I.A.N.T. – Incapaci Ai Nostri Tempi | Intervista

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Come nasce il nome IANT – Incapaci Ai Nostri Tempi?
Il nome “Incapaci” nasce da una nostra qualità, “Ai Nostri Tempi” dalla situazione. Diciamo, per essere brevi, che non siamo molto bravi ad accettare che la verità ci venga imboccata, un’incapacità nell’accettazione delle cose.

Che ne pensi della scena Punk Rock italiana e mondiale?
Pensiamo che purtroppo in Italia, ci sia un “blocco” nei confronti del genere. Purtroppo è considerato un genere affondato ancora prima di nascere. Anche se la realtà dei fatti è che c’è un bel movimento, però è come se non riuscisse ad esplodere, come se qui, il Punk fosse destinato solo ad essere un passatempo, e non un genere apprezzato a tutti gli effetti. In giro per il mondo pare ci siano realtà ben diverse ma, insomma, sappiamo che Sanremo  è una realtà tutta nostra ahimè, c’è poco da porsi domande in merito.

Che gruppi vi hanno influenzato nella scelta stilistica e durante la stesura di “Limite”?
Diciamo che musicalmente cerchiamo di avvicinarci ad un sound più americano, un po’ più internazionale. Limite, in particolare, si è basato su sonorità molto vicine ad alcuni lavori dei Sum41. Per lo stile, eh….quello è il nostro, il mix di quello che siamo.

Come vi ha cambiati il cambio di line up e cosa ha portato l’arrivo del nuovo chitarrista?
Ha reso ingestibile le free drink riservate alla band durante i concerti! Ahahahahahha un bell’ elemento! Ci ha portato una notevole ventata di novità, ha classe, sorrisi e tecnica da vendere, e soprattutto ha portato nuove influenze. Limite era già praticamente tutto scritto, salvo qualche piccolo arrangiamento, quindi lo spremeremo a lavorare da ora in avanti il caro Pando.

Come sono venute fuori le collaborazioni con Tomaso dei Talco e Nicola Manzan (Bologna Violenta)?
Stalkerizzandoli!!!! Di entrambi i gruppi, siamo dei fan accanitissimi, non ci perdiamo un concerto quando sono reperibili in zona (vedi situazione scena italiana vs mondo – soprattutto per i Talco). Pian piano seguendoli ai concerti siamo entrati in confidenza, abbiamo proposto loro la collaborazione, passati i provini, e via che è andata; è stato bellissimo ed emozionante lavorare con dei professionisti al fianco come loro. Nicola, eh…lui ha messo quegli archi che solo la sua mente può concepire! Abbiamo lasciato loro libera espressività perchè volevamo sia con i Talco che con Bologna Violenta, che si sentisse la loro mano, non la nostra messa in mano a loro. E di tutto questo siamo felicissimi, orgogliosissimi ed ancora gasati!

Cosa vi ispira nella scrittura dei testi, vero punto forte del progetto IANT?
Ovviamente ti ringrazio per questa nota sui testi. Mah… l’ispirazione è la stessa che ci ha portati alla scelta del nome del gruppo, cioè a parte qualche pezzo ironico (cerco sempre di giocare con un po’ di ironia), sono quasi tutti pezzi che parlano di situazioni che non condividiamo, insomma di denuncia, di richiamo. Partono tutti da situazioni viste o vissute che mi hanno colpito parecchio, sono il frutto del mordermi le mani per evitare di scrivere post su Facebook e piuttosto, usare la penna ed inveire contro un foglio di carta 🙂

Saluto di rito rivolto ai lettori e seguaci di Rockambula
Le bombe ficcatevele in culo! Un saluto a tutti gli amici e seguaci di Rockambula e grazie a te per l’intervista e la recensione.

Last modified: 21 Febbraio 2019

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