Terza Pietra Del Sole – Tutto Sotto Controllo

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Da varesino, riconosco di padroneggiare ben poco circa il panorama musicale della mia città.
Vuoi perché l’unica etichetta indipendente promuove soltanto gruppi extra-varesini, vuoi perché, lo ammetto, mi sono interessato poco al panorama musicale offerto dalla mia tanto amata cittadina perché sempre considerato “provincialotto”, non tanto per l’estensione della stessa, quanto perché conosco i varesini fin troppo bene…

Sbagliatissimo!

Tant’è che i Terza Pietra Del Sole (Band varesina, appunto, composta di tre giovani ragazzi: Elisa, Niccolò e Francesco) sono riusciti a farmi rivalutare non solo la musica offerta dalla Città Giardino ma, in parte, anche il “popolo leghista” che la popola.
Nel loro album di debutto, Tutto Sotto Controllo, che conta dieci tracce, tutte in lingua italiana eccetto l’ultima “My Past And My Present” (Che, se analizzata nel complesso del lavoro, sembra porsi come una sorta di epilogo dello stesso disco) grazie alle quali possiamo assaporare il gusto del buon rock italiano, ben eseguito e, altrettanto bene, registrato si avvertono delle influenze dei grandi del passato. Due nomi su tutti: Janis Joplin e Led Zeppelin.
Questo è sicuramente dovuto anche al passato dei Terza Pietra Del Sole, fatto di numerosi live nei quali sono stati riproposti i brani proprio di questi “grandi”.
Tutto Sotto Controllo è un album che ha come protagonista indiscussa la “persona”, l’io di ognuno di noi, che cresce e si scontra con gli altri, ma soprattutto con se stesso cercando sempre l’appiglio per poter “cambiare le cose” e migliorarle.
È il frutto del nostro vissuto quotidiano, delle nostre gioie e delle nostre sofferenze, che ci hanno fatto diventare quello che siamo oggi, con i limiti e i punti di forza che ci troviamo cuciti indelebilmente addosso; perché, anche se apparentemente ci potrà sembrare, sono molto rari i casi in cui possiamo dire di avere effettivamente tutto sotto controllo.

È molto più frequente il sopraggiungere di quell’imprevisto che ci rovinerà i piani o, per lo meno, ce li indirizzerà verso una “strada non calcolata”.
Questa “indagine sulla condizione dell’uomo moderno” è affiancata da un rock “puro”, che si affianca perfettamente al filo conduttore di tutto il lavoro presentato, rendendolo un tutt’uno omogeneo che raramente si ritrova in lavori di ragazzi così giovani, facendo emergere quella maturità che sicuramente li porterà lontano e che, a volte, non appartiene nemmeno a musicisti “di vecchia data”.
Adesso aspetterò di sentirli suonare live, per capire se anche dal palco riusciranno a far emergere la passione che questo disco sprigiona, facendomi del tutto cambiare il pensiero che ho sui miei “cari”compaesani.

Last modified: 9 Novembre 2012

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