Donamorte – Gemini

Written by Recensioni

Ero curioso di ascoltare questo nuovo disco dei Donamorte; gli spezzoni in giro per la rete e le pubblicità promozionali avevano suscitato in me un certo interesse, anzi, parecchio interesse. Purtroppo però non tutto ciò che luccica è oro, e di questo si potrebbe parlare per ore. Inizialmente mi aspettavo un travolgente lavoro di Gothic ed Elettronica insieme ma non è stato cosi; con questo Gemini, sembra di ascoltare un ennesimo e stancante album pseudo Industrial (tedesco) suonato da una band italiana. Questa “fatica” risulta monotona e poco ispirata, c’è poca personalità e a lungo andare l’ascolto diventa alquanto indigesto. Diversi brani si somigliano tra loro e, come se non bastasse, non c’è traccia di motivetti orecchiabili che, nel bene o nel male, facciano la differenza. Manca qualcosa da stamparsi nella mente. Vero, il disco gode di un’ottima produzione e di un’eccellente lavorazione, (vedere, anzi ascoltare, registrazioni e missaggi) ma è comunque troppo poco per un album ambizioso in cerca di fama. Le tracce dalla resa migliore sono l’opener (che è anche la titletrack), la successiva “Cant’ You Feel” (presente anche nel loro EP precedente) e “I Want to Escape”. Guardando al di fuori di queste poche canzoni Gemini non ha più molto da offrire, a dirla tutta è un grande peccato perchè i Donamorte hanno enormi potenzialità; mi riferisco all’assemblaggio del concept in termini di registrazione e rifiniture del sound. Con qualche accorgimento in più il gruppo avrebbe potuto creare un disco degno di nota ed invece Gemini lascia solo un po’ di amaro in bocca. Attendiamo la loro prossima uscita e incrociamo le dita.

Last modified: 18 Settembre 2014

10 Responses

  1. armando ha detto:

    È la prima volta che questo album riceve un voto così basso…la cosa più incredibile della recensione è comunque l’esposizione delle presunte problematiche presenti. Lei parla di ripetitività e di poca personalità. …nelle altre recensioni (vedi side line voto 8; vedi negative white senza voto ma eletto disco dell’anno) si parla del contrario. ..ed effettivamente è così. ..ogni pezzo infatti è diverso e questo accade per le spiccate capacità compositive e per la grande conoscenza dei generi del mondo gothic..credo che lei ne sappia poco….soprattutto ha ascoltato malamente il nostro album altrimenti non avrebbe parlato della mancanza di ritornelli che possono essere ricordati (le cito solo charade). La finisco qui senza voler disquisire oltre….le chiedo solo una cortesia: se non si conosce cosa si ha davanti è sempre meglio declinare…lei ha parlato superficialmente di elettronica senza (ripeto) aver ascoltato in modo professionale il nostro lavoro….e il sarcasmo della parola utilizzata da lei “fatica” lo conservi per l’abbondante presenza in Italia di gruppetti che realmente sono cloni l’uno dall’altro ma che comunque vengono sempre apprezzati. La mia richiesta è quindi semplice: quando un genere non si conosce non si recensisce…la ringrazio nel caso in cui dovesse leggere le mie parole. Buon lavoro.

  2. Armando Ammerata ha detto:

    “È la prima volta che questo album riceve un voto così basso…la cosa più incredibile della recensione è comunque l’esposizione delle presunte problematiche presenti. Lei parla di ripetitività e di poca personalità. …nelle altre recensioni (vedi side line voto 8; vedi negative white senza voto ma eletto disco dell’anno) si parla del contrario. ..ed effettivamente è così. ..ogni pezzo infatti è diverso e questo accade per le spiccate capacità compositive e per la grande conoscenza dei generi del mondo gothic..credo che lei ne sappia poco….soprattutto ha ascoltato malamente il nostro album altrimenti non avrebbe parlato della mancanza di ritornelli che possono essere ricordati (le cito solo charade). La finisco qui senza voler disquisire oltre….le chiedo solo una cortesia: se non si conosce cosa si ha davanti è sempre meglio declinare…lei ha parlato superficialmente di elettronica senza (ripeto) aver ascoltato in modo professionale il nostro lavoro….e il sarcasmo della parola utilizzata da lei “fatica” lo conservi per l’abbondante presenza in Italia di gruppetti che realmente sono cloni l’uno dall’altro ma che comunque vengono sempre apprezzati. La mia richiesta è quindi semplice: quando un genere non si conosce non si recensisce…la ringrazio nel caso in cui dovesse leggere le mie parole. Buon lavoro.”

  3. Marco ha detto:

    Comunque non sono d’accordo con la stroncatura netta, però il disco non è molto interessante. Poi ogni scarrafone è bello a mamma soja!

  4. armando ha detto:

    Marco…mi consigli qualche disco uscito ultimamente che reputi molto interessante? Ovviamente che sia italiano e dello stesso genere..attendo

  5. Mario ha detto:

    Spiritual Bat?

  6. Narciso ha detto:

    Dai dopo la figura di merda del recensore ecco gli amici, guarda caso napoletani come lui,… che lo difendono…. vorrei vedere il tesserino da giornalista di questo signore…… guarda caso nello stesso mese Rock Hard mette sette ai Donamorte e questo addirittura mette 4,5!!!!!! come si fa a scrivere buona produzione e poi mettere 4,5… è chiaramente una recensione scritta perché commissionata…

    1. SDP ha detto:

      Caro Narciso, per prima cosa si tenga per sè parole come “figura di merda” visto che in un paese libero come il nostro, un’opinione discordante è solo un modo diverso di vedere le cose e le diversità di vedute fanno solo bene. Secondo, visto che NOI non abbiamo gli strumenti per capire da dove scrivono i nostri lettori, LEI come può dire “guarda caso napoletani come lui”. Eviti di dire puttanate. Poi, sorvolerei sulla terza puttanata, anzi no, le spiego. I critici, o meglio, opinionisti musicali non sono tenuti ad avere il tesserino da giornalista. Alcuni di noi lo hanno, altri non lo hanno per scelta. Non è un obbligo, un dovere o altro. Poi il fatto che un sito metta un voto alto non implica che ogni altra testata debba fare lo stesso. Succede agli U2, agli Arcade Fire, a Bruce Springsteen, vuoi che non possa accadere per i Donamorte? Infine, non si permetta di scrivere “è chiaramente una recensione scritta perché commissionata” perchè se c’è una cosa che contraddistingue la nostra testata è proprio l’alto grado di libertà che ci prendiamo. Non scriviamo su commissione, non facciamo pubblicità e diciamo sempre ciò che pensiamo, anche a costo di prenderci gratuiti attacchi, anche personali perchè alle band e i loro amici non piace quello che scriviamo. Spero vivamente che i membri del gruppo affrontino il loro percorso artistico con uno spirito diverso da quello dei loro sostenitori perchè se credono davvero di essere tanto bravi e intoccabili ho paura che rimarranno molto delusi un giorno; quando manca l’umiltà e la voglia di migliorarsi potrebbe accadere, sapete?!

  7. Marco ha detto:

    Narciso, Santi Lumi ma che pena mi fai?

  8. armando ha detto:

    Signor recensore anche questa volta ha sbagliato. .ed onestamente nella sua risposta ci sono troppe parolacce..una cosa un po strana per chi dice di essere super partes! Comunque la chiudiamo qui…ci prendiamo questo voto strano (! ) e ce lo portiamo a casa…aggiungo un’ultima cosa: noi siamo persone umili e non abbiamo bisogno che qualcuno ci dia questo consiglio per un solo motivo: siamo intelligenti. Buona fortuna

  9. sic ha detto:

    io penso che si possa anche accettare un voto basso per poter dare di più, senza offendersi. a me il disco non è piaciuto, ma ci sarà gente che lo adora. son gusti e non è questione di ignoranza. un artista questo lo deve sapere, se realmente è umile.

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