AnotheRule – AnotheRule

Written by Recensioni

Lo ammetto, sono un nostalgico. Subisco tutto il fascino del supporto fisico: rimuovere l’involucro, aprire il cofanetto, sfogliare il libretto leggendomi i nomi di chi ha collaborato, di chi ha suonato e prodotto e, infine, prendere tra le mani quell’ambita circonferenza sono parte di un rito a cui difficilmente riesco a dire di no. E quando questo capita per un lavoro che mi è chiesto di recensire non posso che esserne felice.La band in questione sono gli AnotheRule, giunti al loro omonimo debutto discografico dopo un’esperienza di palco e di live che si sente e fa la differenza. Ufficialmente nati nel 2008, in realtà radicano la propria storia nel 2002 quando, con il nome di Mayday, fanno il botto nella Londra underground firmando per la Fire Records e condividendo il palco con mostri sacri del calibro dei QOTSA. Tornati a Roma alla fine degli anni zero ripartono all’attacco con questo rinnovato progetto.

Un sound caldo, maturo, denso, sospeso tra il grezzo e il sognante pervadono questo lavoro. I nostri oscillano tra il caldo rock di matrice Soundgarden e fugaci visioni di psichedelia, in un connubio che vive di un’anima unica e sorprendentemente definita, costellata qua e là da qualche divagazione di chiara origine stoner. Il tutto magistralmente diretto da una formazione che sa fare il proprio mestiere, che mostra un’ottima preparazione ed una capacità di rendere i brani dovuta sicuramente all’intenso lavoro live.Si inizia con un mid tempo sognante, giocato sui tom, su un giro ipnotico di chitarra ed una voce onirica ed evocativa: “Power Trip” ci catapulta direttamente all’interno dell’aspetto più psichedelico dei nostri, ripreso in brani come “Overboard”, “Thinking on” e “Wizen Up” e sapientemente diluito in altri momenti del disco. “Chew Your Pain” e “Who I Am (I Am Not)”, seconda e quarta traccia del disco, rientrano tra i brani più sfacciatamente hard rock. Riff d’impatto, groove sostenuto: la band romana convince anche su lidi più tradizionali.

AnotheRule” è un disco solido, interessante dall’inizio alla fine e ben suonato. I nostri passano a pieni voti questa prima proposta in studio, presentandosi già come una band matura, con un proprio sound e una propria direzione musicale. Ottimo anche il lavoro in fase di produzione. Sicuramente degna di nota è la capacità di aver impresso un marchio sonoro sul disco, rendendolo personale ed inequivocabile, aspetto che a molte release di questi tempi manca, rendendo molti lavori piatti ed anonimi. Tutto in questo lavoro parla la lingua degli AnotheRule e non ci si può sbagliare, non ci si può confondere con altri gruppi: la personalità concreta e importante dei trio romano si fanno sentire. E sicuramente non dovreste ignorarli.

Last modified: 29 Marzo 2013

One Response

  1. Cristian Ciccone ha detto:

    Vorrei capire come fa ad essere “hard rock” Who I Am, I am not…

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