Maria Antonietta Tag Archive

10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #01.12.2017

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10 SONGS A WEEK | la settimana in dieci brani #03.02.2017

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Non chiamateci Spice Girls || Intervista alle Roipnol Witch

Written by Interviste

Qualche settimana fa ho recensito il disco delle Roipnol Witch, quiIl mio giudizio non è stato particolarmente positivo sul piano prettamente artistico, ma, come si suol dire, de gustibus.

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Thegiornalisti & Maria Antonietta + Chewingum

Written by Live Report

L’estate a Torino è uguale a quella di tutte le città dell’Italia del nord lontane dal mare: il caldo, l’afa, la riduzione delle corse degli autobus che costringe ad interminabili attese, le zanzare e, peggio del peggio, la riduzione dei concerti per dare più spazio ai festival estivi. Ma i festival si svolgono quasi sempre nel fine settimana, e durante le settimana che si fa? Ci pensa la Scuola Holden che, in collaborazione con Hiroshima Mon Amour, ha organizzato per il secondo anno consecutivo la rassegna Stand by Me – Racconti di un’Estate. Stasera tocca all’esibizione dei Thegiornalisti seguiti da Maria Antonietta + Chewingum. Il sole è già tramontato da un po’, ma la band romana non può che cominciare con “Per Lei”(il sole splende anche a Torino) per dare il proprio saluto alla città. L’atmosfera si scalda subito, tanto che il pezzo successivo ci vede ballare tutti con “Balla”, appunto. Il clima è ormai torrido in tutti i sensi e là sul palco lo è ancora di più, lo dimostra anche l’abbigliamento Moda Mare a Positano del frontman Tommaso Paradiso: costume giallo e maglietta. Si rallenta in po’ con “Proteggi Questo Tuo Ragazzo”, ma ci pensa “Fine dell’Estate” (suonata giustamente a metà concerto, è ancora troppo presto per farla diventare un finale) a riattivare il mood mani in alto ed urla al cielo. Si prosegue ancora con altri cavalli di battaglia tratti da Fuori Campo (“Mare Balotelli” e l’ “Importanza del Cielo (Miyazaki)”) ma non mancano anche brani appartenenti ad altri album come“Io Non Esisto” (Vol.1), con la quale i Thegiornalisti tentano di simulare il finale, ma si tratta di una farsa e lo sappiamo tutti, manca uno dei pezzi forti, che abbiamo già cantato in macchina o fischiettato in giro per tutto l’inverno appena trascorso; “Promiscuità” arriva puntuale a chiudere il concerto, portandosi dietro quell’atmosfera estiva che non riusciamo ancora a goderci appieno. Tommaso scende dal palco e viene a cantarla tra il pubblico che gli si stringe intorno in un unico grande abbraccio promiscuo di odori, sudori, Autan sulla pelle di uno che si mescola all’ Off sulla pelle dell’altro. Certo, gambe abbronzate ne ho viste ben poche, abbiate pazienza, ma posso garantire sulle tette sudate e le mani sul culo.

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Poi è la volta di Maria Antonietta e dei Chewingum, la band con cui ha realizzato il suo ultimo Ep Maria Antonietta Loves Chewingum, una raccolta di brani tratti da Sassi e dotati di nuovi arrangiamenti in chiave electro-pop, che talvolta arrivano ad alterare perfino le linee melodiche tanto da rendere alcune canzoni a tratti irriconoscibili. Tutto questo scatenerà un vero e proprio dibattito in auto a fine concerto sulla questione: è giusto o meno alterare così tanto delle canzoni già scritte in un determinato modo, tanto da farle sembrare altre canzoni? A parte un lieve problema iniziale della voce, il concerto procede tra alti e bassi perché costretto a sormontare le montagne di scazzo cosmico di Maria Antonietta, che durante la serata raggiunge almeno tre picchi: uno nel momento in cui ci dice che questo mondo non fa per lei e non riuscirà mai a capirci niente, l’altro quando annuncia che lascerà per un po’ le scene per mettersi a fare la casalinga, e l’ultimo quando nell’annunciare la sua canzone “Con gli Occhiali da Sole” dice che la suddetta le fa schifo ma fortunatamente con i Chewingum ha trovato un modo di suonarla che le piace (e meno male!).

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Verrebbe da abbracciarla forte forte Maria Antonietta. Verrebbe da dirle che noi in questo mondo non ci capiamo un cazzo da più tempo di lei, ma non è il caso di deprimersi e deprimere l’intero universo. Verrebbe da chiederle se anche lei non si stanca di questo personaggio decadente, nato probabilmente dal suo reale carattere (può saperlo solo chi la conosce di persona), ma che tiene ormai le redini di tutta la performance quando invece a cavalcare un concerto ci dovrebbero essere prima di tutto le canzoni. Il concerto si chiude con la piacevole cover di “Fotoromanza” di Gianna Nannini. Mi porto a casa una piacevole serata, qualche dubbio sparso qua e là e le prime gocce di un temporale che ha deciso di non scoppiare più

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La prima edizione del Truentum Music Fest, questo weekend a Martinsicuro (TE)

Written by Senza categoria

Sabato 1 e Domenica 2 agosto si terrà la prima edizione del Truentum Music Fest, organizzato dal Comune di Martinsicuro, in provincia di Teramo.
L’evento è totalmente gratuito e si terrà in Piazza Cavour, a due passi dal mare.

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Ecco la line-up completa e gli orari!

SABATO 1 AGO:
Ore 22:00 Borghese
Ore 23:00 albedo
Ore 00:00 Maria Antonietta

DOMENICA 2 AGO:
Ore 22:00 Two Guys, One Cup
Ore 23:00 Black Eyed Dog
Ore 00:00 Jennifer Gentle

I DJset pre-serata saranno invece a cura di Pink Rabbits

evento facebook – https://www.facebook.com/events/120110518325550/

 

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Maria Antonietta – Maria Antonietta Loves Chewingum

Written by Recensioni

Nuovo, breve EP per Letizia Cesarini, in cui la cantante pesarese, insieme ai Chewingum, già al suo fianco durante il tour autunnale elettro-acustico “Tra me e Tutte le Cose”, rimette mano ad una manciata di brani del suo ultimo disco Sassi e si lancia in una cover Synth Pop (alquanto piacevole) di “Fotoromanza” della Nannini. Maria Antonietta polarizza, la ami o la odi, così si dice. Io che in musica sono abbastanza moderato (che brutta parola) invece preferisco, al manicheismo dell’evitare come peste e dell’abbracciare come vitelli d’oro, il girarci intorno del curioso al museo: attento, ma col distacco di quell’ultimo metro che lascia lo sguardo libero di osservare le cose nella loro interezza. E insomma a me Maria Antonietta a volte piace nella sua libertà così sincera (o nella sua sincerità così libera), altre volte mi pare infettata da quello scazzo indie che dopo un po’ stufa. Tutto questo per dire che Maria Antonietta Loves Chewingum si porta dietro questa doppiezza; le canzoni sono sempre canzoni di Maria Antonietta, solo sporcate di ritmiche elettroniche, suoni frizzanti, suggestioni giocattolo. I Chewingum pure mi piacciono abbastanza (ludici, simpatici, si fanno apprezzare nei loro divertissement anarcoidi – date un’orecchia a Nilo: cazzeggio senza fine, ma con una certa arguzia). Qui appunto continuano il loro errare irrispettoso e sorridente (“Tra Me e Tutte le Cose” sulla base di “Clint Eastwood” dei Gorillaz…) che rivoluziona in qualche misura l’apparenza più superficiale dei brani ma non sposta eccessivamente il baricentro: rivisita con sguardo diverso (e un po’ strabico) canzoni che, comunque, già funzionavano nel loro disco d’origine. (“Giardino Comunale”, per dire, a me piaceva più prima – ma è questione di gusti). Maria Antonietta Loves Chewingum è un’aggiunta non fondamentale alla discografia della Cesarini: se ne siete ghiotti godetevela che il materiale c’è, altrimenti passate oltre.

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Maria Antonietta Loves Chewingum è il nuovo Ep di Maria Antonietta

Written by Senza categoria

Ad un mese esatto dalla conclusione di un breve ma intenso tour europeo, martedì 21 aprile uscirà il nuovo ep della cantautrice pesarese. Si intitolerà Maria Antonietta Loves Chewingum e conterrà alcuni brani dell’ultimo album Sassi, trasformati dall’amore che lega Maria Antonietta ai Chewingum, band già al suo fianco nel tour autunnale electro-acustico “Tra me e tutte le cose”, insieme ad un’ insolita cover di Fotoromanza. Insieme hanno sradicato e reinventato i brani di Sassi, rendendoli elettronici, esotici, psycho-pop, wave: “Mi sembrava davvero di cantarle per la prima volta. E tante persone che passavano ai concerti alla fine mi chiedevano: “Ma dove li trovo questi brani?” racconta Maria Antonietta “E io rispondevo che esistevano solo lì, nell’aria, solo per quei pochi minuti e se volevi riascoltarli dovevi tornare al concerto. Ma era un vero peccato anche perché i concerti sarebbero finiti di lì a breve. E così abbiamo deciso di registrarli e di far vedere loro la luce, almeno ad alcuni.”

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“Tra Me e Tutte le Cose”, il nuovo video di Maria Antonietta

Written by Senza categoria

Dopo il successo del tour elettrico – 60 date in più di sette mesi – parte sabato 15 novembre da Venezia Tra me e tutte le cose, il nuovo tour electro-acustico di Maria Antonietta, che presenterà il suo ultimo disco Sassi – pubblicato a marzo per La Tempesta – in una nuova veste, più minimale e raccolta. Per questa occasione la cantautrice pubblica il nuovo video del brano che dà il nome al tour, “Tra Me e Tutte le Cose” appunto, una celebrazione del tour con la band attraverso le immagini riprese al concerto al Covo Club di Bologna ad ottobre. In questa nuova avventura Maria Antonietta sarà accompagnata da Giovanni Imparato e Fabio Marconi che impreziosiranno i brani con un’elettronica minimale, organi e chitarra elettrica. “Voglio creare una specie di bolla magica in cui tutto sarà minimalissimo ma potente, potente come sono le cose dette con il cuore e suonate insieme a una persona che conosce il tuo cuore.” racconta la cantautrice “Sarà una prova di forza. Sarà una specie di esperimento, sarà un tornare al momento in cui i brani sono stati scritti e sarà bello stare molto vicini e sentirsi respirare e sentire il rumore che farà il freddo fuori.”

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Nuovo Tour acustico per Maria Antonietta

Written by Senza categoria

Sassi, il mio ultimo disco uscito per La Tempesta, è il disco che mi rappresenta di più tra quelli che ho scritto e non mi stanca mai. Così dopo 60 date in in poco più di sette mesi e molti abbracci ricevuti ho deciso che tra Novembre e Dicembre suonerò questi brani solo con la chitarra acustica. Sarò accompagnata da Giovanni Imparato e Fabio Marconi che li impreziosiranno con un’elettronica minimale, organi e chitarra elettrica. Voglio creare una specie di bolla magica in cui tutto sarà minimalissimo ma potente, potente come sono le cose dette con il cuore e suonate insieme a una persona che conosce il tuo cuore. Sarà una prova di forza. Sarà una specie di esperimento, sarà un tornare al momento in cui i brani sono stati scritti e sarà bello stare molto vicini e sentirsi respirare e sentire il rumore che farà il freddo fuori“.

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Gluts

Written by Interviste

Ciao ragazzi e benvenuti su Rockambula. Cominciamo a raccontare la storia dei Gluts. Come e quando sono nati?

I Gluts sono nati a fine 2010. Dopo vari cambi di formazione e soprattutto di sonorità la svolta vera c’è stata sicuramente a settembre 2012 con l’ingresso di Claudia al basso. Con lei abbiamo finalmente trovato la strada giusta per quello che poi è oggi il suono dei Gluts  e il suono di Warsaw.

Da quali band sono influenzati i Gluts?

Credo che principalmente siamo una band Punk. Anche e soprattutto per la forte attitudine DIY in cui crediamo davvero molto e che ad oggi ci ha dato sempre grandi soddisfazioni. Se parliamo di influenze sonore, sarà banale e scontato dirlo ma sicuramente il suono dei Joy Division e il “wall of sound” degli A Place to Bury Strangers ci hanno influenzato parecchio.

Warsaw è il vostro nuovo disco; a cosa vi siete inspirati per la sua composizione e di cosa trattano i testi?

Credo non ci sia stata una vera e propria ispirazione a livello compositivo. Non ci siamo mai seduti attorno ad un tavolo per decidere cosa volevamo da questo disco o cosa potesse piacere alla gente. Oltretutto non abbiamo MAI avuto un approccio cantautorale alla composizione delle tracce. È molto difficile che qualcuno di noi arrivi con una canzone “preconfezionata”. Tutto quello che sono i brani di Warsaw nasce da pura improvvisazione in sala prove; senza regole, senza schemi o preconcetti. Attacchiamo gli ampli, ci registriamo e vediamo cosa viene fuori. Le idee buone diventano poi canzoni..le altre..vengono scartate. Per quanto riguarda i testi, sarò breve: trattano di tutto quello che ci circonda; la vita, le ingiustizie della vita quello che ci piace o quello che ci fa incazzare. Alcuni testi hanno anche tematiche forti, vero, ma voglio a nome di tutta la band sfatare il mito che i Gluts “siano una band impegnata”. Non è una cosa che ci è mai interessata e non ne saremmo nemmeno in grado. Preferiamo lasciarlo fare ad altri.

Che tipo di lavoro avete svolto per le fasi di mixaggio e registrazione e dove è avvenuto il tutto?

Registrare il disco è stato davvero una figata. Principalmente perché abbiamo lavorato con persone che conoscevamo già da tempo e che sono prima di tutto amici. Le registrazioni sono state fatte vicino a Domodossola nello studio di Francesco Vanni e Davide Galli (ex Piatcions) insieme a James Aparacio, produttore inglese che ha lavorato con band enormi come Liars o Spiritualized (tra le altre). Diciamo che lavorare per la prima volta con qualcuno che conosceva davvero bene a livello di sonorità quello che stavamo cercando è stato molto bello e gratificante. Le fasi di mixaggio poi sono state fatte direttamente da James nel suo studio di Londra; poco da aggiungere, il tocco inglese si sente, noi siamo estremamente soddisfatti ed il disco suona da paura. Era proprio quello che volevamo, un suono internazionale.

A cosa aspirano i Gluts?

(Ride ndr); le aspirazioni! Diciamo che aspiriamo a fare musica che soddisfi ed esalti prima di tutto noi stessi. Quest’anno ci siamo già tolti delle belle soddisfazioni (il MiAmi, A Night Like This Festival ed altri due festival che faremo a breve) e ne siamo felici. Suonare il più possibile, nel limite degli impegni lavorativi di ognuno di noi, è sicuramente l’aspirazione più grande. Riuscire a portare Warsaw al di fuori del nord Italia e anche all’estero sarebbe figo e ci stiamo infatti muovendo per far si che succeda. Non abbiamo più, purtroppo, vent’anni e quindi ovviamente ci sono anche altre priorità. La musica però è la nostra passione, da sempre. Non siamo dei professionisti ma lo facciamo nel modo più professionale possibile e quindi pretendiamo professionalità e serietà.

Dei vostri live cosa ci dite, è difficile trovare un posto dove suonare ed organizzarsi? Nella vostra città come siete messi?

Credo che la dimensione LIVE sia proprio quella dove si possa apprezzare di più chi siamo veramente. Dico questo perché è capitato spesso che amici o anche persone che non conoscevamo dopo un nostro concerto venissero a farci i complimenti per la rabbia e la passione che ci mettiamo. Sul palco  diamo davvero TUTTO e questo chi viene a sentirci credo lo apprezzi molto. Per quanto riguarda l’organizzarsi, ad oggi non sapremmo darti una risposta certa perché stiamo appunto cercando di organizzare un mini tour promozionale di Warsaw in giro per l’Italia per il prossimo inverno e vedremo come andrà. A sensazione comunque penso che ci sia dell’interesse ancora vivo per la musica LIVE e soprattutto gente che abbia voglia di sbattersi e organizzare concerti come si deve. Su Milano, mi permetto di citare mio fratello Marco: “Milano è una bella città, ma un posto del cazzo se si parla di musica” (ride ndr).

Parlando di concerti: dove suonerete nei prossimi giorni?

Abbiamo ancora due date confermati per l’estate e una già confermata per fine settembre. Saremo sabato 9 agosto a Piateda (SO) al Rock And Rodes mentre martedì 12 agosto saremo a Fara Vicentina (VI) all’Anguriara Fest. Siamo molto esaltati di partecipare a questi due festival perché quando siamo stati contattati dagli organizzatori abbiamo subito avuto la sensazione di parlare con persone che ci mettono una passione enorme e credono tantissimo in quello che fanno. Questo è davvero molto importante per noi e quindi non vediamo davvero l’ora. Per fine settembre invece siamo molto contenti di aprire la stagione di un locale storico della nostra zona come il Circolone di Legnano in compagnia di Maria Antonietta. Precisamente venerdì 26 settembre.

Come è stato accolto Warsaw dalla critica?

Direi che tutto sommato fino ad oggi non ci possiamo lamentare. Un risultato fin qui positivo. Come spesso succede un mix di mega esaltazione e disfattismo totale dove la verità sta sempre nel mezzo. Permettimi di dire che secondo me chiunque ascolti Warsaw in maniera oggettiva e senza preconcetti o cazzate attorno di nessun genere non possa dire di trovarsi davanti ad un disco BRUTTO o prodotto MALE. Poi ovviamente, come tutto, può piacere o non piacere per le più svariate ragioni. Dal canto nostro ci abbiamo investito davvero tanto tempo, tanti soldi e tanti sacrifici quindi ci crediamo moltissimo.

Siete già a lavoro per qualche altro disco o in generale materiale inedito?

Abbiamo iniziato da poco a lavorare su qualche nuova traccia ma è tutto ancora in fase embrionale. L’idea è quella comunque di non stare mai fermi e quindi in tempi relativamente brevi riuscire a buttare fuori un Ep oppure perché no un secondo LP (ride ndr).

Bene ragazzi, l’ intervista si chiude qui, concludete come meglio credete…

Buon natale e… mi raccomando!

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“Abbracci” è il nuovo video di Maria Antonietta

Written by Senza categoria

“Abbracci” è il nuovo video di Maria Antonietta estratto dall’ultimo lavoro Sassi uscito all’inizio dell’anno. Il video è stato diretto da Chiara Gambuto per La Tempesta Video. Buona visione da Rockambula.

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Versailles – Vrslls

Written by Recensioni

Non so se si possa definire realmente un incontro/scontro, come amano descriversi i Versailles nella loro biografia, quello fra Damiano Simoncini (Maria Antonietta, Young Wrists, Damien*) e Manu Magnini (Container 47, Key-Lectric, Scanners), perché il duo pare essere sempre in perfetta sintonia. Più veloci ed incazzati dei francesi Chevreuil e degli Stooges di Iggy Pop, in sole sette canzoni i Versailles riescono a condensare tutto il senso del Rock ‘n ‘Roll! Quando con solo voce, chitarra e batteria si riesce ad arrivare a questi livelli creativi si potrebbe persino gridare al miracolo, tant’è che basta sentire l’iniziale “Summer Pain” affinché il pogo possa iniziare (se messa in play in un qualsiasi Club Rock). “(T)rap to the E. Y. A. H.” è invece una preghiera onirica e visionaria in cui la chitarra sposa alla perfezione i ritmi della batteria ed i versi cantati/recitati ossessivi della voce. Di diversa impostazione sono invece “Honey, We’re Ready to Funck!” (in cui i due ragazzi sembrano aver studiato alla perfezione i dischi degli Mc5 e degli X) e “Everybodytalks For Free” che forse si ispira un po’ troppo alla mitica “I Wanna be Your Dog” degli Stooges, che sicuramente avrete avuto modo di ascoltare anche in film quali Trainspotting, Lock & Stock – Pazzi Scatenati, Transporter 3, Il Corvo 2 ed in tanti altri che ora non mi soggiungono. “Find the Enemy” sembra invece un potenziale brano dei Marlene Kuntz in salsa Punk (concedetemi questo ossimoro), mentre “BLahBlahBlah” riporta alla memoria i Dead Kennedys di Jello Biafra. Il duo pesarese ci dà dentro fino alla conclusione del “Vrslls Ep” che purtroppo arriva con “Bring the Noise” (che non c’entra nulla con l’omonimo brano dei Public Enemy) forse a volere dimostrare che il futuro della musica italiana può e deve guardare a quanto fatto anche quarant’anni fa in America. E non è detto che ad ispirarsi al passato o a gruppi come i Sonic Youth si perda sempre il confronto. Ascoltare per credere!

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