Pere Ubu 19/02/2015

Written by Live Report

Pere Ubu @Spazio 211, Torino, 19/02/2015

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Non c’è davvero bisogno di presentazioni per i Pere Ubu. La band di Cleveland, OH, United States, è attiva ormai da quarant’anni nel panorama musicale internazionale. Risale al 1978 infatti il loro capolavoro “The Modern Dance”. Molte cose sono cambiate da allora, ma altre sono rimaste invariate, come la presenza di David Thomas (unico superstite della formazione iniziale), o come la voglia di continuare a ballare una danza moderna di suoni, senza lasciarsi invadere dalla nostalgia per i tempi che furono. Dopo quarant’anni, dopo aver rappresentato il trampolino di lancio per la New Wave partendo da elementi di Blues e Punk, la loro parola d’ordine sembra essere ancora sempre e solo una: sperimentazione. Ed è proprio a questo aspetto che viene dedicata la prima parte del concerto, mentre la seconda si concentra sui brani tratti dagli ultimi lavori in studio; l’ultimo, Carnival of Souls, è dello scorso anno. La nostalgia resta in disparte anche per ciò che riguarda la performance live. Ok, Thomas ha bisogno di un bastone per camminare. Ok, canta seduto. Ok a volte il suo sguardo ha la stanchezza di chi ha visto tanto e pure troppo nella vita (o forse è solo brillo), ma questo non gli consente di evitare una performance brillante, pazzesca, ironica e inquietante allo stesso tempo. Si dimena, anche da seduto, in movimenti ed espressioni facciali tra rabbia e disperazione, e si lancia in monologhi carichi di ironia: ci confessa ad esempio che avrebbe desiderato essere un cantante Soul circondato da belle donne come Barry White. Ne segue tanto di spogliarello che si limiterà ad un solo calzino, sfilato dal piede e fatto volteggiare per aria prima di ritornare al suo posto. È mezzanotte e mezza, dopo due ore la bottiglia di Barbera accanto a David Thomas è a metà, ma il concerto è finito. Giusto il tempo di salutare e rubare la scaletta dal palco. Poi i Pere Ubu si dissolvono e a noi non resta che tornare a casa sulle note di una danza moderna ancora molto attuale.

Last modified: 7 Marzo 2015

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