Puglia Tag Archive

Salvario – Canzonetta da Bar [VIDEOCLIP]

Written by Anteprime

In esclusiva su Rockambula, il videoclip di “Canzonetta da Bar”, primo estratto dall’album di esordio di Salvario, nome del progetto solista del cantautore pugliese Salvatore Piccione.

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I DISCHI CHE NON TI HO DETTO | Italia sintetica

Written by Recensioni

I confini tra Rock ed Elettronica sono ormai estremamente labili e da tempo la materia sintetica si insinua anche nelle produzioni nostrane, contaminando e rinnovando la tradizione cantautoriale o rinnegandola totalmente con lo sguardo proiettato oltre i confini della Penisola.
Tra le uscite degli scorsi mesi di questo 2016 abbiamo selezionato alcuni dischi in cui, sebbene giochi di volta in volta un ruolo diverso, la componente Elettro è di certo essenziale e imprescindibile.

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Après la Classe || Intervista

Written by Interviste

Un gruppo che offre il meglio di sé nei suoi concerti, ma che non si risparmia nei dischi in studio sprizzando energia ovunque. Con quasi venti anni di carriera alle spalle sono una delle formazioni più longeve dell’Indie Rock italiano. Ne abbiamo parlato con Puccia che si è fatto portavoce della band

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Gadjos

Written by Interviste

Incontriamo i Gadjos, sappiamo già di avere poco tempo perché i ragazzi sono alle prese con un nuovo album (Bordellandia) e con il lancio del primo singolo estratto dall’album (“Iride”). Più che di un nuovo album si tratta di un progetto molto grosso, complesso e particolare, parliamone direttamente con loro.

Ciao ragazzi, grazie per averci dedicato questo tempo, sappiamo che siete alle prese con qualcosa di molto importante, ma partiamo dall’inizio: chi sono i Gadjos?
I Gadjos sono 5 ragazzi normalissimi che si sono uniti con l’obiettivo di amare il più possibile la loro musica, di farla apprezzare alla gente e di far capire cosa sia il ROCK…nel senso sporco del termine…non usiamo questa parola per far moda…e di gruppi così ce ne sono troppi!

Non siete novellini del settore Rock, da dove siete partiti? Dove volete arrivare?
Siamo partiti un po’ come tutti…dalle sala-prove in polvere e in lamiera…con tanta energia positiva e voglia di mettere subito in chiaro le cose…che la musica inedita emergente debba ribaltare questa politica discografica, che rispecchia fedelmente quello che oggi è il nostro paese…è da folli pensare di poterci riuscire…ma ci eccita provarci!!!

Sappiamo che state lavorando sul vostro nuovo album, Bordellandia, ma sappiamo anche che non si tratta di un album classico, ci potete dare qualche informazione in più?
Si tratta di un lavoro complesso…un lavoro in atti, come in teatro: 4 album, 4 canzoni per disco, un totale di 16 inediti! Ora stiamo registrando “BORDELLANDIA ATTO I: IL PESO DELL’INCOSCIENZA”, sono 4 canzoni davvero cazzute e mature…figli di diversi stili musicali.

L’album verrà lanciato con un singolo, “Iride”, in questi giorni abbiamo visto un piccolo trailer del video, quali sono le date che dobbiamo tenere d’occhio per non perderci nessuna novità che riguardi i Gadjos?
Abbiamo qualche data in Puglia, però stiamo lavorando ad un evento live, e per scaramanzia non diciamo!!! Se andrà in porto saremo ben orgogliosi di comunicarvi tutto!!! E sarebbe una bellissima soddisfazione per una band emergente! Seguiteci sulla nostra pagina Facebook per tutte le novità! https://www.facebook.com/pages/GADJOS/105869616118973?fref=ts

Per i musicisti è molto importanti essere al centro della scena musicale, per quanto riguarda l’Italia tutto sembra che parta da Milano, una delle scene più attive per quanto riguarda i live e gli eventi. Voi venite dalla Puglia, è tutto più difficile o è solo diverso? Per voi Milano cosa rappresenta?
Da noi si fa una fatica assurda, forse oseremmo dire imbarazzante. Il boom delle tribute band sta lacerando ogni comunicazione tra gli emergenti e i locali che fanno musica, nel nostro piccolo si suona anche tanto ed è bello che la gente ti faccia complimenti suoi tuoi lavori…per fortuna siamo ottimisti per natura e si va avanti con determinazione, per il semplice motivo che ci divertiamo quello che suoniamo, vorremmo portare questa energia positiva anche a Milano, non ci siamo mai stati, ma non vogliamo essere nebbia di Piazza Duomo, ma un raggio solare che incuriosisca e faccia scatenare un po’ di rock’n’roll!!

Quali sono le difficoltà che una band incontra per arrivare ad avere un po’ di spazio e farsi conoscere? Servono di più i live o i social?
Oggi il miglior manager che possa darti un minimo di visibilità sei tu stesso, non siamo ossessivi dei social, i locali sono quelli che sono, un business ignorante, ma crediamo ciecamente nella potenza dei live, sui dischi siamo tutti bravi oggi, la differenza la fanno i palchi, noi veniamo dal sudore e dell’energia del rock, non ci piace suonare dal vivo con sequenze e aiutini, la trinità del “basso-batteria-chitarra” è vangelo per la nostra musica.

Cosa serve ai Gadjos per avere più possibilità di farsi apprezzare dal pubblico? Un’etichetta può essere la soluzione o è solo uno dei tanti step che servono ai musicisti?
Servono produttori esecutivi che debbano avere il coraggio di investire nuovamente tra gli emergenti, è una pura utopia, ma abbiamo il sentore che la debacle musicale italiana sia talmente devastante oggi, a tal punto da rivalutare la situazione, di sbirciare nei sotterranei e li ci siamo anche noi.

Gadjos e interviste: tanti gruppi che ho intervistato sono a disagio con un microfono sotto il naso o una telecamera puntata in faccia, voi come vivete questa situazione? Tortura necessaria o opportunità? O entrambe?
Ad oggi è sempre un piacere raccontarci, dovesse diventare una fortunata routine … non siamo dei santi, ci potrebbe risultare una gran rottura di scatole, ma ingoieremmo questo amaro calice volentieri!!!

Quando potremo finalmente vedervi dal vivo a Milano?
Speriamo presto!!! Anche a minuti!!!

Grazie mille per il tempo che vi abbiamo rubato, possiamo tornare presto a fare due chiacchiere con voi per sapere come procedono i lavori?
Molto volentieri!!!! un saluto a tutti e sempre sintonizzati nel nostro recinto, Iene!!!!Rock’n’Roll!!!!

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Giacomo Toni in “Piano Punk Cabaret” Tour

Written by Senza categoria

Giacomo Toni ritorna a distruggere il suo pianoforte accompagnato solo da una batteria: una selezione del suo miglior repertorio all’insegna della provocazione e della sperimentazione narrativa. Contro la piaga neo-puritana, storie di un’umanità che sguazza nel cosiddetto male portano il linguaggio ai poli estremi dell’intensità. Si chiama “Piano Punk Cabaret”, lo spettacolo con il quale il “punk-autore” inaugurerà il 2015, un nuovo ed intrigante progetto che segna una tappa ulteriore all’interno della sua carriera artistica: ora non più la ‘900 Band (il funambolico sestetto compagno d’avventura tra studi di registrazione, concerti e vita quotidiana), ma un essenziale e pragmatico Duo, un pianoforte che faticherà a contenere tutta la sua foga espressiva ed una batteria che tra piatti, casse e rullanti darà man forte, accompagnando classici tra “Il Bevitore Longevo” e “L’autoambulanza” ma anche new entry come “Codone lo Sbirro”. Roma, Bologna, Napoli, ma anche Toscana, Puglia, Calabria e numerose altre tappe fino alla metà di febbraio, quando ripartirà insieme con Lorenzo Kruger (frontman dei Nobraino) con il tour de Gli Scontati, il progetto omaggio al repertorio di Paolo Conte.
Giacomo Toni si esibirà con il suo nuovo spettacolo in tutta Italia a partire dal gennaio 2015, dopo una serie di anteprime durante il mese di dicembre, tra cui “Back Stage”, l’evento inaugurale delle Targhe Tenco 2014 nel quale si è esibito in concerto. Inoltre lo scorso 16 dicembre è uscito il videoclip di “Mi Ami?”, sua personale rivisitazione dello storico brano dei CCCP, mentre nel corso del 2015 è prevista l’uscita del nuovo disco, a due anni dalla pubblicazione di “Musica per Autoambulanze” (MArteLabel, 2013), album del vero esordio da solista di Giacomo Toni.

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Sonic Daze – First Coming

Written by Recensioni

Massimiliano Demata, Vittoriano Ameruoso, Serena Curatelli e Giuseppe Santorsola sono i Sonic Daze che esordiscono a fine 2013 con il loro Ep First Coming. Pugliesi e passionali i Sonic Daze ci presentano un lavoro prima di tutto con una copertina niente male disegnata da Shawn Dickinson e soprattutto formato da sei tracce che spaziano senza alcun dubbio tra un Rock’n’Roll molto esplicito e un Punk veloce, e a volte divertente che fa immaginare gavettoni e guerre di cuscini. Tutto questo si scorge fin dalle prime note di “Hear Me Calling” quel tanto orecchiabile da rimanere impressa senza però risultare banale. “When the Sun” incarna perfettamente quello che dicevo prima, l’aria d’estate che tarda ad arrivare ma quando arriva lo fa in modo violento e goliardico tra viaggi on the road, finestrini abbassati e musica a tutto volume magari proprio quella di First Coming. “Amorality” invece ha sonorità più dure rispetto per esempio a “So Many Colours” che con il primo arpeggio ci catapulta sulle spiagge assolate degli anni 60-70 e quel sapore molto British che in questo caso non guasta proprio. “Get out of the Way” chiude questo Ep in maniera consona anche se non è proprio la parola più appropriata.

Insomma, First Coming può risultare una sorpresa per gli amanti del genere e non solo per le sonorità molto naturali di un genere che alcune volte stona ma che questa volta nuota nelle atmosfere del Rock prendendone gli aspetti più ritmici. Tutto suonato con una tecnica molto buona e una precisione ritmica assolutamente da notare. Da sottolineare la registrazione in maniera assolutamente analogica senza l’uso del computer che rende il suono meno piatto e più presente. Insomma le influenze del gruppo sono anche molto chiare Beach Boys, Beatles, Sex Pistols, Ramones. Influenze chiare e non copiate. Infatti i Sonic Daze ci mettono del loro con audacia e senza paura dimostrando perché no professionalità e soprattutto profonda conoscenza del genere e della propria passione. Un esordio da ascoltare assolutamente, magari a tutto volume, e da portare in valigia!

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Banana Mayor – Zombie’s Revenge

Written by Recensioni

Provenienti da Bari, i Banana Mayor, dopo 8 anni di convivenza e di attività live, danno alla luce il loro primo EP autoprodotto dal titolo Zombie’s Revenge. Meno di trenta minuti sparsi in sette tracce. Se è vero che l’occhio vuole la sua parte, sorvolerei sulla cover in bianco e nero tutt’altro che spettacolare. Ma in fondo i ragazzi stessi non hanno fronzoli, sprigionano violenza da tutti i pori, concentrandola nel loro Stoner Rock camuffato da Thrash Metal (o sarebbe più corretto dire il contrario?). Lo spazio per siparietti zuccherosi è pari a zero, si schiaccia il tasto PLAY e poi si poga a testa bassa come forsennati per l’intera durata del disco. Se fossero originari del Texas non avremmo dubbi che avrebbero un futuro roseo davanti, qui in Italia la strada è più impervia. Ho citato il Texas perché sia il cantato growlche i riff poderosi della chitarra hanno rievocato in me antichi echi di panteriana memoria. Certo, a volte le atmosfere polverose della scuola Stoner fanno capolino, come in “Gala”, dove anche le cleanvocals sono meno centellinate rispetto alle altre songs. Non illudetevi troppo però: i quattro pugliesi sono cattivi e picchiano come fabbri. La quintessenza della loro furia sono i due capitoli che compongono il brano “Dualism”, stracolmo di tempi tiratissimi e muri sonori incrollabili. Chiude l’opera “Shadows Arise”, un’ecatombe messa in note, che non trovando pace, implode sfumando.

Beceri come i Pissing Razors, sudisti come masticatori di tabacco, rabbiosi come se fossero originari di Arlington: questo sono i Banana Mayor. Peccato che ogni canzone sia troppo somigliante all’altra, colpa anche del genere suonato. Mi piacerebbe sentirli presto dal vivo. Potrebbe essere un bagno di sangue.

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Carmilla e il Segreto Dei Ciliegi – Anche se Altrove

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La musica come essenza di infiniti mondi mentali. Come bagliori di nuove vite attraverso un percorso molto spesso lastricato di ostacoli. La musica come ripartenza verso un’anima nuova che vive e respira “anche se altrove”. L’arte a trecentosessanta gradi per sfiorare quella perfezione celestiale che quando si tramuta in suono si schiude sulla nostra natura più autentica, quella natura più fragile: l’identità nascosta, talvolta strappata dalle gelide parole degli altri. Una perfetta peregrinazione per presentare il primo album Anche se Altrove di uno dei più interessanti gruppi del panorama pugliese Carmilla e il Segreto Dei Ciliegi. Il significato del nome è duplice. Infatti da un lato c’è Carmilla, noto vampiro della letteratura irlandese che si rigenera nelle varie epoche e che qui diventa immagine di quel Suono/Essenza che sopravvive al tempo e ai cambiamenti, dall’altro ci sono i fragili ciliegi simbolo tradizionale di forza e invito alla rinascita nella cultura orientale. Insomma Anche se Altrove è una porta, un varco che se attraversato porta ad un’esistenza parallela fondamentale per ricominciare un nuovo viaggio, sulle vie e sulle emozioni di una vita già vissuta, forse da cui prendere esempio.

Anche se Altrove è l’album di esordio, in uscita a breve, dei Carmilla e il Segreto Dei Ciliegi, giovane band che attraverso undici brani raccoglie la bellezza, quella più profonda di un mondo difficile, ostile, in declino, ma sempre degno di essere amato con tutte le forze. Undici brani Rock, a tratti forte, come il bellissima “Anche se Altrove” che da il titolo all’album, sospirato, dondolante e cornice di testi studiati e affascinanti. Un fascino che da subito si scorge dall’artwork di Patrizia Emma Scialpi. Una ragazza che dondola appesa ad un filo d’erba è l’immagine della vita libera da domande e dalle oppressioni quotidiane. E sono proprio queste le sensazioni che suscitano i loro brani, un senso di forza, di libertà, ma anche una profonda ricerca di se stessi e delle origini del mondo. Interessante è il brano “Dorjiee” indissolubilmente legato alla causa tibetana, utilizzato anche per l’apertura straordinaria del Padiglione Tibet nella performance di danza contemporanea Elemento Sottile. Come interessante è “Addestro il Pensiero” brano che apre l’album, o come “Inosservata”, “Non Oso o Non so” e “Clochards” che parla dell’amore con la A maiuscola.

Insomma, un primo album interessante nella sua intera concezione, ma anche un lavoro studiato e soprattutto vissuto nel tempo e in linea con le esperienze della band, formata da Giuliana Schiavone, voce e chitarra acustica, Anna Surico, chitarra elettrica e tastiere, Roberto Ficarella, batteria e tastiere, e Marco Bellantese, basso elettrico.

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