Picozzo – Cuory

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L’EP di esordio del cantautore abruzzese ammicca all’it-pop ma mai troppo

[ 04.03.2019 | autoprodotto | indie, pop, rock ]

Se il dibattito circa il reale valore del termine ‘indie’ sembra già non aver fine, approcciarsi al primo EP di questo cantautore con tale categorizzazione complica ulteriormente le cose.

Cinque canzoni ambientate nei vari contesti della vita giovanile, come l’università tra l’ansia della laurea e professori sguscianti come anguille, ed ovviamente l’amore, che sia passionale, non corrisposto o a tratti adolescenziale. Picozzo decide di nuotare controcorrente nel mare magnum della nuova scena indie italiana apprezzandone il linguaggio ma comunque rimanendo fedele alle sue chitarra e drum machine. Le influenze sono variegate ed eterogenee, partendo dal rock d’autore del roster La Tempesta arrivando al it-pop di label come Maciste e Bomba Dischi, ma il chitarrista abruzzese riesce ad allontanare con stile ogni facile etichetta. Parquet è il pezzo decisamente più pop, di quel pop da playlist Spotify tanto in voga ultimamente, mentre subito dopo nella nenia acustica di Ye! scopriamo un lato più delicato e introverso dell’autore.

Conclude il quadro il rock altalenante di Tossico di tendenza, un pezzo che rappresenta al meglio l’instabilità, tema centrale di Cuory. L’instabilità dell’età giovanile che trasuda dai testi e soprattutto l’instabile tensione musicale tra pop e rock che si snoda lungo l’intera composizione.

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Last modified: 18 Marzo 2019

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