Cranchi – L’impresa della salamandra

Written by Recensioni

Un disco assolutamente necessario per gli amanti del cantautorato.

[ 23.11.2018 | New Model Label | pop cantautorale ]

Con una voce tanto interessante quanto evocativa e poliedrica che a tratti ricorda Battisti, a tratti Bugo, Massimiliano Cranchi confeziona un disco cantautorale che più classico nella parte lirica non si può; la musica che contorna la voce dell’autore spazia dal folk blues al pop rock in maniera versatile e convincente e il risultato è questo L’impresa della salamandra, disco difficile non tanto da ascoltare, quanto da inquadrare.

Se l’iniziale brano Atacama suggerisce uno stile desertico quasi lo-fi e folk energico in stile Pan Del Diavolo, già al secondo brano l’atmosfera si fa più languida e intima. Si passa quindi a un folk radicale per poi buttarsi in un viaggio nella tradizione cantautorale italiana fino alla bellissima Ta Pum, canto alpino attribuito al compositore Antonio Piccinelli Di Chiari che apre la strada alla closing track, A te che aspetti il treno, il pezzo più interessante di tutto il disco, il più rock se vogliamo, quello più carico e più melodico, uno dei pochi del disco che danno l’idea di poter funzionare anche al di fuori della nicchia di appassionati di cantautorato rappresentativo italiano.

Un disco difficile da consigliare ai non appassionati del genere, mancando di elementi innovativi, ma assolutamente necessario per gli amanti sia dei cantautori dei nostri padri, sia dei cantautori della penultima generazione, da Vasco Brondi a Brunori e Dente.

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Last modified: 9 Ottobre 2019

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