Ghiaccio1- The First Ep

Written by Recensioni

“Non crediamo nell’esistenza dei generi musicali, la musica è un fiume ed è unica, dunque nelle nostre canzoni potrete trovare le influenze di numerosi artisti e numerose altre band”.

È così che si presentano i Ghiaccio 1, quattro (ora diventati tre) audaci e bizzarri musicisti del teramano che mossi da una certa genuinità smaliziata e liberi da ogni pregiudizio, fanno con la musica un po’ quel che vogliono. Ho avuto il piacere di vederli sul palco di Streetambula, contest dedicato a formazioni emergenti Pop e Rock che si è svolto lo scorso 31 agosto a Pratola Peligna e ora vi racconto cosa ne penso. È vero, il loro intento è quello di non aderire a nessun genere in particolare; forse ci riescono o forse no. In realtà il filo conduttore del loro primo lavoro, una demo di quattro tracce, è un Pop camaleontico che assume forme e sfumature diverse durante tutti i sedici altalenanti minuti.

“Tic Tac” parte con un liquid guitar, un basso pulsante e una batteria marziale che si fondono in un Funky abrasivo e incalzante che però puzza di un po’ di Negramaro. “Mary” col suo ritmo allegrotto condito da sferzate di feedback e virate Psych Rock, è un evidente richiamo al Folk italiano che inaspettatamente s’incupisce grazie a un infantile e macabro carillon burtoniano. “Lisergia” è di certo il loro pezzo migliore, chiaro è il riferimento all’immortale Psichedelia di stampo floydiano ed è qui che le capacità tecniche dei nostri giovani abruzzesi si fanno avanti, la voce di Alberto Di Festa perde l’inclinazione melodica per farsi più matura e aspra, chitarre e batteria procedono fluide e decise. Nella conclusiva “Labbra e Fauci” di nuovo prepotente il bisogno di Di Festa e compagni di non rispettare nessun canone musicale proponendo un improbabile connubio tra Verdena e le Vibrazioni conditi con un pizzico di misoginia.

È chiaro i Ghiaccio 1 hanno un forte desiderio di sperimentare, quasi per non sentirsi etichettati o incatenati a un genere preciso; il problema è che la loro eterogeneità rischia d’incamminarsi verso l’inconsistenza, o meglio, nella spersonalizzazione. È bene che s’incanalino invece verso tendenze quantomeno più precise e circoscritte, che costruiscano uno stile personale e riconoscibile, è questo ciò di cui hanno necessariamente bisogno i Ghiaccio 1 e non c’è niente che gli impedisca di riuscire.

Last modified: 4 Ottobre 2013

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