Tutti Fenomeni @ Latteria Molloy, Brescia | 17.02.2023

Written by Live Report

Il live del rapper e cantautore è stato un’esperienza immersiva.

(di Cristina Bettinzoli)

Si è concluso sabato scorso a Roma “Antidoto alla morte”, il primo vero tour di Tutti Fenomeni, iniziato a Torino il 12 gennaio.

È proprio nei migliori club d’Italia che Giorgio Quarzo Guarascio ha trovato la dimensione ideale per presentare il suo ultimo album, Privilegio Raro, uscito a maggio 2022 per 42 Records / Epic Records Italy e prodotto con Niccolò Contessa de I Cani.

Tuttavia, la scaletta del tour non ha incluso solamente i brani di questo ultimo disco, ma ha ripreso anche le canzoni che hanno sancito l’esordio dell’artista con l’album Merce Funebre, prodotto sempre in collaborazione con Niccolò Contessa e pubblicato a gennaio 2020.

Se finora avevamo avuto modo di assistere a Tutti Fenomeni in concerto solamente in singole date – ricordiamo la partecipazione al MI AMI Festival – è con questa tournée che viene finalmente sancito l’irriverente talento di Giorgio.

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Abbiamo assistito alla penultima data del tour alla Latteria Molloy di Brescia, venerdì 17 febbraio 2023, dove a stravolgere l’atmosfera rilassata del piccolo club è stato l’arrivo di Tutti Fenomeni sul palco, subito accompagnato dalla band che lo accompagna dal vivo: Francesco Bellani alle tastiere, Francesco Aprili alla batteria e Giorgio Conte alla chitarra e basso. Dietro di loro, ad incorniciare la scena, l’artwork ispirato a René Magritte realizzato da Valerio Bulla per Privilegio Raro. Ed è iniziata proprio così la performance, con la title track, singolo che aveva anticipato quest’ultimo album. Ed il parterre si infiamma già sulle prime note.

Addentrandoci nella prima parte del concerto, ascoltiamo Mister Arduino, Filosofia e Non porto più la pena, e si capisce fin da subito che il vero talento di Giorgio sta nel saper ogni volta rimescolare le carte, proprio quando meno te l’aspetti. Fermo, quasi impassibile di fronte al pubblico che invece balla e canta, Tutti Fenomeni utilizza citazioni e riferimenti letterari per affrontare temi scomodi, per andare a fondo di ogni tematica. Una forte irriverenza, frutto anche del suo background trap con l’esperienza nel trio romano Tauro Boys, si sovrappone a suoni unici, che mescolano il classico e il moderno, il passato ed il futuro, rimanendo sempre coerenti. È una Faccia Tosta la sua, in grado sia di fare pungenti critiche mascherate da ritornelli sia di raccontare con cinismo e sarcasmo esperienze personali.

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Ormai completamente assorbito dal folle universo di Tutti Fenomeni, il pubblico si lascia poi trasportare dalle sonorità dei brani più melanconici del suo repertorio, Vitaccia, Infinite volte e Diabolik, dove in passaggi come “Mi fai provare così tante cose / allo stesso tempo / allo stesso tempo / Sapevi darmi più di un bacio / con lo stesso bacio / allo stesso tempo” sembra quasi di intravedere il lato più umano e sentimentale dell’artista. È solo un attimo, però, perché con il pezzo Cantanti, dal sound già più dark, vengono rimescolate le carte e il parterre ricomincia a ballare. Assistiamo così anche ad un piccolo medley di cover, sempre in chiave ironica e pungente, dall’inaspettata Bagno a mezzanotte di Elodie fino a Brividi di Mahmood e Blanco.

Intanto, nel mezzo di questo cataclisma musicale, le uniche interazioni dirette con il pubblico avvengono solo per ringraziare tutti i presenti, i suoi musicisti e coloro che hanno collaborato alla realizzazione del tour. Giorgio non esce mai infatti dal personaggio di Tutti Fenomeni, se non per prendere in giro con ironia il pubblico che lo acclama.

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Il live prosegue poi nella sua seconda parte con un alternarsi di brani del primo album che coinvolgono il pubblico, come Qualcuno che si esplode, Marcel e Valori aggiunti, e successi più recenti: da Addio a Antidoto alla morte, con la presenza nella base della splendida voce di Francesco Bianconi dei Baustelle, da Parlami di Dio a Il grande Modugno, pezzi più energici e ballabili.

Alla fine del concerto a tornarmi in mente è un passaggio de La calunnia (Intro), il brano che apre Privilegio Raro, in cui Giorgio canta “Avevamo forse bisogno noi / per amare la vita oggi / di un cataclisma?”. È forse in questa domanda lasciata volutamente aperta, che fa riferimento ad un’intervista a Marcel Proust del 1922, che possiamo sintetizzare tutta la spiazzante irriverenza del lavoro di Tutti Fenomeni.

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Last modified: 14 Marzo 2023