String Theory – 3 Rooms

Written by Recensioni

Quando le cose non vanno esattamente come dovrebbero andare, quando la luce è troppo lontana per lasciarsi arrivare improvviso improbabili soluzioni che non fanno altro che gettare merda sulle mie situazioni mentali, la confusione totale. Improvvisano molto bene il loro debutto discografico gli abruzzesi String Theory , registrano 3 Rooms con l’intenzione di sperimentare ossessivamente tutto quello che chitarra, batteria e sax riescono a tirare fuori all’idea del momento, niente voce e d’altronde chi se ne frega visti i risultati. Vogliamo a tutti i costi rompere le considerazioni monotone e maledettamente ripetitive della musica attuale per scavare una nicchia sempre più profonda dove ficcarsi prepotentemente, bruciamo tutte le convinzioni e guardiamo oltre l’immaginabile. Perché gli String Theory ti prendono per mano e ti fanno viaggiare con loro, tutta musica improvvisata, suoni sonici e le sovraincisioni la prendono nel culo. Improvvisare significa comporre istantaneamente, 3 Rooms suona talmente bene da sembrare studiato nei dettagli, troppo laceranti le cavalcate del sax elettronico, i pedali indiavolati e la batteria padrona della ritmica mancante di basso. Adoro pezzi come “I can’t see the horizon”, mi lascio sballottare da “a.f.a.”, non trovo mai una situazione di pace interiore sul quale appoggiare le mie frustrazioni. Post rock o semplicemente post è il termine per definire 3 Rooms, un disco che potrebbe benissimo essere il “dopo” di qualsiasi genere musicale, innovazione sonora e continua ricerca del suono nella sua migliore espressione. Una sorta di ricerca della felicità musicale. Per questo siamo d’accordo sul fatto che gli String Theory sono una grande realtà musicale abruzzese alla conquista dell’Italia sofisticata, povera e ingenuamente bacchettona. Ovvio che parliamo di musica molto spessa da approcciare a muso duro e con la voglia di sorprendersi ad ogni riff sempre molto singolare e innovativo.

Un grande album che rende omaggio a una grande band, gli String Theory fanno uscire chiunque lo voglia da imbarazzi penetranti, il viaggio è gratis, perderlo sarebbe una grande cazzata.

Last modified: 14 Novembre 2012

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