mix di generi che fomentano una folla sull’orlo della follia. Punk, Ska, Elettronica, fanno di tutto questi biondi raver. Sono lontani chilometri e chilometri da casa, ma l’imbarazzo e l’emozione non gli calza neppure per sbaglio. In un lampo l’arena ha dimenticato i Gazebo, la CGIL, i Marlene, la morale e persino i superaffolatissimi bagni che fanno rimbombare il saggio Zibba. Mi ficco nel mucchio, pogo, salto, ballo, sudo, vado a fumare. Un accento bosniaco chiude la serata, intonando (o stonando) una “Bella Ciao” che forse forse era meglio risparmiarsi. Vabè, siamo in casa CGIL. Ringrazio il sindacato, ringrazio Bari, ringrazio la musica, spunto sui mancati servizi e, in definitiva soddisfatto, mi allontano dall’arena. Recuperiamo la donna, che domani si va a Taranto!

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I Calibro 35 firmano la colona sonora di Sogni di Gloria

Written by Senza categoria

I Calibro 35 tornano a firmare per intero una colonna sonora originale: questa è la volta di “Sogni di Gloria”, nuovo film del collettivo John Snellinberg in uscita il 15 maggio nelle sale italiane, pellicola che ha già ricevuto due importanti riconoscimenti come Miglior Film al Rome Independent Film Festival 2014 e al Worldfest Houston International Independent Film Festival 2014 come Miglior Film e Miglior Montaggio.

CALIBRO 35
“SOGNI DI GLORIA”
Colonna sonora originale
01. Maionese (Titoli di testa)
02. Tema dello sbattezzato
03. Come un valzer
04. Notturno
05. Tema di Alice
06. Tema dello sbattezzato (Bolero)
07. La visione d’assieme
08. Tema malinconico
09. La partita
10. Un rigore sbagliato
11. Lento dello sbattezzamento
12. Come un tango
13. Sala delle carte
14. Tema dello sbattezza mento (Sospeso)
15. Tema malinconico (Solo Rhodes)
16. Il tempo che non ho vissuto

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Blunepal – Follow the Sherpa

Written by Recensioni

I Blunepal sono in tre ma spaccano il culo come fossero cinquanta. Atteso disco d’esordio Follow the Sherpa, attesissimo perché le precedenti produzioni facevamo sperare (giustamente) in qualcosa di veramente interessante. E non è la solita pappa noiosa e confezionata ad arte per inneggiare al nulla, le mode qui non c’entrano un cazzo e la musica finalmente assume un valore primario. Loro non fanno parte dei consueti venti gruppi osannati ingiustamente dagli ascolti del bel Paese, i Blunepal sono vergini e genuini come poca roba in Italia. Questo è Post Jazz strumentale caratterizzato ad esaltare le atmosfere crude e violente, nessun accenno alla tenerezza, le coccole non sono contemplate mai in questo disco. Lavoro dai coglioni quadrati punto e basta. Parliamo di un genere anni settanta modernizzato alla perfezione, per intenderci meglio viaggiano sulla stessa strada dei più noti Calibro 35, realizzando palpitanti colonne sonore di inseguimenti polizieschi all’ultimo respiro.

Follow The Sherpa non lascia mai pace all’ascoltatore, il ritmo è sempre super tirato e il volume non dovrebbe mai scendere sotto la distruzione dei timpani, “And There Were Three” rilassa il corpo per poi sperderlo lungo traversate Post Rock. “Rabbit” di cui esiste un video ufficiale devasta subito la mente con improvvise sterzate e colpi d’effetto. Energia da vendere fino alla particolare “Youzi”, adesso riesco a distendere i muscoli sotto il massaggio di riff pacatamente Jazz. La pace dei sensi non era ancora di mia conoscenza fino a questo momento. Ambient corrotto e minimalista nella concentrica “Fake”, il basso dirige lentamente tutti i miei movimenti portandomi esattamente dove vorrei essere in quel preciso momento. E quando prima parlavamo d’inseguimenti cinematografici non era per caso, prendete una serie d’azione degli anni ottanta e buttateci dentro “Into The Cinema”, è tutto quello che si potrebbe richiedere da una perfetta colonna sonora. E se pensate che tutto questo sia surreale non avete ancora centrato le potenzialità dei Blunepal. Non poteva mancare l’omaggio al re delle colonne sonore per eccellenza, un brano intitolato “Morricone” non ha bisogno di ulteriori spiegazioni e commenti, la dolcezza e la volgarità di una corposa colonna sonora. La chiusura del disco è affidata a “Tomorrow Never Knows” dei Beatles, ri-arrangiata ed eseguita per dare l’idea netta di un omaggio e non di una banale cover. Forse ho trovato qualcosa di veramente valido nella musica del trio genovese Blunepal, la stanchezza della solita musica sembra ormai un lontano ricordo, loro sanno accaparrarsi l’attenzione con brani quasi interamente strumentali, sembrano reggere alla grande il confronto con i mostri sacri del genere. Follow The Sherpa entra timido nel mio lettore ed esce raggiante come non mai, questa è musica forte, i Blunepal suonano cose d’avanguardia senza essere secondi a nessuno. Cercateli dal vivo dove sicuramente saranno fenomenali e comprate questo disco, il migliore del duemilaquattordici fino a questo momento. In queste poche situazioni sono fiero di essere italiano.

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Vertical – Black Palm

Written by Recensioni

Esiste una forma intelligente di suonare musica portandosi dalla propria parte tutte le ragioni del mondo, la musica strumentale non finisce mai di stupire (e inventare), i Vertical girano nell’ambiente da un decennio, il disco “nuovo” dei Vertical si chiama Black Palm. Gli anni settanta per i Vertical non sono mai passati, gli Area cuciti a vivo nel cuore e il pensiero rivolto costantemente al 2005 quando nel fiore dell’attività aprivano le date nord italiane del maestro James Brown. Funk Rock senza troppi giri di parole, i pezzi saltellano in svariate direzioni ma il principio di base rimane sempre quello del Funk (arricchito dal Rock). Detto così potrebbe sembrare una cosa poco attraente sentita e risentita fino al collasso ma devo prontamente ammettere che le cose non stanno in questo (scontato) modo. Rifacendomi a quello che dicevo all’inizio i Vertical in Black Palm non si accontentano mai e sperimentano in continuazione lasciando sorrisi dolci e amari sulle labbra dell’ascoltatore. Non sono certo prevedibili e il disco respira ad ogni modo con i propri polmoni, una band capace di spaccare il mondo quando diventa possibile farlo, sorprendenti è il giusto termine per definirli. Black Palm apre le proprie porte con “Divo”, un esagerazione di basso e riff acidi che esplodono la propria energia in un ritornello sostenuto dall’hammond e voci Soul campionate, non ci sono prove a sostenerlo ma ho pensato subito ai Pink Floyd più intimisti. “New World” tutto sembra tranne che un nuovo mondo, la mia impressione è stata quella di un campionamento per karaoke con atmosfere da crociera, scusate se non sono riuscito a cogliere l’innovazione. Forse non sono molto perspicace. Colgo invece la realistica terapia d’urto mentale portata da “Tispari (ho voglia di piangere con te)”. Poi si continua a cavalcare l’onda del Funk aromatizzato al Jazz e le condizioni sono decisamente carine, un disco interamente strumentale è difficilissimo da tirare per oltre quarantacinque minuti mantenendo sempre la stessa intensità, questa è bravura. Sfiderei chiunque a farlo lasciando da parte Demetrio Stratos o gli attualissimi Calibro 35 a cui i Vertical dimostrano di essere molto affezionati. E non parliamo di Post Rock alla Mogwai. Poi esiste anche un brano nel disco “Watcha Gonna Do” cantato da Ken Bailey e definito dalla band Acid-Jazz con tutto il diritto di farlo, roba nuova per non lasciare mai la puzza della scontatezza. Assolutamente da segnalare il pezzo che dà il titolo all’album che nella sua semplicità non porta comunque scompensi. I Vertical sarebbero una perfetta band da colonna sonora da impiegare in molteplici forme di arte. Presente anche (ovviamente in chiusura) una ghost track “900” e la voglia di ascoltare nuovamente Black Palm invade tutta la mia attenzione. Un album concepito in maniera decisamente professionale da musicisti altrettanto validi, Black Palm inganna il tempo, non si esce vivi dagli anni settanta.

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