Bachi Da Pietra Tag Archive

La Band della Settimana: Cani dei Portici

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I Cani Dei Portici esordiscono nel 2013 con Cave Canem, uscito per Toten Schwan Records / L’Odio Dischi / È un brutto posto dove vivere, che viene ristampato l’anno successivo. Abbaiano per tutta Italia con Bologna Violenta, Bachi Da Pietra, Giorgio Canali, Marnero, Zu, Ornaments, Storm{O}. Latrano al MEI e in svariati festival della penisola. Nel 2016 esce Due, per Dischi Bervisti / Toten Schwan Records / Vollmer Industries / Santa Valvola Records / È un brutto posto in cui vivere / L’Odio Dischi / Oh! Dear Records / Effetti Collaterali Records. Due è la seconda uscita discografica dei Cani dei Portici, duo composto da Demetrio Sposato (batteria) e Claudio Adamo (chitarra, voce). L’album uscirà in CD e in digitale il 2 maggio 2016 per Dischi Bervisti/Toten Schwan Records/Vollmer Industries/È un brutto posto dove vivere/Santa Valvola Records/Oh! Dear Records/L’Odio Dischi/Effetti Collaterali Records e distribuito da Audioglobe. Il disco sarà disponibile anche in formato musicassetta grazie a Oh! Dear Records. Con questo lavoro i Cani Dei Portici confermano la loro innata capacità ad alternare fasi rilassanti a stacchi energici e violenti. Due abbaia un suono primitivo, diretto, che cattura fin dal primo ascolto. Melvins, Shellac, Jesus Lizard e Primus sono i richiami che vengono miscelati/rielaborati dal duo creando qualcosa che è difficile classificare in un genere preciso. Un disco massiccio e nevrotico, sorprendente, mai banale, che offre all’ascoltatore molteplici situazioni sonore, repentini cambi di tempo, accelerazioni frenetiche che spesso irrompono in cupi momenti di riflessione. I Cani Dei Portici latrano selvaggi e imprevedibili, e continuano a stupire con la loro musica.

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Byzantium Experimental Orchestra || Intervista a Bruno Dorella

Written by Interviste

Nel 2014 la città di Ravenna vede la nascita di un’orchestra speciale, la Byzantium Experimental Orchestra, un ensemble che unisce Rock, Avanguardia, Jazz e musica Classica. L’orchestra è diretta e condotta da Bruno Dorella (Ronin, OvO, Bachi da Pietra), che nella conduzione si avvale della collaborazione di Nicola Manzan (Bologna Violenta).

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Bachi Da Pietra: parte questa sera il tour di Necroide

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Il sesto album in studio è un ritorno ancor più profondo di Quintale alle radici musicali che segnarono l’adolescenza dei Bachi da Pietra e che coincisero grosso modo con la scena Heavy Metal dei primissimi anni Ottanta. Eppure, anche in questa ennesima trasfigurazione, quelle dei Bachi restano canzoni d’autore. La nuova scommessa di Giovanni Succi e Bruno Dorella è dare vita a un Frankenstein musicale, qualcosa di apparentemente paradossale e inimmaginabile, una sorta di cantautorato Black Metal, attraverso brani in cui risuoni, mascherata in quel nero, anche la pulsazione vitale della Black Music, contrapposta a quella eternamente e felicemente mortifera del Metal. Nei fatti, nella carne e nell’esoscheletro dei Bachi, queste passioni apparentemente antitetiche convivono. L’ulteriore scommessa è portare le canzoni di questo nuovo disco sui palchi dei club di tutta Italia. Il duo partirà con il tour di Necroide da Bergamo domani sera, venerdì 23 ottobre, per un totale di 22 date già confermate secondo questo calendario, in continuo aggiornamento:

23 ottobre: Bergamo @ Druso w/ Bologna Violenta
24 ottobre: Pordenone @ Deposito Giordani w/Il Teatro degli Orrori
28 ottobre: Bologna @ Locomotiv
30 ottobre: Carpi (MO) @ Kalinka
31 ottobre: Firenze @ Glue
05 novembre: Neive (CN) @ Birrificio CitaBiunda
06 novembre: Torino @ Officine Corsare
14 novembre: Padova @ Mame
20 novembre: Napoli @ Cellar Theory
21 novembre: Recanati (MC) @ Dong
26 novembre: Milano @ Biko
27 novembre: Massa @ Theremin
05 dicembre: Marghera (VE) @ La Tempesta al Rivolta
06 dicembre: Ferrara @ Arci Bolognesi
17 dicembre: Palermo @ I Candelai
18 dicembre: Messina @ Retronouveau
19 dicembre: Catania @ Barbara Disco Lab
20 dicembre: Lamezia Terme (CZ) @ Off
25 dicembre: Ravenna @ Passatelli in Bronson
26 dicembre: Terlizzi (BA) @ Mat
27 dicembre: Roma @ Monk
26 febbraio: S.Egidio Val Vibrata (TE) @ DejaVu

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A fine settembre il nuovo album dei Bachi da Pietra

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Uscirà il prossimo 25 settembre e si chiamerà Necroide il sesto album in studio dei Bachi da Pietra, un lavoro che è un ritorno ancor più profondo alle radici musicali che segnarono la loro adolescenza (molti anni prima del Blues) e che coincisero grosso modo con la scena Heavy Metal dei primissimi anni Ottanta. Eppure, anche in questa ennesima trasfigurazione, quelle dei Bachi restano canzoni d’autore.
La nuova scommessa di Giovanni Succi e Bruno Dorella è dare vita a un Frankenstein musicale, qualcosa di apparentemente paradossale e inimmaginabile, una sorta di cantautorato Black Metal, attraverso brani in cui risuoni, mascherata in quel nero, anche la pulsazione vitale della Black Music, contrapposta a quella eternamente e felicemente mortifera del Metal.
La stessa compresenza di opposti che ha ispirato la composizione musicale si ritrova nella materia dei testi. La necrofilia e l’orrore (temi topici e stereotipati del Metal, e i titoli prendono quasi tutti spunto da luoghi comuni del genere) si trasfigurano concretamente in Necroide, dipingendo un affresco vivido e grottesco del presente: storie, personaggi, eventi, concreti scenari distopici di un futuro così prossimo da essere a portata di orizzonte.
Necroide si può definire l’ennesima mutazione dei Bachi Da Pietra. Un disco denso, un ritorno a un tempo remoto che coincide con un possibile futuro. “Per noi ultra quarantenni vecchi e marci di oggi – dichiarano i Bachi – quei primi anni Ottanta erano i bei tempi, e prima o poi, all’approssimarsi della fine, si torna alle origini, mischiando tutto insieme. Così nasce Necroide. La scommessa con un piede nella fossa di chi non ha niente da perdere.”

“NECROIDE”
01 – Black Metal Il Mio Folk
02 – Slayer & The Family Stone
03 – Fascite Necroide
04 – Tarli Mai
05 – Voodooviking
06 – Apocalinsect
07 – Virus Del Male
08 – Feccia Rozza
09 – Cofani Funebri
10 – Sepolta Viva
11- Danza Macabra

 

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Habemus Baco, il nuovo Ep dei Bachi Da Pietra

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Era il 2005, sembra ieri, o forse un secolo fa. I Bachi Da Pietra erano l’incontro quasi fortuito tra un Giovanni Succi che aveva da poco sciolto i Madrigali Magri e un Bruno Dorella alle prese con i primi OvO e Ronin. Dieci anni, cinque dischi, un live e due ep dopo, quel nome a cavallo tra entomologia e materia è uno dei più riconoscibili e stimati del panorama musicale italiano, dopo un percorso tortuoso, a lungo sotterraneo, imprevedibile ai più (ma non a loro), che dai sussurri e i silenzi di Tornare Nella Terra li ha portati alla graniticità epica di Quintale. E per onorare questo traguardo i Bachi Da Pietra hanno confezionato “Habemus Baco”, un ep di tre pezzi in cui alla pietra aggiungono il metallo, sempre dediti alla loro missione, fossero davanti a quattro o a mille persone. Perché i Bachi sono nati per spaccare pietre, e se una volta era un insinuarsi nelle fessure adesso è un trattamento alla dinamite, ma il risultato finale rimane lo stesso: Habemus Baco racconta questo, racconta di pietre polverizzate e di un destino ineluttabile, di un percorso che dura “Tutta La Vita”, e così sia. E il nuovo metodo è documentato da “Amiamo La Guerra”, inno black metal che chiude il trittico e prende in prestito le parole di Giovanni Papini, che nel 1914 auspicava un conflitto di cui presto si sarebbe pentito. È uno strano compleanno questo di Habemus Baco, e come in tutti i compleanni un brindisi è d’obbligo: per cui al vinile bianco in edizione limitata i Bachi Da Pietra hanno affiancato dieci bottiglie di Barolo del 2005, un vino pregiatissimo che metteranno all’asta. Perché inutile girarci attorno, una celebrazione classica per questi primi dieci anni di vita dei Bachi Da Pietra sarebbe stata una cosa contro la natura stessa dei Bachi Da Pietra: Succi e Dorella sono così, questa è la vita che si sono scelti, fino al mio funerale, fino all’ultima pietra che sono qui per spaccare.

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“Voglio Una Pelle Splendida” feat. Samuel Romano anticipa l’edizione speciale di HAI PAURA DEL BUIO?

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Esce l’11 marzo, per Universal Music, l’edizione speciale di Hai Paura del Buio?, album storico egli AFTERHOURS, pubblicato nel 1997, e definito dalla critica musicale come miglior disco della musica indipendente italiana degli ultimi vent’anni. Il brano “Voglio Una Pelle Splendida” interpretato insieme a Samuel Romano anticipa il disco nelle radio a partire dal 28 Febbraio. Il progetto vede coinvolti diversi artisti di spicco della musica italiana ed internazionale che hanno collaborato con gli Afterhours: Hai paura del buio? feat. Damo Suzuki; 1.9.9.6. feat. Edoardo Bennato; Male di miele feat. The Afghan Whigs; Rapace feat. Negramaro; Elymania feat. Luminal; Pelle feat. Mark Lanegan; Dea feat. Il Teatro degli Orrori; Senza finestra feat. Joan as Policewoman; Simbiosi feat. Der Maurer + Le Luci della Centrale Elettrica; Voglio una pelle splendida feat. Samuel Romano; Terrorswing feat. John Parish; Lasciami leccare l’adrenalina feat. Eugenio Finardi; Punto G feat. Bachi da Pietra; Veleno feat. Nic Cester; Come vorrei feat. Piers Faccini; Questo pazzo pazzo mondo di tasse feat. Fuzz Orchestra + Vincenzo Vasi; Musicista contabile feat. Marta sui Tubi; Sui giovani d’oggi ci scatarro su feat. Ministri; Mi trovo nuovo feat Rachele Bastreghi; Televisione (2014) feat. Cristina Donà + The Friendly Ghost of Robert Wyatt; special track: Male di miele feat. Piero Pelù.

Il brano in questione prima dello scempio.

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Succi: nuovo progetto per la voce dei Bachi da Pietra

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Giovanni Succi non si ferma proprio un secondo. Non solo è da poco uscito un Ep, Festivalbug, che seguiva di qualche mese il disco Quintale, ma riprende anche alcuni vecchi lavori dei Madrigali Magri, il progetto che lo impegnava prima dei Bachi da Pietra e li rimette in piedi con una formazione nuova che vede Mattia Boscolo alla batteria e Glauco Salvo alla chitarra. Il video che segue è stato registrato lo scorso 16 gennaio al Locomotiv di Bologna e sembra proprio preludiare a qualcosa di interessante. Godetevelo:

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Bachi da Pietra – Festivalbug

Written by Recensioni

Tornano i Bachi da Pietra a far parlare di sé. Un Ep, questo Festivalbug, di tre sole tracce, stilisticamente affini, per certi aspetti, alla produzione antecedente del duo eppure lontanissime per altri. Colpisce soprattutto una maggiore intimista attenzione cantautorale non solo nella costruzione dei testi, ma anche e soprattutto nella resa musicale. Se in Quintale la formazione aveva colpito soprattutto per la potenza acustica, qui impressiona per la ricerca essenziale e minimalista del suono, che lascia spazio al racconto. Sin dal primo brano, “Tito Balestra”, si sentono echi di Paolo Conte, in particolar modo per la vocalità parlata e declamata, più che cantata. Uno stream of consciousness di suggestioni visive e riferimenti letterari, una piemontesità autoreferenziale cronologicamente distante, tanto quanto metaforicamente attuale. C’è anche Fenoglio, che viene inserito di tanto in tanto, come un antecedente con cui ci si confronta naturalmente, non certo come un riferimento culturale vuoto di cui vantarsi e da impiegare per darsi un tono. Le tracce sono lunghe pennellate di immagini, come nel caso di “Madalena” (e come non ripensare, di nuovo, alla “Madeleine” del cantautore astigiano?), maliziosamente costruite su doppi sensi accennati e presto risolti in una narrazione casta. Una donna forte, una casalinga probabilmente, tanto pratica nelle azioni quanto in grado di suscitare desiderio e scatenare passione: non è un caso che l’arrangiamento si faccia più fumoso e Blues.

E ci sono il Moscato e le mucche e il piccolo paese di Calamandrana: di nuovo un Piemonte antico, che, per me che provengo da quella regione, è immediatamente rintracciabile anche nella modernità quotidiana. “Baratto Resoconto Esatto” è un diario visionario di scambi di prestazioni, pieno di riferimenti a precedente disco Quintale e alle sue tracce. Il cantato è ancora declamato e l’arrangiamento è più simile a quelli a cui la band ci abituato. Sentiamo di nuovo un trattamento Noise che li avvicina tanto ai conterranei Marlene Kuntz. Qualsiasi cosa i Bachi da Pietra stiano preparando per il futuro anticipata da lavori di questo tipo, aspettiamoci una nuova sorpresa e una maturazione stilistica e narrativa davvero impressionante. Bravissimi.

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Preti Pedofili

Written by Interviste

Questa volta Rockambula ospita i Preti Pedofili, un gruppo all’avanguardia che da poco ha sfornato il secondo disco, L’Age d’Or. Ai microfoni c’è Andrea che oltre a parlarci del gruppo ci chiarirà qualche dettaglio sul disco.

Salve ragazzi e benvenuti su Rockambula. Per cominciare l’intervista che ne direste di presentare il gruppo ai nostri lettori?
L’11 agosto 2012 ad Affile, un comune in provincia di Roma, è stato dedicato un monumento a Rodolfo Graziani, criminale di guerra, terrorista, responsabile di sistematici stermini durante l’imperialismo italiano in Etiopia. A Pietro Badoglio, altro criminale di guerra, è dedicato addirittura un museo. Entrambi, con il benestare del loro superiore Benito Mussolini, decisero l’utilizzo sistematico di armi chimiche per lo sterminio di donne, bambini e uomini. Il 3 ottobre 2013 sono morte in acque italiane quasi 200 persone, in parte provenienti da terre in cui l’Italia ha commesso efferati crimini in passato. Italia che è stata già condannata nel 2012 dalla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo per l’utilizzo della pratica barbara dei respingimenti in mare. Siamo un popolo di nazisti. I Preti Pedofili sono una rock band. Proviamo a rappresentare con la musica il disagio che viviamo oggigiorno.

Il nome del gruppo è un moniker forte, critico e molto accusatorio. Come mai avete deciso di chiamarvi cosi? Ma soprattutto vi siete procurati rogne dal 2011 ad oggi?
L’obiettivo del nome è quello di generare reazioni forti, di sdegno deciso o di abluzione indotta nei confronti dell’ascoltatore. Il prete pedofilo è considerato il massimo livello di degrado raggiunto dal genere umano nell’età contemporanea, la guida spirituale che si fa profanatrice dell’infanzia, il custode della fede che tradisce la propria comunità. Non ci sono particolari implicazioni anticlericali in questo moniker, a nostro modo di vedere. Il prete pedofilo è un uomo. E nell’osservarlo, inevitabilmente, si finisce per guardarsi allo specchio.

Per quanto riguarda il vostro stile di musica cosa ci dite, da chi sono influenzati i Preti Pedofili?
I nostri ascolti sono molto eterogenei e le influenze numerose. Si va dal Post Punk americano di Fugazi e Jesus Lizard, alla New Wave inglese, alla scena italiana degli anni 80 che ha visto nascere numerose band di spessore, sottovalutate sia dai contemporanei che dalla critica odierna. In più noi proviamo a metterci un gusto letterario nella stesura dei testi che sicuramente va in scia a quanto prodotto dai Bachi da Pietra e dai Massimo Volume, ma che evidentemente trae spunto da differenti letture. Fernando Pessoa è presente nel nostro ultimo lavoro in maniera esplicita, ma tra le righe è possibile leggere, in ordine sparso, anche Ciòran, Mordecai Richler, John Fante, Wu Ming, Lovecraft, Dino Campana, Vittorio Sereni e qualcos’altro che adesso non ricordo.

L’Age D’Or è il vostro nuovo EP o sbaglio? Perché non ci parlate della sua realizzazione, dove e come si sono svolte le fasi di registrazione e mixaggio?
L’Age d’Or non è un EP ma un disco full lenght, quindi un LP. Il lavoro è completamente autoprodotto. Ci piace curare in prima persona tutti i passaggi della fase creativa, dalla composizione alla registrazione al mixaggio e mastering finale. Cerchiamo di proporre qualcosa di nostro, di originale e quindi affidarci a terzi potrebbe compromettere i nostri propositi, indirizzandoci su sentieri già ampiamente battuti.

Per quanto riguarda le tematiche cosa ci dite, di cosa parlate e qual è il messaggio che vorreste far passare?
Le tematiche di questo nuovo lavoro sono abbastanza intimiste e introspettive, narrano delle microstorie di degrado che provano a costruire un mosaico di totale sfiducia nelle sorti dell’umanità. Parole altisonanti. Forse sarebbe meglio rispondere a questa domanda con una bella supercazzola o dicendo che ci piacciono i videogame. Ci siamo resi conto che è in atto un costante processo di “rincretinimento” nel panorama della musica underground. Una sorta di controcultura fatta di assenza di contenuti, o di contenuti idioti, un’involuzione che ha anche un significato sociale oltre che antropologico. Della serie: studio fino a trent’anni, mi prendo 4 lauree e resto disoccupato, a sto punto faccio lo scemo anch’io, chissà che ne esce qualcosa. O semplicemente hanno dequalificato a tal punto l’istruzione pubblica che oggi un ignorante può anche laurearsi. In questo senso ci rendiamo conto che il nostro progetto è totalmente fuori contesto, forse anche anacronistico da un certo punto di vista.

Ebbi il piacere di recensire Faust, il lavoro che vi fece esordire, tempo fa. Lo trovai fresco, originale, di buona qualità insomma. A parer vostro quali sono le principali differenze tra Faust e L’Age D’Or?
Sono due lavori antitetici. Faust sviscera i suoi brani nella lentezza esasperante dei tempi e delle strutture, L’Age d’Or è fulminante, isterico nelle sue continue e inaspettate variazioni. Faust è un monolite Doom, compatto e coerente. L’Age d’Or invece è più eterogeneo, mischia sonorità completamente diverse tra loro anche nello stesso brano. La cosa incredibile è che nonostante la virata netta, nei nostri live i brani de L’Age d’Or si alternano alla perfezione con quelli di Faust. Stiamo mettendo in atto un processo identitario e siamo contenti di questo.

Ho notato sulla vostra pagina Facebook che c’è anche un tour di supporto al nuovo lavoro. Ho visto che le date toccano diverse città. Come siete riusciti a procurarvi  un tour cosi sostanzioso in  Italia, che tipo di lavoro avete svolto?
Le etichette che hanno co-prodotto il disco, Toten Schwan, Sinusite Record, Spettro su tutte, hanno fatto un ottimo lavoro per far girare la nostra musica il più possibile. Noi ci abbiamo messo del nostro fondando una Netlabel, L’Odio Dischi che di fatto gestisce il nostro booking. Per il resto abbiamo un repertorio di quasi due ore di musica e il nostro cachet è davvero basso, quindi c’è un buon rapporto qualità prezzo nella nostra proposta.

A cosa aspirano i Preti Pedofili?
Il nostro sogno è arrivare a San Remo. Chiaramente senza dover sborsare un solo euro. Sul palco dell’Ariston finalmente potremo realizzare la nostra maggior aspirazione: pestare a sangue Fabio Fazio.

Bene ragazzi l’ intervista si chiude qui, concludete come meglio vi pare…
Vogliamo semplicemente ricordare che L’Age d’Or è in streaming e download gratuito a questo indirizzo. Anche i nostri concerti sono tutti gratis, potete scegliere dove e quando venire a vederci consultando l’elenco delle date sulla nostra pagina facebook. Gratis il disco, gratis i concerti. A tal proposito sarebbe legittimo da parte vostra chiedervi come facciamo a campare. Avanti fammi quest’ultima domanda. Come fate a campare?

Come fate a campare?
Grazie all’8 per mille.

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Le Pistole Alla Tempia – La Guerra Degli Elefanti

Written by Recensioni

Si presenta bene fin dal primo brano, questo La Guerra Degli Elefanti, degli incazzati Le Pistole Alla Tempia. Un disco, e una band, con le idee chiare, e, perlomeno musicalmente, concepito benissimo, tra cavalcate Rock gonfie e distorte, arrabbiate e sintetiche (l’opener, che è anche la title track, “Non ti Cercano Più”) e ballate più intime ma pur sempre appassionate (“Insieme e Basta”). Una voce che ricorda quella di certi Negrita, un impianto che quanto colpisce duro ricorda un Il Teatro Degli Orrori alleggerito, o qualche visione di profilo dei Bachi da Pietra.

Liricamente passano dalle stoccate ficcanti di un pessimismo diretto e brutale (“qui ti fa tutto schifo e lo sai / ma ci sei nato e ci morirai”, da “Ealù”) a piccole pennellate di saggezza spicciola, ma non per questo meno sensate (“come elefanti che si fanno la guerra / si combattono e è l’erba / a rimanere schiacciata”, ispirata ad un proverbio africano, dalla title track). Mancherebbe solo una spinta in più, un salto ispiratore, uno sguardo appena più personale, che ci faccia decisamente stracciare la veste e gridare al miracolo, ma per la funzione destabilizzante che un disco di questo tipo può (e vuole) avere, i racconti minimali girano a dovere, incanalano la rabbia e la disillusione e l’amaro che questo mondo ci lascia dentro in modo essenziale ma funzionale. Rimane un po’ la delusione per certe cadute di stile, sottolineature un po’ troppo retoriche, tentativi di racchiudere vicende complesse in una canzone (“Cesare”, ispirata alla vicenda di Cesare Battisti, o “Nazione Sleale”) che raramente portano a risultati interessanti se non si hanno le capacità poetiche adatte (e qui si rischia, si rischia grosso).

La Guerra Degli Elefanti è in equilibrio tra l’immediatezza hard del Rock alternativo, breve e fulmineo, con certi richiami sia alla scena contemporanea indipendente che al glorioso Rock italiano degli anni ’90, e alcuni sprazzi riflessivi e più sfaccettati (penso all’intermezzo verso il finale di “Sylvia”, a “Casa Bianca”, brano lento, toccante e misurato, o l’ultimo pezzo, “Nazione Sleale”, con forse, come dicevamo, troppa retorica, ma snocciolata su di un altrimenti godibile tappeto di chitarre acustiche e violini). Un buon lavoro per Le Pistole Alla Tempia, che spero riescano nel tempo a limare le imperfezioni (soprattutto nelle liriche), per giungere ad un insieme sempre forte, sempre trascinante, ma più sensibile, meno cheesy. Le potenzialità ci sono tutte.

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In Romagna nasce COMPLOTTO

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Tra le colline di Saludecio e Morciano di Romagna, in provincia di Rimini, nasce il Festival musicale Complotto. Per questa prima edizione l’organizzazione ha invitato, tra gli altri, giovani band emergenti che si stanno facendo strada nel panorama musicale nazionale, come i Luminal, gli Above the Tree & Drum Ensemble Du Beat, Bachi da Pietra e Comaneci. Per informazioni scrivere a complottofest@gmail.com.

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Rockambula propone i Festival dell’estate e intervista Costello’s per il Pending Lips Festival

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Quest’estate fatti un giro rock, invece della solita vacanza al mare; leggi Rockambula e scegli il Festival che fa al caso tuo. In quest’articolo la nostra redazione propone i migliori festival in giro per la penisola e non solo. In più un esclusiva intervista a Simone Castello della Costello’s booking agency. Buona lettura e buone vacanze!!!

La musica e la cultura stanno attraversando un periodo poco felice e, spesso sotto il gioco di continui tagli e difficoltà, faticano a crescere se non addirittura a sopravvivere. I piccoli scompaiono e i grandi annaspano. Il quadro che si delinea farebbe scoraggiare anche i più impavidi, ma per fortuna ci sono realtà  che giornalmente resistono a questa “guerra silenziosa” . L’obiettivo di queste righe è di raccontare brevemente una di queste esperienze, e in particolare una che tocca da vicino il mondo dei festival. Il tema è molto ampio e in questa sede non pretendiamo di realizzare un’analisi esaustiva del fenomeno, ma dare visibilità a un piccolo spaccato di capitani coraggiosi. Risponderà alle domande Simone Castello della Costello’s Booking e Management, un’agenzia di servizi che opera nel mondo della musica e degli eventi, da qualche anno punto di riferimento per le realtà musicali del territorio milanese, con un focus specifico rivolto alle band emergenti. La Costello’s si occupa dal 2011 della direzione artistica del Pending Lips Festival,  rassegna per band emergenti che si tiene a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano. Innanzitutto ringraziamo Simone e la Costello’s per la disponibilità concessaci e iniziamo con le domande.

La Costello’s è una piccola realtà che riesce a essere cuore pulsante per alcuni eventi e rassegne sul territorio di Sesto San Giovanni e di Milano; vorresti raccontarci brevemente cos’è il Pending Lips festival, la sua storie e come è nata l’esigenza di realizzare una rassegna musicale?
Pending Lips Festival è nato a fine 2011 grazie a noi di Costello’s, ad Arci La Quercia, a Il Maglio e all’Assessorato alle Politiche Giovanili di Sesto S.G. supportato dall’Informagiovani. L’esigenza da parte nostra era di dare vita a un progetto che rispondesse a esigenze concrete e contemporanee di chi suona in un gruppo emergente indipendente. L’esperienza maturata negli anni ci ha aiutato nell’analizzare in che modo potesse avvenire tutto ciò. Pending Lips è venuto alla luce dopo aver pensato nei minimi particolari (dalla composizione della giuria, alla modalità di svolgimento, ecc..) a come creare un contesto innovativo, fertile e piacevole. La formula creata si è dimostrata decisamente vincente e le prime due edizioni ci hanno regalato grandi soddisfazioni. Alcuni dei gruppi che hanno suonato al Pending Lips hanno firmato poco dopo la loro apparizione con importanti etichette e operatori di settore (ad esempio l’anno scorso i MasCara dopo aver partecipato hanno firmato un contratto discografico con Eclectic Circus/Universal, i We, the Modern Age quest’anno con Ghost Records e, sempre quest’anno, Il Rumore Della Tregua ha cominciato a collaborare con Ja.La Media Activities).

Siamo consapevoli del contesto attuale e delle difficoltà che si incontrano, che anche i grandi festival patiscono. In base alla tua esperienza, quali sono le difficoltà maggiori in cui ci si imbatte nell’organizzazione di un evento di questo genere? Milano rappresenta ancora una piazza privilegiata per numeri e possibilità rispetto al resto dello stivale?
Penso che la difficoltà più grande sia legata al fatto che oggi la musica live non ha più l’appeal che poteva avere fino a qualche anno fa. Certo poi ci sono le “banalità” legate ai costi, alla burocrazia, ecc ecc… ma per quanto mi riguarda passano in secondo piano. Nel momento in cui si riesce a coinvolgere il pubblico, il resto in qualche modo si sistema. Pending Lips si svolge interamente a Sesto S.G., che è alle porte di Milano, e ottimamente collegata. In questo senso non so quanto Milano però possa essere considerata una piazza privilegiata rispetto al resto d’Italia. Gli eventi con musica live emergente che funzionano a Milano sono quasi sempre più legati ad aspetti “modaioli” che alla musica in sé (che se è la modalità per far sì che i locali che fanno musica dal vivo continuino a fare il loro, ben venga. Ieri gli hippies, oggi gli hipster?…)

Un festival è qualcosa di prettamente fisico, reale, che si sente e si vede. Che valore ha una rassegna come il Pending Lips in un contesto come quello attuale, nel quale stiamo assistendo a una smaterializzazione dei supporti a favore di uno scenario dominato da dischi virtuali e social network?
Penso che proprio la contemporaneità, insieme alla gratuità e alla direzione artistica, sia stato il valore aggiunto che Pending Lips ha portato con sé in queste due edizioni. Si è creata una rete di collaborazioni che ha garantito al festival (e di conseguenza alle band che vi hanno partecipato) sempre maggiore visibilità e che, come detto, ha dato buonissimi frutti. Come già detto, il nostro intento era quello di creare un contesto molto fertile e il più possibile al passo con i tempi e con la situazione della musica al giorno d’oggi.

Un festival è fatto in primo luogo da musicisti. Vorresti raccontarci qualcosa sul rapporto che si instaura con le band e soprattutto come è strutturata la fase di contatto e reclutamento delle stesse?Per la prima edizione il reclutamento è avvenuto principalmente contattando in prima persona band che conoscevamo già. La seconda edizione invece, grazie anche all’apporto dei quasi 20 media-partners che abbiamo costruito, ha ricevuto più di 300 moduli d’iscrizione. I gruppi sono stati ascoltati uno per uno da 5 persone della direzione artistica di Costello’s. Non è stato facile; sono numeri davvero importanti che dimostrano quanto sia stata significativa la crescita del Pending Lips in un solo anno e quanto sia stato importante compiere sforzi per realizzare anche questa edizione. Il rapporto con i gruppi che hanno partecipato alle due edizioni è sempre stato di collaborazione e di stima reciproca. La cosa più bella che ho notato è proprio la partecipazione che si è creata durante le serate. Band che suonavano in una serata si presentavano ad assistere alla successiva. Forse, almeno tra chi suona, rimane ancora viva la curiosità, la voglia di appartenere a un movimento che possa essere stimolante e appagante, la musica insomma.

Un festival per essere un buon prodotto dovrebbe avere alcune caratteristiche imprescindibili, secondo te quali sono le cinque che una rassegna  deve assolutamente avere per essere considerata di altro livello? E soprattutto dicci un buon motivo per venire a vedere il Pending Lip festival…
Le scrivo di pancia, magari rileggendo tra qualche giorno mi verrà in mente altro:

1) Una buona idea

2) Competenza

3) Passione

4) Una buona location

5) Uno staff preparato

Penso (spero che chi c’è stato sia d’accordo) che il Pending Lips abbia tutte e 5 queste caratteristiche. Spot: “Hey amici, da oggi ci sono almeno 5 buoni motivi per venire il 4 Giugno al Carroponte ad assistere alla serata con i Diaframma con le aperture affidate ai due gruppi che hanno vinto grazie alla giuria popolare il contest: Vulvatron e JJ LaMorve. Parola di Costello’s”. Dopo questa perderemo tutto il potenziale pubblico che sarebbe venuto.

Siamo alla conclusione di questa piccolo viaggio all’interno della tua esperienza, vorresti Raccontaci il tuo “ momento migliore” durante il percorso del Pending LIps?In realtà sono state tutte serate davvero splendide… Vedere così tanta gente presente a serate con gruppi emergenti, sentire la partecipazione e la voglia di esserci, è sempre magico.Se devo trovare un momento in particolare penso che sia stato il giorno antecedente la prima serata dell’ultima edizione. Tanta emozione, tanta vicinanza e supporto, tanta voglia di ripartire. Un piccolo “miracolo” di questi tempi.

Il quadro che emerge da questa testimonianza delinea un stato dell’arte complesso, fatto di alti e bassi, che richiede passione impegno e dedizione. Fare musica e occuparsene obbliga a continui sforzi e a una costante ricerca di mezzi, di idee, di buone strategie, di conoscenze. Le band emergenti in Italia, come in altri paesi, non mancano, e le manifestazioni che si tengono in tutta Europa ne sono un esempio, ma spesso non si riesce a creare un corrispondente alone culturale e di crescita che accompagna questi eventi. L’ascoltatore dovrebbe poter essere più consapevole di quello che sta fruendo, del lavoro sotterraneo di molti e del valore che anche un piccolo festival può avere per band e artisti. I gruppi, da canto loro, devono offrire il meglio in termini di qualità, di energia, di emozione. Insomma: un implicito contratto, fatto soprattutto di reciprocità. Tra alti bassi, festival che vanno e festival che vengono, cerchiamo ora di passare in rassegna cosa succede da noi e all’estero.

 

A Perfect Day Festival
LOCATION:Villafranca di Verona (VR)
DATE:Dal 30 Agosto al 01 Settembre
LineUp: Primal Scream, Bastille, Wmerch Andise, Bloody Beetroots, Salmd, Tre Allegri ragazzi Morti, The XX, Editors
VOTO: 4

Arezzo Wave Love Festival
LOCATION:Civitella in Val di Chiana
DATE:Dal 12 al 14 Luglio
LineUp:UNHEIMLICH!, Avast, Subwayundersea, Emmecosta, Matteo Toni, Catch a Fyah, Boxerin Club, Ansomia, le Cpare a Sonagli, Swordfish Project, Blues Ash of Manaìhattan, Invers, Plof, B:Due, la Rappresentante di Lista, Etruschi From Lakota, in Medias Res, Soul Sailor & the Fuckers, Beautiful Bunker
VOTO: 3,5

Asti Musica
LOCATION:Asti
DATE:Dal 09 al 24 Luglio
LineUp:Ginevra di Marco, Area, la Fame di Camilla, Emma, Zen Circus, Goran Bregovic, Banco del Mutuo Soccorso
VOTO: 2

Bilbao BKK Live
LOCATION:Bilbao
DATE:Dal 11 al 13 Luglio
LineUp:Depeche Mode, Editors, Kings of Leon, Mark Lanegan Band, Green Day, Vampire Weekend, Fat Boy Slim
VOTO: 3,5

Carroponte
LOCATION:Sesto San Giovanni
DATE:Dal 29 Maggio al 12 Agosto
LineUp:il Teatro Degli Orrori, Diaframma, Neffa e molti altri
VOTO: 5

City sound
LOCATION:Milano
DATE:Dal 10 Giugno al 28 Luglio
LineUp:Killers, Mario Biondi, Toto, Korn, Motorhead, National, Iggy and the Stooges, Wu Tang Clan, Skunk Anansie, Atoms for Peace, Deep Purple, Santana, Blur
VOTO: 5

Collisioni Festival
LOCATION:Barolo (CN)
DATE:Dal 05 al 09 Luglio
LineUp:Jamiroquai, Gianna Nannini, Elio e le Storie Tese, Tre Allegri Ragazzi Morti, Marta sui Tubi, Fabri Fibra, Elton John
VOTO: 5

Festival di Villa Arconati
LOCATION:Bollate (MI)
DATE:Luglio
LineUp:Sinead O’Connor, Goran Bregovic, Daniele Silvestri, Francesco de Gregori, Mark Lanegan Band, Orquesta Buena Vista Social Club
VOTO: 3

Festival Strade Blu
LOCATION:Faenza
DATE:Dal 25 Aprile al 21 Giugno
LineUp:Lee Ranaldo and the Dust, Lambchop
VOTO: 3,5

FIB
LOCATION:Benicassim (Spa)
DATE:Dal 18 al 21 Luglio
LineUp:Queens of the Stone Age, Beach House, Beady Eye, Primal Scream, Artic Monkeys, Kaiser Chiefs, Miles kane, Killers, Jake Bugg, Black Rebel Motorcycle Club
VOTO: 4

Fuori Luogo Festival
LOCATION:San Damiano d’Asti
DATE:Dal 14 al 16 Giugno
LineUp:Aart Heering, Abdelkader Benali, Carlo Bordone, Kings of the Opera, James Walsh, Peter Murphy, Smoke Fairies, fabrizio Cammarata, Anna Viola, Davide de Martis, Turin Brakes and more…
VOTO: 4

Lucca Summer Festival
LOCATION:Lucca
DATE:Dal 6 al 27 Luglio
LineUp:Leonard Cohen, Nick Cave & the Bad Seeds, Killers, Mark Knopfler, Renzo Arbore, Neil Young, Litfiba, Thirty Seconds to Mars, Sigur Ros
VOTO: 3

MIAMI
LOCATION:Milano
DATE:Dal 7 al 9 Giugno
LineUp: Linea 77, Di Martino, Sadside Project, Bachi da Pietra, Gli Ebrei, Verbal, Bot, Riva Starr, Jennifer Gentle, HardCore Tamburo, Dumbo Gets Mad, New Ivory, at the Weekends, Selton, Amari, Phill Reynolds, Appino, Patty Pravo, Giardini di Miro’, Cosmo, Vanity, Wildmen e molti altri
VOTO: 4

Reading Festival
LOCATION:Reading (UK)
DATE:Dal 23 al 25 Agosto
LineUp:Green Day, System of a Down, Deftones, Bring me the orizon, Skindred, Eminem, Chase and Status, Foals, White Lies, Biffy Clyro, Nine Inch Nails, Fall Out Boy, Lumineers, Editors
VOTO: 4,5

Rock in Roma
LOCATION:Roma
DATE:Giugno/Luglio
LineUp:Green Day, Killers, Toto, Korn, Iggy and the Stooges, Max Gazzé, Rammstein, Arctic Monkeys, Bruce Springsteen, Mark Knopfler, Smashing Pumpkins, Mark Lanegan Band, Atoms for Peace, Ska-P, Deep Purple, Zucchero, Daniele Silvestri, Neil Young, Sigur Ros, Blur
VOTO: 4

Roma Incontra il Mondo
LOCATION:Roma
DATE:Giugno/Luglio
LineUp:Cocorosie, Steve Vai, Modena City Ramblers, Almamegretta con Raiz, Il Teatro Degli Orrori, Giuliano Palma, Neffa, Miss Kittin, Alborosie, Officina Zoe’, Apres la Classe, Elio e le Storie Tese, Kinks of Convenience, Sud Sound System, Intillimani, Skatalites
VOTO: 3,5

Sexto’nplugged
LOCATION:Sesto al Reghena (PN)
DATE:Luglio
LineUp:Loca Natives Villagers, Of Monsters and Men, MùM, Ane Burn, Rover
VOTO: 3,5

Sherwood
LOCATION:Padova
DATE:Dal 12 Giugno al 12 Luglio
LineUp:Marta sui Tubi, Modena City Ramblers, NOFX, Motel Connection, Ministri
VOTO: 3

SoloMacello Fest
LOCATION:Milano
DATE:26 Giugno
LineUp:Red Fang, Karma to Burn, in Zaire, Wrust, Fuzz Orchestra, Nero di Marte, Zolle, Black Moth
VOTO: 2,5

Southside Festival
LOCATION:Neuhausen ob Eck (GER)
DATE:Dal 21 al 23 Giugno
LineUp:Rammstein, Queens of the Stone Age, Arctic Monkeys, paul kalkbrenner, Sigur Ros, Portished, Smashing Pumpkins, Ska-P, National, Editors, NOFX, Hives, Kasabian, Gogol Bordello
VOTO: 4,5

Strummer Live Festival
LOCATION:Bologna
DATE:Dal 3 al 5 Luglio
LineUp:Goran Bregovic, Manu Chao, Modena City Ramblers, Alborosie, Africa Unite
VOTO: 2

Sziget
LOCATION:Budapest
DATE:Dal 5 al 12 Agosto
LineUp:Alex Clare, Azealia Banks, Blur, David Guetta, Die Arzte, Editors, Seeed, Ska-P, Skunk Anansie, Biffy Cliro, Mika, Nick Cave and The Bad Seeds, Bat For Lashes, Everything Everything, Flogging Molly, Afterhours, Bad Religion, !!!, Peter Bjorn & John, Editors e molti altri
VOTO: 4

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